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ALBERT GARDIN

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Parlamento Veneto

Monsieur Philippe De Villiers

 

 

Ce serait un honneur de vous avoir comme hôte principal pour la commération de la Chute de la République de Venise le 12 mai prochain (ou autre date proche au 12 mai): une commémoration “antinapoléonnienne”, “anti-révolutionnaire” et “anti-jacobine” que nous effectuons depuis longtemps.

 

Ce serait aussi une bonne occasion pour parler contre l’Europe des Burocrates, et en faveur de l’Europe des Peuples («Oui à l'Europe, non à Bruxelles») et pour le droit à l’indépendance des Vénètes jusqu’ici empêchée par le jacobinisme international.

 

Ici, dans notre Vénétie, il existe un mouvement d’idées très, très proche et sensibile à vos propos politiques que personnellement je crois de bien connaître.

 

Une visite, la Votre, qui serait dans le même esprit de celle que Soljenitsin a accompli en Vendée.

 

En espérant donc de vous recevoir bientôt à Venise, veuillez agréer mes salutation les plus cordiales.

 

Venise le 15 janvier 2009

 

Albert Gardin

 

ALBERT GARDIN

Lettera aperta a Sandro Vigani, direttore di Gente Veneta settimanale della Diocesi di Venezia.

 

 

Caro Direttore,

negli anni che seguirono la famosa Unità d'talia qualcuno dovette ammettere che dopo l'Italia fosse necessario fare gli italiani. A dirlo non era un anti-italiano come il sottoscritto ma dei sostenitori del giovine Stato sabaudo che aveva appena compiuto l'operazione militare di occupazione e annessione dei diversi Stati preunitari e tra questi anche lo Stato Pontificio. Una unità realizzata con la ragione della baionetta e dei massacri su cui è stato steso un velo di silenzi e di censure. Acqua passata ?

No, il malgoverno, la burocrazia assurda, gli squilibri territoriali dell'Italia attuale trovano la loro origine principale in quel processo dinastico-massonico e giacobino.

Ha partecipato anche lei magari solo con il cuore alla celebrazione della ricorrenza del XX settembre della breccia “patriotica di Porta Pia ?

Io non solo non vi ho partecipato (benché organizzata da amici miei), ma mi sono schierato pubblicamente contro perché nego la legittimazione storica alle occupazioni dei Savoia. Chi dettò quelle invasioni ?

L'unificazione italiana è stata una truffa per i popoli italiani in nome di una Unità che nessuno aveva richiesto. Per noi Veneti determinò il peggioramento delle nostre già gravi condizioni economiche e sociali, comportò, come primo effetto, un’emigrazione di massa dai nostri territori, una partecipazione alle avventure guerrafondaie, imperialiste e coloniali dei Savoia (in pochi anni, guerra all'Austria, allo Stato Pontificio, all'Albania, alla Grecia, alla Francia, all'Etiopia, all'eritrea, alla Libia, alla Russia) che causò la morte o la mutilazione di centinaia di migliaia di giovani, la distruzione dei nostri territori e la sottomissione, come se non bastasse, ad un regime dittatoriale come il fascismo. Che ci sarebbe da festeggiare il IV novembre ? Il milione di morti per allargare la dominazione sabauda ? I libici hanno preteso ed ottenuto un risarcimento dell'occupazione sabauda. Da noi, invece, evidentemente non stanchi, la si festeggia come un avanzamento.

No, Direttore, anche lei è vittima del pesante indottrinamento risorgimental-massonico che le scuole hanno compiuto su tutti noi.

Visto che la nostra Patria sarebbe l'Italia, e non il Veneto, perché non aggiorna il nome del suo giornale in “Gente del Nord-Est” ? Sarebbe più coerente verso la Patria italiana a cui Lei si inchina poiché quella Veneta sembrerebbe cancellata dalla prepotenza massonica.

Io, invece, continuo a coltivare il rispetto dell抲nica Patria che conosco, quella Veneta.

Il suo articolo dell�ovembre 2008 (Gente Veneta n. 42) mi fa ricordare l'tteggiamento arrendevole e servile dei prelati durante le varie occupazioni. Il Te Deum non si negò a nessuno: nel 1797 fu cantato solennemente per i giacobini servi dei francesi, nel 1798 per gli Austriaci nella veste di nuovi padroni, nel 1806 per il dominio francese, nel 1814 nuovamente per il ritorno degli austriaci, e nel 1866 per i sabaudi.

L'unità d'Italia sembra per di più costituire il modello di quella parte dell'Europa costituita a tavolino come l'unione Europea che puntualmente e significativamente viene bocciata dai referendum popolari, quando vengono indetti.

No, caro Direttore, non esiste una Patria italiana ma diverse Patrie inglobate prepotentemente nello Stato italiano. Sarebbe ora di rendercene conto e di porvi rimedio costituendo finalmente gli Stati Uniti d'Italia, un'alleanza democratica delle diverse e calpestate patrie italiane, tra cui ovviamente quella veneta.

