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SCHIZA SU STO STRAMBOTO
http://depaoli.pbwiki.com/f/150+Piazza+biade+cn+26+II+Piano+Poeta+Ren%C3%A8+sparto+.jpg
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TRACCE LETTERE E ARTI
Associazione Artistica A.R.- Civilta' Fluviale - Isole Sparse - Risaia santa casa pietà a Sparè - Fond. Museo Biblioteca Scrittrice Rosa Lanza Ferrarini Bertelè ved De Paoli Museo Biblioteca Paolo Bertin Via Bruso S. Gregorio (Cucà) Veronella Tel fax 0444 323022 http://depaoli.pbwiki.com www.artedepaolironchin.org
www.vicenzafoto.it e.mail assoannette@libero.it casella postale 274 , 36100 Vicenza Centrale Italia C.F. 95035170240 PIVA 013186340240 - CCIIAA VICENZA EDAR 26 09 1996 IRAEA 228975 15 o6 1994 codice PROT 0700040595 12/18 ISTITUTO REGIONALE ISOLE SPARSE PALEOALVEI TION TARTARO MENAGO ARGINE ALPON GUA' EDRON "CIVILTA'FLUVIALE"
c/o Asso. A.R. - Direttore Responsabile Renato De Paoli
aggiornamento martedì 2 ottobre 2007 ore 7,30
in collaborazione con il corriere della sera
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LIBRERIA UNIVERSITARIA VENEZIA
SCHIZA SU STO STRAMBOTO
http://www.editoriauniversitaria.net/
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Un libro al rogo:
“ILIADE DI OMERO IN IDIOMA TOSCANO"
di Giacomo Casanova
Editoria Universitaria ha pubblicato un’opera di grande importanza culturale ancora sconosciuta: la traduzione in ottava rima dell’Iliade di Giacomo Casanova.
L’iniziativa, a discapito di qualsiasi aspettativa, è stata completamente ignorata dalla stampa, dai media, e dalle amministrazioni pubbliche nonostante le nostre puntuali e ripetute segnalazioni. Il risultato di questa censura è che il libro non è arrivato alle biblioteche e alle scuole a cui era principalmente destinato.
Per denunciare questo grave silenzio avevamo indetto una manifestazione “100 voci contro la censura” per sabato 14 dicembre presso la Scuola dei Calegheri di Venezia, con una lettura a più voci del testo casanoviano. L’evento doveva essere illustrato alla stampa nel corso di una conferenza stampa convocata per il 3 febbraio presso il Sofitel di Venezia ma, a conferma della fondatezza della nostra denuncia, la stampa ha disertato l’appuntamento.
A questo punto ci sembra assurdo di insistere in una denuncia che non trova riscontro nei mezzi d’informazione e ci vediamo perciò costretti ad annullare il raduno del 14 febbraio per passare ad un'azione più radicale.
“contro i nuovi roghi”
Convochiamo una manifestazione pubblica a Venezia in Campo san Tomà “contro i nuovi roghi” per venerdì 13 febbraio, alle ore 15, nel corso della quale saranno bruciate delle copie del libro “Iliade di Omero in idioma toscano” di Giacomo Casanova a simboleggiare la nuova censura che impedisce alla pubblicazione di segnalarsi e di raggiungere il pubblico a cui è destinata.
Massimo Cacciari ?
Speriamo che il Sindaco, Massimo Cacciari, che ha espresso consenso alla nostra denuncia, voglia essere presente alla manifestazione e che lo siano anche altri politici per testimoniare l’importanza di una svolta mediatica a favore della cultura libera.
Bruciare un libro è sempre un atto doloroso, e lo è assai di più per uno come me che ha speso la vita tra letture e pubblicazioni, ma sono convinto che solo un gesto forte e traumatico possa in qualche modo scuotere l'apatia, apparentemente irremovibile, che ci circonda.
Albert Gardin
Editoria Universitaria Venezia
Editoria Universitaria
San Polo 2199
30125 Venezia
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PLINIO EL VECIO HISTORIA NATURALIS
http://www.google.it/books?id=gNcIAAAAQAAJ&pg=PA179&dq=Ligurum+quidem+lingua+amnem+ipsum+Bodincum+vocari&as_brr=1
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L'antropologo francese Pierre Clastres che era vissuto fra gli indios Yanomami della foresta amazzonica, allievo di Levi-Strauss affermava che
solamente le piccole comunità di villaggio possono gestirsi in modo democratico, senza accumulare capitali e riversando tutte le risorse nella comunità ecc.
Bibliografia:
Clastres Pierre:
- La società contro lo Stato.Ricerche di antropologia politica-Ombre Corte
- Archeologia della violenza - Meltemi
- Cronaca di una tribù. Il mondo degli Indiani Guayaki... - Feltrinelli
Anche Bulla Borga nel libro Orgiano tra il XII e il XIII secolo, (edito a Urbana 2007) attesta che tutte le comunità ISOLANA VERONESI AVEVANO PIU' O MENO LO STESSO NUMERO DI ABITANTI IN QUANTO FEDERATE.
Fu l'ultimo periodo Scaligero e i Visconti che accentuarono le divisioni Isolane creando centri maggiori per soggiogare i minori.
E' quello che continuano a fare ora.
Qulche venetista è d'accordo di cancellare i piccoli comuni, come è d'accordo qualche consigliere regionale della Regione Veneto in carica, già Sindaco di comune che a soppresso altri e cancellato anche istituzioni scolastiche.
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GOOGLE
ALFABETO LEPONZIO Sulle tracce di Patrizia Solinas e A.L. Prosdocimi
http://books.google.it/books?id=wL9U8UPDeUEC&pg=PA25&lpg=PA25&dq=alfabeto+leponzio&source=web&ots=NSdXiJMhj2&sig=nI7183VKZvWcbBi2dEZuDzd_pow&hl=it&sa=X&oi=book_result&resnum=4&ct=result#PPA41,M1
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Il prof. Cangiani dell'Università di Bologna, DAMS, docente di sociologia l'ha fatto studiare in francese ai suoi studenti, allora non era ancora stato tradotto in italiano. Quindi chi ah studiato con Lui ha imparato delle cose...Poi il Prof. Cangiani era al MART di Rovereto (prima che diventasse così grande, nella vecchia sede) perchè si è scoperto che il padre ricco banchiere, aveva una bella collezione di quadri e l'aveva affidata al museo della Gabriella Belli, in deposito.
Vedi il libro:
LA COLLEZIONE CANGIANI : MAESTRI DEL '900 ITALIANO / A CURA DI G. BELLI E N. BOSCHIERO. TN : ACIONE, 2000.
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ANNA MARIA Annette Ronchin
NEL TEMPO DELLA DEA
Breve storia della civiltà fluviale veneta
EDAR VICENZA 2006
http://www.vicenzafoto.it/libri/NelTempoDellaDea/NelTempoDellaDea.html
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NEL TEMPO DELLA DEA
NELLE MIGLIORI LIBRERIE
CERCALO E RICHIEDILIO
SCHIZA CHI SOTO SU STO STRAMBOTO
http://depaoli.pbwiki.com/BREVE+STORIA+VENETA+FLUVIALE+CIVILTA%27?SearchFor=nel+tempo+della+dea&sp=5
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GLI ULTIMI VENETI
GIANFRANCO CAVALLIN
PREFAZIONE DI SABINO ACQUAVIVA
PANDA EDIZIONI
336 pagine
Un libro che non può mancare dalla libreria per chi AMA E VUOL CONOSCERE L'IDENTITA' VENETA.
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biografia per immagini su
Luigi Meneghello, con delle belle foto sullo scrittore e amici/amiche. Se non c'è in Bertoliana, chiedilo per farlo acquistare.
Titolo:
Volta la carta la ze finia.
Luigi Meneghello.
Biografia per immagini. A cura di Giuliana Adamo e Pietro De Marchi. Milano. Effigie edizioni. 2008. Euro 30,00.
Segnalazione a cura dott. Nadia Vanini
OTTAVIA NEGRI VELO - il giornale - diario - 1796 - 1814 - a cura de Mirto Sardo
http://digilander.libero.it/ottavianegrivelo/sommariok.htm
BIOGRAFIA DE OTTAVIA NEGRI VELO - STORICA - cronachista - dal 1797 al 1814. Benemerita nata vissuta e morta in Vicenza.
Schiza su sto stramboto par lezar la biografia
http://www.uni-ulm.de/LiLL/3.0/D/frauen/biografien/Jh18/negriit.htm
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Comparsa conclusionale alla Ecc. Corte d'appello di Venezia in causa benefici parrocchiali di Asparetto e di Sanguinetto contro gli eredi Sommariva: Capacità di testare e captazione di eredità
Di
Ettore Calderara, Leone Franco, Girolamo Sommariva, Italy Corte d'appello (Venice), Tribunale (Legnago, Italy Tribunale (Legnago), Italy (Parish Sanguinetto, Corte d'appello (Venice, Italy, Italy (Parish Asparetto
Collaboratore
Augusto Bertoni, Gaetano Ongaro, Ottone Sommariva, Asparetto, Italy (Parish), Sanguinetto, Italy (Parish)
Pubblicato da G. Franchini, 1894
Originale disponibile presso la Harvard University
Digitalizzato il 4 giu 2008
35 pagine
Comparsa conclusionale alla Ecc. Corte d'appello di Venezia in causa benefici parrocchiali di Asparetto e di Sanguinetto contro gli eredi Sommariva. Capacità di testare e captazione di eredità.
by Ettore Calderara; Augusto Bertoni; Leone Franco; Gaetano Ongaro; Girolamo Sommariva; Ottone Sommariva; Asparetto, Italy (Parish); Italy. Corte d'appello (Venice); Italy. Tribunale (Legnago); Sanguinetto, Italy (Parish)
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Type: Book; Italian
Publisher: Verona, G. Franchini, 1894.
OCLC: 81173641
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GLI INCLITI SUGAFOSSI
Venezia e la Terraferma
Venezia e la Terraferma
autore: Ivone Cacciavillani
Editore Panda
pagine 320
illustrazioni in bianco/nero
Il titolo potrebbe essere anacronistico: quello vero dovrebbe essere, secondo la terminologia ufficiale, La Dominante e i domini.
Tracciare la storia dei quattro secoli di Dominazione sotto il profilo del rapporto tra Dominante e Dominio - un rapporto iniziato col grappolo delle Dedizioni dei primi del Quattrocento, passato attraverso il turbinio della Guerra di Cambrai ai primi del Cinquecento, il sofferto travaglio dell'Interdetto del 1606 e i conati di implosione costituzionale del Settecento - presenta problemi di grande complessità per gli aspetti giuridici, economici, sociali e politici che coinvolge; è peraltro avventura di grande fascino e di grande impegno, anche per verificare il fondamento di quelle tesi del colonialismo, che vedono la Dominazione come un sistema di sfruttamento cinico e sistematico, soppiantando quelle del mitismo, l'esaltazione mitica del Buon Governo della Serenissima.
L'esposizione narra del formarsi dello Stato da Terra, ai primi del Quattrocento, fino a quello che nella storiografia popolare si usa indicare come il tremendo zorno del dodeze, quel 12 maggio 1797, in cui la Serenissima Repubblica di Venezia, per voto in Maggior Consiglio, decise di scomparire (momentaneamente, ndr) dalla storia.
Contributo: € 24
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"Comparsa conclusionale in punto opposizione alla domanda di costituzione di consorzio coattivo ..."
APA
Olivieri, V., Armani, G. (., Colleoni, G., Florian, E., Guglielmi, A., Munari, et al. (1902). Comparsa conclusionale in punto opposizione alla domanda di costituzione di consorzio coattivo. Verona: Tipografia Cooperativa.
Chicago (Author-Date)
Olivieri, Vittorio, Giustina (Avogaro) Armani, Galleazzo Colleoni, Eugenio Florian, Antonio Guglielmi, Munari, and Celeste (Adami) Santini. 1902. Comparsa conclusionale in punto opposizione alla domanda di costituzione di consorzio coattivo. Verona: Tipografia Cooperativa.
Harvard
OLIVIERI, V., ARMANI, G. (., COLLEONI, G., FLORIAN, E., GUGLIELMI, A., MUNARI, & SANTINI, C. (. (1902). Comparsa conclusionale in punto opposizione alla domanda di costituzione di consorzio coattivo. Verona, Tipografia Cooperativa.
MLA
Olivieri, Vittorio, Giustina (Avogaro) Armani, Galleazzo Colleoni, Eugenio Florian, Antonio Guglielmi, Munari, and Celeste (Adami) Santini. Comparsa conclusionale in punto opposizione alla domanda di costituzione di consorzio coattivo. Verona: Tipografia Cooperativa, 1902.
Turabian
Olivieri, Vittorio, Giustina (Avogaro) Armani, Galleazzo Colleoni, Eugenio Florian, Antonio Guglielmi, Munari, and Celeste (Adami) Santini. Comparsa conclusionale in punto opposizione alla domanda di costituzione di consorzio coattivo. Verona: Tipografia Cooperativa, 1902.
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ANDREA FERRARESE,
ASPETTI PROBLEMI ECONOMICI DEL DIRITTO DI DECIMA IN TERRAFERMA VENETA IN ETA' MODERNA, ACCADEMIA DI AGRICOLTURA DI VERONA , GRAFICHE STELLA, LEGNAGO 2004, PAG. 180.
INDICE DEI LUOGHI E DELLE LOCALITA' PAG. 693
...
ASPARETTO PAGINA: 179, 180, 207, 293, 299, 324, 329, 330, 334, 342, 364, 420 , 433, 462.
NA STORIA DE VICENZA
http://www.raixevenete.com/forum_raixe/topic.asp?TOPIC_ID=4889
LIBRI EMIGRANTI EMIGRAZION ISOLE SPAMPINE' VENEXIA
http://www2.regione.veneto.it/videoinf/periodic/libri/sommario.htm
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http://www.vicenzafoto.it/libri/DiariDellaLuna/DiariDellaLuna.html
NELLE BIBLIOTECHE DI VICENZA VERONA CEREA ROVERETO
RECENSIONI
NADIA VANINI
Corrado BUSCEMI, medico oculista, pubblica un giallo di contenuto storico esoterico dal titolo IL SIGILLO DEL PALLADIO, edito da Cierre Grafica. Il romanzo è strutturato secondo i canoni del giallo ed è un omaggio al grande architetto ANDREA PALLADIO, nel 5. centenario della nascita.
C’è alla Biblioteca Civica di Verona e si può prendere a prestito da venerdì 31 ottobre.
