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ISOLA CORSA COSTITUZIONE PASQUALE DE PAOLI

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TRACE LETERE ARTE

 

ISOLE SPAMPINE' REPVBLICA VENEXA DA MAR

 

SETE AVE MARI A DRENTO I LIDI DEL BOSCO SACRO ISOLE VENEXIA PALO AVI (ENDOLAGUNA)

Civilta' acua aleata - Insubria - PATRIARCATO DE AQUILEIA -- Isole Sparse - Spampine' - Risaia santa casa pietà a Sparè - Fond. Museo Biblioteca Scrittrice Rosa Lanza Ferrarini Bertelè ved De Paoli Museo Biblioteca Paolo Bertin Via Bruso S. Gregorio (Cucà) Veronella Tel fax 0444 323071 http://depaoli.pbwiki.com www.artedepaolironchin.org

www.vicenzafoto.it e.mail depaolirenato@gmail.com casella postale 189 , 36100 Vicenza Centrale Italia C.F. 95035170240 PIVA 013186340240 - CCIIAA VICENZA EDAR 26 09 1996 IRAEA 228975 15 o6 1994 codice PROT 0700040595 12/18 ISTITUTO REGIONALE ISOLE SPARSE PALEOALVEI TION TARTARO MENAGO ARGINE ALPON GUA' EDRON "CIVILTA' ACUA" RICERCA SCIENTIFICA STORICA ARCHEOLOGICA DEMOETNOANTROPOLOGICA - in convenzione con Associazioni, Comuni, Regione, Stati.

c/o Asso. A.R. - Direttore Responsabile Renato De Paoli

© Re nato da sparè to Vicenza poeta scritor zercador Veneto spaerso isole paleoalvei Timavo Isonzo Stella Livenza Piave Brenta Bacchiglion Retron, Dugal, Tregnon, Menago, Sanoa, Piganzo, Lavegno , Tion , Tron, Molinella, Tre ven zo, Core zo, Mincio CESE, OIO, ADA, Secia, Panaro, RENO, Po Tartaro Adige Alpon Guà Frassine Bisato Naviglio 2005-04-23


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in collaborazione con il corriere della sera

 

MAPPA DI ASPARETTO in collaborazione con comuni d'Italia

ISOLE SPARSE MENAGO ASPARETTO SPARE' ASPARE'

VICINO AL CUORE DELL'ORIGINALE MOBILE D'ARTE: ASPARETTO

Mappa Concamarise

 

SCRIVIME A STA E MAIL: depaolirenato@gmail.it


Pasquale De Paoli . Pascal Paoli

schiza su sto stramboto

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PETIZION CONTRO LA DENOMINAZION A NAPOLEON BONAPARTE DE L'AEREPORTO D'AIACCIU - ( AIACCIO )

Pétition contre la dénomination Napoléon Bonaparte de l’aéroport d’Aiacciu

 

et de tout édifice public

 

Faut-il rappeler que ce dernier n’a pas été un ami du peuple corse,

qu’il l'a renié et persécuté dans le sang.

 

L’histoire de notre île est suffisamment riche en références pour ne pas devenir un

« Corsica land folklorique », une vulgaire icône pour touristes

 

Click here to sign the petitionSRC="http://www.pasqualepaoli.com/images/napetition.gif">


ISOLA CORSA AI CORSI!

http://dailymotion.alice.it/related/1723170/video/xzel9_copyright-france-3-corse_news


SITO DI PASQUALE DE PAOLI

http://www.pasqualepaoli.com/corsu/indexc.htm

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IL GRUPPO DI PASQUALE DE PAOLI

http://www.facebook.com/group.php?gid=15544027259

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DIO VI SALVI REGINA

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STORIA DELLA CORSICA CONTA' DA WIKIPEDIA

http://it.wikipedia.org/wiki/Storia_della_Corsica


 

 

http://dailymotion.alice.it/related/8152255/video/x536mi_populu-corsu_music


 

OMAGGIO ALLA REPUBLICA CORSA E A PASQUALE DE PAOLI - CORSICA LIBARA - 9 MAGHJU 1769 - PONTE NOVO - CORTE - LA NAZION CORSA A PERSO LA LIBERTA' E L'INDIPENDENZA MA COME LA REPUBLICA VENETA LA RICONQUISTARA'

http://www.youtube.com/watch?v=pbeFgoS3FzY

PONTE NOVO - MOROSAGLIE - ROSTINO - NOSTRA MEMORIA - GLORIA E ONOR -

http://www.youtube.com/watch?v=g6uqG-olp4s

IL TIMOLEONE VITTORIO ALFIERI - LEZI E CONTA LA STORIA CORSA DE PONTENOVO

http://dailymotion.alice.it/video/x5cy2v_ponte-novu-2008-i-naziunali_news

scriveme depaolirenato@gmail.com * AGENZIE - Renato De Paoli http://www.youtube.com/watch?v=ozduDjGGxhQ - BREVE SXORIA DELLA CIVILXA'FLUVIALE VENEXA - http://www.youtube.com/watch?v=zZA9QrRi3WE - ISOLA CESA SAN ZEN http://www.youtube.com/watch?v=QthBI6ms84s

 

 

Pasquale De’ Paoli, figlio di Giacinto, fu eletto Generale per la resistenza della Corsica contro la Repubblica di Genova, il

14 Luglio 1755 e ancora oggi, Pasquale De Paoli, viene chiamato “PADRE de la patria”.

Pasquale De Paoli fu il primo a dotare una nazione (la Corsa) di una Costituzione Democratica moderna, alla quale successivamente si ispirarono sia la giovane Nazione Americana e sia la Francia Repubblicana.

Purtroppo nel

1768 la Francia di Luigi XV acquistò la Corsica dalla Repubblica di Genova

(che ne deteneva il possesso in maniera poco più che nominale) e la Francia volle da subito averne il totale controllo. Lo scontro armato fu inevitabile. In seguito alla tremenda

battaglia di Ponte Novo, l’ 8 Maggio 1769,

tra le truppe francesi e quelle "Nazionali", condotte da Pasquale, la Corsica perdette la sua speranza di indipendenza e molti patrioti corsi, furono costretti all’esilio, tra cui i fratelli De’ Paoli.

Sconfitti, ma non distrutti, numerosi Corsi vissero in Italia. Pasquale, ospite della casa Reale d’Inghilterra, (Giorgio III) rimase in esilio a Londra per vent’anni..... fin a quando el direttorio Rivoluzionario Francese concede l'amnistia e Pasquale De Paoli, pol tornar in Corsica.

 

ONTE NOVO. The site of the disastrous battle fought on the

9th of May 1769,

when the Corsicans lost their independence and 10 became subject to France. The two small houses on the right bank, a little farther down the river, were Paoli’s headquarters. One month afterwards he, with some other Corsican refugees, sailed from Porto Vecchio in a British vessel for England (p. 39)

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14 luglio 1790 a Macinaggio.

Il

9 settembre 1790

successivo viene eletto Presidente del Direttorio Dipartimentale e Generale della Guardia Nazionale.

Nel frattempo, le relazioni tra Pasquale De ‘Paoli e la Francia vanno peggiorando.(Saliceti)

 

Nel

1792, preoccupato di preservare i Corsi dalle atrocità della Rivoluzione Francese, Pasquale De ‘Paoli prende le distanze dai rivoluzionari giacobini Parigini così viene accusato di tradimento,

il

2 aprile 1793 la Convenzione parigina francese ne decreta l'arresto.

Il 17 aprile Pasquale De ‘Paoli si rivolge ai Corsi:

 

"O Popolo amatissimo! State in guardia! Siete armati, conoscete i vostri diritti, sosteneteli!".

 

Pasquale De ‘Paoli fa dunque appello alla flotta inglese, il che obbliga i Francesi a lasciare l'Isola.

Il

15 giugno 1794

la Consulta proclama l'Indipendenza ed adotta una Costituzione secondo la quale viene creato il regno Anglo-Corso. La costituzione specificava che la Corsica non era annessa all'inghileterra ma che, unita ad essa, formava un Regno indipendente nel quale il potere legislativo era esercitato da deputati eletti a suffragio universale.

Ormai settantenne, Pasquale De ‘Paoli si ritira presso il suo villaggio natale , Rostino vicino a Morosaglie sul Golo, il che suscita problemi tra le autorità Corse ed Inglesi. Invitato a presentarsi a Londra dal Re Giorgio III, Pasquale De ‘Paoli s'imbarca verso l'Inghilterra il 14 ottobre 1795 Luciano Bonaparte fratello di Napoleone era rimasto suo fedele segretario.

Avendo i Bonaparte tradito la Corsica a favore della Francia, è da nemico che il giovane generale Bonaparte affronta gli Inglesi e li costringe a lasciare l'Isola., grazie al Trattato Franco Spagnolo di Sant’Idelfonso.(la spagna abbandona l'alleanza con l'Inghilterra e si schiera (prima nazione monarchica), con la Francia republicana rivoluzionaria del direttorio.

Nell'

ottobre del 1796 la Corsica è nuovamente occupata dalla Francia.

