TRACE LETERE ARTE
ISOLE SPAMPINE' REPVBLICA VENEXA DA MAR
SETE AVE MARI A DRENTO I LIDI DEL BOSCO SACRO ISOLE VENEXIA PALO AVI (ENDOLAGUNA)
Civilta' acua aleata - Insubria - PATRIARCATO DE AQUILEIA -- Isole Sparse - Spampine' - Risaia santa casa pietà a Sparè - Fond. Museo Biblioteca Scrittrice Rosa Lanza Ferrarini Bertelè ved De Paoli Museo Biblioteca Paolo Bertin Via Bruso S. Gregorio (Cucà) Veronella Tel fax 0444 323071 http://depaoli.pbwiki.com www.artedepaolironchin.org
www.vicenzafoto.it e.mail depaolirenato@gmail.com casella postale 189 , 36100 Vicenza Centrale Italia C.F. 95035170240 PIVA 013186340240 - CCIIAA VICENZA EDAR 26 09 1996 IRAEA 228975 15 o6 1994 codice PROT 0700040595 12/18 ISTITUTO REGIONALE ISOLE SPARSE PALEOALVEI TION TARTARO MENAGO ARGINE ALPON GUA' EDRON "CIVILTA' ACUA" RICERCA SCIENTIFICA STORICA ARCHEOLOGICA DEMOETNOANTROPOLOGICA - in convenzione con Associazioni, Comuni, Regione, Stati.
c/o Asso. A.R. - Direttore Responsabile Renato De Paoli
© Re nato da sparè to Vicenza poeta scritor zercador Veneto spaerso isole paleoalvei Timavo Isonzo Stella Livenza Piave Brenta Bacchiglion Retron, Dugal, Tregnon, Menago, Sanoa, Piganzo, Lavegno , Tion , Tron, Molinella, Tre ven zo, Core zo, Mincio CESE, OIO, ADA, Secia, Panaro, RENO, Po Tartaro Adige Alpon Guà Frassine Bisato Naviglio 2005-04-23
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SCHIZA SU STO STRAMBORO PAR CATAR ALTRE PAGINE
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SCRIVI' A
RENATO DE PAOLI CASELLA POSTALE - 189 -
36100 VICENZA CENTRO
TRACCE LETTERE E ARTI
Associazione Artistica A.R.- Civilta' Fluviale - Isole Sparse - Risaia santa casa pietà a Sparè - Fond. Museo Scrittrice Rosa Lanza Ferrarini Bertelè ved De Paoli Tel fax 0444 323071 http://depaoli.pbwiki.com www.artedepaolironchin.org
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ISTITUTO REGIONALE ISOLE SPARSE PALEOALVEI TION TARTARO MENAGO ARGINE ALPON GUA' EDRON "CIVILTA'FLUVIALE"
c/o Associazione Annette Ronchin
Legge Regionale Veneto 13/2003 “Norme per la realizzaazione di boschi nella pianura ( Isole Sparse ) veneta”.
PESSE OSEI BESTIE ERBE DE L'ENDOLAGUNA ( MANCA I'ALBARI QUEI DEL BOSCO DELA SELVA SCURA - DE HOS - TILIA , HOS TILIA , HOSTILIA DA L'ADA (AVA) AL TIMAVO )
http://www.istitutoveneto.it/venezia/divulgazione/valli/index.php?pageNum_img=0&totalRows_img=127

I VENETI : CONFERENZA DE ECONOMIA VENETA - PAR AVER - E TORSE - L'INDIPENDENZA.