Venezia, 9 novembre 2008

 

 

Albert Gardin

euvenezia@libero.it

 

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Grazie Francesco Fralezza per il tuo tentativo di rispondermi e, vista la tua disponibilità, non comune nel Forum, ti chiederei di chiarire alcuni passaggi del tuo messaggio:

 

1: Falezza: “Il Forum dei Veneti è passato, mesi or sono, dalle mani del comitato promotore ai rappresentanti di alcune associazioni e partiti che vi hanno aderito, questi hanno eletto un loro coordinatore, hanno nominato delle commissioni e si sono riuniti prendendo alcune importanti decisioni.”

 

Domanda a Falezza: quali decisioni?

 

 

2: Falezza: “… Il Forum dei Veneti ha approvato all'unanimità un progetto/piano d'azioni con obiettivo finale l'indipendenza”

 

Domanda a Falezza: Esiste un testo del “progetto/piano d’azioni” ? È possibile riceverlo ? Oppure è solo una enunciazione ?

 

 

3: Falezza: “Le azioni previste dal piano sono cinque e tra queste c'è anche quella elettorale, le azioni sono tutte importanti, ognuno può occuparsi del settore più consono alle proprie attitudini”

 

Domanda a Falezza: Quali sarebbero dunque le 5 azioni previste dal piano ?

 

 

4: Falezza: “non esistono due fronti, né due gruppi....”

 

Osservazione a Falezza: Mi risulta invece che sabato prossimo dovranno riunirsi i rappresentanti di 5 organzzazioni per costituire un cartello elettorale autonomo

 

 

5: Falezza: Parli di: “trattative in corso tra le forze venetiste”.

 

Domanda a Falezza: Quali trattative ? Con quali finalità ? Chi ne sarebbero gli agenti ? Perché non è una trattativa alla luce del sole ?

 

 

6: Falezza: “Il fatto che finora nessuna forza politica venetista indipendentista sia mai riuscita ad avere un peso rilevante nella scena politica Veneta (sottolineo VENETA) è solo grazie alle nostre divisioni e alla nostra incapacità di lavorare insieme su uno stesso progetto...”

 

Osservazione a Falezza: Se i lavori vengono effettuati nei corridoi e non alla luce del sole è ovvio che sarà difficile superare le divisioni e lavorare insieme su uno stesso progetto. Un progetto unico deve essere definito congiuntamente, insieme. Ecco il senso e la necessità di un Parlamento Veneto. Ma evidentemente nei gruppi che chiamate “venetisti” (termine consono alla partitocrazia italiana) manca assolutamente il concetto di Parlamento. Infatti lo sforzo che dovrà compiere il Parlamento Veneto sarà quello di coinvolgere nuove forze aperte alla prospettiva dell’indipendenza veneta.

 

Ti ricordo che la prossima riunione del Parlamento Veneto è fissata per il 20 gennaio prossimo (riproduco qui sotto l’invito). Vi parteciperai ?

 

Invito

 

PARLAMENTO VENETO

 

20 gennaio 2009, ore 20,

presso la Trattoria “Al Ponte” di Arlesega

Un primo appuntamento del Parlamento Veneto è fissato per il giorno 20 gennaio 2009, ore 20, presso la Trattoria Al Ponte di Arlesega (tra Grisignano di Zocco e Mestrino, uscita autostradale Grisignano di Zocco in direzione Padova). Durante l’incontro-cena si discuterà sul seguente odg:

 

Costituzione di una "fondazione" ossia una federazione di associazioni venete;

Rapporti Parlamento Veneto e Forum;

Rapporti con le prossime elezioni amministrative italiane ed europee;

Calendario prossimi appuntamenti

Per partecipare alla riunione del Parlamento Veneto (e alla cena) è però necessario prenotarsi entro il 18 gennaio con un breve e semplice messaggio di adesione all’incontro in riposta al presente invito.

Saluti

Albert Gardin

 

PS. Con riserva di spostare in qualsiasi momento luogo e data dell’incontro. Non assumiamo dunque nessun impegno verso coloro che non avranno inviato (via mail) la propria comunicazione di adesione entro il 18 gennaio.

 

 

 

Il 14-01-2009 19:01, "Francesco Falezza" ha scritto:

 

In questi giorni se ne sentono di tutti i colori, voglio abusare della vostra pazienza per spiegare quello che sta succedendo, anche per evitare la strumentalizzazione di notizie inesatte.......

I fatti:

Il Forum dei Veneti è passato, mesi or sono, dalle mani del comitato promotore ai rappresentanti di alcune associazioni e partiti che vi hanno aderito, questi hanno eletto un loro coordinatore, hanno nominato delle commissioni e si sono riuniti prendendo alcune importanti decisioni.

Il Forum dei Veneti ha approvato all'unanimità un progetto/piano d'azioni con obiettivo finale l'indipendenza, questo piano è stato presentato al pubblico nel pomeriggio del 13 dicembre 2008 nella sala conferenze dell'Hotel Venice di Grisignano.

Adesso spetta alle forze politiche, che lo condividono, unirsi per portarlo a termine.

 

Pertanto, al momento, non esistono due fronti, né due gruppi.... anche se è un'eventualità che potrà presentarsi se le trattative in corso tra le forze venetiste non andranno a buon fine.