Il Regno Anglo-Còrso (SECONDO TENTATIVO DE INDEPENDENZA CORSA e' FALLITO - PROTETORATO INGLESE FIN A L'ACCORDO DE S. IDELFONSO TRA SPAGNA E FRANCIA 1796 - AUTUNNO -) CHE PORTA I'INGLESI A BANDONAR LA CORSICA CHE VIEN RIOCUPA' DALA FRANCIA DEL DIRETORIO .

L'ARMATA FRANCESE DAL MARZO APRIL 1796 A INVASO LO STATO SABAUDO DEI SAVOIA, EL DUCATO DE MILAN, LE LEGAZIONI PONTIFICIE : BOLOGNA,-FERARA- , EL DUCATO DE MODENA, EL DUCATO DE PARMA. L'ARMATA FRANCESE RIVA FIN IN TOSCANA E MINACIA LE NAVI INGLESI CHE SE RITIRA SU L'ISOLA D'ELBA. MANTOVA L'E' ASEDIA' DAL I GIUGNO 1796 (CASCARA' EL 2 FEBRAR 1797) . DELA COSTRINGE GLI INGLESI AD ABBANDONARE )

La Rivoluzione Francese è concede l’amnistia e quindi dopo 20 anni di esilio in Ighilterra Pasquale De ‘Paoli, può ritornare in Corsica .

Vi sbarca il

Pasquale De ‘Paoli finirà i suoi giorni a

Londra, ove morì il 5 febbraio 1807.

Nell'aprile successivo gli venne eretto un busto nell'Abbazia di Westminster, ancor oggi visibile.

Solo nel 1889 il suo corpo sarà rimpatriato in Corsica e sepolto presso la sua casa natale a Morosaglia. Rostino, sul Golo famoso per la battaglia di Pontenovo e del Munumento ivi eretto in memoria delle Truppe Corse cadute in seguito all’Invasione della Francia .

 

 

 

 

 

U Regnu Anglu-Corsu

A rivuluzioni francesa hè favurevuli à u ritornu di Pasquale De ‘Paoli, chì scala u 14 di Lugliu di u 1790 in Macinaghju. U 9 di Sittembri seguenti hè elettu Presidenti di u Direttoriu Dipartimentali è Ginirali di a Guardia Naziunali. Intantu, si sgradani i rilazioni trà Pasquale De ‘Paoli è a Francia. In u 1792, pinserosu di francà i corsi da a stirpera di a rivuluzioni francesa, Pasquale De ‘Paoli si stacca da i rivoluziunarii. Accusatu di tradimentu, u 2 d' Aprili di u 1793 a Cunvenzioni francesa urdineghja u so arrestu. U 17 d' Aprili Pasquale De ‘Paoli chjamò à i Corsi : " O populu tant' amatu ! Steti in guardia ! Seti armati, cunisciti i vosci dritti, sustiniti li !".

 

Pasquale De ‘Paoli chersi tandu aiutu à a flotta inglesa, ciò chì custrinsi i Francesi à lagà l' Isula. U 15 di Ghjugnu di u 1794 a Cunsulta pruclameghja l' indipendenza è adopra una custituzioni cù a quali hè criatu un regnu Anglo-Corsu. A custituzioni spicificaia chì a Corsica ùn era annessa da l' Inghilterra ma chì, unita à quidd' ultima, furmaia un regnu indipendenti cù u puteri legislativu esercitatu da diputati eletti à suffraghju universali.

 

Ormai sittantenniu, Pasquale De ‘Paoli si ritira in paesi natiu, ciò chì pruvucheghja rimuscii trà autorità corsi è inglesi. Invitatu à rendasi in Londra da u Rè Ghjorghju III, Pasquale De ‘Paoli imbarca pà l' Inghilterra u 14 d' Uttrovi di u 1795.

 

I Bonaparte avendu traditu a Corsica à prufittu di a Francia, hè da nimicu chì u ghjovanu ginirali Bonaparte imbatti nant' à l' Inglesi è li custringhji à lagà l' Isula. D' Uttrovi 1796, a Corsica hè di novu occupata da a Francia.

 

Pasquale De ‘Paoli finirà i so ghjorna in Londra ind' eddu morsi u 5 di Frivaghju di u 1807. D' Aprili 1807 li fù alzatu un bustu in l' abbazia di Westminster ; u ci si pò vera ancu oghji. Hè sultantu in u 1889 chì u so corpu fù rimpatriatu in Corsica è sepellitu in casa natia in Merusaglia. Rostino.

 

 

 

COSTITUZIONE DEL REGNO DI CORSICA

DECRETATA NELL’ANNO 1794

 

 

I Rappresentanti del Popolo Corso, Libero, ed indipendente, legalmente radunati in Assemblea generale, e specialmente autorizzati a formare il presente Atto Costituzionale, lo hanno unanimemente decretato sotto gli auspici dell’Ente Supremo, e nella maniera che segue:

 

 

TITOLO I

DELLA NATURA DELLA COSTITUZIONE, DE’ POTERI CHE LA COMPONGONO

 

Art. 1 – La Costituzione della Corsica è Monarchica, secondo le seguenti Leggi fondamentali.

 

Art. 2 – Il Potere Legislativo risiede nel Re, e nei Rappresentanti del Popolo legalmente eletti, e convocati.

 

Art. 3 – La legislatura composta del Re, e dei Rappresentanti del Popolo, ha il nome di Parlamento; l’Assemblea dei Rappresentanti del Popolo ha il nome di camera di Parlamento, ed i Rappresentanti hanno il nome di Membri di Parlamento.

 

 

TITOLO II

DEL NUMERO, ED ELEZIONE DEL PARLAMENTO, E DELLE SUE FUNZIONI

 

Art. 1 – Il numero dei Membri del Parlamento è fissato a due per Pieve, secondo la divisione del Territorio, che sarà formata sotto nome di Pievi. I luoghi marittimi, la di cui popolazione arriverà a tre mila anime, e al di sopra, hanno il diritto di dare due Membri di Parlamento. I Vescovi, che esercitano le funzioni dell’Episcopato in Corsica, saranno Membri del Parlamento.

 

Art. 2 – I Membri di Parlamento saranno eletti da tutti i Cittadini Corsi, maggiori di anni venticinque, domiciliati almeno da un anno nella Pieve, o nella Città, e possedenti beni fondi.

 

Art. 3 – Veruno non potrà essere eletto Membro del Parlamento, se non possiede almeno sei mila lire di beni fondi nella Pieve, che dovrà rappresentare, e paga le Contribuzioni in questa proporzione, se non è nato di padre Corso, e non è domiciliato di fatto, cioè, se non ha casa aperta almeno da cinque anni nella detta Pieve, e se non ha venticinque anni compiti.

 

Art. 4 – I Pensionati, fuori che quelli, che lo sono a vita, gl’Impiegati alle imposizioni indirette, i Ricevitori, e Collettori delle tasse, quelli che hanno pensione, o sono al servizio di una Potenza straniera, i Preti, non possono essere Membri della Camera di Parlamento.

 

Art. 5 – La forma dell’elezione sarà determinata dalla Legge.

 

Art. 6 – Se un Membro di Parlamento muore, o diviene inabile, secondo la Legge, ad essere Membro di Parlamento, un altro Membro sarà eletto per la sua Pieve, fra quindici giorni, per ordine del Re.

 

Art. 7 – La Camera di Parlamento ha il diritto di decretare tutti gli atti, che sono destinati ad avere forza di Leggi.

 

Art. 8 – I decreti della Camera di Parlamento non avranno forza di Leggi, se non sono sanzionati dal Re.

 

Art. 9 – Verun decreto, che non sia reso dalla Camera di Parlamento, e sanzionato dal Re, non sarà riputato, né eseguito come Legge.

 

Art. 10 – Veruna imposizione, tassa, o contribuzione pubblica, non potrà essere imposta senza il consenso dei Parlamento, e senza essere specialmente accordata da lui.

 

Art. 11 – Il Parlamento ha il diritto di accusare, a nome della Nazione, tutti gli Agenti del Governo, rei di prevaricazione, nanti il Tribunale straordinario da indicarsi.

 

Art. 12 – I casi di prevaricazione saranno determinati dalla Legge.

 

 

TITOLO III

DELLA DURATA, E CONVOCAZIONE DEL PARLAMENTO

 

Art. 1 – La durata di un Parlamento sarà di due anni.

 

Art. 2 – Il Re può sciogliere il Parlamento.

 

Art. 3 – In caso di dissoluzione del Parlamento, il Re ne convocherà un altro fra quaranta giorni.

 

Art. 4 – Quelli che erano Membri di un Parlamento sciolto, possono esser eletti membri del successivo.

 

Art. 5 – Se il Parlamento finisce senza dissoluzione, un altro sarà convocato per ordine del Re fra quaranta giorni.

 

Art. 6 – Il Re può prorogare il Parlamento.

 

Art. 7 – Il Parlamento non può essere convocato, o assemblato, che per ordine del Re.

 

Art. 8 – Lo spazio che passi fra la riunione della Camera alla prorogazione, o se non è prorogata, fino alla dissoluzione, o se non è sciolta, fino all’espirazione, ha il nome di Sessione di Parlamento.

 

Art. 9 – Il Vice-Re, o in caso di malattia, i Commissarj nominati da lui a questo effetto, farà in persona l’apertura delle Sessioni, e dichiarerà le cause della convocazione.