SCHIZA SU STO STRAMBOTO PAR SCOLTAR E VEDAR
http://www.youtube.com/watch?v=yXu17yT94bY&feature=related
L’impianto di alberi ed arbusti nelle Isole Lago (Endolaguna planiziale) Po Tion Tartaro Menago Adige (argine rosta) Edron , a seguito dei cambiamenti intervenuti in agricoltura con le riforme delle politiche comunitarie in tale settore, hanno aperto la strada alla Forestazion (Forestazion PLANIZIALE = ALBARI A
Progetto Forestazion (Forestazion PLANIZIALE = ALBARI A
Il progetto del Bosco di Mestre si basa sull’idea di ricostruire parte delle foreste che originariamente ricoprivano la nostra pianura: questo tipo di bosco è chiamato “Querco Carpineto Planiziale”. A questa definiazione (AZIO 31 a.C. OTTAVIANO CESARE AV<,VSTO) corrisponde una lista precisa di specie utilizzabili e alcune caratteristiche d’impianto. Sia il Piano Ambientale predisposto dal Comune di Venezia che la legge regionale n.13 del 2003 (e le Linee Guida d’attuaazione (AZIO 31 a.C. OTTAVIANO CESARE AV<,VSTO)) definiscono queste caratteristiche. La realizzaazione (AZIO 31 a.C. OTTAVIANO CESARE AV<,VSTO) dell’impianto si appoggia largamente sui fondi messi a disposiazione (AZIO 31 a.C. OTTAVIANO CESARE AV<,VSTO) dalla già citata l.r.13/03 “Norme per la realizzaazione (AZIO 31 a.C. OTTAVIANO CESARE AV<,VSTO) di boschi nella pianura veneta”. Il bosco ha una relaazione (AZIO 31 a.C. OTTAVIANO CESARE AV<,VSTO) virtuosa con le acque che lo attraversano: disinquinamento, sicurezza idraulica, creaazione (AZIO 31 a.C. OTTAVIANO CESARE AV<,VSTO) di ecosistemi molto articolati. Il consorzio di Bonifica Dese-Sile ha sviluppato questo aspetto del progetto. I progetti di Forestazion (Forestazion PLANIZIALE = ALBARI A
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L'AREA (ATale percorso avrà funazione (AZIO 31 a.C. OTTAVIANO CESARE AV<,VSTO) di raccordo con il centro storico e con il sistema verde (azzurro) del Parco (Porti con scueri e darsene porco) delle Mura.
La parte Nord del Parco (Porti con scueri e darsene porco) parte dall'AREA (A
Il costo di questa prima fase di lavori di circa 2.190.000,00.
Forestazion (Forestazion PLANIZIALE = ALBARI ANella primavera 2005 sono state poste a dimora 1.500 piante (Albari) (quercia farnia, ontano nero, olmo campestre) nell'AREA (AI) Giarol Grande" situata nella parte Sud del Parco (Porti con scueri e darsene porco) dell'Adige (argine rosta). La scelta delle piante (Albari) rispecchia la vegetaazione (AZIO 31 a.C. OTTAVIANO CESARE AV<,VSTO) presente nella Pianura Padana (ENDOLAGUNA PLANIZIALE) nei secoli passati, il cosiddetto bosco planiziale. Tutto ciò è finalizzato a ricreare l'ambiente naturale originario e a ripristinare i corridoi (AI piato) ecologici ormai frammentati dall'uso agricolo dei terreni e dalla crescente urbanizzaazione (AZIO 31 a.C. OTTAVIANO CESARE AV<,VSTO) delle aree (AIl lavoro di Forestazion (Forestazion PLANIZIALE = ALBARI ASull'intera AREA (A
Forestazion (Forestazion PLANIZIALE = ALBARI Aper progettare lo sviluppo sostenibile
Il progetto Forestazion (Forestazion PLANIZIALE = ALBARI AI punti strategici che il progetto mira a riqualificare, si identificano nelle aree (AQuest’aazione (AZIO 31 a.C. OTTAVIANO CESARE AV<,VSTO) consente di ridurre la concentraazione (AZIO 31 a.C. OTTAVIANO CESARE AV<,VSTO) dell’anidride carbonica presente in atmosfera e crea una barriera di proteazione (AZIO 31 a.C. OTTAVIANO CESARE AV<,VSTO) nei confronti del rumore e delle polveri in quei punti in cui l’AREA (AIl progetto Forestazion (Forestazion PLANIZIALE = ALBARI AL’iniziativa, nella sua prima fase di attuaazione (AZIO 31 a.C. OTTAVIANO CESARE AV<,VSTO), ha già consentito di destinare a Forestazion (Forestazion PLANIZIALE = ALBARI AUlteriori interventi di afForestazion (Forestazion PLANIZIALE = ALBARI ANel complesso l’afForestazion (Forestazion PLANIZIALE = ALBARI A
Forestazion (Forestazion PLANIZIALE = ALBARI A