Le azioni previste dal piano sono cinque e tra queste c'è anche quella elettorale, le azioni sono tutte importanti, ognuno può occuparsi del settore più consono alle proprie attitudini, pertanto il Parlamento Veneto può aiutare molto, tenendo conto che non è alternativo, ma complementare all'azione elettorale....

Il fatto che finora nessuna forza politica venetista indipendentista sia mai riuscita ad avere un peso rilevante nella scena politica Veneta (sottolineo VENETA) è solo grazie alle nostre divisioni e alla nostra incapacità di lavorare insieme su uno stesso progetto... speriamo che gli errori del passato servano per non ripeterli nel presente e nel futuro.....

Ciao tutti

Francesco

 

 

 

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ALBERT GARDIN

La Questione Veneta al Congresso dei Radicali Italiani

(Cianciano 30 ottobre 2008 – 2 novembre 2008)

 

Intervento di Albert Gardin (Congresso de la Nazion Veneta)

 

Sono qui in veste di utente dell’autobus radicale e come rappresentante della società veneta.

Vi porto il saluto del Forum Veneto che raccoglie una ventina di organizzazioni politiche impegnate sul fronte del recupero della nostra indipendenza. Il nostro impegno è quello di riproporre la questione veneta allo Stato italiano e all’Unione Europea.

Una battaglia che non è solo contro la sopraffazione che ci viene esercitata dall’esterno ma anche contro la passività, la rassegnazione di molti veneti stessi.

La società veneta, dalle radici antichissime, conosce un etnocidio che rischia di completarsi, cancellando un patrimonio storico di civiltà, di cultura, di lingua orginali, che non è solo un patrimonio nostro ma dell’umanità intera.

Nel 1797 il Veneto, allora Nazione europea, dichiaratamente neutrale rispetto agli altri Stati europei, subisce un’aggressione militare da parte dell’esercito francese, sceso in Italia non contro la Serenissima ma per fronteggiare l’esercito asburgico.

Napoleone, mettendo in luce le sue straordinarie qualità strategico-predatrici, trasforma il passaggio delle sue truppe nei territori veneti – passaggio consentito dalle autorità venete – in occupazione militare “de facto”. Occupazione che gli servì per un baratto negli accordi con l’Austria: la sovranità veneta in cambio dei territori delle Fiandre e di altro.

I Veneti, confidando nella loro proclamata neutralità e, purtroppo, nella lealtà altrui, dovettero subire la prepotenza di Francia e Austria.

Va detto, però, che nessuna autorità veneta – né dogale né giacobina, alleata dei francesi - ha mai sottoscritto né cessione né cessazione della nostra indipendenza e sovranità per cui la questione veneta, anche giuridicamente, rimane inaccettabile e, dunque, apertissima.

All’occupazione francese e a quella austriaca seguì nel 1866 quella del nuovo Regno d’Italia, senza che nel Veneto ci fosse una richiesta popolare in tal senso. Il plebiscito dell’ottobre 1866, fu una truffa palese, anche se non fu mai denunciata dai politici e dagli storici veneti che preferirono adagiarsi al nuovo occupante.

La colonizzazione italiana è stata ancora più devastante di quelle che l’hanno preceduta, determinando una fuga in massa, una emigrazione biblica per mancanza di qualsiasi prospettiva economica. Seguirono altre avventure in cui fummo costretti a partecipare: colonizzazioni in Africa, occupazioni di Nazioni Europee, guerre mondiali che comportarono la morte o mutilazione di centinaia di migliaia di giovani e la devastazione del nostro territorio e, per finire, la sopportazione del regime fascista.

Al regime sabaudo-mussoliniano seguì lo Stato repubblicano attuale che confermò però la politica centralstica ed antifederale della Monarchia Sabauda.

Il dissenso dei Veneti rispetto alla politica centralistica e antifederalistica dell’Italia si manifestò passivamente ma chiaramente: ad esempio con il voto preponderante ad una DC veneta di marchio centro-europeo; costituzione di un movimento autonomista e federalista come la Liga Veneta; con il voto favorevole al recente referendum confermativo della riforma costituzionale, in controtendenza rispetto al resto d’Italia. E, non ultimo, con la straordinaria solidarietà offerta ai Serenissimi che occuparono il Campanile di San Marco nella notte 8/9 maggio 1997.

Negli ultimi mesi, dopo un lungo periodo di politica dispersiva, abbiamo assistito alla compattazione di una ventina di organizzazioni autonomiste e indipendentiste volta a costituire per la prima volta un Parlamento Veneto, capace di rappresentare la società veneta e di diventarne una voce autorevole.

La nostra lotta non va confusa con la politica localista della Lega Nord. Il nostro obiettivo è più profondo, più storico, più radicale, fuori dagli schemi istituzionali della Repubblica Italiana: riappropriazione della nostra indipendenza per giocarla rispetto all’Italia e rispetto all’Unione Europea.