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STORIA DOCUMENTARIA DE VENEXIA (SCRITA SOTO LA DOMINAZION AUSTRIACA 1853) PAR SUGAR L'ENDOLAGUNA I LA DESCRIVE COME MALSAN, MA LE NA GRAN BUSIA, MESA IN GIRO PAR CIAVARSE VIA I CAMPI E DIFONDAR L'IDEA CHE I VENETI I'E' SEMPRE STA CONTADINI E AGRICOLTORI. INVEZE SERENE BARCAROI E BARATTIERI.
http://books.google.it/books?id=PpsBAAAAQAAJ&pg=RA2-PA209&lpg=RA2-PA209&dq=angelo+faliero+venezia+procurator&source=web&ots=11KGaE4apE&sig=3QrilnXqexojPl84pKO9lb9zoeM&hl=it#PPR2,M1
Nella notte tra il 4 e il 5 gennaio 2008 anche a Padova sarà stampato al buio perche' nessuno scopra il finale
L'ULTIMO HARRY POTTER NEI NEGOZI SOTTO SCORTA.
Harry Potter e i doni della morte.
Non si tratta dell'ultima fatica della J. K. Rouling, ovvero della penultima, poichè ha scritto sette libri disegnati da sè medesima e li ha dati a sei alle persone che l'anno aiutata in questo periodo, e un libro lo ha messo all'asta.
Sara' una lavorazione top secret quella dell'ultimo libro di Harry Potter, in uscita il prossimo 21 luglio. La casa editrice ha infatti imposto allo stabilimento che si occupera' della stampa di procedere 'totalmente al buio': pertanto nessuno, tranne l'autrice e poche altre persone, avra' modo di leggere una riga dell'attesissimo 'Harry Potter and the Deathly Hallows'. Il giorno dell'uscita, le copie verranno trasportate nei negozi con mezzi scortati da agenti privati.
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IGNAZIO MENIN
"Breve storico compendio della Guerra d'Italia dell'anno 1796- 1797"
Opera realizzata con il contributo della banca di credito Cooperativo di Roveredo di Guà, dei comuni di Minerbe, Bevilacqua, Angiari, e Legnago. Manoscritto 2615 della banca di credito Cooperativo di Roveredo di Guà, dei comuni di Mincrbe, Bevilacqua, Angiari, e Legnago. Manoscritto 2615 della Biblioteca Civica di Verona Finito di stampae nel mese di Dicembre 1997 nella Tipografia Editrice L.G. Ambrosini & C. Via Mai-coni, 1 tel. 0442 85081 Cologna Veneta VR) che porta la presente nota a pagina 35 (senza note dalla sua mano e da quella del direttore della Biblioteca Civica di Verona Ennio Sandal) presentato a San Zenon dalla storica Artista Anna Maria Ronchin nel 1997 in occasione dei duecento anni della caduta della Repubblica Veneta.
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Bosio .
Carta archeologica del Veneto
1990 Edizioni Panini Modena
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Zorzi
Stazione Palafitticola preistorica e romana
Atti e Memorie della Accademia di Agricoltura e lettere di Verona seie V. Vol. V Verona 1955
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De Bon Alessio
Storia e leggenda della Terra Veneta
Tipografia “Pasubio” Schio 1941 XX E.F.
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Francesco Zorzi
Centro studi preistorici e archeologici
Varese Musei Civici di Villa Mirabello – SIBRIVM Museo Civico di Storia Naturale – Verona – Vol. pag. 157.
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Virgilio
Eneide X,201,2
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Enciclopedia di Cambridge
pag. 254 Archeologia Editori la terza e Fifli SPA Roma-Bari 1981 Milano – Titolo Originale The Cambridge Enciclopedia of Archeology 1980 London.
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GOOGLE LIBRI: LA BIBLIOTECA DI ALESSANDRIA D'EGITTO SU OGNI TAVOLO. UN SOGNO REALIZZATO - GRAZIE INTERNET - GRAZIE SCIENZA, GRAZIE MONDO LIBERO.
SCHIZA SU STO STRAMBOTO
http://www.google.it/books?spell=1&as_brr=1&q=strabone+v+1%2C9&btnG=Cerca+nei+libri
MMM
RICERCHE A PADOVA - ARCHEOLOGIA -
http://www.worldcat.org/search?q=au%3AScuola+di+Archeologia+%28Padova%29&qt=hot_author
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http://www.ilgiornaledivicenza.it/ultima/oggi/cultura/A.htm
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RIGONI STERN SCRITOR
Bibliografia:
Il sergente nella neve , Einaudi, 1953
Il bosco degli urogalli , Einaudi, 1962
Quota Albania , Einaudi, 1971 (2003)
Ritorno sul Don , Einaudi, 1973
Storia di Tonle, Einaudi, 1978
Uomini, boschi e api, Einaudi, 1980
L’anno della vittoria, Einaudi, 1985
Un amore di confine, Einaudi, 1986
Il libro degli animali, Einaudi, 1990
Arboreo selvatico, Einaudi, 1991
Compagno orsetto, E.Elle, 1992
Aspettando l’alba, Il Melangolo, 1994
Le stagioni di Giacomo, Einaudi, 1995
Sentieri sotto la neve, Einaudi, 1998
Il magico "Kolobok" e altri scritti, La Stampa, 1999
Inverni lontani, Einaudi, 1999
Tra due guerre e altre storie, Einaudi, 2000
1915-1918 La guerra sugli Altipiani. Testimonianze di Soldati al fronte, a cura di M. Rigoni Stern e C. A. Ciampi, Neri Pozza, 2000
L'ultima partita a carte, Einaudi, 2002
Storie dall'Altipiano, Mondadori, 2003
L'Altipiano delle meraviglie con R. Costa, Magnus, 2004
Le stagioni dell’Altopiano, Einaudi, 2006.
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Bibliografia di riferimento
Quaderni di Nuova Presenza,Cerea settembre 1983 "La bonifica della Paleoalvei del Menago fino al XIX secolo - inedito
p 56
Remo Scola Gagliardi Quaderni di Nuova Presenza,Cerea settembre 1983 "La bonifica della Paleoalvei del Menago fino al XIX secolo - inedito
.Enc.Treccani -non dal greco "terra dalle molte isole" ma da pollicinum, dal lat.pallus, donde poi policinium e Polesino, nel significato di "terra emergente dalle acque correnti,coltivabile".
.I.G.M. F.°63 Sanguinetto, Cerea
E. Nicolis: Su gli antichi corsi dell'Adige.
.A.Priuli Museo Didattico d'Arte e Vita Preistorica Capodiponte 1980, pp.6,7
.Rinvenimenti a S:Agata di Pressana, le Alte di Cologna Veneta e S.Giustina di Baldaria, quest'ultimo villaggio si trovava in una zona di dossi sabbiosi; vedi AAVV La Preistoria e l'età romana nel endolaguna sinistra Adige Cologna V.ta 1990 p.31
.Barberis Carlo L'età antica Milano 1990
La perodizzazione è inevitabilmente approssimativa per la scarsità degli elementi di valutazione.
.A.Aspes,L.Fasani-Museo Civico di Storia Naturale di Verona-VR'75
inedito
.Scavi Zorzi del 1939, i materiali sono presso il Museo Fondazione Fioroni di Legnago.
.Ibid.n.7, p. 43
.Ibid.n.6, p.9 e A.M.Radmilli-Guida della Preistoria italiana-
Firenze 1975, Tav. XLIV
.Ibib.n.9
.Gerola,1908
Salzani Luciano - Prima della storia - Museo civico di Storia Naturale di Verona a di ricerche a S. Vito tra Cerea e Asparetto con scavi iniziati nel 1984
L. Salzani Museo civico di storia naturale di Verona Inediti di 10 anni di ricerche a Verona
.Ibid.n.7
.Bresciani Bruno Terre e castella delle Basse veronesi Bergamo 1933 p.60.
.G.Tomasi Le palafitte del Lago di Ledro Trento, 1982, p.4,5
.Ibid.n.9
Ibid.
L.Salzani Il endolaguna veronese durante il I millennio a.C. in AA.VV.Banca Popolare di Verona, pp.788/790.
.Scavi di S.Puglisi, 1940-41 e F.Zorzi, 1960-62
.A.Aspes, S.Salvadori, Mem.Museo Civ.St.Nat.di Verona, XX, 1972
.A.Aspes, L.Fasani, Mem. Museo Civ. St. Nat. di Verona, XVI,
1968.
.Ibid.pp.786,788
Prosdocimi, Veneti e Venetico, Padova 1967, p.219
Trecca Legnago fino al XX secolo 1900, p.7
Ibid.n.1 p.10
.Polybio, II, 17, 5.
.Tacito Hist.,3,9,1.
Traina 1983 p. 92 ss
.Strab.,5,1,11,217.
Ibid R.Scola Gagliardi
Bricolo, 1973 p.72 ss.
.Ibid.e cfr.Bucchi 1979,p.86
.Polyb.,2,15,2. Strab.,5,1,12,218
.Sid.Apoll.,Ep.,1,5,4-5.
.Colum.,De re rust.,5,7,1; Plin.,N.H.,17,201.
.Ibid.n.39
.B.Bresciani 1938,p.96
.L.Franzoni-Il endolaguna veronese- in Veneto e l'età romana
Verona 1987,p.73
.F.Zorzi "Atti Acc.Agric.SS.LL.AA.", Verona,s.VI, V,1953-54
.Traina 1983,p.39 ss
.Ibid.n.25
.B.Bresciani 1944, p.105 ss
.Da Lisca 1940-41,p.131 ss
.L.A.Milani 1880
.Ibid.n.42, p.74
Ibidem R. Scola Gagliardi
G.B. Verci Storia della marca Trevigiana e veronese, I, Venezia 1786, doc. XXVII, 1180 dic. 3. Citato in: Castagnetti, La isole enee veronese nel Medioevo, Verona 1977.
G. Solinas Storia di Verona, ed Via libera, Verona 1964 pag. 117
Ibidem R. Scola Gagliardi
Ibidem R. Scola Gagliardi
Asparetto CXXVII p. 65 - Dagli atti e Memorie della accademia di agricoltura scienze e lettere di VR.
Aspareto IV 4 25 anni "di Vita Veronese"
C. Cipolla Le popolazioni dei XIII comuni veronesi, Taucias Gareida, Giazza VR xv pag 75 e seg.
Biblioteca Capitolare Verona.
Asparetto XI p.195 Studi storici Veronesi di Luigi Simeoni--
Capitolo III
Università degli studi di Padova Facoltà di Magistero . Gian Maria Varanini 1980. Il distretto Veronese nel quattrocento.Fiorini VR 1980. pag 55
ibidem Varanini 1980
ASV,Zileri- Dal Verme,cassetto VI, perg. II
Ibidem R.Scola Gagliardi
Ibidem Varanini 1980, pag. 55.
Ibidem Varanini 1980 pag 75 - 76
Ibidem Varanini,
Ibidem Varanini, 1980
Ibidem R.Scola Gagliardi
Ibidem Varanini, 1980 pagg. 130,131
B.Bresciani Terre e Castella delle Basse Veronesi I.I.D.G. Bergamo 1933
Ibidem Varanini 1980 pag. 143
Notizie degli scavi delle antichit.... Regia accademia dei lincei. Regio Ministero della pubblica istruzione.dicembre 1885 - Roma Tipograf9ia della R. Accademia dei lincei - Propriet... del Cavalier V. Salvicci 1885
R. deputazione di storia patria per le Romagne - Lotte agresti. anno 1923 Bologna
(Asparetto)
1 F. Zorzi
3 Virgilio Erneide I
4 Dante Alighieri XX° Canto Inferno
5 Dante Alighieri I° Canto Inferno
6 Salzani
7 F. Zorzi
Notte gelida, torva, piovosa. La luna si nascondeva dietro il fronte nuvoloso accatastato dallo scirocco sulla Pianura. Il Meduaco, gonfio, sibilava contro gli argini di terra fradicia. Più a oriente il fiume si divideva. Campi e paludi ne accompagnavano i due corsi sino ai lidi costieri. L'Adriatico ne ingolfava le foci. Acqua dolce e salata, gorghi velenosi in cui annegavano sabbia, barene, canneti... la notte.
Nerka Trostiaia si svegliò di soprassalto con il corpo inondato di sudore acido. Il letto ne era saturo. Si appoggiò una mano sul petto. "Sta' buono" bisbigliò al cuore che scalciava. A ogni colpo la pelle si riempiva di brividi. Lo sguardo di Nerka si perse nel buio della camera, poi inciampò nel braciere sotto la finestra. Lentamente, riemersero le sagome degli oggetti familiari. Per terra, appallottolata, scovò la coperta d lana di Creta. L'oscurità ne inghiottiva i colori vivaci, ma ne riconobbe subito la trama ruvida. Nerka aveva sempre amato quel tessuto venuto dal mare. Forse perchè le ricordava il primo viaggio della vita. "Quanta paura!" pensò con dolcezza, "il fiume, la città, la folla... un'avventura ai limiti del mondo," sospirò, "e si trattava appena di Adria." la frenesia del grande emporio fluviale greco le scivolò di nuovo sul viso, fresco alito fruttato. Il vento, intanto, si accaniva sui battenti di legno. "Maledettamente pericoloso per chi navighi" borbottò Nerka. Spezzoni del sogno bruscamente interrotto s'affastellarono sotto la lingua: vele, remi e uomini sbattuti da onde e paura. Scacciò il pensiero con un gesto della mano. All'improvviso le sembrò che la pioggia calasse. Forse lo scirocco stava rallentando. Le ciglia tremarono, quindi si abbassarono e lei si riaddormentò. Dopo qualche ora, la luce del giorno cominciò a diffondersi in modo uniforme e a giocare con le palpebre, fino a svegliarla. Nerka si stiracchiò, quindi allungò un braccio oltre il lenzuolo e tese l'orecchio. "Sono già tutti alzati," mormorò, "devo sbrigarmi!" e si buttò giù dal letto.
Edizioni Helvetia (Spinea)
Lo spunto è offerto da una notizia di Tito Livio. Lo storico patavino racconta nel libro X° della sua Storia di un’incursione a scopo di razzia da parte di mercenari Greci e Galli a danno dei Veneti. L’episodio non è confermato, né da altre fonti, né da qualche evidenza archeologica, tuttavia s’inserisce in quel contesto culturale che, durante il principato di Ottaviano Augusto, cercò di accreditare la teoria di una derivazione di Roma dalla Troia distrutta dagli Achei. In ambito veneto questo produsse la leggenda dello sbarco alle foci del Brenta, allora Meduaco, del fuggitivo Antenore e degli Enetoi di Paflagonia. Mito tanto resistente da attraversare i secoli e trovare nuovo impulso nella Padova umanistica di Marsilio Ficino. In La voce della Dea tale insieme di leggende viene collegato al dato storico della presenza nella Pianura di Euganei prima, Reti e Veneti poi, uniti dal culto riservato a una misteriosa Dea Madre: la Pora degli Euganei diventata Reitia presso i Veneti. Divinità il cui Santuario principale si trovava ad Ateste sulle rive del fiume Atesis, l’odierno Adige. Il romanzo scandaglia questo lontano passato, ricostruendolo, fin dove possibile, con scrupolo e fedeltà. Soprattutto, cerca di farsi interprete del mito, divenendo esso stesso parte dell’epos, per ricordare la fondamentale importanza non solo della conoscenza, ma della sua valorizzazione. L’assunto è che l’importanza della Storia risieda proprio nella capacità di conservare e trasmettere l’universale. La voce della Dea si presenta pertanto come romanzo sui valori intangibili, quelli non suscettibili cioè di alcuna trattativa né concessione, quali libertà, giustizia, necessità dell’azione, fondanti l’identità di un individuo (io sono, valgo, voglio) e di una comunità. La memoria qui non è mai nostalgia, ma ricerca, conservazione e trasmissione di tali valori sulla base di due assunti chiave: che maggiore di ogni ostacolo e paura c’è il coraggio del singolo e che essere forti non significa non cadere, ma rialzarsi. Questa l’ambizione de La voce della Dea, che ha cercato di coniugarla con le esigenze di scorrevolezza e i ritmi propri di una vicenda incentrata sull’azione. Da sottolineare, infine, per quanto riguarda l’ambientazione, l’aspetto del paesaggio, ricostruito a partire dalle informazioni disponibili per l’epoca, ma con l’intenzione di farne un vero e proprio personaggio della storia narrata.