 

Art. 10 – La Camera del Parlamento può essa stessa aggiornarsi, e riunirsi durante una Sessione.

 

Art. 11 – La Camera deciderà le contestazioni concernenti le elezioni de’ suoi Membri.

 

Art. 12 – I Membri del Parlamento non possono essere arrestati, né imprigionati per debiti, durante la loro rappresentazione.

 

 

TITOLO IV

DEL MODO DI DELIBERARE, DELLA LIBERTÀ DELLE DELIBERAZIONI, E DELL’ORDINE INTERIORE DEL PARLAMENTO

 

Art. 1 – Dopo l’apertura del Parlamento dal Vice-Re, o i suoi Commissarj, come è detto di sopra, i Membri presenti si uniranno sotto la presidenza di un Decano. che sceglierà un Segretario provvisorio fra loro; procederanno alla nomina di un Presidente, e di uno, o due Segretarj. I Segretarj saranno scelti fuori della Camera del Parlamento, e potranno essere rinviati per decreto della medesima.

 

Art. 2 – Il Parlamento convocato in tutti i casi di sopra espressi, ha la facoltà di fare decreti, e deliberare, quando trovasi al di sopra della metà.

 

Art. 3 – Tutti i Membri eletti, e non comparenti, saranno intimati a rendersi al loro posto fra giorni quindici, per parte del Presidente della Camera.

 

Art. 4 – Se non compariscono, o non adducono legittima scusa a giudizio della Camera, saranno condannati ad un’emenda di duecento lire.

 

Art. 5 – Il Parlamento può dare congedi, e permettere le assenze ai Membri che ne domandano, quando però trovasi al di sopra della metà.

 

Art. 6 – Tutte le proposizioni fatte in Parlamento, saranno decise alla maggiorità dei Membri presenti; il Presidente darà il suo voto in caso di eguaglianza.

 

Art. 7 – Le forme, le procedure nel decretare leggi, e determinare altri affari nella Camera, che non fossero fissate dalla presente Costituzione, saranno regolate dalla Camera stessa.

 

Art. 8 – La sanzione, o la ricusa, sarà pronunziata dal Rappresentante del Re, nella Camera del Parlamento in persona, o per mezzo di una Commissione speciale in caso di malattia.

 

Art. 9 – La formola della Sanzione sarà: Il Re approva; quella della ricusa: Il Re esaminerà. I Decreti della camera sanzionati dal Re, hanno il nome di Atti di Parlamento.

 

Art. 10 – Verun Membro dei Parlamento non potrà essere ricercato, o punito dagli Agenti del Re, o da qualunque altra autorità, per le opinioni manifestate, e le massime professate nella Camera, fuorché dalla Camera stessa.

 

Art. 11 – Il Presidente del Parlamento ha il diritto di richiamare all’ordine uno de’ suoi Membri, quando si mette nel caso; la Camera può censurare, arrestare, ed imprigionare uno de’ suoi Membri, durante la Sessione.

 

 

TITOLO V

DELL’ESERCIZIO DEL POTERE ESECUTIVO

 

Art. 1 – Il Re avrà in Corsica un suo Rappresentante immediato, col titolo di Vice-Re.

 

Art. 2 – Il Vice-Re avrà la facoltà di sanzionare, o ricusare il consenso Reale ai decreti della Camera del Parlamento.

 

Art. 3 – Avrà inoltre la facoltà di fare, in nome del Re, tutti gli atti del Governo, che sono della competenza del Re. Vi sarà un Consiglio, ed un Segretario di Stato nominato dal Re; e negli ordini del Vice-Re sarà fatta menzione di aver preso il parere del detto Consiglio, e saranno sottoscritti dal Segretario.

 

Art. 4 – Il Popolo ha il diritto di petizione tanto al Vice-Re, quanto alla Camera. I Corpi costituiti, e riconosciuti dalla Legge possono petizionare in Corpo; gli altri però nella loro capacità individuale solamente, ed una petizione non sarà giammai presentata da più di venti persone, qualunque sia il numero de’ Segnatarj.

 

Art. 5 – La Camera del Parlamento può domandare al Re il rinvio del Vice-Re; essa si dirigerà in tal caso al Re nel suo Consiglio privato. Il Vice-Re sarà tenuto di trasmettere l’indirizzo, sulla requisizione della Camera, al Re, fra lo spazio di quindici giorni dopo la requisizione, e la Camera potrà essa stessa trasmetterla al Re, anche per mezzo di una Deputazione: ma in tutti i casi la Camera è tenuta a presentare al Vice-Re, quindici giorni avanti la partenza dell’indirizzo, copia del medesimo, e delle scritture che l’accompagnano.

 

Art. 6 – Il Re ha la disposizione esclusiva di tutti gli affari militari, e provvede alla sicurezza interna, ed esterna del Paese.

 

Art. 7 – Il Re dichiara la Guerra, e conchiude la Pace: non potrà però mai in verun caso, né per qualsivoglia ragione, cedere, alienare, o in qualunque modo pregiudicare l’unità, e l’individualità della Corsica, e sue dipendenze.

 

Art. 8 – Il Re nomina a tutti gl’impieghi del Governo.

 

Art. 9 – Gl’impieghi ordinarj di Giustizia, d’Amministrazione di danari pubblici, saranno conferiti ai Corsi, o naturalizzati Corsi in virtù della Legge.

 

 

TITOLO VI

DELLA GIUSTIZIA, E DELLA DIVISIONE DE’ TRIBUNALI

 

Art. 1 – La Giustizia sarà resa a nome de Re, e gli ordini eseguiti dagli Agenti nominati da Lui, secondo la Legge.

 

Art. 2 – Vi sarà un Tribunale Supremo composto di cinque Giudici, ed un Avvocato del Re, e risiederà in Corte.

 

Art. 3 – Vi sarà un Presidente in ciascuna delle nove Giurisdizioni, ed un Avvocato del Re.

 

Art. 4 – Le funzioni dei detti rispettivi Tribunali, la Gerarchia, e gli onorarj, saranno fissati dalla Legge.

 

Art. 5 – Vi sarà in ogni Pieve un Podestà.

 

Art. 6 – In ogni Comunità vi sarà una Municipalità nominata dal Popolo, e le di lei funzioni saranno determinate dalla Legge.

 

Art. 7 – I delitti che meritano pena afflittiva, o infamante, saranno giudicati dai Giudici, e da un Giurato.

 

Art. 8 – Il Re ha il diritto di far grazia, secondo le medesime regole, colle quali esercita questa prerogativa in Inghilterra.

 

Art. 9 – Tutte le cause civili, criminali, di commercio, o di qualunque altra natura, saranno terminate in Corsica in prima, ed ultima istanza.

 

 

TITOLO VII

DEL TRIBUNALE STRAORDINARIO

 

Art. 1 – Vi sarà un Tribunale straordinario composto di cinque Giudici nominati dal Re, ed incaricati di giudicare, sull’accusa della Camera del Parlamento, o su quella del Re, tutti i delitti di prevaricazione, o d’alto tradimento, sempre però coll’intervenzione del Giurato.

 

Art. 2 – La natura dei detti delitti, e la forma del giudizio saranno determinati da una legge particolare.

 

Art. 3 – I Membri dei Tribunale non si uniranno, che nei casi in cui vi sarà qualche decreto di accusa della Camera, o del Re, ed appena reso il giudizio saranno tenuti di sciogliersi.

 

 

TITOLO VIII

DELLA LIBERTÀ INDIVIDUALE, E DI QUELLA DELLA STAMPA

 

Art. 1 – Veruno non potrà essere privato della di lui libertà, e proprietà, se non per ordine dei Tribunali riconosciuti dalla Legge e nei casi, e secondo le forme da essa prescritte.

 

Art. 2 – Qualunque sarà arrestato, o messo in luogo di detenzione, dovrà essere condotto fra ventiquattr’ore nanti il Tribunale competente, perché la causa della sua detenzione sia giudicata secondo la Legge.

 

Art. 3 – Nel caso in cui l’arresto fosse dichiarato vessatorio, avrà in diritto di riclamare i danni ed interessi nanti i Tribunali competenti.

 

Art. 4 – La libertà della Stampa è decretata, salvo a rispondere degli abusi secondo la Legge.

 

Art. 5 – Ogni Corso potrà liberamente uscire dal proprio paese, ed entrarvi colle di lui proprietà, uniformandosi ai regolamenti, e leggi di Polizia generale, praticati in simili casi.

 

 

TITOLO IX

DELLA BANDIERA, E NAVIGAZIONE CORSA

 

Art. 1 – La Bandiera porterà la testa di Moro, unita colle Armi del Re, secondo la forma, che sarà comandata dal Re.

 

Art. 2 – Il Re darà la medesima protezione al commercio, ed alla navigazione della Corsica, che a quelli degli altri suoi sudditi.

 

Art. 3 – Il Popolo di Corsica altamente penetrato dai sentimenti di riconoscenza verso Sua Maestà Il Re della Gran Bretagna, e la Nazione inglese, per la Reale munificenza e protezione, con la quale la Corsica è sempre stata trattata, e che gli viene più particolarmente assicurata mediante il presente Atto Costituzionale.