La morte di Haider ha scosso profondamente la società veneta dove l’esponente austriaco godeva di una popolarità forse anche superiore di quella, già forte, di cui godeva in Carinzia, e con accenti politici propri. Ai funerali di Klagenfurt ci siamo trovati in tanti veneti, rappresentanti delle diverse organizzazioni indipendentiste ed autonome venete. Haider guardava al Veneto per sfuggire al confino politico a cui era stato costretto per la sua critica all’Unione Europea ed i Veneti si rapportavano ad Haider per bucare, anch’essi, la muraglia di silenzio internazionale che ci racchiude da ormai due secoli.

Lo scopo di questa mia testimonianza è quello di esportare fuori dal Veneto la questione veneta, di farla conoscere, anche attraverso di voi, all’Italia intera.

E da voi mi auguro quell’interesse e quella solidarietà internazionale che esprimete giustamente alla causa del Tibet. Tibet e Veneto sono fronti di una stessa lotta. Occupazione, etnocidio lì; occupazione ed etnocidio da noi.

Non valga il fatto che molti Veneti si sono adagiati alla sudditanza attuale, il disagio rimane comunque profondo e diffuso nella nostra società.

Noi vogliamo guidare il nostro inserimento nel fenomeno della globalizzazione secondo le nostre specifiche, secondo i criteri della democrazia che è partecipazione, e non subire !

Vi auguro pertanto un buon lavoro congressuale, felice di avervi resi partecipi della nostra lotta e augurandomi di vedervi sensibili e partecipi alle nostre prossime scadenze politiche di libertà.

Congresso Radicali Italiani

Chianciano 1 novembre 2008

Albert Gardin

(Congresso de la Nazion Veneta)

 

Albert Gardin

San Polo 2199 - 30135 Venezia

cel. 3388167955 - euvenezia@libero.it

 

 

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ALBERT CARDIN

 

ALTRI 1000 A CHIANCIANO, PER RICORDARE CASANOVA

 

Siamo in grado di fornire già le prime risposte raccolte, positive e negative, alla nostra proposta.

 

Bandinelli A.: “Purché non ci sia V. Carraro. E non si potrebbe farla in un orario più decente ?”

 

Bernardini R.: “Se non devo dormire in commissione vigilanza, ci sarò. Ti assicuro comunque un’interrogazione perché la questione non va sottovalutata !”

 

Bonnino E.: “La mia eventuale partecipazione è subordinata ai mille impegni istituzionali italiani, europei ed internazionali.”

 

Bordin M.: “Mi rincresce davvero, ma è fuori dal mio orario di lavoro, davvero mi rincresce. Mandateci, se volete, il nastro registrato.”

 

Capezzone D.: “Sarei intervenuto alle precedenti edizioni, ora sono trattenuto da nuovi e più impegnativi incarichi.”

 

Carraro V.: “Purché non ci sia A. Bandinelli.”

 

Cicciomessere R.: “Giacomo Casanova, chi è ’sto cazzo? La mia sveglia è programmata sulle 7.47 e non derogo nemmeno se mi facessero Presidente degli Stati Uniti.”

 

Cossu A.: “Difficile! A quell’ora sarò occupata con la rassegna stampa sul Congresso.”

 

De Lucia M.: “Se viene tutta la Segreteria ci vengo anch’io, ma ho i miei dubbi.”

 

Manera C.: “Vorrei proprio vedere chi ha le palle per venirci. Io sono un pubblicitario e ho dei dubbi che una proposta del genere possa buccare. Da professionista ci metterei la mano sul fuoco. Caro Gardin, ti troverai da solo, senza neppure Casanova. Perché i radicali non ti danno lo spazio al Congresso? Li strozzerei, nonviolentemente.”

 

Mellini M.: “Chianciano ? Sarò sicuramente altrove!”

 

Pannella M.: “Aderirei volentieri purché la manifestazione inizi con 5 minuti di silenzio per commemorare gli eroi bersaglieri che con la Breccia di Porta Pia hanno scritto la più grande pagina di storia europea.”

 

Parachini M.: “Gardin, hai buon tempo da perdere! Iscriviti prima alla nostra associazione, visto che non lo sei.”

 

Pezzili D.: “Ci verrei se lui avesse qualche anno in meno, perciò: passo !”

 

Rippa G.: “Gardin, mandami quattro righe sull’evento per QR. Comunque auguri.”

 

Rossi V.: “Ho girato il vostro invito al mio impresario, se il programma di concerti lo permettesse …”

 

Rutelli F.: “Casanova ? Grazie per l’invito, ma credo che Lei si sia sbagliato persona.”

 

Spadaccia GF: “Bisogna prima valutare se Casanova, che era veneto, fosse clericale o anticlericale. Perciò, prima di prendere una decisione aspetterei. Marco che fa?”

 

Spagnoli R.: “Mi occupo di cose serie, cancellatemi dal vostro indirizzario. Sono uno che lavora.”

 

Teodori M.: “Perché celebrare Casanova che prese posizione contro la Rivoluzione francese, l’unica rivoluzione vera?”

 

Toscani O.: “L’idea non è male , ma per essere davvero originale bisognava indire la manifestazione alle 5 del mattino. Comunque ci sarò, Chianciano è terra mia.”