Spetta, com'è noto, a Lorenzo Braccesi il merito di aver riportato alla ribalta, in anni non lontani, la remota vicenda adriatica dello spartano Cleonimo, esautorato dalla successione al trono e venuto, nell'anno 302/301, a guerreggiare con i suoi prodi in terra italica (veneta in particolare). Intrigante già nel titolo – L' avventura di Cleonimo (a Venezia prima di Venezia), Padova 1990 – il libro di Braccesi si rifà anzi tutto alla pagina di Livio (10. 2. 1-15) per raccontare la sfortunata campagna italiota (probabilmente la seconda) del principe lacóne: ovvero, precisa lo studioso, nella memoria dell'antica storiografia «il primo navigante che avvisti le acque di Venezia al di là di un esile cordone sabbioso delimitante la laguna (l'arenile del Lido?), il primo condottiero, inoltre, che trovi sicuro ormeggio per la flotta nel porto fluviale del Medóakos (l'approdo di Malamocco?), il primo aggressore straniero, infine, che di qui risalga il Brenta per predare in territorio patavino» (p. 11). Connessa all'approdo veneto di Cleonimo, quindi, è la «prima fotografia della laguna di Venezia nel più ampio contesto di uno scenario storico di respiro adriatico; offertoci da un autore, come Livio, ottimamente informato perché nativo del luogo. Egli, narrando del combattimento contro Cleonimo, celebra anzitutto la gloria della sua Padova, ma parallelamente assegna al fatto d'arme il ruolo di primo accadimento storico consumatosi nelle acque della laguna di Venezia, e come tale meritevole di essere registrato in una historia rerum gestarum» (p. 12) monumentale come la sua.
Ecco, in brevissimo compendio, i fatti secondo lo storico padovano.
Chiamato in aiuto dai Tarantini, il condottiero spartano giunge in Adriatico, sbarca sulle coste dell'Italia e conquista senza difficoltà la città di Turî, nel territorio salentino; immediatamente dopo però, con un sola battaglia, viene sconfitto e ricacciato sulle navi dal console Emilio, giunto prontamente a fronteggiarlo con le invincibili legioni romane. A stare per altro a certi annali (puntualmente richiamati da Livio) lo stesso Cleonimo, atterrito alla vista dello schieramento romano al comando, questa volta, del dittatore Giunio Bubulco, s'imbarca a precipizio e prende il largo. Ma – per ulteriore sfortuna del malcapitato Lacedemone – le navi vengono sospinte in mezzo all'Adriatico dalla furia tempestosa dei venti, costringendo Cleonimo, per paura vuoi delle coste importuose dell'Italia vuoi, sull'altra sponda, della selvaggia pirateria di Illiri, Liburni e Istri, a puntare direttamente verso le spiagge dei Veneti.
Così dunque Livio. Eppure – come rileva lo stesso Braccesi – Cleonimo si presenta aureolato della fama di un «comandante di ventura addestrato alla disciplina militare spartana, provato alla guerra e rotto a ogni insidia» (p. 34); eppure – a stare alla divergente testimonianza di Diodoro Siculo (20. 104. 2) – il principe spodestato viene in Italia «trasportando su navi tarantine cinquemila mercenari assoldati con argento tarantino. Altrettanti ne arruola poi a Taranto, sempre a spese della polis, mentre a completare la sua armata concorrono anche, in forma ingente, fanti e cavalieri della milizia civica» (p. 20); eppure , sempre nelle parole di Diodoro (104. 4), Cleonimo può vantare la conquista (o almeno il controllo) della piazzaforte ionica di Corcira – isola che «non solo è ponte obbligato per ogni relazione fra Grecia e Magna Grecia, ma è vero e proprio trampolino di lancio per qualsiasi impresa in area adriatica, tanto circoscrivibile a interessi di natura commerciale o coloniaria quanto, a maggior ragione, riferibile ad appetiti di carattere egemonico o imperialistico» (p. 20). Ciò non ostante, il pavido Cleonimo liviano o viene sconfitto in quattro e quattr'otto dal console Emilio o fugge terrorizzato davanti a Giunio Bubulco, s'imbarca in gran furia e, in balìa dei marosi, giunge a fatica all'approdo veneto, seguendo oltre tutto «un'inconsueta rotta d'altura» (p. 25).
La questione, evidentemente, non è di facile (possibile?) soluzione. Ad ogni modo, come davvero stiano le cose esula dagli interessi di Livio, per il quale un solo dato è importante: l'approdo dell'ellenica armata ad litora Venetorum e il suo successivo, faticoso inoltrarsi sulle correnti del Meduacus Maior (o Medóakos) – attuale Brenta.
In realtà, solo una parte della flotta straniera – le imbarcazioni di minore stazza – è in grado di risalire un corso d'acqua poco profondo e per giunta infestato di pericolosi bassifondi. Con essa Cleonimo raggiunge tre villaggi agricoli di area patavina, li mette a ferro e a fuoco, fa razzia di uomini e di bestiame; si spinge poi, praedandi causa, nell'entroterra, lasciando le imbarcazioni sostanzialmente indifese, o al più presidiate da un pugno di armati. Ha quindi luogo lo scontro tra Lacedemoni e Patavini, prontamente accorsi in difesa – anche se, forse, già impegnati sul fronte gallico: non è da escludersi infatti che, a seguito dell'incursione di Cleonimo, Padova si ritrovi presa tra due fuochi, Galli e nemici d'oltremare (con l'aggravante della, almeno parziale, origine celtica degli stessi mercenari al soldo del principe). Un'ipotesi, è evidente, destinata a rimanere tale, anche se sostenuta vuoi dall'esplicita segnalazione liviana (semper autem eos in armis accolae Galli habebant, 10. 2. 9) vuoi dalle stele patavine, non di molto posteriori, con scene di Celtomachia. Allo stesso modo, destinato a rimanere semplice ipotesi il vero movente della spedizione di Cleonimo: il quale potrebbe senz'altro essere il progetto (il sogno?) di un «impero marittimo su un'area che, già nella prima età ellenistica, appariva sempre meno periferica nel nuovo assestamento degli equilibri di potenza del mondo mediterraneo» (p. 86). Su questo punto però – sottolinea Braccesi – il silenzio di Tito Livio è «totale, quasi malevolo e finalizzato intenzionalmente a recidere ogni segmento conoscitivo che per noi, concettualmente, possa costituire elemento di raccordo con un più articolato scenario operativo e strategico. Padova e solo Padova!» (pp. 82-83). Ecco allora perché lo scontro in terra padana – per altro non attestato da ulteriori fonti né confermato da evidenze archeologiche – assume presso Livio (ma già forse nella sua fonte – magari un antico cantare popolare) i toni di un epico conflitto, culminante con la misera, ingloriosa fuga degli invasori sulle poche navi superstiti (appena un quinto della poderosa flotta) e la consacrazione delle armi sottratte al nemico nel tempio padovano di Reitia (in aede Iunonis veteri fixa, 10. 2. 14). Il Patavino infatti, «a maggiore gloria della sua città, parla un linguaggio di decisa impronta latina, scandito dalla memoria, tutta romana, di rostri navali, di spoglie depredate al nemico e di naumachie celebrative. Tutti elementi, o ingredienti, che accentuano le coloriture nazionalistiche della rievocazione dell'episodio» (p. 63). Un'operazione propagandistica, quella di Tito Livio, che ben s'inserisce nel contesto cultural-politico maturato sotto Augusto, allo scopo di accreditare una derivazione di Roma dalla Troia di Priamo sulla scorta del mitico sbarco, alle foci del Meduaco-Brenta, di Antenore fuggiasco assieme agli Enetoi di Paflagonia. Se è vero, insomma, che Padova e Roma «vantano nella tradizione comunanza di origine troiana», di analoga maniera, «come i Romani, discendenti di Enea, hanno vendicato la distruzione di Troia asservendo le città dei re achei, così i Patavini, discendenti di Antenore, hanno lavato nel sangue l'antica offesa sconfiggendo il principe spartano Cleonimo già prima di essere romanizzati» (p. 70).
Cotale dunque il substrato, per così dire storico (nulla infatti DIMOSTRA che la battaglia abbia DAVVERO avuto luogo), nel quale affonda le radici il nuovo libro di Federico Moro (La voce della Dea. L'avventura degli antichi Veneti. Introduzione di G. Del Torre, Spinea 2003) – giunto ora alla terza tappa del suo percorso narrativo, dopo Donne all'asta (Supernova) e la raccolta a più mani Voci dalla laguna (Helvetia).
Il romanzo – debitamente corredato della citazione e traduzione del passo liviano – coniuga il remoto corpus di leggende con la presenza, storicamente attestata nella Pianura Padana, di Euganei prima, Retici e Veneti (o Venetici) poi, uniti nel culto di una grande, misteriosa Dea-Madre, in special modo venerata nel santuario di Ateste (odierna Este), sulle sponde del fiume Atesis (Adige) – cioè a dire, la dea Pora degli Euganei divenuta Reitia presso i Venetici. Così introduce il libro Giuseppe Del Torre: «Lo scirocco e la pioggia flagellano una flotta che risale con fatica l'Adriatico in tempesta. Sul ponte dell'ammiraglia sta il principe spartano Cleonimo… Lontano, in una villa lungo il Brenta, dove il fiume si avvia alla foce, lo stesso vento risveglia Nerka Trostiaia, sacerdotessa della dea Pora-Reitia, strappandola a sogni premonitori di pericoli. La guerra, scatenata dai Galli Boi con la conquista della città greca di Adria a cui i Veneti di Padova hanno portato soccorso, non fa progressi… Non sono però i combattimenti attorno ad Adria a preoccupare la sacerdotessa, bensì il presagio di una trappola ordita ai danni degli Enetoi. Tutte le nazioni dei Galli stanno stringendo un cerchio attorno a loro, un cerchio che non è solo di lance e di frecce, ma anche di inganno ordito assieme ai Greci di
Sparta. Solo Nerka può cogliere gli avvertimenti di Pora-Reitia, la Dea-Madre che cerca di salvare il suo popolo» (p. 5).
Ha così inizio il racconto – il quale, avverte Federico Moro – «pur con le libertà inevitabili di un'opera d'invenzione», tenta di «rispettare scupolosamente mentalità, tradizioni e verosimiglianza di personaggi ed eventi», anche per quanto concerne «i nomi dei protagonisti che, specie nel caso di quelli Veneti, possono risultare talvolta inconsueti e difficili da memorizzare» (p. 10). Sulla scena compare subito Nerka Trostiaia, donna-sacerdote appena ventiduenne, bella di giovinezza («gli occhi verdi e profondi, il naso sottile, le labbra rosse e la cascata di capelli ramati la facevano notare», p. 13), ma al tempo stesso vecchia di ancestrale sapienza; ognora protesa a cogliere la parola arcana della «Grande Madre dei Veneti, Dea di Verità, Giustizia e Amore» (p. 32), ma al tempo stesso inquieta e smarrita di fronte al bizzarro «fenomeno per cui si schiudono all'improvviso degli squarci, dei corridoi nel tempo attraverso cui passano pezzi di futuro» – lasciandola ogni volta, al termine della visione, completamente «sfinita» (p. 34).
Votata al possente numen di Reitia, Nerka Trostiaia governa l'atestino Santuario Nazionale dei Veneti, del quale, tra l'altro, può vantarsi di avere considerevolmente ampliato il Centro Scrittorio – di maniera che, «chiunque volesse dare forma riconosciuta ed autorevolezza ad un documento, finiva per rivolgersi alla Casa. Qui restava custodita una copia di ciascun atto, catalogata e depositata ordinatamente con le altre nelle sale dell'Archivio» (p. 46). Ma il tempio, con il ricco tesoro, è preda agognata tanto dagli invasori venuti di lontano quanto dalle tribù galliche stanziate a breve distanza – al punto che, nell'angosciato pensiero di Nerka, «l'immagine dei forzieri violati e dell'oro pronto ad alimentare il nemico» finisce, con ragione, per «sovrapporsi a qualunque altra» (p. 48).
Di qui tutto il prosieguo della narrazione che, seguendo passo passo il luogo liviano, lo riscrive (ricrea) con arte, originando un prodotto di assai piacevole lettura. Infatti, al di là di qualche eccesso lessicale (o inesattezza vera e propria: fons per esempio è maschile, anche se, è pur vero, l'usus può consentire di femminilizzarlo), la trama si svolge con efficacia, senza sbavature dall'inizio alla fine, riuscendo da un lato a offrire uno spaccato del tipo di vita/mentalità possibile in quei tempi remoti, da un altro lato a coinvolgere chi legge nella dinamica degli accadimenti. Ciò in particolare nella cronaca, vivida e serrata, delle manovre militari: pp. 38 ss., 79 ss, 102 ss. e, sopra tutto, 131 ss. – dove si narra la cruenta battaglia tra Veneti e Galli che infuria, senza risparmio di colpi, «per due ore. Gli Insubri vennero sterminati. Al centro del campo in fiore, infilzate su alti pali tra i cadaveri, le teste di Brenno e Ariovisto» (p. 137). Ed ecco la conclusione, a celebrare adeguatamente il trionfo della Dea: «A Patavium i festeggiamenti per la vittoria durarono a lungo. Con grande solennità, i rostri delle navi greche catturate e le armi nemiche prese sul campo vennero deposte nel Tempio Antico di Pora-Reitia, proprio di fronte a quelle gloriose di Antenore. Il Consiglio Urbano decretò che ogni anno, nella ricorrenza della battaglia sul Meduaco, si celebrasse l'evento con giochi navali. Il Consiglio degli Anziani di Ateste ed il Consiglio Urbano di Patavium, infine, ratificarono la nomina di Fougontna Andetio a nuova Gran Sacerdotessa del Santuario di Pora-Reitia. La Voce della Dea non si sarebbe più fatta sentire» (p. 164).