Dichiara che riguarderà come suo proprio ogni impegno, che in guerra, o in pace, sarà intrapreso per la gloria di Sua Maestà, e per gli interessi dell’Impero della Gran Bretagna in generale: ed il Parlamento di Corsica si mostrerà sempre propenso, e condiscendente ad adottare i regolamenti conciliabili colla presente sua Costituzione, che per l’estensione, e vantaggi del commercio esterno dell’Impero, e di tutte le sue dipendenze, saranno presi da Sua Maestà nel suo Parlamento della Gran Bretagna.

 

 

TITOLO X

DELLA RELIGIONE

 

Art. 1 – La Religione Cristiana, Cattolica, Apostolica Romana, in tutta la sua purità Evangelica, sarà la sola Nazionale in Corsica.

 

Art. 2 – La Camera del Parlamento è autorizzata a prefiggere il numero delle Parrocchie, fissare la congrua, e prendere le misure per assicurare l’esercizio dell’Episcopato in Corsica, concertando colla Santa Sede.

 

Art. 3 – Tutti gl’altri Culti sono tolerati.

 

 

TITOLO XI

DELLA CORONA, E DELLA DI LEI SUCCESSIONE

 

Il Monarca, e Re della Corsica, è sua Maestà Giorgio III. Re della Gran Bretagna, e li di Lui Successori, secondo l’ordine della successione al trono della Gran Bretagna.

 

 

TITOLO XII

DELL’ACCETTAZIONE DELLA CORONA, E DELLA COSTITUZIONE DEL REGNO DI CORSICA

 

Art. 1 – Il presente Atto Costituzionale sarà presentato a Sua Maestà il Re della Gran Bretagna, e per lui a Sua Eccellenza il Sig. Cavaliere Gilberto Elliot, di lui Commissario Plenipotenziario, e specialmente autorizzato a tal’effetto.

 

Art. 2 – Nell’atto dell’accettazione, Sua Maestà, ed in suo nome, il di Lei Plenipotenziario, giurerà di mantenere la Libertà del Popolo Corso seconda la Costituzione, e la Legge, ed il medesimo giuramento sarà prestato da’ suoi Successori ad ogni avvenimento al Trono.

 

Art. 3 – L’Assemblea presterà immediatamente il seguente giuramento, che gli sarà amministrato da Sua Eccellenza il Sig. Cavaliere Elliot: Io giuro per me, ed in nome del Popolo Corso, che rappresento, di riconoscere per mio Sovrano, e Re S.M. Giorgio III Re della Gran Bretagna, di prestargli fede, ed omaggio, secondo la Costituzione, e Leggi della Corsica, e di mantenere la detta Costituzione, e Leggi.

 

Art. 4 – Ogni Corso presterà nelle rispettive Comunità il precedente giuramento.

 

Fatto, e decretato all’unanimità, e dopo tre letture, dall’Assemblea generale del Popolo Corso.

 

In Corte, questo giorno dieci-nove giugno, millesettecentonovantaquattro, e sottoscritto individualmente in Assemblea da tutti i Membri che la compongono.

 

 

GIURAMENTO DEL MINISTRO PLENIPOTENZIARIO

 

Io sottoscritto Cavaliere Baronetto, Membro del Parlamento della Gran Bretagna, Membro del Consiglio privato, e Commissario Plenipotenziario di S. Maestà Britannica, avendo plenipotenza, ed essendo specialmente autorizzato a quest’effetto, accetto in nome di Sua Maestà Giorgio III Re della Gran Bretagna, la Corona, e la Sovranità della Corsica, secondo la Costituzione, e le Leggi fondamentali contenute nell’atto della Consulta generale riunita in Corte, e decretata definitivamente, questo stesso giorno diecinove Giugno, e tale e quale è offerta alla Maestà Sua. E giuro in nome di Sua Maestà di mantenere la libertà del Popolo Corso, secondo la Costituzione e la Legge.

 

La presente Accettazione, e Giuramento è da Noi sottoscritto, e munito del nostro Sigillo.

 

Sottoscritto

Elliot

 

 

GIURAMENTO DEL PRESIDENTE, E DEPUTATI

 

"Io giuro per me, ed in nome del Popolo Corso, che rappresento, di riconoscere per mio Sovrano, e Re, Sua Maestà Giorgio III Re della Gran Bretagna, di prestargli fede ed omaggio, secondo la Costituzione e Leggi della Corsica, e di mantenere la detta Costituzione e Leggi".

 

 

Confrontato coll’originale

Pasquale De De ‘Paoli

Presidente

 

Segretarj

Carlo Andrea Pozzodiborgo

Gio. Andrea Muselli

 

 

FONTE:

A. Aquarone, M. D’Addio e G. Negri, Le Costituzioni italiane, Edizioni Comunità, Milano, 1958.

 

traduzione di Petru u Romanu

 

John Smith

 

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Presso la Sala Trecentesca del Palazzo Comunale è stato presentato il libro di Carlo Ceccacci: “Le Isole Gemelle: Gubbio – Corsica, cuginanze di altri tempi”.

In questo libro l’autore ripercorre le tracce che da Gubbio conducono in Corsica, vie percorse, secoli fa, da numerose famiglie della nostra città che poi si stabilirono in quell’ isola, alcune in maniera momentanea altre in maniera definitiva.

Anche alcune famiglie importanti di Gubbio, come i “De’ Paoli”, i “Fabiani” e i “Mariani”, nel corso del 1600, “emigrarono” in Corsica per continuare ad esercitare là il loro mestiere di fabbricanti e commercianti di "panni".

 

ONTE NOVO. The site of the disastrous battle fought on the 9th of May 1769, when the Corsicans lost their independence and 10 became subject to France. The two small houses on the right bank, a little farther down the river, were Paoli’s headquarters. One month afterwards he, with some other Corsican refugees, sailed from Porto Vecchio in a British vessel for England (p. 39)

 

"EREDE DE PASQUALE DE PAOLI" CONTINUA la SO propaganda eletorale PER EL 2009 NELLE ISOLE SPAMPINE' MENAGO EDRON ISOLE VENEXIA, L'è Renato De Paoli ZA' CONSIGLIER COMUNAL PAR UN DECIMO DE SECOLO NELE ISOLE SPAMPINE' MENAGO ASPARTETTO - candidà Sindaco, CANDIDA' AL CONSIGLIO COMUNALE DE VICENZA, E AL SENATO PAR LA REPUBLICA VENETA per le Isole Sparse (SPAMPINE') Menago EDRON - ENDOLAGUNA SETE AVE O MARI A - DAL PIAVE LIVENZA AL MINCIO TRON TION TARTARO TREGNON TRI VEN ZO CORE ZO che nelle scorse PRIMAVERE (2007 - 2008 ) A FATO TAPEZAR LA REPUBLICA VENETA CON MANIFESTI ELETTORALI, volantini, CARTOLINE, politici, COL SO NOME COGNOME DATA DE NASCITA- SBAGLIA' IN DOE L'E' NATO : NATO A SPARE' (ASPARETTO -VR-) EL 13. 07.1956.(PAESE SCANCELA' ISTITUZION MILENARIE ( ANCA FIN ANCO')PARCHE' INSORGENTE.

LA REPRESION LA CONTINUA FIN ANCO' AD OPERA DE INVASORI FRANCESI, AUSTRIACI, SAVOIARDI, REPUBLICA I'TALIANA MUNICIPALITA' PROVISORIE, SUGAFOSI, LADRI DE ACUA E DE BOSCHI, D'IDENTITA' COSITA COME CORE ZO, VILA FONTANA, ISOLA VENERA - E .)

F. P.


Petru Ghuvanni Simoni

U curagiu senza paru

di e nostre donne

 

Stù bronzu stampatu mostra a beata Faustina chì davanti à l’attitudine vigliaca

durante à a battaglia di Corti, quandu i Genuvesi pigliainu u sò figliolu in otaggio, spostu nantu à e cime di a citatella per scuragisce i patriotti corsi di passa a l’attaccu.

 

Ella ùn nì stendu à sente chè a voce di u sò stintu di donna à sangue corsu disse : FOCU ! A l’assaltu ! Poi agguantendu u caratellu di polvera per fallu saltà ajusta : « a vita di a patria passa prima che quella di u mio zitellu caru".

Fubbe cusì chì malgradu tuttu u figliulellu di Faustina dunque dinò di u generale Gjhuan Petru Gaffori sì ne tirai sanu è salvu.

 

Avertimentu Spiecativu

U serittu ch’eu aghju l’onore di presentà a u cuncorsu ghje statu fattu i 1967 cumme voi putete rimarcala secondu a lettera ch’ellu mi serisse u sgiò Matteu Luciani à s’epuca custì, duvellu mi cumpliementava in preliscudu : u vostru serittu nantu à a Donna corsa è d’un valore tremendu, etc…

Per stù mudiu dunque un n’hè mai statu publicatu è 35 anni dopu fidele à a vuluntà di l’angianu direttore di Paese Corsu a portu à a vostra cunniscenza, piu tostu che di cuntinuà a lascialla dorme dentru un scagnu di tavulinu.