 

Tosoni N.: “Vengo se mi assicurate la firma per la mia candidatura alla Segreteria.”

 

Vecellio V.: “Casanova anticipa le teorie pannelliane in Francia di Paul Sucher (1760-1823), quelle in Inghilterra di William Sherry (1787-1862) e in Russia di Igor Tarvostiev (1799-1857). Se non lo si può ricordare nel Congresso, è bene ricordarlo fuori; in fondo non era un “anticipatore” ?”

 

PS: Per ragioni di spazio abbiamo scritto i nomi con la sola iniziale, speriamo che ciò non generi spiacevoli ed involontari equivoci di "omonimia". Intanto altre risposte sono annunciate, interne ed esterne.

 

SCHIZA SU STO STRAMBOTO

http://it.images.search.yahoo.com/images/view?back=http%3A%2F%2Fit.images.search.yahoo.com%2Fsearch%2Fimages%3Fei%3Dutf-8%26fr%3Dsfp%26p%3DALBERT%2BGARDIN%26iscqry%3D&w=600&h=450&imgurl=www.iliade-casanova.net%2Fanniv_casanova%2Fbortoluzzi.jpg&rurl=http%3A%2F%2Fwww.pietro.bortoluzzi.org%2Fcurriculum.html&size=22.9kB&name=bortoluzzi.jpg&p=ALBERT+GARDIN&type=JPG&oid=61012b4cbe8414b2&no=1&tt=2&sigr=11gfivvem&sigi=11lffa5hh&sigb=12ntlrlg1

 

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Carissimo Albert,

vedo con immenso piacere che ti stai movendo molto bene con la tua editoria universitaria e tutto questo mi rende particolarmente felice, considerato che io ti ho dato una mano all'inizio della fondazione con i dieci poeti...

per quanto riguarda il Casanova, l'dea del museo è grandiosa! Casanova è stato un grandissimo poeta, intellettuale e molto aperto al mondo. è ora di finirla con il Casanova donnaiolo! Qui ci vorrebbe anche una stratua, un monumento, al grande veneziano!

Io credo che oltre a Casanova, mi pare, si potrebbe anche dedicare maggiore spazio al grande Ugo Foscolo, senza confondere i due poeti che sono i miei preferiti per quanto riguarda la poesia veneta:

Voglio decisamente creare un centro anche per il nostro Foscolo a Venezia.

Tu sei la persona più capace e sensibile in Europea che ha capito i problemi di Venezia in rapporto a Casanova, dammi una mano, ti prego.

Invita, se puoi, alle tue iniziative anche il giornalista che era alla Rai 3 esperto di Casanova, Virgilio Boccardi, avrebbe molto piacere.

Io mi muovo per primo concretamente per Foscolo, anche se penso che vi siano studiosi del Foscolo più meritevoli di me.

Coraggio e buona fortuna.

I volumi sul Casanova che tu ha stampato sono delle reliquie.Te ne sarò sempre grato per quello che hai fatto e stai facendo per il nostro amico Giacomo. Io lo incontro tutti i giorni a Venezia e in giro per il mondo Egli mi detto che Tu sei Suo Fratello.

Gianfrancesco Chinellato

Mestre, 16.4.2008

 

 

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SCHIZA SU STO STRAMBOTO

http://it.search.yahoo.com/search?p=ALBERT+GARDIN&ei=UTF-8&fr=sfp&fr2=tab-img&xargs=0&pstart=1&b=1

 

Ci scrive dalle Isole Venexia Albert Gardin:

A Klagenfurt non ero solo, ci sono andato con Renato De Paoli. Il gonfalone di San Marco che ci siamo posti davanti, ha attirato l’attenzione dei giornalisti. Nelle mie risposte ho cercato di dare una lettura meno superficiale del caso Haider, presentandolo non come caso “carinziano”, ma come “insorgenza europea” contro la prepotenza della burocrazia UE. È stata questa lettura a sorprendere ed incuriosire i giornalisti ed i particolare l’agenzia Reuters che ha lanciato un dispaccio sul funerale che ha voluto mettere in rilievo questa interpretazione del caso Haider. Avevamo la convinzione di rappresentare tutta quella nostra società che in silenzio continua a sperare nella libertà e nell’indipendenza veneta, come la società carinziana che si è identificata nella battaglia democratica di Haider.

Con me tenevo esposto il libro sulla vita di Franz Jägerstätter, un martire cattolico della fede e della libertà, decapitato il 9 agosto 1943, perché non si è piegato alla dittatura. Ho voluto creare un parallelo tra questi due “testimoni solitari” austriaci; tutti e due combattenti contro la dittatura sulle coscienze. L’accostamento non è stato ancora recepito ma non dubito che lo sarà perché il caso Jägerstätter è molto sostenuto dagli ambienti “bene” come quello “catto-comunista”, cioè il fronte opposto dei sostenitori di Haider. Ci sarà chi vorrà rilevare, nell’accostamento, una profonda contraddizione. Ma non è così e tutti e due sono stati dei testimoni solitari. Solitario Haider ? Sì, aveva l’abilità di diffondere e radicare politicamente le sue posizioni politiche, ma nel suo ruolo di combattente di punta per la democrazia e la libertà mi pare che resterà senza eredi.