Se da un lato, quindi, il romanzo di Federico Moro scandaglia tanto lontano passato ricostruendolo, fin dove è reso possibile dallo stato dei documenti, con scrupolo e fedeltà, esso altresì mira a farsi inteprete del mito – divenendo parte stessa dell'epos – così da ribadire non solo la fondamentale importanza della conoscenza ma anche (sopra tutto?) il peso ineludibile della sua valorizzazione, e da inverare ancora una volta il postulato per cui l'antico è sempre – e sempre di più – nuovo.
Da il “Corriere del Veneto” martedì 12/2/2008
“Cultura & Tempo libero”
NAPOLEONE
LE INSORGENZE VENETE DEL 1809
Recensione del prof. Lorenzo Tomasin
Ettore Beggiato non è uno storico: è un politico, di un tipo che alla storia ed alla sua rilettura assegna un'importanza particolare. Convinto autonomista e promotore di numerosi progetti di legge regionali dedicati alla tutela dell'identità locale, non ha nemmeno all'attivo qualcuna di quelle sparate folkloristiche che impensieriscono i superciliosi più attenti alla forma che alla sostanza (scrupolo di per sé sano, ma talvolta fuorviante nella nostra politica paroliberista). Ecco, se si bada alla sostanza dell'ultimo volume mandato in libreria da Beggiato, 1809: l'insorgenza veneta. La lotta contro Napoleone nella terra di San Marco (Editrice veneta, 222 pagine), sorvolando su una forma che non è quella di un vero saggio storico, si finisce per prendere qualche appunto utile anche per la storiografia più titolata.
Rendendosi conto di quanto certa retorica, non solo francese (si pensi alla melassa del Cinque maggio manzoniano, cristallizzata nella coscienza di generazioni di scolaretti) continui a condizionare l'immagine di Napoleone.
Scopo di Beggiato è ridare voce a quella parte delle popolazioni venete;soprattutto delle campagne, che non accolsero il Bonaparte come un liberatore, ma si sollevarono contro le armate napoleoniche dapprima in nome della fedeltà alla defunta Repubblica del Leone, poi addirittura in appoggio dell'Austria asburgica.
Il volume si concentra sul 1809, anno in cui la renitenza alla leva di numerosi contadini del Veneto centrale e meridionale sfociò in aperte rivolte contro il governo del Regno italico, cioè del dominio che, fondato da Napoleone nel 180S, sopravvivrà fino alla restaurazione del 1815;. e al ritorno degli Austriaci.
Un periodo drammatico per il Veneto, che subisce sul suo territorio una lunga e dolorosa serie di conflitti e di tensioni sociali. Quindi, di morti. Campane a martello, incendi, assalti: i contadini veneti si oppongono alla coscrizione napoleonica, restii ad accettare i dazii imposti dal Liberatore, e spesso disturbati anche dalla politica anticlericale del governo francese, e vengono trattati alla stregua di banditi: processati sommariamente, fucilati o rinchiusi. La sistematica cancellazione del ricordo della Repubblica operata dagli scalpellini francesi a spese di centinaia di leoni di San Marco (Beggiato vi si sofferma con pathos) è solo l'estrinseca manifestazione dell'odio. Si tratta di fatti in larga parte già noti, anche se ciò su cui Beggiato pone l'accento è il generale disinteresse degli Storici di professione per queste vicende.
Basti dire che il titolo più rilevante sulle insurrezioni popolari anti-napoleoniche nel Veneto risale al 1899, e dopo quella data poco è stato aggiunto, non ostanti le plurime riletture storiche del periodo napoleonico nel corso del Novecento, e ancora nei primi anni di questo secolo. Non è strano, dunque, che la ricerca-pamphlet di un appassionato visitatore dei fatti storici risenta costantemente della perplessità e dello sconcerto di fronte al silenzio degli storici, e all'irremovibile retorica napoleonica che sembra essersi placidamente insediata in tanta parte dei nostri studi.
Mescolando oro fino (cioè documenti originali riprodotti fotograficamente o trascritti puntualmente) e princisbecco (cioè gli atti del processo postumo che qualche anno fa un gruppo di appassionati patrioti intentò a Venezia contro Napoleone), Beggiato incuriosisce lettore non professionista, rivelandogli che tra i «briganti» e i malavitosi perseguitati dal governo francese in quel 1809 vi furono, nel nostro Veneto, svariati sacerdoti rei di non volersi inchinare alla Rivoluzione. Come don Giuseppe Marini, il parroco di Carrè massacrato dai francesi il 19 marzo 1809 e sepolto in terra sconsacrata a Vicenza, al quale per iniziativa dello stesso Beggiato fu intitolata una via del paese (non però nel capoluogo).
Tra le ottanta pagine di carte geografiche e di documenti che chiudono il volume non manca nemmeno il proclama con cui il Liberatore presentatosi a suo tèmpo al grido di “Fraternità” stabilisce che “il palazzo Ducale di Venezia apparterrà alla Corona per abitazione del Re, e sarà chiamato Palazzo Reale” e che “l'Intendente de' Beni della Nostra Corona d’Italia lo farà ammobigliare”. Quanti mobili, suppellettili e tesori il Bonaparte abbia di fatto portato a Venezia è meno chiaro rispetto il Bilancio di quelli portati definitivamente altrove.
IL LIBRO
Beggiato: così i contadini
si ribellarono al governo
francese, tra fucilazioni e
processi sommari
I CASI
Tra le vittime il sacerdote
vicentino Giuseppe Marini.
Palazzo ducale
trasformato in casa reale
LA SCHEDA
Ettore Beggiato ha scritto “1809 l’insorgenza veneta. La lotta contro Napoleone nella terra di San Marco” (Editrice veneta, 222 pagine). Il volume si concentra sull’anno di aperte rivolte contro il governo del Regno italico, il dominio fondato da Napoleone nel 1805
GIGIO ZANON PROCESO A NAPOLEONE : EL LIBRO COI VERBALI DELE UDIENZE. INDISPENSABILE PAR CI VOL SCUMIZIAR A CAPIR COME I'E' N'D'E' LE ROBE DEL 1796 1797 PAGINE DE STORIA MAI SCRITE SUI LIBRI TAGLIANI.
http://209.85.135.104/search?q=cache:tl1gzCAGydQJ:www.adsic.it/2007/10/22/processo-a-napoleone/+processo+a+napoleone&hl=it&ct=clnk&cd=8&gl=it
Roma, 22 ott (Velino) - Un “duca di Wellington” delle aule giudiziarie alla Consulta. Così, in maniera scherzosa, potrebbe essere definita la nomina avvenuta ieri di Giuseppe Frigo a giudice della Corte Costituzionale. Se nel giugno 1815, sir Arthur Wellesley, l’“originale” duca di Wellington, pose fine al dominio napoleonico in Europa infliggendo al generale còrso la storica sconfitta di Waterloo, nel novembre 2003 Frigo, indossando per un giorno (unica volta nella sua vita) i panni di pubblico ministero, riuscì a far condannare Bonaparte in un processo storico tenutosi al palazzo Ducale di Venezia. L’evento venne organizzato cinque anni fa dall'associazione “Amici della storia e della giustizia” che istruì un “processo-fiction” nei confronti di Napoleone chiamato a rispondere di 28 reati commessi come comandante delle truppe francesi nel 1796-97 e tra il 1806 e il 1814 ai danni della Repubblica Veneta, del suo popolo e delle sue istituzioni. A presiedere il processo venne chiamato il giudice Francesco Maria Agnoli, con Giuseppe Frigo e Lorenzo Fogliata nei panni della pubblica accusa (l’Avogaria de Comun, per utilizzare il termine impiegato durante l’età della Serenissima Repubblica di San Marco) e Vito Quaranta e Christian Serpelloni dell’Associazione napoleonica d'Italia come avvocati difensori di Bonaparte.
L'accusa rivolse nei confronti di Napoleone le seguenti contestazioni: a capo dell’Armée d’Italie irruppe nel 1796 nei territori della Repubblica di Venezia, stato neutrale e non belligerante, sottoponendolo a vessazioni, saccheggi, stragi, rapine, incendi e violenze; dopo avere in maniera fraudolenta promesso libertà e indipendenza, attuò con il trattato di Campoformio la cessione all'Austria del Veneto; organizzò in tutti i territori della Serenissima associazioni dirette a sopprimere violentemente la classe di governo; promosse un'insurrezione armata contro i poteri dello Stato; effettuò l'arresto e la detenzione illegale di migliaia di cittadini e soldati colpevoli unicamente di aver difeso la patria; si impossessò dell'intera flotta militare veneta; trafugò un numero immenso di opere d'arte e dalla Zecca della Repubblica sottrasse 40 milioni di lire venete in oro.
Il tribunale giudicò l’imputato Buonaparte Napoleone colpevole del crollo politico, economico e sociale della Repubblica di San Marco con queste motivazioni: “per aver effettuato nei confronti dello Stato Veneto atti di guerra senza previa dichiarazione dello stato di belligeranza; per il furto di beni artistici e di devastazione, di uccisione di civili inermi, di rappresaglie indiscriminate e di esecuzione a seguito di processi illegittimi; per aver ceduto all'Austria i territori di uno Stato sovrano (Venezia) smentendo così i manifestati propositi di liberazione di popoli soggetti ai vecchi regimi”. Chiaramente, causa decesso, all’imputato non venne inflitta alcuna sanzione penale. “Finalmente un uomo giusto al posto giusto” ha commentato Ettore Beggiato di Progetto Nordest la nomina di Frigo a giudice della Consulta. E riferendosi alla vicenda del processo del 2003 a Napoleone, Beggiato ha aggiunto: “Sono sicuro che il professor Frigo trarrà dalla storia e dal diritto veneto quegli insegnamenti che ne faranno un grande giudice della Corte costituzionale”.
(gat) 22 ott 2008 16:43
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INCONTRI DEINCONTRARSE PAR SCRIVA PARLAR FILMAR E DIFONDAR LA CULTURA VENETA
FESTA
MA MI VENETO NO GO GNENTE DA SPARTIR COI TODESCHI , I BAVARI ( ILLUMINATI ), AUSTRIACI, CHE I PARLA IN TE N'ALTRA MANIERA DE NOANTRI, E NEL 1797 E NEL 1814 -15 ANCA LA CASA ASBURGO LA SA MESO D'ACORDO DE CANCELAR LA REPUBLICA VENETA E DE SUGAR L'ENDOLAGUNA, PAR FARLA TERAFERMA E METARLA SOTO EL ROMAN IMPERO CHE INVEZEW NO E' MAI STA. ANCA LE ISOLE DEL MENAGO IERA LIBARE E NESUN GHE MAI VEGNU' DRENTO FIN CHE L'ACUA SACRA E LE CIAVE SACRE , EL BOSCO SACRO NE DAVA LA PROTEZION. EL VENETO L'E' NA NAZION DE MAR NO DE TERA. E LA TERAFERMA L'E' TERA FERMA' CON PALI E PONTI. ALORA FIOI TUTI DELA STESA MARE.
PREPARA LA FESTA DEI VENETI 2008 2008
DAL REPERTORIO ITALIANI DE NAZIONALITA' VENETA
PARLAR E SCRIVAR VENETO - SCOLE VENETE - IDENTITA' VENETA STORIA GEOGRAFIA VENETA -
http://it.youtube.com/watch?v=u-SnA0tT2L0
GUARDEMO COSA GHE STA FATO NEI ANI PASE'
http://it.youtube.com/results?search_query=FESTA+DEI+VENETI&search_type=&search=Cerca
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PAR ESAR SERENI E CONTENTI
BISOGNA ESAR LIBARI
PAR ESAR LIBARI
GHE VOL CORAIO
SELEZION DEL MEIO DELA NAZION DELE ISOLE VENETE
http://depaoli.pbwiki.com
FEMO RETE IN TUTE LE MANIERE DAI GIORNAI ALE TELEVISION ALE RADIO A INTERNET A OGNI STRUMENTO LEGAL DE DIFUSION DEI NOSTRI SCRITI, DEL NOSTRO PARLAR. CORAIO.
LA CANZON DE LA PEARA'.... CON EL CODEGHIN LA LENGUA, EL MAZO
ROBERTO PULIERO
http://it.youtube.com/watch?v=IE1QyHDA1Bw
INCONTRARSE PAR SCRIVAR PARLAR FILMAR E DIFONDAR LA CULTURA VENETA
MA MI VENETO NO GO GNENTE DA SPARTIR COI TODESCHI , I BAVARI ( ILLUMINATI ), AUSTRIACI, CHE I PARLA IN TE N'ALTRA MANIERA DE NOANTRI, E NEL 1797 E NEL 1814 -15 ANCA LA CASA ASBURGO LA SA MESO D'ACORDO DE CANCELAR LA REPUBLICA VENETA E DE SUGAR L'ENDOLAGUNA, PAR FARLA TERAFERMA E METARLA SOTO EL ROMAN IMPERO CHE INVEZEW NO E' MAI STA. ANCA LE ISOLE DEL MENAGO IERA LIBARE E NESUN GHE MAI VEGNU' DRENTO F IN CHE L'ACUA SACRA E LE CIAVE SACRE , EL BOSCO SACRO NE DAVA LA PROTEZION. EL VENETO L'E' NA NAZION DE MAR NO DE TERA. E LA TERAFERMA L'E' TERA FERMA' CON PALI E PONTI. ALORA FIOI TUTI DELA STESA MARE.
PULIERO E LE BARZELETE IN VENETO
http://it.youtube.com/watch?v=8GcZRLEw3rI
SELEZION DE UN POCHE DE BARZELETE IN VENTO DE PULIERO
http://it.youtube.com/results?search_query=PULIERO+&search_type=&sea
PREPAREM TUTI QUANTI LA FESTA DEI VENETI 2008
DA VERONA PULIERO MEZO VENETO E MEZO TALIAN
jerry cala de sica piazza erbe dante sabrina salerno
http://it.youtube.com/watch?v=9EOvfVYyuQk
DOPIAR IN VENETO
http://it.youtube.com/watch?v=Ers2qZ1SCO0
PITURA FRESCA
I PIN FLOI 1991
http://it.youtube.com/watch?v=PkMYicRpN-c&feature=related
PITURA FRESCA
http://it.youtube.com/watch?v=zlbmAihk2gM
DAL REPERTORIO ITALIANI DE NAZIONALITA' VENETA
PARLAR E SCRIVAR VENETO - SCOLE VENETE - IDENTITA' VENETA STORIA GEOGRAFIA VENETA -
1866 QUELO CHE A SCOLA I NA SPIEGA' SENZA FARNE CAPIR ADESO, PIAN PIAN VEN FORA NANTRA VERITA'.
BISOGNA PARLAR E SCRIVAR DELE INSORGENZE CHE I'E' NATE DALE PASQUE VERONESI FIN ANCO'.
CARTON DE NICOLA BRUSCO CHE SPIEGA LA VITA MODERNA
OMINI DONE
http://it.youtube.com/watch?v=sni2LET9rf0
GOLOSI GOLOSINI OMINI E DONE CROMPAR
http://it.youtube.com/watch?v=vdE9PLVqh5A&feature=related
EL MEIO DE NICOLA BRASO CON EL CARTON VENETO
http://it.youtube.com/watch?v=vdE9PLVqh5A&feature=related
LA QUESTION VENETA L'E' MAURA E BISOGNA METARLA A L'ORDINE DEL GIORNO.