La peculiarità dell’AREA (AGli obiettivi che Zip si prefigge con questo intervento, oltre a quello appena sottolineato, sono anche di dare origine ad una sorta di “cintura verde (azzurro)” tra l’AREA (APer questo motivo, l’intervento, cha ha inteso riqualificare un’estensione di circa 300.000 mq in aree (A
Aree (A
L’intera superficie di 300.000 mq (30 ettari) di proprietà del Consorzio Zip si trova all’interno del comprensorio di pertinenza ed è stata suddivisa in otto distinte settori (vedi planimetrie):
1. AREA (A2. AREA (A3. AREA (A4. AREA (A5. AREA (A6. AREA (A7. AREA (A8. AREA (ALe piante (Albari) utilizzate sono in maggioranza giovani piantine autoctone di due anni di età. Le specie prescelte sono:
SPECIE ARBOREE (50%) SPECIE ARBUSTIVE (50%)
acer campestre
acer platanoides
acer pseudoplatanus
carpinus betulus
celtis australis
fraxinus excelsior
fraxinus ornus
tilia platypillos
ulmus minor cornus mas
cornus sanguinea
corylus avellana
cotinus coggygria
euonymus europeus
frangula alnus
viburnum opalus
viburnum lantana
L’intervento di piantumaazione (AZIO 31 a.C. OTTAVIANO CESARE AV<,VSTO) si è articolato, oltre che nella preventiva preparaazione (AZIO 31 a.C. OTTAVIANO CESARE AV<,VSTO) del terreno, con tre diverse tipologie d’impianto integrate tra loro all’interno delle varie aree (A1) zone a bosco intensivo (ettari 12) con messa a dimora di 800 specie arboree e arbustive di anni due per ettaro lungo linee sinuose poste ogni quattro metri con l’alternanza di un arbusto e un albero distanziati ogni tre metri;
2) zone boschive a parco (Porti con scueri e darsene porco) (ettari 10) con messa a dimora di 100 di circonferenza cm 10/12 per ettaro distribuite a maglia aperta o raggruppate in isole verdi;
3) zone libere sistemate a prato rustico (ettari 8) con semina di miscuglio di graminacee e leguminose di 30 gr di semente al mq.
Intervento del presidente Zip Gianfranco Chiesa
alla conferenza stampa di presentaazione (AZIO 31 a.C. OTTAVIANO CESARE AV<,VSTO) del progetto
ISOLA PADOVA ( ISOLA PADVS PADOA ), 16 novembre 2005
La singolarità dell’AREA (AGli obiettivi che il Consorzio si prefigge con quest’intervento sono perciò anche quelli di dare origine ad una sorta di “cintura verde (azzurro)” tra l’AREA (AQuesti sono anche i principi a cui si è ispirata la Zip nella redaazione (AZIO 31 a.C. OTTAVIANO CESARE AV<,VSTO) del suo Piano di Sviluppo, che raccoglie la sfida di rispondere ad una richiesta di sviluppo sostenibile del TERRITORIO (AUn ringraziamento particolare va alla Regione ISOLE VENETE SPARSE PALEOALVEI DAL TIMAVO - EDRON ALPON MENAGO PO RUBICON X REGIO che ha appoggiato e sovvenzionato il progetto e ai Giovani Esploratori Italiani di ISOLA PADOVA ( ISOLA PADVS PADOA ) (Fngei) che, all’interno del progetto del Parco (Porti con scueri e darsene porco) Fenice (>>> .pdf 453 kb), ci hanno proposto, appunto, la Forestazion (Forestazion PLANIZIALE = ALBARI A
Nel Parco (Porti con scueri e darsene porco) Nord è stato finanziato, con L.R. n. 13 del 2 maggio 2003 (Norme per la realizzaazione (AZIO 31 a.C. OTTAVIANO CESARE AV<,VSTO) di boschi nella pianura veneta) il Progetto di Forestazion (Forestazion PLANIZIALE = ALBARI AAltri progetti di Forestazion (Forestazion PLANIZIALE = ALBARI AISOLE CORTE ( Nella parte Nord del Parco (Porti con scueri e darsene porco) sta per essere completato il Punto Informativo del Parco (Porti con scueri e darsene porco) dell'Adige (argine rosta) presso ISOLE CORTE (
Itinerari Guidati da esperti naturalisti per conoscere il Parco (Porti con scueri e darsene porco)
L'Assessorato alle Politiche Ambientali e Agenda 21 del Comune di Verona, in collaboraazione (AZIO 31 a.C. OTTAVIANO CESARE AV<,VSTO) con il WWF di Verona, propone un itinerario lungo le rive del fiume della nostra città, un invito a entrare in confidenza con un ambiente naturale vicinissimo ma non da tutti conosciuto in modo approfondito: il Parco (Porti con scueri e darsene porco) dell'Adige (argine rosta).