 

Dopo Klagenfurt, siamo andati a Leoben, sui passi della congiura franco-austriaca contro la Repubblica Veneta ; fu lì, come è noto, che furono firmati gli accordi preliminari per la pace tra Impero austro-ungarico e Repubblica francese, poi ratificati a Campoformio, con cui le due prepotenze legittimarono l’occupazione delle Venezie. Con questa incursione l’amico De Paoli voleva contestualizzare meglio uno dei momenti della congiura antiveneta.

 

La nostra battaglia continua.

 

 

http://depaoli.pbwiki.com/FindPage?SearchFor=LIOBEN

 

NB: avevo pubblicamente chiesto se c’erano altri del forum interessati a partecipare ai funerali di Haider. Solo De Paoli mi ha risposto, altri, che abbiamo poi visto a Klagenfurt, non si sono degnati di rispondere, evidentemente vivono la questione veneta come “cosa nostra” o come faccenda di “partito”. Comunque bene anche loro a far numero, anche se si sono presentati con le bandiere venete, quelle di risparmio usate per le sagre.

 

 

Il 21-10-2008 0:07, da Pescantina (Ciave de L'adese) ha scritto:

 

 

Il forum dei Veneti ed io sottoscritto Ti ringraziamo per la tua partecipazione ai funerali di Joerg Haider governatore della Carinzia e leader dell'alleanza per il futuro dell'Austria convinto avvocato della democrazia e fine cultore dell'Europa dei Popoli.

Sandrino Speri

 

 

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ilGiornale.it

http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=299101

 

Klagenfurt - Oltre 30 mila persone hanno partecipato ai funerali di Joerg Haider, il leader dell’estrema destra austriaca morto sabato scorso in un incidente stradale. In una Klagenfurt blindata, sono arrivate le più alte autorità austriache, guidate dal presidente Heinz Fischer e dal premier Alfred Gusenbauer, ma anche rappresentanti di altri Paesi europei. Il feretro dell’ex governatore della Carinzia, coperto di corone di fiori, ha attraversato su un mezzo militare il centro di Klagenfurt, seguito da migliaia di persone, austriaci ma anche tanti europei che hanno voluto dare l’ultimo saluto al controverso e contestato leader politico.

 

Oltre mille poliziotti di scorta per il corteo Dopo la cerimonia nella piazza centrale della città, il corteo funebre, scortato da oltre mille poliziotti, si è spostato verso il Duomo, dove è stata celebrata una messa privata a cui hanno partecipato i suoi più stretti familiari, gli amici e i collaboratori di una vita. Haider sarà seppellito nella cappella di famiglia a Baerental, il Paese in cui vive la madre che ha compiuto 90 anni il giorno in cui il figlio Joerg ha perso la vita.

 

Amici, politici ed elettori Tutti vestiti di scuro, tutti volti contriti: amici e nemici che hanno accompagnato per oltre 25 anni la sua carriera politica in Austria, hanno partecipato alla cerimonia funebre di Joerg Haider nella Piazza Nuova. Cori e musica hanno aperto la cerimonia subito dopo che tutti gli ospiti, migliaia, hanno preso posto seduti nelle tribune davanti al feretro. Poi ha cominciato a parlare un porporato. In genere, dalle immagini trasmesse in diretta dalla rete pubblica Orf, i compagni di partito e i dirigenti politici del Land, indossano il Tracht, il vestito tradizionale carinziano verde oliva con il bordo più scuro, gli altri, cittadini e invitati, sono vestiti di nero.

 

Personaggio di rilievo internazionale Una delle rare figure pubbliche austriache riconosciute a livello internazionale, Haider portò l’estrema destra all’interno della coalizione di governo tra il 2000 e il 2006 contribuendo a inserire le politiche anti-immigrati nel dibattito europeo con la sua retorica forte e magnetica. Il populismo moderno di Haider, che spesso ha preso di mira quella che considerava una perdita di sovranità nazionale causata dall’integrazione europea, ha contribuito a infrangere il monopolio dei partiti che a suo dire avevano perso contatto con le preoccupazioni della persona comune.

 

 

"Anche se era una figura controversa e contestata, ha parlato per la democrazia europea", dice Alberto Gardin, 59 anni, arrivato da Venezia per rendergli omaggio.

 

"Aveva un messaggio europeo" "Non era solo (una figura) locale, austriaco, ma aveva un messaggio europeo. Rappresentiamo una parte d’Europa che si riconosce nelle sue posizioni", aggiunge. La salma di Haider è stata portata nella piazza centrale della città di primo mattino e le autorità hanno consentito una cerimonia all’aperto prima dei funerali nella cattedrale di Klagenfurt, del sedicesimo secolo.

 

 

VVVVV

 

ALBERT GANDIN CI SCRIVE

 

 

Invio per conoscenza alcune mie riflessioni contenute del Forum

Www.radicali.it. Si tratta di una risposta che do sulla questione veneta.