DOGAL NUMARO TRI DEL DOMILAOTO
MOLEMO E DESCADENEMO L'ACUA SACRA E FEMO N'DAR LE BARCHE E LE SCANDOLE A FONDO PIATO DA PAR TUTO , FEMO VEGNER DE OLTA LE ISOLE SPAMPINE' DAL TIMAVO A L'OIO .
FEMO VEGNER DE OLTA EL PATRIARCATO DE AQUILEIACHE I NA' CIAVA' NEL 1752 E QUELO E SERVIO PAR FAR CASCAR TUTO.
PITURA FRESCA MUSICA SCOLTA EL PAPA NERO
http://it.youtube.com/watch?v=YPXmMhPqtC4
VNIVERSIXA' SPAMPINA' VENETA.
VENETO VERBO TOR E TRADUZION IN INGLESE
http://it.youtube.com/watch?v=KgpSOnHh6Eo&feature=related
FEMO VEGNER DE OLTA LA ROBA CATA' QUA' FINIA NEI MUSEI DE FIRENZE E DE ROMA.TIREMO FORA LA ROBA SCONTA NEI MUSEI , ANCA NEI NOSTRI , QUELA CHE NO I VOL CHE VEDEMO , SENO' NE VEN IN MENTE CI SEMO:
PRINCIPI DE ZOCA DA DODESEMILA ANI.
FEMO N'DAR VANTI I NOSTRI ARTISTI, LE NOSTRE TIPOGRAFIE, I NOSTRI EDITORI, I NOSTRI SCRITORI, I NOSTRI ARTISTI, I NOSTRI PROFESORI, DOTORI E ANCA TUTI I'ALTRI . http://it.youtube.com/watch?v=-6zU8teo4Jk
FEMO N'DAR AVANTI LE NOSTRE ISTITUZION.
PITURA FRESKA CANTAR VENETO
http://it.youtube.com/watch?v=91Nj-_WJ7js
ELENCO DE CANZON DE PITURA FRESKA IN VENETO
http://it.youtube.com/results?search_query=PITURA+FRESCA&page=2
IN VENTO GHE' ANCORA LA POLIS, IND'OE OGNI UNO L'E' PARON A CASA SUA E TUITI INSIEME SE SE IUTA SE I NE VEN DOSO.
UNO PAR TUTI TUTI PAR UNO
http://www.exibart.com/profilo/eventiV2.asp/idelemento/27302
propedeutico : par ci vol: "LE ISOLE SPAMPINE' IN TEL MENAGO ATORNO AL SANUARIO DITO DE SAN ZEN ...sul trasze de Bruno Bresciani e de lo storico Ferrarese Curador dela Racolta Lascito - Legato Bruno Bresciani e de so muier Bocciarelli.
MASSIMO BUBOLA GRAN CANTADOR DALE ISOLE SPAMPINE' PALO AVO ADESE TORAZO EL PISE' GRANDO INTERPRETE DE LE ISOLE CHE A LAORA' CON DE ANDRE' . SCOLTELO. IN TALIAN
http://it.youtube.com/results?search_query=MASSIMO+BU BOLA&search_ty
RITI VENETI COL FOGO LA MILVA INTERPRETA MASSIMO BUBOLA : SCOLTA
http://it.youtube.com/results?search_query=MASSIMO+BUBOLA&search_ty
SENZA FAMEIA DE MASSIMO BUBOLA TUTA L'OPERA DE MASSIMO BUBOLA L'E' DA RISCRIVAR IN VENETO.
http://it.youtube.com/watch?v=CkDjjd9Rdlk&feature=related
MASSIMO BUBOLA IN "NA STORIA SBAIA'" LE FOTOGRAFIE I'AMIZI DE PIER PAOLO PASOLINI , CASARSA, LAURA BETTI-
RECUPERA' NEI ARCHIVI RAI
http://it.youtube.com/watch?v=6XeCv7DCetY&feature=related
RIFATA DA MASIMO BA LU LU SOLO.
http://it.youtube.com/watch?v=Aqy73JzmTVw&feature=related
INTERVISTA A
MASSIMO BUBOLA ISOLAN DAL PALO AVO DEL TORAZO FRATA ADESE, CHE GHE VOL BEN ALA MUSICA VENETA ALA MUSICA POPOLAR VENETA.
EL TO VISU' , LE LETERE, LE TO RAISE. CANZONE ANTICHE CHE VA BEN ANCA ADESO.
SCOLTAR E FAR ANCA LA MUSICA CHE NO SE FA
FIOL DEI TEMPI , RILEZAR, E RICOSTRUIR SECONDO EL SO
" SE NO AVESE FATO EL CANTADOR AVARIA FATO EL MARANGON CON EL LEGNO AVARIA SCRITO
A VINTANI MA CATA' DE ANDRE'
LA MUSICA L'E' MEIO CHE LA GAVIA LA SO DIFUSION.
http://it.youtube.com/watch?v=FKNniO7xWvw&feature=related
MARIA PIA DE CARLI a
Presenta' el so libro
BIBLIOTECA "B. BRESCIANI"
ASSESSORATO ALLA CULTURA
MASSIMO BUBOLA DELE ISOLE SPAMPINE' PALO AVO ADESE TORAZO FRATA REINTERPRETA DE ANDRE'.
http://it.youtube.com/watch?v=FKNniO7xWvw&feature=related
NA BELA DONA AL SPEIO LA SE TRUCA. NA PRINCIPESA VENETA. NA VESTALE DELE ISOLE SPAMPINE NEL MENAGO
http://it.youtube.com/watch?v=vnHA4GzgRfY
IL CLUB DEL VIDEO RARO
ASSO AR EDIZION DE ARTE PRODUSE
--FILARMONIA VENETA
l'orchestra filarmonia veneta..SCOLTA DE GUSTO UN TOCHETIN ...cesar frank "panis angelicus"...concerto musica lirica sacra treviso panis angelicus fabio sartori
http://it.youtube.com/watch?v=RFbqOH3-ubk
2008 GENNAIO 28
GIULIO NASCIMBENI, LE MORTO A SANGUINE’ IN DO L’E’ NATO NEL MILENOVEZENTOVINTITRI’
SEQUESTRO DE SOCIETA’ MIA AUTORIZA’ .
DOCUMENTI SPARII, E ALTRO. CHE VERGOGNA. ESAR TALIAN.
FIL IN VENETO
LA FORTUNA DEL GIG IO
I PARTE
http://it.youtube.com/watch?v=Yms4X9sccic&feature=related
IIPARTE
http://it.youtube.com/watch?v=-tJSWKQp2BU
GIOVEDI TRENTAUNO DE GENAR A MONTESEL CONTE OTO
ALE NOVE DELA SERA. RENATO DE PAOLI SA INCONTRA' CON ETTORE BEGGIATO RESPONSABILE DEL GRUPPO PROGETTO NORD EST DEL CONSIGLIO REGIONALE DEL VENETO
schisza chi soto par saver piasè
http://www.raixevenete.net/intro_convegni_monticello_08.asp
TEATRO VENETO PARLA' E SCRITO IN VENTO NEL SECOLO XVIII QUANDO SERENE NA NAZION RISPETA E GHE FASENE PAURA A TANTI
I RUSTEGHI
DE CARLO GOLDONI
http://it.youtube.com/watch?v=x83Qz4yk7Tk
1 FEBRAR VICENZA ORE 17,45.
RENATO DE PAOLI A INCONTRA' A VICENZA AL CAFE' VICENZA.COM EL SINDACO, E ASESORI DE VICENZA.
FEMO RETE IN TUTE LE MANIERE DAI GIORNAI ALE TELEVISION ALE RADIO A INTERNET A OGNI STRUMENTO LEGAL DE DIFUSION DEI NOSTRI SCRITI, DEL NOSTRO PARLAR. CORAIO.
DENE DEOLTA QUEL CHE E NOSTRO
http://it.youtube.com/watch?v=ZKam4cIVlzA&NR=1
I NA FATE MASA DE GROSE I'A' BUTA' PAR DOSENTODIESEANI L'INFAMIA SU DE NOANTRI PAR PORTARNE VIA TUTO
CIAPEMO IN MAN EL NOSTRO PRESENTE PAR AVERGHE UN FUTURO
http://it.youtube.com/watch?v=mJk1KEAKz7Y&feature=related
RIVOLUZION GANDIANA NO VIOLENTA: DICHIARAZION DE BOSSI
http://it.youtube.com/watch?v=-A2zDXwV5ks&feature=related
DICHIARAZIONE D'INDIPENDENZA 15 SETTEMBRE 1996 UMBERTO BOSSI
http://it.youtube.com/watch?v=hCRjBaZI4sA&NR=1
GUADAGNARSE LA LIBERTA'
http://it.youtube.com/watch?v=lwwN5OlfEtw&NR=1
LA CANZON DE LA PEARA'.... CON EL CODEGHIN LA LENGUA, EL MAZO
ROBERTO PULIERO
http://it.you tube.com/watch?v=IE1QyHDA1Bw
INCONTRARSE PAR SCRIVAR PARLAR FILMAR E DIFONDAR LA CULTURA VENETA
CHE INVEZEW NO INVEZE NO E' MAI STA. ANCA
http://it.youtube.com/watch?v=ZKam4cIVlzA&NR=1
ANCA LE ISOLE DEL MENAGO IERA LIBARE E NESUN GHE MAI VEGNU' DRENTO FIN CHE L'ACUA SACRA E LE CIAVE SACRE , EL BOSCO SACRO NE DAVA LA PROTEZION. EL VENETO L'E' NA NAZION DE MAR NO DE TERA. E LA TERAFERMA L'E' TERA FERMA' CON PALI E PONTI. ALORA FIOI TUTI DELA STESA MARE. MARE.
SCOLE LIBARE
http://it.youtube.com/watch?v=JKtSUEMyOMo&feature=related
PULIERO E LE BARZELETE IN VENETO
http://it.youtube.com/watch?v=8GcZRLEw3rI
DOGAL NUMARO TRI DEL DOMILAOTO
FEMO EL RIMBOSCHIMENTO E RIFEMO EL BOSCO SACRO.
TANTO MESI MAL
http://it.youtube.com/watch?v=pf04KkdBRzs&feature=related
MOLEMO E DESCADENEMO L'ACUA SACRA E FEMO N'DAR LE BARCHE E LE SCANDOLE A FONDO PIATO DA PAR TUTO , FEMO VEGNER DE OLTA LE ISOLE SPAMPINE' DAL TIMAVO A L'OIO.
FEMO VEGNER DE OLTA EL PATRIARC ATO DE AQUILEIACHE I NA' CIAVA' NEL 1752 E QUELO E SERVIO PAR FAR CASCAR TUTO.
PITURA FRESKA CANTAR VENETO
http://it.youtube.com/watch?v=91Nj-_WJ7js
"CON QUESTE ARMI DISTRUGGEREMO IL VENETO"
"IL GOVERNO TIENE PER SE LE CENTRALI ELETTRICHE"
"DOSENTODIESE ANI DE COLONIALISMO"
"BASTA CON LE CENSURE RAI"
"BASTA TOR IN GIRO I VENETI"
"GH'EMO CASERME IN OGNI PAESE ANCA NEL PIASE' PICOLO."
http://it.youtube.com/watch?v=mJk1KEAKz7Y&feature=related
THIS VIDEO COMES FROM THE MOVIE: "THE DESERT LION". WHICH TELLS ABOUT THE BEDUIN GENOCIDE DONE BY ITALIANS. IT WAS SUBTITLED TO DESCRIBE THE PREXENT SITUATION OF VENETHIAN PEOPLE WHICH HAS GONE THROUGH 210 YEARS OF ITALIAN DOMINATION COLONIZATION. EXPLOIMENT. MILITARY THREAT. CONSTANT AND PRESENT ETHNOCIDE. VENETO/ VENETHIAN PEOPLE IS A NATION WITH A LANGUAGE AND AN HISTORY.< /span>
ELENCO DE CANZON DE PITURA FRESKA IN VENETO
http://it.youtube.com/results?search_query=PITURA+FRESCA&page=2
PREPAREMOSE ALE ELEZION A FAR UN BLOCO TRIVENTO - LOMBARDO- ISOLAN
I VENETI I'E' TUTE ISOLE , UNA PIASE' BELA DE L'ALTRA, UNA MEIO DE L'ALTRA, UNA PIASE' ORIGINAL DE L'ALTRO.
VENETI UN POPOLO IN CADENE
http://it.youtube.com/watch?v=wPEMsPARmCs&NR=1
FEMO EL NOSTRO SENATO. EL NOSTRO DOGE DE ACUA, NO DE TERA COME L'E' STA LUDOVICO MANIN CHE NA FATO N'DAR IN MONA TUTI.
I ZOENI NOSTRI CON NOANTRI LIBARI SERENI GRATIFICHE SICURI DE L'AVEGNER
http://it.youtube.com/watch?v=aMvoZ1ilfBg&NR=1
LA VENETIA L'E' FONDA' SU L'ACUA .
DENE DEOLTA EL NOSTRO PARLAR , LE NOSTRE SCOLE I NOSTRI MAESTRI I NOSTRI PROFESORI LE NOSTRE BOTEGHE, LE NOSTRE ARTE.
http://it.youtube.com/watch?v=MPOIL50Nb88&feature=related
TOLEMOGHE DEOLTA LE CONCESION A L'ENEL E A TUTI QUEI CHE N'A' CIAVA' L'ACUA CON QUEL CHE GHE VA DRIO.
OGNI CASA GA D'AVER NA STRADA PAR LA MACHINA E L'ACUA PAR LA BARCA. PALAFICHEMO TUTO LE CASE IE' FEMO PAR ARIA. COSITA GH'MO DA RICIAPARSE LA NOSTRA STORIA E LA NOSTRA GEOGRAFIA.
MARCONCINI SINDACO : RENATO DE PAOLI CANDIDATO RENDE L' ONOR AL NUOVO SINDACO CHE A MANDA' A CASA IOLIGARCHI CHE SA TUTO L'ORI, DOPO QUINDESE ANI.
http://it.youtube.com/watch?v=wTHE6z-EnlI
SILVIO BERLUSCONI CITA MONTANELLI
http://it.youtube.com/watch?v=PF8OnwWssTo&NR=1
BERLUSCONI DISE COSA LE PENSA DE RUTELLI
http://it.youtube.com/watch?v=6QN_2zu36us&feature=related
DOMENICA 24 FEBBRAIO 2008 ORE 16,00
PALAZZO GRIGOLLI - BRESCIANI - VIA PARIDE
PROGETTISTA DIRETOR DEI LAORI GEOM. NEGRI GEOM. NICOLA.
COSTRU TOR: VELLA ENRICO.