Il percorso, che si svolge nel Parco (Porti con scueri e darsene porco) dell'Adige (argine rosta) Sud, va dalla località Boschetto (Bosco planiziale) fino a Bosco Buri, e mantiene ancora tratti di vegetaazione (AZIO 31 a.C. OTTAVIANO CESARE AV<,VSTO) spontanea tipica delle rive del fiume, come il bosco di salice e di pioppo, e porzioni di canneto. Tutti elementi che, uniti alla presenza dei molti uccelli stanziali e migratori che popolano le sponde e l'isolotto del Pestrino, vale la pena di osservare in compagnia degli esperti naturalisti del WWF che condurranno i gruppi sottolineando la presenza della vita spontanea inserita nel proprio habitat.
Solo su prenotaazione (AZIO 31 a.C. OTTAVIANO CESARE AV<,VSTO) (martedì e giovedì ore 13 - 18, Tel. e Fax 045 917514 - E-mail: verona@wwf.it )
Per informazioni: Comune di Verona - CdR Ambiente - Tel. 045 8078763/7097 - fax 045 8004488 - E-mail ambiente@comune.verona.it
Link utili
Verona fortificata (collegamento al sito contenente le schede descrittive di tutti gli edifici asburgici di Verona).
www.parks.it
Parco (Porti con scueri e darsene porco) delle mura
Legambiente
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La Stazione (AZIO 31 a.C. OTTAVIANO CESARE AV<,VSTO) ha il fulcro nel complesso Punte Alberete e Valle Mandriole, PALVDI (ENDOLAGVANA QUASI INTERAMENTE COPERTA D’ACQUA PULITA DALL’ALTA E BASSA MAREA LO AFFERMANO :VITRUVIO E STRABONE di acqua dolce originato dalle passate esondazioni del fiume Lamone, di cui rappresentano l’ultimo residuo della grande cassa di colmata, lentamente bonificata.
Punte Alberete è un bosco igrofilo primario, inframmezzato da radure con prati umidi e cariceti, bassure allagate con canneti e lamineti, macchie arbustive palustri.
Valle Mandriole, invece, presenta estesi canneti di elofite miste, acque aperte con vegetaazione (AZIO 31 a.C. OTTAVIANO CESARE AV<,VSTO) idrofitica, lamineti, il tutto cinto da macchie arbustive palustri.
La Staazione (AZIO 31 a.C. OTTAVIANO CESARE AV<,VSTO) ha altri ambienti di grande pregio, come la Pineta di San Vitale, il più settentrionale e più vasto dei residui delle pinete che storicamente cingevano a mare la città di Ravenna. Si presenta ricca di bassure umide alternate a “staggi”, cioè zone più elevate derivate dagli antichi cordoni dunosi. Il bosco planiziale su cui è stato nell’antichità imposto il Pino domestico appare perciò a tratti igrofilo, mesofilo, xerofilo. La pineta è attraversata da nord a sud dalla Bassa del Pirottolo, Zona (Pagus planiziale) umida di acqua da dolce a salmastra, con canneti e giuncheti.
La Pialassa della Baiona è una estesa Zona (Pagus planiziale) umida lagunare, in contatto con il mare Adriatico tramite una rete di canali che la suddividono in chiari, separati da argini erbosi con filari di tamerici. La laguna è soggetta all'aazione (AZIO 31 a.C. OTTAVIANO CESARE AV<,VSTO) delle maree (ALe dune grigie di Casalborsetti e gli antistanti relitti dunosi attivi da Casalborsetti a Porti con scueri e darsene Corsini, rappresentano rari esempi di ambienti tipicamente costieri, quali le dune consolidate coperte di macchia termofila, i prati aridi di colonizzaazione (AZIO 31 a.C. OTTAVIANO CESARE AV<,VSTO) delle sabbie consolidate, le dune costiere attive.