Oghje aghju pensatu di fà megliu cambiendu u nome dì « At’Opera » e di chiamalla :

U curaggiu senza paru di e nostre Donne à u locu di

 

 

 

A DONNA CORSA

Quandu ghjungu in Bastia, ùn passu mai senza emuzione di fronte a u sò’ Munumentu à i Morti. Stà mamma ammantata di neru, degna à semplice, stù gestu dino’ellu semplice, spremenu dentru u miò core tuttu u passatu di l'Isula. Videndu sta statua, vegu è sentu tutte e mamme di duve noi, quelle d’oghje è quelle di prima.

U Munumentu à i Morti, di a Grande Guerre alzatu in Bastia passa forse à u puntu di vista murale e previsione di quelli chi u fecenu alzà. Per cosa? - Sempliciamente perchè l'imagine ch'ellu ci mostra sò quelle di a Corsica intera. Ogni donna cì sì ricunnosce, ogni omu ricunnosce a sò’ cara mamma è, quellu chi apprufundisce u spiritu è l'anima di l’isulani, leghje è ritrova quì u curaggiu è tant'altre virtù chi sò e soie.

A l'intrata di New-York si trova a statua di a Libertà. Quì a cosa hè o sferente. Noi avemu tutte e virtù adunite ; quallà, ci vole quasi a circalle per scoprele. E sò surpresu chì nisunu di i nostri capizzoni abbia mai pensatu di presentà stà cosa purtantu reale (per grazia o par disgrazia) cume un simbulu di venerazione. Ci sò e cose di una trista verità, è l'indegna indifferenza vale menu chè a negazione. Trent’ottu mila morti ind'una guerra, senza cuntà assai altri chi, fortementi mugati, sò spariti i pochi anni dopu. Quante mamme, quante zie, quante surelle e altre giuvanotte hanu accettatu tamanta scumunica ! Quante, cummosse da un duvere sacru, hanu allevatu l'orfani, nipoti e fratelli, à mezu a miserie è guai !

D'altre mamme, in altri paesi, un sò micca senza meritu, mà si altrò e mamme sò qualchi volta venerate cun amore, e nostre più che quiss’altre hanu dirittu ad une adurazione senza risparmiu dà a parte nostra in ricordu di un passatu luntanu è più vicinu. Un passatu esemplariu di tante battaglie date in molte circustanze à nimichi di tutta sorte. Durante l'assaltu di i stranieri, e spose di i nostri babboni si mustravanu intrepide e ferme in quantu à e risoluzione pigliate ; cume u casu si presentò in Corti. Hanu ghjuratu di un fà più figlioli schiavi di Genuval ! Mà quanti eroi senza nome hanu vissutu fatti belli più marcanti che no' vulemu tace par un paré trappu diciuloni.... ?

Cuntentemuci solu di ripete cose viste, intese è abastanza cunnisciute, cose chì ognunu sà è chi hanu fattu digià a bona riputazione di a Donna Corsa, o per dì megliu, di a Mamma Corsa, postu ch’è d'ella chì si tratte quì. In regula generale, a donna corsa hè una di e più fidate ch’esistinu à u mondu. Prima, l’eccezzione eranu rare e sì , à l’epuca attuale, a curruzzione hè ghjunta fin’à l’ultimu rifugiu, ùn face ancu che à tuccalla sopra sopra. Perchè unn'hè micca facile di scurdassi di tanti seculi di tradizione e di bon usu. Certamente, u prugressu suciale è materiale hè accoltu dà a donna corsa cume un sullevu : ci vole a seguità a marchi a di u tempu chi nunda puderà frinà. Eppo’, in ogni modu, s’ella si lamenta sopr’a qualcosa, sarà di sicuru chì u prugressu hè statu troppu longu a ghiunghje ad ella.

Rivenimune à parlà di a mamma corsa. Parecchie, e ancu a mea, l’aghju viste travaglià cume l’omi, è ci vole a precisalla, micca tutti l’omi si pudianu misurà a isse donne campagnole. Sole, di notte e di ghjornu, battianu e strade chì cunducenu à a vigna, à l’ortu è voltu a campagna duv’ellu era u tagliu di e legne minute per scaldà u fornu. A u ritornu, dui carchi nantu u sumere, e unu di cinquant a chilò a u minimu postu sopra a u capagnulu senza mancu tenelu di manu, venianu à ingrussà u lignaghju in piazza, necessariu pè’ u longu invernu.

Atredeci anni, purtavanu digià u capisteghju di pane è di pisticcine. A un’epuca duve e famiglie eranu numerose, una scena currente si vidia ogni ghjornu. Quante mamme purtavanu l’ultimu di i figlioli in bracciu, l'altru appesu à u vestitu, senza parlà di quellu ch’ell'àspittavanu di parturisce, è tuttu quessu fendu bellu spessu una piccula faccenda.

Mi ricordu sempre chì un vecchju ziu mi cuntava avè vistu un zitellu digià grandettu, postu chi praticava a scola, è tempu esciutu, si tirava in l'olivetu per chì a mamma u fessi sughje. Suppunimu ch'ella sia issa sturietta appena esagerata ; ma, in tuttu casu, prova fin’a duve pudia andà u veru amore. Puru si oghje ci sò e donne ancu più generose, ùn la vogliu cuntestà ; ritengu solu chì latte di pettu e criature ne tastanu menu chè tandu.

Quandu, pè’ i monti di Cuscioni, una vecchja cantava u ninni nanna, dentru u vegulu azzigatu, forse voi cridite cume i vultigiadori ch'ella ci fussi a figliulina ? Nò, u babbu unn’era micca à a campagna : si stava ingrufulatu, è u sò core di banditu diventava più frescu chè u brocciu à u sonu di quelle voce più dolce chè u culatu venachese. Pensate à i risichi accettati per piattà un for' di legge ! Un fattu simile pò surprende altrò, ma duvimu tene contu chì una mamma corsa unn'abbandona mai u sò sangue, fussi puru un rinnigatu. Quì, i sentimenti à l'affettu piglianu un culore incù, quellu chì u celu è a natura uniti hanu tintu specialmente cun un pinellu di seta.

Postu chè no' parlemu di e mamme di i banditi, firmemuci torna un pocu. Ghjuvan' Camellu Nicolai, durante a sò dura è corta esistenza, ebbe cume parecchj u rifugiu murale di a mamma. In li sò lamenti dicia :

“O mamma mea,nun vedi li to’ figli ?

Unu è sepoltu, l’altru è in li perigli.

Prega l'Anghiulu Custode

Chì la Morte nun lu pigli »

L’attaccamentu è u rispettu eranu uguali dà una parte è dà l’altra.

Un'altra grande figura di l'onore banditescu chì vale d'esse posta in risaltu è quella di Gallacchju d'Ampriani, omu chi in pochi mesi di macchia avia sterpatu una meza sezzione di giandarmi. I dui ultimi tombi, liha capulati in Casamadre, sottu à Antisanti, territoriu di Piedicorte. Se voi avete a furtuna di junghje in giandarmeria di Piedicorte, leghjerete ìn lù scagnu di a brigata i nomi di issi dui bon servitori, mà sò queste cunsiderazione da e quale ci vole à francassi. Simu ghjunti à parlanne per dî chi un sò micca fole, mà se vo’ site curiosi u fattu si pò verificà. Issu banditu, unu di i più fieri chì a Corsica abbia mai avutu, hè una prova di l'amore maternu. Per via di u prete, u Guvernu, per pudessine sbarrazzà, hà duvutu accurdà un armistiziu prima di falli dà i passaporti è lasciallu andà in Grecia duve a l’epuca sì battagliava pe’ a libertà. A tregua ottenuta, Gallocchju à misse à prufittu per fà dì una messa cantata à a mamma chjera stata interrata senza ellu, messa impussibile queand'ellu era ricircatu. E, cose chi parenu strane : issu ghjornu, tutte e forze di giandermeria, non solu piantonu di dalli a caccia, ma vighjavanu à a so’ sicurezza. In fattu, tutta issa ricuniscenza di Gallocchju a' mamma a tuttu issu rispettu da a parte di l'autorità prova torna u valore e a forza di un amore sacru.

E mamme sò presente una volta di più in la vita di Gallocchju. L'ultima mamma fù quella di Marcu. Marcu avia l’età di capisce, e a nova curria di a ghjunta dì u banditu. Questu quî, dopu essesi distintu in guerre pe’ u so’ curaggiu è a sò intelligenza, rivenia carcu di galloni (era cumandante) e di soldi. Cun idee più pusate, ùn pensava più à Marcu, orfanu per causa soia è tandu troppu niscentre per vindicà u so’ sangue. A mamma di Marcu avia aspettatu incù pazienza. A camisgia tinta di sangue seccu è tufunata di palle ramate discitonu l’istintu corsu di u zitellu chì, senza tante parolle, abbidia a' vuluntà di una mamma spartuta trà l’amore è u duvere. Per Francà Marcu dì u pesu di u rimbeccu, eccu a l'occhji di l'addulurata mamma 1'ultimu sacrifiziu ch’ella s’impunia : avè pazienza per ùn mette a Marcu in periculu. Mà a sorte, micca sempre cruda, li rendî u so' tintu figliulellu chì avia tombu, senza gattivera, hè vera, l’assassinu di u so’ babbu. Marcu era un onestu omu, malgradu tuttu, e sarebbe troppu longu di spiegà l'imbrogliu interu.