ATENTI CON LE NAZION CHE A TRADIO NA OLTA TRADISE ANCA DESO
http://it.youtube.com/watch?v=wyeQYvVEMPk&feature=user
VELA DISCARICA NA PROTESTA CIVILE E DEMOCRATICA L’A SCRITO CONTRO CI LO PERSEGUITA.
“CALIOSTRO”. CARISIME GUARDIE PROVINCIALI . WWF TALIAN. PROVINCIA AMINISTRAZIONI COMUNAL. E ORGANI DELO STATO IN DO EI I SIORI DA NOVANTA CHE A PORTA’ I SCARTI SUL CAVALCAVIA A SANGUINETO? LE GUARDIE LE SA.
LA LGE NO L’E’ MIA PRECISA PA TUTI. STRIZA LA NOTIZIA. AGIORNAMENTO SETIMANAL.
VENDO TERENO.
CAGLIOPSTROCAGLIOPTRO VENDO TEREN PAR PAGAR EL PIZO. A CI M’A DENUNCIA’ . ENTI PUBLICI. E ORGANI DEL STATO TALIAN, PAR AVER LA ME LIBERTA’ DE LAORAR, SI PEZO DEI MAFIOSI
FINILA DE SFOGAR I VOSTRI I STINTI PERVERSI E DISUMANI SULA PORA GENTE
TEL. 348 936 4423
LE NOSTRE SCOLE , EL NOSTRO PARLAR, E NOSTRO CANTAR, EL NOSTRO TEATRO , LE NOSTRE ISOLE SPAMPINE'
I PARTE
http://it.youtube.com/watch?v=ulT3VJxA15w&feature=user
II PARTE FILO' FILO'
http://it.youtube.com/watch?v=FjNo29PwuC4&feature=user
VENDO CASA E TEREN PAR PAGA
CI MA DENUNCIA’ . GUARDIE PROVINCIALI E PROVINCIA CI SIO INVIA’ PROTEGIAR, DISILO AL MAGISTRATO O LO SALO?
LIA SARTORI
MAURIZIO FRANZINA
ROBERTO D'AMORE
UN RAPRESENTANTE DELA LEGA A PARLA' A NOME DE LA DAL LAGO.
KOINE'
http://www.vicenzafoto.it/libri/NelTempoDellaDea/IMG_0006.jpg
Anche per questo straordinario documento, le ISOLE SPARSE MENAGO PIGANZSO, CON IRVI, AR EDAR si stanno adoperando, perchè torni nel Museo del PALO AVO Dugal, Piganzo, L avegno, ovvero all' Isola Oppeano nel suo Museo, affinchè vi sia la libera fruizione di chi lo vuol vedere e studiare.
BOSSI MIGLIO FORMENTINI PONTIDA E I TRI POPOLI DELE ISOLE SPAMPINE' NE L' ACUA SACRA E NEL BOSCO SACRO
http://it.youtube.com/watch?v=Us-mqXldigA&feature=related
riapropriazsion de l'"ACUA" EL BOSCO AVI E O SETE MARI A , disegni fati ben simpatici tratti dalla Situla Benvenuti esoposta al Museo Nazionale di Este. Este fu capitale dal 1200 900 a.C. circa - (Direttrice Ruta Serafini)
dala "Situla benvenuti" "ai cavai bianchi" e tanto altro...
Regime non democratico italiano.
I buoni a niente. Armati dalla non violenza."
PAROLA A MARONI
http://it.youtube.com/watch?v=THHxv3QgPr4&feature=related
«Era ora. Contro il vecchio che si va riorganizzando, era tempo che Berlusconi si mettesse alla testa di tutti coloro che vogliono riformare e rinnovare l’Italia. Contro il vecchio veltronismo che viene da troppo lontano, contro coloro che hanno paura di rischiare, contro coloro che comunque appartengono al passato, finalmente la nascita di un partito anche in Veneto a Vicenza troverà uno dei suoi bastioni». Così il presidente della Regione Giancarlo Galan sulla svolta politica del Cavaliere.
E a proposito di Veneto e Verona. Silvio Berlusconi è rimasto impressionato dal successo di Flavio Tosi alle recenti elezioni amministrative e vuole copiarlo.
FOTOVICENZA.it
EDAR
PAN E VIN O BURIOLO COME ELE SE CIAMA A SERA NELE ISOLE SPAMPINE' DEL VENETO EL SIE DE GENAR
e.com/watch?v=sbrvpOF0_gw&NR=1
PASQUETA EL BURIOLO SE BRUSA LA VECIA
http://it.youtube.com/watch?v=KG43N-bJmnA&NR=1
http://it.youtube.com/watch?v=fspl-e5txVo&NR=1
DA N'IDEA DE RE NATO A SPARE'
LA CESA DE ZAN ZEN SU MENAGO
TECNICO PER LA MESSA IN ONDA SU YOU TUBE SERGIO BISSOLI
REGIA DI SERGIO BISSOLI
CARNEVAL VENETO - A CARNEVAL OGNI SCHERZO VAL
http://it.youtube.com/watch?v=bk6dqsVQqgc
TV IN COLLABORAZIONE CON YOU TUBE PRESENTA "Il club del video raro" SERGIO BISSOLI
LA CASA DELLE BERNARDINE UNA POESIA FANTASTICA DA VEDERE UNA VILLA CHE HA PERSO I SUOI ABITATORI
DA TANTO TEMPO I DU AMIZI I VOLEA FAR NA TRAVERSADA PAR N'DAR ALA LONGA.
ESTE ROBE’ E DONA’ ELIO I SCUMIZIA NA’ ESPLORAZION IN ZERCA DE PIERE E OSI DE L’ARCA VECIA E DE L'ACUA SACRA. I DU GA IN MENTE DE CATAR LA LOGICA IN DOE GHE’ I PALI DEI AVI E DELE AVE SU L’ACUA E LE ISOLE DEL MENAGO.
DARIO FO RECITA IN VENETO BRESIAN LA RESUREZION DE LAZARO
http://it.youtube.com/watch?v=bYMV9EmvUsU&NR=1
L’I SOTO IN DOE GHE EL BOSCO GAZO , CHE NOL FINISE MAI. I DU POARETI SE SCADENA IN CIACOLE IN ZERCA DE FATASIA NO I SE SPETA MIA DE CATAR EL DIAOLO E PEZO.
LONGO LA STRADA I CATA ANCA LE ROBE DOLZE E IN DOE SE POL CATAR SU STORIE BANDONE’, DE FANTASMI E DE L’ORSO MARIN , E GHE NE TANTE E CI GA CORAIO DE N’DAR IN DOE GHE’ I PALI DEI AVI E DELE AVE SU L’ACUA E LE ISOLE DEL MENAGO.
http://www.larenadomila.it/
http://images.google.it/images?q=CARNEVALE&gbv=2&ndsp=20&svnum=10&hl=it&start=0&sa=N
IBISOGNA CANTARLA E METARLA IN VENETO
http://it.youtube.com/watch?v=DwbNa0e3gVk&feature=related
COSA VOL DIR I TEMPLARI NELE ISOLE SPARSE VENEXIA
http://www.ciao.it/L_Ordine_dei_Templari_nel_Veneto__Opinione_584626
VAI ALLA PREPARAZIONE DEL FESTIVAL BIBLICO A VICENZA
ASSESSORATO ALLA CULTURA
E' GRADITA LA SUA PARTECIPAZIONE.
PASA PAROLA
http://it.youtube.com/watch?v=cG6H_85rgPI&feature=related
IN COLLABORAZIONE CON PAOLO GUZZANTI E IL SUO BLOG
http:// www.paologuzzanti.it/
MONTE BERICO D'ISTA' - VISTA SU VICENZA
http://it.youtube.com/watch?v=RcGN1exKCQk&feature=related
DANTE DESCRIVE EL VENETO IN TEL XX XXI XXII XXIII XXIV CANTO DELA PRIMA CANTICA E SICOME I VENETI CHE IERA SCONTI NEAL SELVA SCURA I FASEA PAURA ASE' , NA PAURA DA DIAOLI, NA PAURA INFERNAL.
http://it.youtube.com/watch?v=9ZqqFH7oyDk&NR=1
OMAGGIO A FREDERICH NIETZCHE DI SERGIO BISSOLI
DALLE ISOLE SPARSE (SPAMPINE') PALI AVI/E MINCIO TION TARTARO TREGNON MENAGO LAVEGNO RIDENZA PIGANZO BUSE' TORAZO FRATA GUA'
SABATO 15 DICEMBRE ORE 18
PROGRAMMA
VENETO DANTE IN LINGUA VENETA
VENETO DANTE DIALETO canto xx -xxi - xxiii - traduzione Renato De Paoli
ISOLE LIBARE
http://it.youtube.com/watch?v=doavE1YSr74&feature=related
ATTUALITA'
MUSICHE DEL MAESTRO FRANCO GUIDETTI
Sono troppo contento di vedervi così incazzati… Date proprio soddisfazione. Vi seguo sempre su questo sito fatto di bile, astio e livore post-campagna elettorale, e devo dire che siete uno spasso. Continuate così che siete forti! e spero che la prendiate sempre nel c.!
A Legnago, Verona, Padova, Venezia si accordano su AUTOSTRADE, AEREOPORTI , PORTI INTERPORTI, FERROVIE, riallagamento dell'Endolaguna, ma qui anche se LA TORRETTA PORTO NAVIGABILE, LA OSTIGLIA GRISIGNANO, E LA TRANSPOLESANA PASSANO A DA QUI DI QUESTE COSE NON SI RIESCE NE A PARLARE NE A PARTECIPARE ne a decidere.... come mai? A CHI E' IN MANO L'ORDINE DEL GIORNO ISOLANO E L'AGENDA?..
MONTANELLI RISPONDE ALE DIMANDE SULE FOIBE
http://it.youtube.com/watch?v=lm-jQXCZFqY&feature=related
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SELEZION DEL MEIO DELA NAZION DELE ISOLE VENETE
http://depaoli.pbwiki.com
FEMOSELEZION DEL MEIO DELA NAZION DE YRI POPOLI DELE ISOLE SPAMPINE' NE L'ACVA EL BOSCO SACRO IN TEI PALO AVE O MARI A MESE INSIEME
LAX VENE X K
CANCELE'DALA CONGIURA DE LE TESTE CORONA' D' EROPA DAL CHE HA SCUMIZIA' NEL SECOLO XI CON LA "PLENIYVDE POYESYAYIS" - VOL DIR SUGAR YUTO E COMANDAR SU LA YERA CHE GHE' SOTO L'ACUA, E METARNE SOTO EL SACRO ROMAN IMPERO CHE NO LA MAI COMANDA' SU L'ACUA SACRA.
LA LEGA DE CAMBRAY 1509 -
MILE ANI DE GUERA SUL PO 1000 - 2008 -
GUERE COI GONZAGA MANTOANI - I NA CIAVA' OSTILIA VILIMPENTA E LA LINEA DEL MINCIO.
GUERE COI FERARESI D'ESTE - BONFIGLIOLI - LEGATI PONTIFICI SEC. XIV FIN SEC. XVIII.
GUERA PAR STUFAR SUL TION - TARTARO (ADESO FOSA MAESTRA) 1746 - 1752
SCANCELA' EL PATRIARCATO DE AQUILEIA ( 1750 - 1752 ) EL CIAPAVA FIN A LUBIANA E FIN A COMO.
INVASION FRACO AUSYRIACA 1796 - 1797 -
REPRESIONE DELE INSORGENZE 1796 - 1866 - 2008
INVASION AUSYRIACA 1814 - 1815
REPRESION AUSYRIACA 1815 - 1848
REPRESION SAVOIARDA 1866 - 1946
REPRESION REPUBLICA YALIANA 1946 - 2008
PAR PORTARNE VIA L'ORO BIANCO, EL BOSCO SACRO, EL PARLAR VENEYO, EL SCIVAR VENEYO, EL LAORO INDIPENDENTE, EL LAORO CON EL LEGNO, EL LAORO CON LE NOSTRE MAN, LE NOSTRE COSTUMAIE, LE BARCHE, LE NAVI, LA FLOTA, L'ESERCITO, LE ISTITUZION TEGNUE SU COME LE POLIS GRECHE. I NA CIAVA' EL SAVER N'DAR SORA E SOTO L'ACUA, I MURI DELLE NOSTRE ISOLE FATI DE ACUA; DA BARATIERI CHE N'DAVENE IN VOLTA IN TUTO EL MONDO , E GHERA LA FRAGLIA CHE NE TEGNEA DA CONTO LA CASA NE L'ISOLA DA INDOE SE' NATI , E FASENE PAURA AL MONDO INTIERO , I NA FATO DEVENTAR CONTADINI LIGHE' ALA TERA PIENI DE CONFINI CHE NO E' MAI STA. E CON LA TERA I NE DIVIDE. I LIDI E' DEVENTE' LITI. COI< span style="color:#090;background-color:#cfc;font-weight:bold;"> CONSORZI GIACOBINI - FRANCESI, ASBURGICI - AUSTRIACI BAVARESI, SAVOIARDI - CUSINI DEI FRANCESI, E PAR ULTIMA LA REPUBLICA YALIANA.
I NA PORTA' VIA LE SCOLE, I NE SCONDE, MANO MILITARI LA ROBA CATA'IN TE LE CANTINE DEI MUSEI, I NE BUTA L'INFAMIA ADOSO A TUTI, OGNI GIORNO DAI GIORNAI, AI LIBRI, ALA TELEVISION, ALE RADIO, AI SITI, A INTERNET. OGNI OLTA CHE ALZEMO LA TESTA, OGNI OLTA CHE INDRIZEMO LA TESTA. OGNI OLTA CHE GHE DA COMANDAR NOANTRI NO GHEMO EL DIRITO. GNANCA A CASA NOSTRA, GNANCA TRA DE NOANTRI PODEMO.
ULTIME INFAMIE SPAMPINE' A PIENE MAN SUI ISOLANI DAL MINISTERO CULTURAL E GRAZIA E GUSTIZIA E INTERNO YALIAN DOMILA SIE , E DOMILA SETE.
SARE' SCOLE ISOLANE DAL MINISTRO DELA SCOLA. A - SPARE' SAN ZENON, - VICENZA -
I NE VOL YUYI INZENOCE' O PIEGHE' COME LE MONDINE, PRINCIPESE VENETE IN SCHIAVIYV'.
SCANCELE' ISOLE, COMUNITA' ISTITUZION COSTUMAIE CHE GA DODESEMILA ANI.
I CONTINUA A VOLERNE FAR SENTIR BONI DA GNENTE. BASTA SCOLTAR STA GENTE, GUARDEMOSE DRENTO DA NOANTRI.
I NA PORYA' IA, L'ALTA E LA BASA MAREA, MEIO DE UN MILION DE DEPURATORI. "MA ADESSO C'E' LA LEGAMBIENTE, C'E' IL WWF". E NOANTRI VENETI? MA CELA STA GENTE? CI SIO? CI VE VOL? CI VA CIAMA'? CI VE MANDA? CREDIO CHE NO SAPIENE MIA QUEL CHE SI IN VIA' FAR?