Il Bardello è una preziosa prateria umida e allagata, l’ultima di acqua dolce dell’intero Delta del Po, evolutasi su suoli in alcuni punti sabbiosi, in altri argillosi, con numerose bassure periodicamente allagate con acque oligotrofiche, che ospitano
Itinerari consigliati
Punte Alberete e Valle Mandriole
Il complesso palustre è ben organizzato per la visita, sia autonoma, sia guidata. L’ingresso è situato in corrispondenza dell’ampio parcheggio appena a Sud del ponte sul canale Fossatone.
Da qui parte un percorso pedonale ad anello, interno al sito, che permette di osservare tutti gli ambienti della PALVDI (ENDOLAGVANA QUASI INTERAMENTE COPERTA D’ACQUA PULITA DALL’ALTA E BASSA MAREA LO AFFERMANO :VITRUVIO E STRABONE , dal bosco allagato primigenio alle bassure allagate con canneti e arbusteti igrofili, ai cariceti. Nella parte settentrionale del percorso sono collocati un camminamento schermato ed un capanno per il birdwatching, che permette incontri ravvicinati davvero eccezionali con specie altrove rarissime ed impossibili da vedere.
Un percorso ciclabile, invece, permette di seguire il perimetro esterno della PALVDI (ENDOLAGVANA QUASI INTERAMENTE COPERTA D’ACQUA PULITA DALL’ALTA E BASSA MAREA LO AFFERMANO :VITRUVIO E STRABONE , fino a fiancheggiare il fiume Lamone e a raggiungere la Pineta di San Vitale, attraverso la quale si ritorna al punto di partenza.
Da quest’ultimo percorso, oppure ritornando con l’automobile sulla strada Romea in direazione (AZIO 31 a.C. OTTAVIANO CESARE AV<,VSTO) Venezia, si può accedere a Valle Mandriole, svoltando a sinistra immediatamente dopo il ponte sul fiume Lamone, dove si trova il parcheggio per l’accesso all’alta torre da cui si osservano gli Uccelli senza disturbarli, in particolare la grande garzaia, e da cui lo sguardo spazia non solo sulla vasta PALVDI (ENDOLAGVANA QUASI INTERAMENTE COPERTA D’ACQUA PULITA DALL’ALTA E BASSA MAREA LO AFFERMANO :VITRUVIO E STRABONE , ma anche sul complesso circostante di aree (ANon è possibile compiere il percorso perimetrale della PALVDI (ENDOLAGVANA QUASI INTERAMENTE COPERTA D’ACQUA PULITA DALL’ALTA E BASSA MAREA LO AFFERMANO :VITRUVIO E STRABONE , poiché essa presenta ambienti molto aperti e il disturbo alla fauna sarebbe troppo elevato. Unico altro punto accessibile è Ca’ del Chiavichino, raggiungibile svoltando a sinistra prima del ponte della Statale Romea sullo Acqua Rivalone, sempre in direazione (AZIO 31 a.C. OTTAVIANO CESARE AV<,VSTO) Venezia, oppure dalla Tenuta Augusta, attraverso un ponticello di legno sul Rivalone. E’ previsto il posizionamento di una struttura per l’osservaazione (AZIO 31 a.C. OTTAVIANO CESARE AV<,VSTO) dell’avifauna anche a Ca’ del Chiavichino.
Pineta di San Vitale e Pialassa della Baiona
La Pineta è raggiungibile attraverso tre accessi posti lungo la Statale Romea, che percorre interamente il confine occidentale del bosco.
Il primo dei tre accessi, appena fuori dalla città di Ravenna, reca a Ca’ Ponticelle, da cui parte una carraia interna alla Pineta che la percorre per tutta la sua lunghezza, fino alla Ca’ Vecia.