Quandu, in 1757, Pasquale DE PAOLI, accampatu a u cunventu di Boziu, era persu, una donna Morelli di Lama, mamma di Tomeu Cervoni, incuraggisce u figliolu à corre à u succorsu di u Babbu di a Patria, ciò ch'ellu fece tumbendu à Matra. Avia obbiditu à a sò mamma. E Tomeu partî senza mancu accettà i ringraziamenti di quellu ch'ellu venia di salvà. Tomeu Cervoni era u babbu di u futuru ganerale Ghjuvan'Battista Cervoni, anch’ellu un omu di stomacu chi s’hè distintu sopra tutti i campi di battaglia. U so’ nome hè scrittu sottu a volta di l’Arcu di Trionfu in Parigi. Fù in Suveria, in ‘ssu locu sanu e puru, chi u Giovanu Cervoni ricevî sottu u sguardu tenneru di a mamma e prime impressione d’onore è di patriuttismu.

E cume un cità a degna sposa di Ghjuvan'Battista, nata Maria Elisabetta Sicurani ? In 1815, di fronte a l'assassinu di u "Chouan" - chevalier de Bruslart - hà im editu l'imbarcamentu di i siccarj chi vulianu andà a l’isula d'Elba a tumbà à Napuleone. Sarrata dentru à a sò casa di Cioti di Moriani cu uni pochi di partigiani, ha tenutu fronte à l’ignobile Bruslart. A e somazione e a l'inghjurie rispundia alzendu a bandera à tre culori. Per piglialla nanzu u ritornu di Napuleone, Bruslart ha duvutu fà appellu a un cannone è 400 omi di a guarnigione di Bastia. Durante i Centu ghjorni, Napuleone li face un'accolta affettuosa. El morta u 5 di ottobre 1827. Brava mamma di f amiglia , ha avutu tre figlioli : dui masci e una femina.

E duve lasciate l'energia di issà altra donna corsa : a moglia di Ghjuvan Petru Gafforj immurtalizata in lu gestu di fà saltà a sò casa abbinta dà i Genuvesi ; sì nimu li parlava di rendesi, è quessa malgradu u figlioli tenutu in ottagiu in Citadelle. Une scultura à u pede di a statua di u generale Gafforj a mostra vulendu mette focu à a Polvera.

Ed eccu avà a storia chi dice megliu chè tutte l'altre l'anima di a vera mamma corsa. Sempre listessa in tutte e circustanze di una vita agitata, a signora Letizia, chiamata dà u mondu sanu "Madame Mère", fermerà pè u sempre un bellu ritrattu degnu di a nostra razza. A issa zitella chi ùn sò parolle per ritraccià tuttu ciò chi ella rapresenta di bellezza, d'eleganza, di buntà è di curaggiu, duvimu une pensata gradita. A u principiu di a sò vita in la Corte Imperiale, u sò accentu fece ride à tutti, ma tutti ricunniscianu l'energia è u curaggiu di ‘ssa donna. Custì ci era a razza !

Maria Letizia Ramolino era, d'infatti, di una razza pura. In 1764, ùn'avia purtantu chè quatordeci anni, quand'ella passava, i giuvanotti firmavanu incantati. Pussedia une faccia fine è dilicata è a sò persona fatta à u pinellu purtava quelli panni semplici cume nimu i sapia purtà. Una bella capillera nera è l’occhji vivi, nè bassi ne alti, à rendianu digià degna di rispettu. Parlendu d'ella, e persone maiò dicianu « a piccula maraviglia ». Mai nome hè parsu più ghjustu.

Precisamente, Carlu Bonaparte, quand'ellu à vide pè a prima volta una dumenica da mane, hè restatu à bocca spalancata. Hà cridutu di fà un sonniu, tantu a bellezza di Letizia paria irreale. Quand'ellu à perse di vista, si hè spicciatu dinò ellu versu a catedrale d'Ajacciu ; avia mezu che circalla, a zitella si era persa à mezu mondu ; unn'era più che un capu cupertu di neru cume tutti l'altri. Rassignatu, Carlu hà fattu cume l'amurosi di sempre : tenendusi vicinu à a pila di l'aqua benedetta, sperava di avè a furtuna di crucià torna u più bellu sguardu di u mondu. Cume previstu, hè venuta, ed ellu, vincendu un pocu di timidezza, li porghje l’aqua santa ch'ella accetta ; mà l’occhju severu di a mamma l'ha richiamata à a realtà : ellu avia tendenza à fissà troppu à Letizia. A quelli tempi, malgradu e bone intenzione e l’attitutine nucente, ùn ci vulia micca a burlà incù i sentimenti. A signora Ramalina mamma, ben che vedina, allevava a figliola cume si duvia.

Ottu ghjorni dopu avella vista pè a prima volta, u 2 di ghjugnu 1764, và à dumandalla in matrimoniu. « E’ troppu giovana », risponde a mamma. Ma l'amore trà i dui innamurati era digià tantu forte chì l’ostaculu paria minore. Ricchi unn'eranu nè unu nè l'altru. Carlu era nipote di Napuleone, capu di a guarnigione d'Ajacciu. Surtitu dà pocu tempu dà l'Università di Pisa, cuntava d'esse avucatu in Tribunale d'Ajacciu.

L'annu stessu, Genuva è Luigi XV signonu a cunvenzione chì accurdava à a Francia durante sett’anni l’intendenza dì e guarnigione chì prutegianu i porti di l’isula. U conte de Marbeuf sbarcò incù sette battaglioni. Pasquale DE PAOLI chì tandu era u patrone di a Corsica bellu più che i Genuvesi cuntestava incù ghjusta raggione l’intrapresa malonesta. Un si sbagliava micca quand'ellu dicia : « Quand'elli ci saranu, un si puderanu più caccià ! » U bellu coppiu di giovani sposi un pobbe gode tantu a pace in casa di a via Malerba. Cume l’evenimenti andavanu peghjurendu di ghjornu in ghjornu, de DE PAOLI mandò a chiamà tutti l'amici partigianti di a libertà è, di sicuru, Carlu Bonaparte chì li paria u veru per organizà a squadra di quelli chi duvianu resiste à i Francesi. A giovana Letizia, incinta di un primu figliolu chi un campò micca, lascia pocu vulenteri l'aria marina è a cità d'Aiacciu duv'ell'era stata allevata, mà in bona donna corsa, a vuluntà di u maritu cuntava più chè a soia. U viaghju da Aiacciu à Corti u fece nantu à una mula, è dopu molti strapazzi per quelle stradelle muntagnole è ancu qualchi cascatoghja senza danni, ghjunsenu in Citadella di Corti. Ingirata d'altre brave donne a soprattuttu dà a so’ fida serva Saveria, ùn tardò tantu à piacesi in issi lochi.

Trè anni è mezu dopu u matrimoniu, u 7 di ghiennaghiu 1768, un terzu figliolu, Ghjseppu, più furtunati chè i dui primi, vense à u mondu è fù accoltu incù grande gioia. E guasi a ‘ss’epuca precisa, e cose si guastonu. Genuva cedî i sò puteri a i sò pretesi diritti à i Francesi. Luigi XV pruclamò chì a Corsica facia parte di a Francia. U fattu di vedesi vinduti ùn pudia piace a issa manicata d’omi chì cume DE PAOLI intendianu esse degni di rispettu. A u nome di i so’ suggetti, DE PAOLI ricusò un tale mercatu e, senza chiacchiere, organizò a sò truppa è attaccò l'armata francese. In favore di i suldati di DE PAOLI, ci Funu vittorie è vittorie. I Francesi funu battuti una prima volta à u Nebbiu, a Batigo unn’ebbenu micca più furtuna, e a Luccaria capiciuttonu dinò. Cume i Genuvesi, i pinzuti fecenu a trista sperienza di l'annasu contru l’omu vestutu di pilone. Affitti dà tante scunfitte, i pinzuti un sapianu più duve mettesi. Ricevendu rinforzi sopr’a rinforzi è armati di prudenza, inciamponu infine in Ponte Novu. Curaggiu da à parte nostra un nè mancò mancu culà, me u 9 di maghiu 1769, centu volte più forti in polvera è in omi, i Francesi dedenu u colpu fatale a l’eroi corsi chì, quasi compj a spruvisti di tuttu, funu custretti di dà fine a u macellu. In l’impussibilità di tene fronte, 1'ultimi cumbattenti, ùn pugnu d'omi, truvonu rifuggiu pe’ e macchie voltu Monte Ritondu. Una donna facia parte di a spedizione : a signora Letizia seguitava i guerrieri.

Sottu e piogge di un celu scatinatu, patentu u freddu è a fame, ripusendusi di grotta in grotta, una più fumicosa che l'altra, a giovana donna incinta di quellu chi più tardi fece tantu parlà di ellu, eccu un esempiu raru di curaggiu e di tenacità.