QUATRO OLTE AL GIORNO L'ACUA DOLZE VEGNEA REBALTA' MISIA' PURIFICA', VERONA ( EDRONA = TANTA ACUA A VERDONA = TANTI ALBARI VARDA IPERBOREI)
VERZEMO I NOSTRI PORTI MANDEMO VIA I PORCHI.
http://depaoli.pbwiki.com
FEMO RETE IN TUTE LE MANIERE DAI GIORNAI ALE TELEVISION ALE RADIO A INTERNET A OGNI STRUMENTO LE GAL DE DIFUSION DEI NOSTRI SCRITI, DEL NOSTRO PARLAR. CORAIO. FEMO N'DAR VANTI ISOLANI DAL TICIN AL TIMAVO.
CORAIO.
VNO PAR TUTI TUTI PAR UNO
RE REGINE IMPERADORI , REPUBLICHE SOTO TUTELA :
DENE DEOLTA QUEL CHE E NOSTRO
http://it.youtube.c om/watch?v=ZKam4cIVlzA&NR=1
PAR DOSENTODIESEANI DIESE SECOLI L'INFAMIA SU DE NOANTRI PAR PORTARNE VIA TUTO TUTO, PAR DIVIDARNE, PAR NO FIDARSE PIU' UNO DE L'ALTRO.
CIAPEMO IN MAN EL NOSTRO PRESENTE PAR AVERGHE UN FUTURO FUTURO SE NO PAR NOANTRI PAR I NOSTRI FIOI, TRATE' COME LE PEZE DA PIE'.
http://it.youtube.com/watch?v=mJk1KEAKz7Y&feature=related
RIVOLUZION GANDIANA NO VIOLENTA: DICHIARAZION DE BOSSI
http://it.youtube.com/watch?v=ZKam4cIVlzA&NR=1
ANCA LE ISOLE DEL MENAGO IERA LIBARE E NESUN GHE MAI VEGNU' DRENTO FIN CHE L'ACUA SACRA E LE CIAVE SACRE , EL BOSCO SACRO NE DAVA LA PROTEZION. EL VENETO L'E' NA NAZION DE MAR NO DE TERA. E LA TERAFERMA L'E' TERA FERMA' CON PALI E PONTI. ALORA FIOI TUTI DELA STESA MARE.
SCOLE LIBARE LIBARE ISOLANE
http://it.youtube.com/watch?v=JKtSUEMyOMo&feature=related
PULIERO E LE BARZELETE IN VENETO
http://it.youtube.com/results?search_query=PULIERO+&search_type=&sea
PREPAREM TUTI QUANTI LA FESTA DEI VENETI 2008
PARLEMO INSIEME DE:
L'ACUA FONDA E LA SELVA SCURA CHE UNISE NOANTRI VENETI
PARLA
RENATO DE PAOLI CON..................
LE INVASION ... LE NOSTRE VENETE DIFESE MILITARI:......
PARLA
RENATO DE PAOLI CON..................
DA VERONA PULIERO MEZO VENETO E MEZO TALIAN
jerry cala de sica piazza erbe dante sabrina salerno
http://it.youtube.com/watch?v=9EOvfVYyuQk
IN VEN ETO VENETO I FIL
http://it.youtube.com/watch?v=Ers2qZ1SCO0
PITURA FRESCA FRESCA: BONA NOTIZIA FEBRAR 2008 I SA RIMES O INSIEME
I PIN FLOI 1991
http://it.youtube.com/watch?v=PkMYicRpN-c&feature=related
LA PAROLA AL PAESE
http://www.forzaitalia.it/
GOVERNO SCADUTO
http://www.forzaitalia.it/governo-scaduto/RENATO DE PAOLI CANDIDATO 2008 PAR EL PARLAMENTO E PAR EL COMUNE DE VICENZA NELE LISTE DE CDX
RISPONDE A ANTONIACCI:
SON QUA!
A DISPOSIZION SE EL DIRETOR DEL GIORNAL DE VICENZA EL VOL DARME NA MAN PAR FAR EL SINDACO DE VICENZA O SE EL VOL MANDARME A ROMA ME VA BEN ISTESO.
LEX MINISTRO YALIAN NO SA GNANCA LA SYORIA O NO SA FAR FAR I CONTI.
“Il nuovo Palazzo del Cinema di Venezia inaugurato
nel 2011 per i 150 anni dell’ Unità d’Italia.”
Ma se l’Italia arrivò nel Veneto nel 1866 ?
http://www.politicaonline.net/forum/showthread.php?t=366704
I veneti non hanno nulla da festeggiare né nel 2011 né nel 2016.
Dopo l’annessione infatti il Veneto si trovò in una situazione di miseria fame e disperazione come mai nella nostra storia e la prima conseguenza dopo l’arrivo dei “liberatori” sabaudi fu ….la partenza dei Vene ti. SCRIVE BEGGIATO.
BERTO BARBARANI, CHE PAR TUTO L'TOZENYO E EL PRIMO NOVEZENYO L'A SCRITO E PARLA' IN VENETO SENZA MAI TRADIR LE SO COSTUMAIE. COSITA L'A' LASA' SCRITO:
“Porca Italia! – I BASTIEMA - ANDEMO VIA ” QUESTA L'ERA E L'E' L'ESPRESION DELA RABIA DEI OMINE DELE DONE DE ALORA, MA ANCA DE DESO.
http://images.google.it/images?hl=it&q=BERTO+BARBARANI&gbv=2
SICUREZA IN DOE SE LAORA LUCA ZAIA VICE PRESIDENTE VENEYIA
“Unomattina”, la trasmission DE Raiuno PORTA' VANTI DA Luca Giurato e Eleonora Daniele, El vice presidente de la Regione Veneto Luca Zaia ..................SOLO NA SVISTA O DE PEZO?
http://www.lapadania.com/PadaniaOnLine/Articolo.aspx?pDesc=86415,1,1
martedì 05 febbraio 2008 11:53
Grande chiusura in Piazza San Marco per il Carnevale 2008 di Venezia. Stasera, a partire dalle 21, sul palco di Piazza San Marco, ci sara’ la band simbolo di Venezia, i Pitura Freska. Francesco Duse, Marco Forieri, Valerio Silvestri, Sir Oliver Skardy e Cristiano Verardo dopo 5 anni, si sono riuniti per l’occasione per portare nella piazza piu’ bella del mondo i loro "Pin Floy", "Na bruta banda", "Papa nero" e tanti altri successi
PITURA FRESCA: BONA NOTIZIA FEBRAR 2008 I SA RIMESO INSIEME
I PIN FLOI 1991
http://it.youtube.com/watch?v=PkMYicRpN-c&feature=related
PITURA FRESCA
http://it.youtube.com/watch?v=zlbmAihk2gM
RENATO DE PAOLI PAOLI CANDIDATO 2008 PAR EL PARLAMENTO E PAR EL COMUNE DE VICENZA NELE LISTE ISOLE SPAMPINE'ENDOLAGUNA DE CDX
INCONTRA
MICHELA VITTORIA BRAMBILLA
A PADOVA CENTRO CONGRESSI PAPA LUCIANI (VIA FORCELLINI 170/A SEGRETERIA ORGANIZZATIVA TEL. 049 68885226 FAX 049 644883 CELL. 3356171372 E MAIL : circoliveneto@alice.it
LIBERTA' DI DE RENATO DE PAOLI E VITTORIA MICHELA BRAMBILLA BRAMBILLA A VICENZA
http://it.youtube.com/watch?v=pVQ_qUGaEMw&feature=related
ISCRIVETE
http://www.forzaitalia.it/adesioni/
VENETO CIACOLE
http://www.lapad ania.com/PadaniaOnLine/seguenti.aspx?pDesc=62654,1,3
I RISPARMI DE L'ULTIMO GOVERNO: SCANCELAR LE CIRCOSCRIZION
EL SINDACO DE VICENZA E LIA SARTORI ZERCA DE METARGHE NA PEZA
MEIO QUATRO CHE TRI.
http://www.anordest.it/index.php?option=com_content&task=view&id=5086&Itemid=82
IN STA FOTOGRAFIA GHE SON ANCA MI: RENATO DE PAOLI CON LA PIPA IN BOCA , IN FONDO, IN DO GHE' NA PIANTA , VIZIN A L'ARCHITETA BIONDA.
http://www.anordest.it/images/stories/DOCUMENTI/Foto/Eventi/CircoscrizVI01Feb2008/pubblico3.jpg
CIRCOLI LEGA NORD VICENZA
http://www.leganordvicenza.org/links.html
CI ELO QUEL CHE VOL FARNE PAURA A CASA NOSTRA
http://www.lapadania.com/PadaniaOnLine/Articolo.aspx?pDesc=86364,1,1
CIACOLE DA VERONA
http://www.anordest.it/index.php?option=com_content&task=blogsection&id=43&Itemid=81
CIACOLE DA VENEZIA
http://www.anordest.it/index.php?option=com_content&task=blogsection&id=44&Itemid=79
TEGNER DA CONTO
ht tp://www.ilgiornale.it/la_s.pic1?SID=5
FERRARA DIRETOR DEL FOGLIO SPIEGA EL "VELTRONBERLUSCONISMO"
SE METELI DACORDO Berlusconi e Veltroni?
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=238958
DINI SPIEGA LA FINE DEL GOERNO
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=238974
FABRIS DISE: SEMO STA NOANTRI A FAR CASCAR EL GOERNO
http://www.anordest.it/index.php?option=com_content&task=blogsection&id=42&Itemid=82
LA PAROLA AL PAESE
http://www.forzaitalia.it/
GOVERNO SCADUO
http://www.forzaitalia.it/governo-scaduto/
LE SCOAZE DEVENTA FIL
http://www.ilgiornale.it/la_s.pic1?SID=4
ISOLE SPARSE (SPAMPINE') PALI AVI/E MINCIO TION TARTARO TREGNON MENAGO LAVEGNO RIDENZA PIGANZO BUSE' TORAZO FRATA GUA' EDRON
EL CANDIDATO RENATO DE PAOLI RICORDA
INVASION FRACO AUSYRIACA 1796 - 1797 -
REPRESIONE DELE INSORGENZE 1796 - 1866 - 2008
http://www.politicaonline.net/forum/showthr ead.php?t=397901
INVASION AUSYRIACA 1814 - 1815
REPRESION AUSYRIACA 1815 - 1848
DICHIARAZIONE D'INDIPENDENZA 15 SETTEMBRE 1996 UMBERTO BOSSI
http://it.youtube.com/watch?v=hCRjBaZI4sA&NR=1
GUADAGNARSE LAGUADAGNEMOSE LA LIBERTA'
http://it.youtube.com/watch?v=lwwN5OlfEtw&NR=1
LA CANZON DE LA PEARA'.... CON EL CODEGHIN LA LENGUA, EL MAZO
ROBERTO PULIERO
http://it.youtube.com/watch?v=IE1QyHDA1Bw
LEX MINISTRO YALIAN NO SA GNANCA LA SYORIA O NO SA FAR FAR I CONTI.
“Il nuovo Palazzo del Cinema di Venezia inaugurato
nel 2011 per i 150 anni dell’ Unità d’Italia.”< br>Ma se l’Italia arrivò nel Veneto nel 1866 ?
http://www.politicaonline.net/forum/showthread.php?t=366704
I veneti non hanno nulla da festeggiare né nel 2011 né nel 2016.
Dopo l’annessione infatti il Veneto si trovò in una situazione di miseria
fame e disperazione come mai nella nostra storia e la prima conseguenza
dopo l’arrivo dei “liberatori” sabaudi fu ….la partenza dei Veneti.
BERTO BARBARANI, CHE PAR TUTO L'TOZENYO E EL PRIMO NOVEZENTO L'A SCRITO E PARLA' IN VENETO SENZA MAI TRADIR LE SO COSTUMAIE. COSITA EL SE ESPRIME:
“Porca Italia! – i bastiema - andemo via ” QUESTA L'ERA E L'E' L'ESPRESIONE DELA RABIA DEI OMINE DELE DONE DE ALORA MA ANCA DE DESO.
INCONTRARSE PAR SCRIVAR PARLAR FILMAR E DIFONDAR LA CULTURA VENETA
MI VENETO NO GO VENETO, GO POCO GNENTE DA SPARTIR COI TODESCHI , I BAVARI ( ILLUMINATI ), AUSTRIACI, CHE I PARLA E RAGIONA IN TE N'ALTRA MANIERA DE NOANTRI, E NEL 1797 E NEL 1814 -15 ANCA LA CASA ASBURGO LA SA MESO D'ACORDO DE CANCELAR LA REPUBLICA VENETA E DE SUGAR L'ENDOLAGUNA, PAR FARLA TERAFERMA E METARLA SOTO EL ROMAN IMPERO CHE INVEZE NO E' MAI STA.
http://it.youtube.com/watch?v=ZKam4cIVlzA&NR=1
MENAGO IERA I'E RA LIBARE E NESUN GHE MAI VEGNU' DRENTO FIN CHE L'ACUA SACRA E LE CIAVE SACRE , EL BOSCO SACRO NE DAVA LA PROTEZION. EL VENETO L'E' NA NAZION DE MAR NO DE TERA. E LA TERAFERMA L'E' TERA FERMA' CON PALI E PONTI. ALORA FIOI TUTI DELA STESA MARE. MARE.
BISOGNA SYUDIAR LA GEOGRAFIA PAR CAPIR LA SYORIA:
L'IMPERADOR NO GA MAI VU GIURISDIZION SU LE ISOLE DELL'ENDOLAGUNA..... MEDITA CACCIAVILLAN. E I CAMPANII I'E' NATI DOPO , PRIMA I'ERA TORI SU OGNI ISOLA< /span> , LE SERVEA PAR VEDAR DISTANTE E PAR DIFESA E TUTE GAVEA NA COLOMBARA.
LA POLIS QUALCHED'UN L'A STUDIA' SOLO PAR LE ISOLE ELLENICHE, DISMENTEGANDOSE CHE QUA GHE EL STESO SISTEMA VISUO DA L'ORA A DESO. I TRI ANTICHI POPOLI CHE SA UNIO ALORA I GHE ANCORA E QUANDO SARA' ORA TE VEDARE'.....ALTROCHE' BRIGANTI O BANDITI... PRINCIPI DE ZOCA....ARGONAUTI, PELASGI, ENEI, ANTENORI, CLODI, ERACLI, TEBANI, PAFLAGONI...E INDIGENI CHE SA MISIA' CON YUTI MA SA CONOSAR I'AMIZI DAI NEMIZI... RACOMANDEVE FIN CHE SI IN TEMPO... L'IMPERADOR CHE A TRADIO I PATI CON EL MAI VENZO POPOLO DEL MAR LE FINIO E I GA PORTA' VIA PARFIN LA FIOLA ....NOANTRI NO. NOANTRI I NA CIAVA' TANTO , QUASI YUYO, MA COME QUALCHED'UN VOLEA CANCELAR I'EBREI, ADESO L' LA NAZION UNA DEL PIASE' POTENTI CHE GHE SIA.LE "INSORGENZE", ME DESPIASE PAR BEGGIATO, IE' NATE NEL 1796 1797 E NO A MAI DESMESO DE MANIFESTARSE DE STAION IN STAION.