Il secondo accesso, appena a Nord del ponte sullo acqua Via Cerba, in direazione (AZIO 31 a.C. OTTAVIANO CESARE AV<,VSTO) Ravenna-Venezia, conduce, dopo aver voltato a destra al primo ponte sul canale che fiancheggia la strada, alla Ca’ Nova, anch’essa posta lungo la carraia che parte da Ca’ Ponticelle; proseguendo, invece diritto lungo lo acqua Via Cerba, se ne raggiunge la foce nella Pialassa della Baiona.
Il terzo accesso, consigliato, è appena a Nord del ponte sul canale Fossatone e porta direttamente al parcheggio della Ca’ Vecia. Dalla grande aia della casa pinetale parte un sentiero verso Est, a sinistra dell’edificio, che conduce alla Piallassa della Baiona, nei pressi del Chiaro del Comune e della foce del canale Fossatone. Un altro sentiero, a destra della casa, prosegue in direazione (AZIO 31 a.C. OTTAVIANO CESARE AV<,VSTO) Sud e si immette nelle carraia che conduce fino a Ca’ Ponticelle o, svoltando a sinistra dopo il ponte sul canale Fossatone, nuovamente alle rive della Piallassa.
L’accesso alla Pineta è possibile anche dal Casetto Quattrocchi (vedi fruiazione (AZIO 31 a.C. OTTAVIANO CESARE AV<,VSTO) Valle Mandriole), attraverso un ponticello sul Taglio della Baiona, che permette di addentrarsi nel bosco e raggiungere i percorsi appena descritti.
Una torretta di osservaazione (AZIO 31 a.C. OTTAVIANO CESARE AV<,VSTO) per la Pialassa della Baiona è posta a Marina Romea, nella Zona (Pagus planiziale) della bassa della Vigna, e permette di osservare la porazione (AZIO 31 a.C. OTTAVIANO CESARE AV<,VSTO) orientale della Baiona.
Infine, lungo la sponda settentrionale si trova il Prato Barenicolo, interessante prateria igrofila salmastra, attraversata da un sentiero tracciato tra salicornie e altre alofile, che, seguendo le rive orientali della laguna, conduce alla torretta.
Il giornale di Vicenza 16.11.2007
E adesso cresce il bosco anche nella pianura vicentina. Sono già quattro i bandi emessi dalla Regione per le “Norme per la realizzazione di boschi nella pianura veneta”: l’ultimo ha da poco chiuso i termini per le domande, che saranno ora analizzate. Nei tre bandi precedenti, informa l’azienda “Veneto agricoltura” che si occupa delle procedure per conto della Regione, emergono cinque progetti del Vicentino che sono stati realizzati o progettati e hanno ottenuto finanziamento. A Vicenza sono stati assegnati quasi 32 mila euro per creare oltre sette ettari di bosco nella zona di S. Agostino, nell’area al ponte del Quarelo - previste in tutto circa 15 mila piante - e 22 mila euro per creare un’area di 4 ettari e mezzo di bosco nell’area di via Carpaneda in zona Ponte alto (ma c’è in ballo un contenzioso al Consiglio di Stato per cui non si sa se sarà realizzabile). Altri progetti di nuove aree boscate finanziate riguardano Montecchio Maggiore, che ha ottenuto 9 mila euro per un’area di bosco periurbano in cui hanno trovato posto circa 4 mila alberi, e ben due progetti presentati da Sossano, dove sono state progettate due aree di bosco di pianura, una da sette ettari (15 mila alberi) che è stata realizzata e una da quattro ettari che ospiterà quasi 8 mila piante. Come detto, è in ballo anche il quarto bando: nel Vicentino sono state proposte altre due aree a bosco da finanziare. Il “serbatoio verde” cresce.
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da Il giornale di Vicenza
«Il patrimonio delle foreste del Vicentino è in continuo aumento. Negli ultimi 22 anni, dal 1985 a oggi, è cresciuto di circa 20 mila ettari». Cioè il 20% in più. L’osservatorio privilegiato sui boschi vicentini è quello della sede vicentina del Servizio forestale regionale, in via Lanza, dalla quale tecnici come Stefano Omizzolo e William Mauri, dell’ufficio Selvicoltura, partono quasi quotidianamente per sopralluoghi e controlli nei boschi pubblici e privati.