 

Mà, ohimè ! u Casu ingratu e a Storia avara sò vulenteri smentichi di a belle verità, è un mancanu di corre sempre in cerca d’altre fole chì, elle, sò propriamente inventate. Più tardi, un messageru mandatu dà u Conte de Vaux ghiunse per neguzià un arrangiamentu onorevule. Spruvisti d'altre speranze, Carlu Bonaparte è l'altri cumpagni hanu duvutu accettà di sottumettesi, ciò chì DE PAOLI scansò partendu in Inghilterra. Avia sicuramente a sò raggiò, e tuttu Corsu chì si rispetta ùn deve permettesi di ghiudicà severamente st’attitudine.

D'altronde,Carlu Bonaparte avia previstu seriamente di ritruvà à DE PAOLI in Londra. Mà a moglia, chì avia parturitu da pocu, un pobbe mettesi à fà tamantu viaghju ; un viaghiu chì dumandava troppu tempu è chì, si ellu fussi statu intrapresu, averia fattu nasce a Napuleone fora di Corsica. Infine chì, cume i fiumi correnu secondu u so’ lettu, e cose piglianu anch'elle u sò currente è ghjè difficile a falli cambià strada.

Turnata in Ajacciu incù a so’ piccula famiglia, a signora Bonaparte unn’era ancu à a fine di i so’ malanni. A situazione finanziaria si presentava abbastanza critica, a famiglia ingrandava senza arrestu. In 1784 nascì l’ultimu, è frà tempu u babbu, chiamatu per rapresentà a Corsica a I Stati Generali, si hè resu in Francia duv’ellu morse u 24 di ferraghiu 1785. Vitima di una malatia di stomacu, abbandunava a so’ ghjente lascendu Letizia in età di 38 anni è cun ottu figlioli ad allevà.

Or pensate voi s’elli saranu stati sempre fiori in casa di a via Malerba ! Dicenu chi a cagione di falla imbarcà per Marseglia saria statu un atttu puliticu, mà si quessa hè vera, ci hè sicuramente un mutinu più primurosu per una mamma : u fattu d’avè da mantene tante bocche aparte.

 

Ma a vita era difficile ancu in Marseglia, è dopu in Tulò ; malgradu l'aiuta di u tenente Bonaparte, i pomi a i fasgioli eranu più aspessu a l'ordinariu chè i pullastri arrustiti ...

E sempre fida a i so’ bon principj l'anima nobile di 'ssa donna fece chi da u fondu di l'affanni à a cima di l'onori è di u benistà, ella ùn variava d'andatura. Quandu u so’ figliulone -Acula sbattuta - si misse in manu a l’Inglesi ha duvutu lascià i palazzi di Parigi è, sottu à a scorta di u so’ mezu fratellu u Cardinale Fesch, in marzu di 1814 piglionu a strada di Roma duve u Papa Piu VII li dede una franca ospitalità. In bona mamma, Letizia pruvò ancu d'andà in Sant'Elena à sparte l’angosce di u prigiuneru, mà u guvernu di i Sbarbati un volse sente nunda. U 5 di maghju 1821, assistitu da u duttore Antomarchi - quellu chi fece a maschera murtuaria di a celebre figura – si hè spentu l'Imperatore Corsu, Capu di i Francesi.

E pe’ un fattu stranu, dà a nascita à a morte, tutta a so' vita paria scritta da u destinu. Nutate bè : natu un 15 di aostu 1769, mortu un 5 di maghju 1821. Pudete fà u contu : Napuleone hè campatu esattamente : 51 annu, 8 mesi e 21 ghiornu. A so' età hè scritta in la data di a sò morte : 5.5.1821.

Sarrata darretu à l’oscuri chiosi, è senza fà lagni, “Madame Mère” ha aspettatu 15 anni chi a vuluntà di u Signore a chiamassi ad Ellu. Su ghjornu hè venutu u 2 di ferraghiu 1836.

Frà e nostre donne d’una tempera speciale quante a e prove di gran curraggiu un cì pudemu scurdà di fà menzioni di Danielle Casanova.

Un n’hè micca à casu chi a storia di a seconda guerra mundiale a ritenutu u so nomme, e chi ogni grande villa di Francia si vedenu parecchj carrughj chi portanu u sò nomme.

Cio chiellu si po racunta nantu a sòpersona u ci hè cura d’inventallu.

I sò fatti storichi sò scritti cunsignati è cunisciuti dà a littera tura chì tene sopratuttu ai raconti di a vita infernale passata indù i campi di cuncentrazione.

Ghjè custì chì a l’occhj di tutte e razze di persone cumme ella, sottu i farri di l’enemigi si hè mustrata di un curaggiu è di un energia rari.

A battagliatu finu a ch’ellu u restai un soffiu di vita. Scurdendusi di tene contu di a sò salute.

Nò ! Elle pensava à l’altre per puddè trattà di a so vita è di tuttu ciò chi ghjè statu dettu nantu à Danielle Casanova ùn ponu bastà stè pocche pagine. Allora, per taglialla à l’accorta cuntentemmuggi di ritene chì à forza à forza di traspendesi voltu tante suffranze a finitu per chiappa anch’ella a frebba tiffoida è morse curaggiasa. E sò cumpagne so venute numerose a licenziassi dà ella.

E bocche restonu mutte è l’occhj secchi mà i cori sanguinavana rivultati, diritti cume pini ; simmu state in silenziu... Perse... Cusì disse a so cumpagna una „Tchek“ manca svalbova chi a riuscitu à tirassi dà l’infernu. L’oru di a sò testimunianza fatta in publicu a Pragua indù 1946.

MARIA GENTILI

U fattu di Maria Gentili merideghia di esse signalatu dinò ellu…

U sò prumessu in matrimoniu hè statu tombu incù cinque o sei altri ghjovani corsi chì durante e battaglie chi l’opponiani à e truppe di u conte Devaux.

Mà cio chì tramanava a Maria ghjè di sapè chì u sò futuru sposu si truvassi senza sepultura. Quessa unda pudia supurta. Allora, dendusi di curaggiu, di notte tempu ; sola andaï e deddi di manu a u corpu senza vita di quellu Giovanu.

Issu travagliu fattu a so anima fubbe sullagiata è, u Conte Devaux un truvaï nunda a dì contru ella.

Al difora di quella di Napuleone, Letizia avia a sò persunalità propria. A storia francese un pobbe fà di menu che di ritene u so’ nome. Ella ha datu à tutti più lezzione ch’ella un ne hà pigliatu.

Avà vene par compie u miò miseru racontu. Miseru, perchè malgradu a fiamma chì mi porta a mi sulleva, aghju toccu un suggettu troppu altu per pudenne traduce a franca e semplice realità, i sentimenti, e passione a ciò chi face u fondu di u nostru timperamentu speziale è bellu, quellu ch'elle ci hanu datu e nostre mamme.

 

E DONNE CORSE ! Quand'elle ci hanu fattu, purtavamu diggià una somma d’istinti. Dopu, parlenduci in una lingua cusî limpida, cumpîanu elle a so’ opera amparenduci tante belle cose : ONORE, LIBERTÀ, SACRIFIZIU ...

Cusî pruvisti, partiamu à scumbulisce i nostri affari è, chiappi in lu macinellu di a vita, unn'avemu sempre pensatu, o forse troppu tardi, a e nostre Mamme e a


OMAGGIO ALLA REPUBLICA CORSA E A PASQUALE DE PAOLI - CORSICA LIBARA - 9 MAGHJU 1769 - PONTE NOVO - LA NAZION CORSA A PERSO LA LIBERTA' E L'INDIPENDENZA -

http://www.youtube.com/watch?v=pbeFgoS3FzY

PONTE NOVO - MOROSAGLIE - ROSTINO - NOSTRA MEMORIA - GLORIA E ONOR -

http://www.youtube.com/watch?v=g6uqG-olp4s

IL TIMOLEONE - TRAGEDIA - VITTORIO ALFIERI

VA A VEDAR LA COSTITUZION CORSA

http://depaoli.pbwiki.com/ISOLA-CORSA-COSTITUZIONE-PASQUALE-DE-PAOLI

 

http://dailymotion.alice.it/video/x5cy2v_ponte-novu-2008-i-naziunali_news

 

La Battaglia di Ponte Novu, che ha avuto luogo dal 8 al 9 maggio 1769, è il punto finale di scontri tra truppe corso Pasquale De Paoli e gli eserciti del re di Francia, Louis XV. Qui si aprirono la strada i granatieri francesi per raggiungere Corte, la capitale della Nazione del popolo corso.

Questa battaglia segna la fine della seconda e della fase finale della guerra d'indipendenza dell'Isola Corsica.

 

Voltaire, nel suo secolo di Louis XV (1751), scrive, ammirazione, in occasione di questa battaglia:

"La principale arma di corsi è stato il loro coraggio. Questo coraggio è stato così grande che una di queste battaglie, ha il nome del fiume Golo, che divenne un baluardo della resistenza Corsa.

La battaglia finì in tragedia e i corsi ebbero numerosi loro morti per non avere avuto il tempo di ritirarsi. Così in molti caddero dietro i colpi delle prime file che avevano l'ordine di non far passare i francesi.

Le prime linne Corse non poterono compiere la loro ritirata e caddero uccisi e feriti feriti mescolati sotto l'incalzare della preponderanza delle truppe francesi. C'è dappertutto il valore, ma è difficile ricordarene di tali azioni di generoso eroismo come tra i popoli liberi Corsi. "

 

Paghjella Ponte di Novu

 

Sè tù passi per ste Sponde

Pensa ha salutà la Croce.