È una discussione tra un certo Garoglio ed il sottoscritto.

AG

 

Garoglio: Beh Gardin il testo va bene, qualche concetto mi pare rivedibile e parecchi dati sono falsati. Che l'Italia moderna sia una conquista sabauda lo dice la storia, la politica dice altro.

 

Gardin: La Storia è scritta per la Politica, impossibile dunque che la Politica parli diversamente dalla "sua" Storia. A meno che non si tratti di Storia non-ufficiale o di Politica indipendente (nel senso più pieno dell’aggettivo).

 

Garoglio: dal 1860 a tutti i cittadini maschi italiani è stato dato pieno accesso alla sovranità, veneti propriamente detti compresi.

 

Gardin: A quale “sovranità” faresti riferimento ? Ad una “Sovranità personale” o all’appartenenza alla “Sovranità sabauda” ? Non capisco il concetto:

 

Garoglio: Solo giuliani e trentini sono rimasti fuori fino al 1918.

 

Gardin: Privi della “sovranità” del Sovrano sabaudo ? Avevano proprio bisogno di cambiare Corona ?

 

Garoglio: Non si hanno notizie di richieste politiche secessioniste o di particolare autonomia, del resto i borghesi erano ben inseriti nel sistema e i popolani che non quadravano pranzo e cena avevano preoccupazioni più immediate.

 

 

Gardin: Non solo non ci sono richieste secessioniste ma, anzi, con la loro “pesca a strascico” i Savoia riescono a prendere nella loro rete persino un pezzo del Tirolo (che democraticamente “italianizzeranno” in Alto Adige ). Alle predazioni sabaude sfuggono – per loro fortuna – solo i ticinesi (forse considerati meno “italiani” dei tirolesi).

 

Garoglio: Nel 1946 nuova carta costituente, tutte le istanze localistiche con un minimo di forza vengono riconosciute come speciali e dotate di ampia autonomia. Valle d'Aosta, Sardegna, Sicilia, SudTirolo, Friuli. Pare che anche allora ai veneti fregasse da poco a niente.

 

 

Gardin: Non credo proprio che si faccia cenno – come scrivi – ad un SudTirolo, defraudato del suo nome e della sua storia.

Comunque hai ragione, si riconoscono tante “diversità” degne di maggiore “autonomia” ma non si prende in considerazione quella per i polentoni veneti. Questi affermano la loro diversità autodefinendosi “NordEst”, votando per un partito conservatore (DC) per preservarsi dal giacobinismo imperante nello Stivale e autosfruttandosi per sopperire al pesantissimo sfruttamento economico-fiscale imposto dalla nuova padronanza: addattamento, alla meno peggio, alla nuova sovranità tricolore.

Per fare un esempio – che ti dà ragione – quando recentemente il Parlamento italiano ha approvato una legge per la tutela delle “lingue minori”, la lingua veneta non è nemmeno stata presa in considerazione come se non esistesse storicamente, letterariamente e socialmente. Nessun deputato veneto – né di destra né di sinistra – si attivò per correggere la grave esclusione culturale: Polentoni (con la P maiuscola).

Non bisogna essere maggioranza per contrastare un’oppressione. Ad esempio, Marco Pannella, in questi giorni, è insorto contro delle anomalie istituzionali. La sua battaglia raccoglie consensi politici perché il problema che ha sollevato viene considerato reale. Il problema era reale ma nessuno lo sollevava. La stessa cosa vale sulla questione veneta: non è perché a sollevarla siamo in pochi che il problema non esista ! Il problema esiste anche se quasi tutti i veneti continuano a tacere!

 

Garoglio: Quindi buono il testo idee confuse, il mio testo è peggiore ma i concetti sono corretti e ordinati.

 

Gardin: Riconosco i miei limiti.

 

Garoglio: La costituzione è emendabile, non facile ma possibile, quello che mi sfugge e il come e il perchè. Magari con cosa.

 

Gardin: Lo Stato italiano (come tutti i regimi degni d questo nome) è irriformabile. Con il voto non è possibile cambiare lo Stato, blindato dall’apparato giudiziario contro ogni possibile modifica.

 

Garoglio: Su quello tutto tace tranne il Bossi prima maniera che ragiona come il nord produca ricchezza che non vede, presenta una proposta politica e organizzativa impeccabile, non lo caga nessuno. Si affermerà col tempo grazie a buoni amministratori locali dopo aver ceduto una grande idea per pochi spiccioli, come vendette il Berlusconi I per una miseria ma pazienza. Un morto di fame vede un pollo come ricchezza mica come uno specchio, adesso che è ricco è sciancato e i sogni si nutrono di fame, i suoi sono morti d'inedia da un pezzo.

 

 

Gardin: Bossi ? Berlusconi ? Veltroni ? Ognuno porta avanti la sua battaglia. Non delego e cerco di andare avanti per la mia strada onquistando, come dice Pannella, centimetro su centimetro alla vera democrazia che è, essenzialmente, rispetto della persona.