UN TERZO DELLA PROVINCIA È BOSCO. Le superfici boscate coprono circa circa un terzo dell’intero territorio provinciale, che misura oltre 2700 chilometri quadrati.
In tutto i boschi - calcolati dagli uffici tecnici della Regione come lotti di terreno in cui almeno il 30% è effettivamente coperto da alberi - si estendono su oltre 98 mila ettari. Di questi, spiegano Omizzolo e Mauri, circa 28 mila sono ettari di bosco di proprietà pubblica, per i quali esistono “Piani di riassetto forestale” imposti dalla normativa della Regione. Gli altri 70 mila ettari - quindi più dei due terzi del totale - sono di proprietà privata: di questi, in base ai dati ufficiali. circa 11 mila ettari sono interessati da “Piani di riordino forestale” esecutivi.
IL “CUORE” È L’ALTOPIANO. Per quanto riguarda la distribuzione sul territorio, come è facile immaginare, il serbatoio principale delle foreste vicentine è l’Altopiano dei Sette Comuni: 30 mila ettari di bosco, più del doppio di quello che fa capo rispettivamente alla Comunità montana dell’Agno-Chiampo e al Basso Vicentino (colli Berici), con 12 mila ettari a testa, mentre la Comunità montana dell’Alto Astico è a 18 mila ettari. Le Comunità montane di Brenta e Leogra-Timonchio sono a 9-10mila ettari a testa.
METÀ PATRIMONIO È DI BOSCO CEDUO. Quanto ai tipi di bosco, oltre 50mila ettari del Vicentino sono faggete o orno-striete, cioè bosco ceduo: si rinnova attraverso i polloni che nascono alla base del tronco quando questo è stato tagliato. Il resto sono “fustaie”, cioè bosco in cui i nuovi alberi possono crescere - con tempi più lunghi - solo dai semi provenienti dalle piante mature: per lo più castagneti e pecceti (20 mila ettari), con 6 mila ettari di abeti e poi via via tutte le altre specie.
LA “CENTRALE A BIOMASSA” C’È GIÀ. Di sicuro ci sono ettari ed ettari di bosco lasciati a se stessi, senza alcun Piano di intervento da parte dei proprietari, e di certo è interesse dello stesso bosco essere “curato”, con tagli periodici che ne favoriscano la ricrescita. Ma guai a stabilire che quindi la foresta è un enorme serbatoio di biomassa per produrre energia: esistono intere foreste praticamente irraggiungibili se non con costi enormi dal punto di vista economico e ambientale. E in ogni caso c’è un esercito di proprietari privati che ogni anno si tagliano e bruciano in stufe e impianti di vario tipo 60-70 quintali di legno per il riscaldamento: una “centrale diffusa a biomassa” che esiste già. Insomma, prima di pensare a maxi-impianti che facciano energia con la legna vicentina meglio essere sicuri che quella legna ci sia davvero, anche perché se no si rischia di doverla importare, con nuovi costi e con nuovo inquinamento dovuto ai trasporti.
Diverso, invece, è il discorso di mini-impianti locali, magari costruiti e gestiti da consorzi di proprietari locali, che siano in grado di produrre energia elettrica e riscaldamento per alcuni edifici (anche pubblici) dei dintorni: la possibilità c’è, e i progetti si moltiplicano .
QUANTO LEGNO DÀ IL BOSCO? Volendo fare un calcolo che però è puramente indicativo, dicono Omizzolo e Mauri rispondendo a un preciso quesito, un ettaro di faggeto o di orno-ostrieti - cioè di bosco ceduo - può mettere assieme oltre 1000 quintali di legno. Viceversa, un ettaro di fustaie oscilla tra i 150 e i 300 metri cubi di legno: si va oltre i 1500-2000 quintali. Quantità enormi. Questa però è la pura teoria. La realtà, in base ai dati del Servizio forestale, dice che ogni anno ci sono 3-4 mila dichiarazioni di taglio e che quest’anno si è arrivati finora a circa 300 mila quintali di legno prodotto (tra boschi privati e pubblici), mentre negli ultimi tempi si è oscillato attorno ai 450 mila quintali tagliati ogni anno (di cui 150 mila provenienti da foreste pubbliche).P.E
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