 

Quì la sò cascati antichi

Cantendu in Alta Voce.

 

Per uno difende Libertà

Contr'à e feroce Francese

 

http://www.youtube.com/watch?v=ozduDjGGxhQ -

 

STORIA DE PATRIA CORSA A FUMETTI

http://dailymotion.alice.it/relevance/search/CORSICA%2BDE%2BPAOLI/video/x57cnt_bande-dessinee-pasquale-paoli-tome_creation

 

IL TG FRANCESE RINOVELLA L' INDIPENDENZA CORSA DI

PASQUALE DE PAOLI, TRONCATA DALLA VIOLENZA ED ILLEGITTIMA INVASIONE FRANCESE, COME ILLEGITTIMA FU L'INVASIONE DEL 1796 -1797 DELLA REPUBLICA VENETA.

 

http://dailymotion.alice.it/relevance/search/CORSICA%2BDE%2BPAOLI/video/x3qmq6_revolution-corse-1hournal-de-13h-su_creation

 

LA COSTITUZIONE DI PASQUALE DE PAOLI

http://dailymotion.alice.it/relevance/search/CORSICA%2BDE%2BPAOLI/video/x151ip_pasquale-paoli-constitution_politics

 

 

RIPORTATA AL POPOLO CORSO LA NAVE PASQUALE DE PAOLI

GESTO DIMOSTRATIVO NON VIOLENTO

http://dailymotion.alice.it/related/8741081/video/x1dall_sustenite-i-marinari_news

Nel novembre 2005, attivisti di STC di sorpresa hanno portato in Corsica la nave Pasquale De Paoli. Il GIGN è poi intervenuto per fermare il popolo Corso sceso in piazza a Bastia a sostegno del gesto dimostrativo non violento dei Marinai che hanno voluto denunciare il regime violento e illegale francese.

La dimostrazioni, e gli scontri avevano avuto luogo a Bastia e erano durate per quasi una settimana.

 

Presto si aprirà il processo di STC marino, una petizione verrà messo in atto su Internet. Contiamo sul vostro sostegno.

 

Video piccolo leone (grazie)

 

Figlioli Oh! è vero che tale intervento è stato bello!

Il mondo, e la gente di mare hanno applaudito!

Ma di storia, di quelle che hanno avuto, è il francese ... marinai sapeva molto bene che cosa loro sarebbe accaduto, e hanno applaudito questa magnifica discesa dell’esercito francese che ha fatto bella mostra di se. I marinai hanno sollevato il problema Corso:

“Il problema è la Francia nel suo insieme”.

Perché ovviamente, i mezzi di informazione sono stati sufficienti e necessari a dimostrare che gruppi di intervento super armati francesi non hanno potuto nulla contro persone disarmate e non violente.

presentare a una striscia di mare disarmati!

Credo che sia bella questa storia! Tanto più che un compromesso è stato raggiunto tra lo Stato e la SNCM!

 

Francesi fora

 

Scrivì in corso se capise piasè.


 

PASQUALE DE PAOLI EDUCAZIONE

http://dailymotion.alice.it/relevance/search/pasquale%2Bpaoli/video/x16o8d_pasquale-paoli-education_politics


 

Sosteniamo i marinai del STC e firmiamo la petizione

Soutenez les marins du STC en signant la pétition

http://www.unita-naziunale.org/portail/300407-STC_MARINS.htm

 

CONOSCI PASQUALE DE PAOLI

http://it.answers.yahoo.com/question/index?qid=20070806055242AAdxAnN


Cumitatu di sustegnu à i sindicalisti di u Pasquale De Paoli

 

U 27 di settembre di u 2005, i marinari di u STC (Sindicati di i Travagliatori Corsi) di a SNCM, di pettu à e minaccie di privatisazione di a so cumpania è fendu fronte àneguzziazzone ch'ùn n'avvanzavanu più, decidonu di fà righjunghje uPasquale Paoli, tandu in Marseglia à u so portu, Bastia.

 

St'azzione, fù da principiu à fine pacifica, è avvia pè oggettivu di fà piglia cuscenza à l'opignione corsa è francese, chì un drama suciale si passava, è chì centine d'impieghi eranu minacciati.

 

Qualchi ore dopu, u battellu era intercettatu da i militari di u GIGN è i commando ‘'Hubert di a marina naziunale.

 

Pè a prima volta dapoi un secculu, un guvenu francese mandava l'armata contra travagliatori in lotta.

 

I sindicalisti eranu impastughjati, trasferiti à l'arsenale di Tulò, è pò in Marsiglia, presentati davantu à un ghjudice per esse accuzzati di sframbulata di battelu è sequestrazione di personne, in luquadre d'una procedura criminale.

 

Per via di què, hannu da cumpariscie da quì à qualchi mesi davantu à una corte d'assise.

 

Ùn si tratta micca quì di riflett e cause di cunflittu appiendu purtatu i sindicalisti à l'azzione di u ‘'Pasquale De Paoli. Teneremu a pusizione chì a nostra azzione era ghjustu sindicale è dunque, chì u statu prova à criminalizzà un'attu sindicale.

 

DUMANDU CH'ELLE SIANU CACCIATE E CARRICHE È CH'ELLU ÙN CI SIA PRUCESSU CONTRU À I MARINARI DI U STC :

 

 

VITA DI PASQUALE DE PAOLI RACCONTATA IN MANIERA PIATTA (MENTRE ESISTE UNA LETTERATURA STRAORDINARIA CHE IMPRESSIONO' RATTAZZI PUBBLICATO DA LE MONNIER (TRIUNVIRO A FIRENZE CHE NE COSTRUI' UN ROMANZO AFFASCINANTE SPECIALMENTE DOVE SI NARRA LE AZIONI EROICHE DEL POPOLO CORSO)

http://209.85.129.104/search?q=cache:HkeNu-ECK-cJ:it.wikipedia.org/wiki/Utente:Piero_Montesacro/WorkInProgress1+pasquale+de+paoli+1755&hl=it&ct=clnk&cd=1&gl=it


Pasquale Paoli, pruclamatu Babbu di a Patria è Ginirali di a Nazioni hà marcatu bè a storia di a Corsica. In capite à a Custituzioni corsa, hà cuntribuitu à l' elaburazioni di quidda di i Stati Uniti ; sò chjamati mondi cità americani par via d' eddu : Paoli City in Colorado, in Indiana, in Pennsylvania...

 

Quandu nasci Pasquali Paoli, u 6 d' Aprili di u 1725, in Stretta, vicinu à Merusaglia, a Corsica hè sempri occupata da i truppi genuvesi. Ci vularà aspittà deci anni, u 30 di Ghjinnaghju di u 1735, da chì a Corsica sighi dichjarata indipendenti da a Cunsulta d' Orezza à tempu à u votu di a prima Custituzioni corsa, prima Custituzioni dimucratica muderna. Hè affidatu u puteri legislativu ad un' assemblea cumposta da deputati eletti da u populu è u puteri esecutivu, eddu, hè assignatu à una Giunta di sei membri eletti da l' assemblea.

 

Hè elettu Ghjacintu Paoli, babbu di Pasquale, diputatu ed hè membru di a Giunta. Ma in u 1739 hè torna scunfitta a Corsica da Genuva è sò custretti i Paoli à l' esiliu. Ascosu in Napoli, Pasquale Paoli seguitarà i corsi à l' università di quallà, ind' eddu compii brillamenti i so studii, pà avviassi ver d' una carriera militari. Hè numinatu, dopu, sottutinenti à u reggimentu reali stabilitu in Sicilia.

 

Bench' in esiliu, u giuvanottu Paoli suita cù primura fatti è mossi in Corsica è da chì u frateddu Clemente è parechji nobili isulani li chersini di vultà, accunsenti.

U 29 d' Aprili di u 1755 Pasquale Paoli scala in Aleria ; u 14 di Lugliu a Cunsulta d' Orezza u pruclameghja Ginirali di a Nazioni Corsa.

 

Da tandu chì Pasquale Paoli ghjunghji à puteri, disordini è anarchia dumineghjani in Corsica è li ci aspetta un da fà trimenti. À partasi da Nuvembri di u 1755, farà di l 'isula un Statu dutatu d' una Custituzioni, d' un' amministrazioni, d' una ghjustizia è d' un' armata. Hè sultantu in u 1761 chì a Cunsulta di Viscuvatu dicidarà di batta muneta. Tutt' apparu à a so opara pulitica, Pasquale Paoli apri mondi scoli è crea in Corti, l' Università di Corsica. Ni faci listessu pà l' icunumia, favurendu l' agricultura, l' industria è u cummerciu esternu. Crea un' amministrazioni incaricata di a cultura di i tarreni ed introduci u pomu in Corsica. Pasquale Paoli sviluppeghja u sfruttamentu di i mini di ramu è di piombu è fonda u portu d' Isula Rossa.

 

Sott' à a so autorità a Corsica duventa una Ripublica ammirata da mondi paesi.

VVVVVVVV

http://www.unita-naziunale.org/portail/histo-soutien.htm

VVVVVVVVVVVVV

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