 

PS: “NordEst”, a differenza dei sudtirolesi che si sono battuti e si battono per il rispetto della loro identità (piaccia o no a Pannella), i veneti si sono autospogliati da soli del loro appellativo, definendosi NordEst. Il Gazzettino ci chiama spesso nordestini. Polentoni !!!!!!

 

Con le dovute scuse per ogni possibile errore espressivo

 

 

 

VVVV

1 ottobre 2000

 

Caro Loris

io no so chi tu sia. E ciò non è poco perché le persone vanno giudicate

non dalle parole ma dai fatti che producono e dalla loro storia.

Dopo aver letto un nostro manifesto sull’Anagrafe Veneta hai preso

contatto con il Congresso de la Nazion Veneta per venirci a spiegare

come potevamo, seguendo i tuoi insegnamenti, liberarci in poche ore,

rispettando però – dovevi precisare – le leggi italiane, l’ordinamento

statale italiano e il tricolore. Ti abbiamo risposto che i tuoi discorsi

andavano bene per le minoranze italiane ma non per noi che ci

consideriamo altro. Hai frequentato Franceschi che ti ha dato credito

fino a seguirti nelle tue prospettive che considerava probabilmente meno

radicali ma più produttive politicamente di quelle indipendentiste.

Anche Segato deve averti dato corda inizialmente per poi prendere

pubblicamente e radicalmente le distanze dai tuoi discorsi.

L’Anagrafe Veneta t’interessava a tal punto che hai voluto istituirne

una tutta tua per le tue necessità. Da allora hai sempre pedinato – fin

dove ti abbiamo consentito di farlo – le nostre iniziative per copiarle

adattandole al tuo “smissioto” politico. La tua partecipazione a questa

stessa mailing list è avvenuta subito dopo che me ne avevi sentito

parlare al Pedrocchi e l’hai usata per infiltrarti e per rivaleggiare

con le proposte del Congresso di cui prendevi volta per volta

conoscenza.

Adesso parli di Segato e di Faccia come eletti nella tua Assemblea

Nazionale dei Veneti. Ma sei proprio sicuro che Luigi Faccia (se fosse a

lui che fai riferimento) accetterebbe di riconoscere la tua baracchetta

politica tricoloreggiante; o che Segato sarebbe disposto a riprendere in

considerazione le tue costruzioni? Per quel che ne so io nessuno dei due

sarebbe disposto a darti credito politico per 5 lire.

L’indipendenza veneta non ha nulla a che vedere con le tue

improvvisazioni che possono darti un po’ di quella pubblicità personale

di cui sembri aver bisogno ma che non contribuiranno in nulla a

rafforzare la questione veneta, affrontata da te con la stessa

superficialità di spirito con cui potresti affrontare la coltivazione

dei funghi o altro. L’indipendenza veneta non è un gioco, è un impegno,

è una lotta, è una vita.

Il tuo impegno – dal nostro punto di vista – è soltanto negativo.

Ma mi chiedo, che necessità avresti di confrontarti sempre con noi?

Certi dicono che operi per dei servizi segreti. Io non lo credo ma credo

che oggettivamente tu faccia il loro gioco.

Se tu fossi un militante della causa veneta avresti avuto un approccio

con la nostra realtà diverso, ti saresti avvicinato con l’umiltà di chi

vuol capire cos’è la questione veneta.

A tanti le tue piroette politiche possono sfuggire, ma non a noi.

E da parte mia mi guarderei bene dal criticare l’entrata in campo di una

nuova forza, ma critico e invito, invece, a tenere le distanze da chi

viene dal nulla per andare non si sa dove. Mi dispiace per chi ti ha

dato corda aderendo ad esempio alla tua “anagrafe veneta” con la quale –

emulandoci maldestramente – hai cercato di accreditarti nel mondo

politico veneto. E qualcuno c’è cascato. Peccato per lui!

Con questa lettera voglio comunque far conoscere la nostra posizione

sulle piroette di Palmerini perché nessuno possa più dire: “non

sapevamo”.

Concludo specificando che il mio attacco è politico e che – nonostante

tutto – non ho alcun rancore personale con Loris Palmerini che è pur

sempre libero di spaziare dove gli piace e pare e anche, se proprio non

può farne a meno, di romperci i c…. Sono i suoi giochi politici che

ritengo pericolosi per il nostro ambiente.

 

Domanda a Loris Palmerini: è vero che il tuo nome compare negli atti

giudiziari sui fatti del campanile per una certa offerta al Pubblico

Ministero competente? È una voce che circola e che non ho ancora potuto

accertare sulla documentazione. Premetto bene che questa voce potrebbe

raccontare il vero ma anche il falso. Perciò chiedo a te di fare tu

chiarezza su questo episodio. È bene che il fatto venga chiarito

serenamente per il bene tuo e di tutti. Attendiamo una risposta tua o di

chi ritiene di avere risposte in merito.

La mia posizione prescinde comunque da questo vero o falso episodio.

 

Ciao a tutti

Albert

 

 

 

VVVVVVVVVVV

schiza su sto stramboto

http://it.groups.yahoo.com/group/nathion_veneta/messages/2058

 

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SCHIZA SU STO STRAMBOTO

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