MASA GENTE VOL SCONDAR LA MEMORIA DEL SECOLO XVIII.
MASA PAGINE SBREGHE' E MAI PUBLICHE' DE CHEL TEMPO. ADESO I TRADITORI I VEN FORA. I VEN FORA TUTI, ANCA SE I'E CUERTI DA QUEI BARONI CHE I GODE DE TANTE PREBENDE E CON QUELE I TENTA DE FAR FINIR LA DISCUSION E FAR CIARO. IGNAZIO MENIN, MAFFEI E TANTI ALTRI N'A MANDA' LE LETARE CON I NOMI DEI TRADITORI: DRENTO E FORA LE ISOLE SPAMPINE'. A DITO BEN RIONDATO E TANTI ALTRI NELA NOSTRA STORIA MILENARIA DU SECOLI I'E' GNENTE.
http://www.politicaonline.net/forum/showthread.php?t=397901
PARECEMO ISTESO EL 2009 PAR SYUDIAR E RICORDAR LE INSORGENZE ISOLANE
C´è una grande opportunità con il 2009, con il duecentesimo anniversario dell´insorgenza veneta.
Sta a tutti noi diventare protagonisti nel processo di riappropriazione della< span style="color:#090;background-color:#cfc;font-weight:bold;"> nostra storia e della nostra identità.
Riappropriamoci del 1809!
E oggi come allora "Viva San Marco!"
Ettore Beggiato
Il libro (222 pagine, 15 euro)
può essere richiesto alla casa editrice www.editriceveneta.it,
a Raixe Venete www.raixevenete.net
all´autore bejato@hotmail.com o www.ettorebeggiato.org
SCOLE LIBARE ISOLANE
http://it.youtube.com/watch?v=JKtSUEMyOMo&feature=related
Dopo l’annessione infatti il Veneto si trovò in una situazione di miseria fame e disperazione come mai nella nostra storia e la prima conseguenza dopo l’arrivo dei “liberatori” sabaudi fu ….la partenza dei Veneti. SCRIVE BEGGIATO.
BERTO BARBARANI, CHE PAR TUTO L'TOZENYO E EL PRIMO NOVEZENYO L'A SCRITO E PARLA' IN VENETO SENZA MAI TRADIR LE SO COSTUMAIE. COSITA L'A' LASA' SCRITO:
OMINE DELE DONE DE ALORA, MA ANCA DE DESO.
http://images.google.it/images?hl=it&q=BERTO+BARBARANI&gbv=2
SICUREZA IN DOE SE LAORA LUCA ZAIA VICE PRESIDENTE VENEYIA
“Unomattina”, la trasmission DE Raiuno PORTA' VANTI DA Luca Giurato e Eleonora Daniele, El vice presidente de la Regione Veneto Luca Zaia ..................SOLO NA SVISTA O DE PEZO?
http://www.lapadania.com/PadaniaOnLine/Articolo.aspx?pDesc=86415,1,1
martedì 05 febbraio 2008 11:53
Grande chiusura in Piazza San Marco per il Carnevale 2008 di Venezia. Stasera, a partire dalle 21, sul palco di Piazza San Marco, ci sara’ la band simbolo di Venezia, i Pitura Freska. Francesco Duse, Marco Forieri, Valerio Silvestri, Sir Oliver Skardy e Cristiano Verardo dopo 5 anni, si sono riuniti per l’occasione per portare nella piazza piu’ bella del mondo i loro "Pin Floy", "Na bruta banda", "Papa nero" e tanti altri successi
PITURA FRESCA: BONA NOTIZIA FEBRAR 2008 I SA RIMESO INSIEME
I PIN FLOI 1991
http://it.youtube.com/watch?v=PkMYicRpN-c&feature=related
PITURA FRESCA
http://it.youtube.com/watch?v=zlbmAihk2gM
RENATO DE PAOLI CANDIDATO 2008 PAR EL PARLAMENTO E PAR EL COMUNE DE VICENZA NELE LISTE ISOLE SPAMPINE'ENDOLAGUNA DE CDX
INCONTRA
MICHELA VITTORIA BRAMBILLA
A PADOVA CENTRO CONGRESSI PAPA LUCIANI (VIA FORCELLINI 170/A SEGRETERIA ORGANIZZATIVA TEL. 049 68885226 FAX 049 644883 CELL. 3356171372 E MAIL : circoliveneto@alice.it
I CIRCOLI DELLA LIBERTA' DE RENATO DE PAOLI E VITTORIA MICHELA BRAMBILLA A VICENZA
http://it.youtube.com/watch?v=pVQ_qUGaEMw&feature=related
ISCRIVETE
http://www.forzaitalia.it/adesioni/
VENETO CIACOLE
http://www.lapadania.com/PadaniaOnLine /seguenti.aspx?pDesc=62654,1,3
I RISPARMI DE L'ULTIMO GOVERNO: SCANCELAR LE CIRCOSCRIZION . I'YALIANI SCRIVE: "RIDUCIAMO I COSTI DELLA POLITICA" E I NA FATO EL TREPO CHE OGNI OLTA CHE I'E' MANDEMO CASA PRIMA L'ORI I TIRA I SCHEI COME I FUSE DURA' ZINQUE ANI.MA GHE ANCA LA CORTE DEI CONTI:"GHE NEMO AVU' CAPARA" "GENTE CHE SA' TIRA' ZO' ZENTO E'GA DOV' DAR DEOLTA DIESE" "GENYE MIA YANYO DISYANYE, ANCORA< /span> YUYI AL SO POSYO CHE I TIRA NA SBRAZA' DE BESI"...
EL SINDACO DE VICENZA E LIA SARTORI ZERCA DE METARGHE NA PEZA
MEIO QUATRO CHE TRI. TVTA VICENZA A ZERCAR NA ROBA CHE SE GHE FAGA.
ANCA QUEI CHE CONTA MANCO SE DA DA FAR PAR PODER AVER NA CIRCOSCRIZION PIASE'. EL PROVEDIYOR ALE ISOLE STA FASENDO MEIO CH'EL POL. EL SETE DE FEBRAR, LA MATINA ALE NOVE IN TEL PALAZO PIASE' BON, SE CATA CON I SAVI DE L'ISOLA PIASE' VECIA PAR TRARSE FORA DA STA STORIA PORTANDO A RIVA NA SOLUZION CHE VAGA BEN PAR TUTI.
http://www.anordest.it/index.php?option=com_content&task=vie w&id=5086&Itemid=82
IN STA FOTOGRAFIA GHE SON ANCA MI: RENATO DE PAOLI CON LA PIPA IN BOCA , IN FONDO, IN DO GHE' NA PIANTA , VIZIN A L'ARCHITETA BIONDA.
http://www.anordest.it/images/stories/DOCUMENTI/Foto/Eventi/CircoscrizVI01Feb2008/pubblico3.jpg
CIRCOLI LEGA NORD VICENZA
http://www.leganordvicenza.org/links.html
ACUA AZURA IN CORSA. Intanto, DOPO EL CANDIDATO DELE ISOLE SPAMPINE RENAYO DE PAOLI VIEN VANTI PAR METARSE IN NOT A Davide Bendinelli CHE DA ORDINI INSIEME AI'ALTRI PAR LE ISOLE DE< span style="color:#900;background-color:#fcc;text-decoration:line-through;"> Forza Italia. SA MESO IN NOTA ANCA EL Sindaco DE GUarda, CHE LE ZA' SAVIO PAR LE ISOLE SPAMPINE', Bendinelli EL STA VIZIN A Aldo Brancher. PODARIA AVERGHE DA ZUGARSELA CON Giancarlo Conta, SAVIO DELA DECIMA REGIO, o un so omo CON L'AIUTO DE DE PAOLI. L'ALA L'A' ZA MESA SULA TOLA DEL SAVIO DEL SENATO VENEYO RENAYO DE PAOLI E CON L'ALA GA MESO ANCA EL PEYO A Raffaele Bazzoni.F.C.
CI ELO QUEL CHE VOL FARNE PAURA A CASA NOSTRA
http://www.lapadania.com/PadaniaOnLine/Articolo.aspx?pDesc=86364,1,1
CIACOLE DA VERONA
http://www.anordest.it/index.php?option=com_content&task=blogsection&id=43&Itemid=81
CIACOLE DA VENEZIA
http://www.anordest.it/index.php?option=com_content&task=blogsection&id=44&Itemid=79
TEGNER DA CONTO
http://www.ilgiornale.it/la_s.pic1?SID=5
FERRARA DIRETOR DEL< span style="color:#900;background-color:#fcc;text-decoration:line-through;"> FOGLIO SPIEGA EL "VELTRONBERLUSCONISMO"
SE METELI DACORDO Berlusconi e Veltroni?
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=238958
DINI SPIEGA LA FINE DEL GOERNO
http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=238974
FABRIS DISE: SEMO< /span> STA NOANTRI A FAR CASCAR EL GOERNO
http://www.anordest.it/index.php?option=com_content&task=blogsection&id=42&Itemid=82
LA PAROLA AL PAESE
http://www.forzaitalia.it/
GOVERNO SCADUO
http://www.forzaitalia.it/governo-scaduto/
LE SCOAZE DEVENTA FIL
http://www.ilgiornale.it/la_s.pic1?SID=4
ISOLE SPARSE (SPAMPINE') PALI AVI/E MINCIO TION TARTARO TREGNON MEN AGO LAVEGNO RIDENZA PIGANZO BUSE' TORAZO FRATA GUA' EDRON
EL CANDIDATO RENATO DE PAOLI RICORDA
MICHELA VITTORIA BRAMBILLA CAMPAGNA ELETTORALE
A CEREA MAGGIO 2007
http://it.youtube.com/watch?v=Nu_9xpzZQUc
MARCONCINI SINDACO : RENATO DE PAOLI CANDIDATO RENDE L' ONOR AL NUOVO SINDACO CHE A MANDA' A CASA IOLIGARCHI CHE SA TUTO L'ORI, DOPO QUINDESE ANI.
http://it.youtube.com/watch?v=wTHE6z-EnlI
SILVIO BERLUSCONI CITA MONTANELLI
http://it.youtube.com/watch?v=PF8OnwWssTo&NR=1
BERLUSCONI DISE COSA LE PENSA DE L'EX MINISTRO ALA CULTURA.
http://it.youtube.com/watch?v=6QN_2zu36us&feature=related
DOMENICA 24 FEBBRAIO 2008 ORE 16,00
PALAZZO G RIGOLLI - BRESCIANI - VIA PARIDE
(CEREA)
ANNA MARIA ANNETTE RONCHIN< br>PRESENTAZION DEL LIBRO
http://www.bibliotecacerea.net/biblio/agenda2.asp
BREVE STORIA DELLA CIVILTA' FLUVIALE DAL MENAGO ALLA FRATTA.
CURTA STORIA DE LE COSTUMAIE DE CI VIVEA LONGO L'ACUA DAL TION
TARTARO TREGNON MENAGO LAVEGNO ADESE ALA FRATA GUA'.
IL PUNTO DI VISTA DEGLI ABITATORI DEL MENAGO E DELLA FRATTA PER
EL PONTON DA IN DOE GA LA VISTA QUEI CHE CAMPA SUL MENAGO
SINDACO PAOLO MARCONCINI
http://www.exibart.com/profilo/eventiV2.asp/idelemento/27302
propedeutico : par ci vol: "LE ISOLE SPAMPINE' IN TEL MENAGO ATORNO AL SANUARIO DITO DE SAN ZEN ...sul trasze de Bruno Bresciani e de lo storico Ferrarese Curador dela Racolta Lascito - Legato Bruno Bresciani e de so muier Bocciarelli.
SCVMIZIA VEGNER VANTI I CAPI DE PARYIYO PAR CIAPAR I VOYI DEI VENYI. EL PRESIDENTE DE Alleanza nazionale, Gianfranco Fini, A VERONA EL METE ANCORA Alberto Giorgetti. FINI SARA' a Verona domInica 24 febraR pAr parlar dE
GABELE CHE NONATRI VENEYI GHEMO SEMPRE DA PAGAR PRIMA E PIASE' DE I'ALYRI E SYAR ZIYI, SOYO UN DOMINIO DE OPRESION E DE YEROR ORGANIZA' PAR CUCIARNE TUTI NOANYRI VENEYI. RICORDARSE COSA L'AVEA SCRIYO L'EMERIYO VESCOVO DE VICENZA QVALCHE MESE FA A PROPOSIYO DEI SCONYRINI DEL FORNARO CHE I GA SARA' EL FORNO, E LE BOLE CHE SOYO NA ZERYA LAYIYVDINE I SA GNANCA SA I'E'.
IL GIORNALE
http:// www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=239174
http://depaoli.pbwiki.com
PAOLI CANDIDATO CANDIDA' 2008 PAR EL PARLAMENTO E PAR EL COMUNE DE VICENZA NELE LISTE DE CDX
RISPONDE A ANTONIACCI:
SON QUA!
BEN ISTESO. ISTESO. FORZA IYALIA HA SEMPRE MANYEGV’ LA CIACOLA. MA DESO I VENEYI E LA LEGA VOL NERO SU BIANCO.
SILVIO SE TE GHE SI BATI UN COLPO.
SOYOSCRIVI LA DOGAL N.5
DOGAL N5
FEMO LE REPVBLICHE FEDERE’ E UNA LE LA REPUBLICA VENETA COI CONFINI DEL 1796
LASEMO INSIEME EL MINISTERO DELA DIFESA E DE L’ESTERO EL RESTO OGNI UNO PARON CASA SOA
TUI IN BARCA CON LA CDL O CON CHIALTRI.
ALA DIFESA DELE ISOLE - «NO LE’ COSYA MIA SCHEI, MA I’E’ N’AIVYO PAR L’ENDOLAGVANA DELE SEYE AVE MARI A»
YAIAR VIA LE AZIENDE PARYECIPE' - «BASYA SOLO EL CAPOFAMEIA DE L'ISOLA CHE DECIDE CON LE FAMEIE RIUNIE».
RIMESE IN PIE' LE NOSTRE ISTITVZION, SCVMIZIANDO DAL COMUN A-SPARE',LA SCOLA MEDIA A- SPARE' , LA SCOLA ELEMENTARE DE SAN ZENON TVTE LE SCOLE CHE A SARA' EL ROMAN CHE PENA CASCA', ANCA A VICENZA: VEDI FANTONI PAR ESEMPIO.
BASTA LO STATO CENTRALISTA. FEDEREMOSE. E NOANTRI TIREMO IN PIE' LE NOSTRE ISOLE.
MARI’ A MOROSE SCRIVE EL GIORNAL DELE ISOLE VICENZA, E COSIYA NO GHE DAVA PIV’ SCHEI ALA MOIER E I PORI FIOI PICOLI ’N’DAVA ALA LONGA. GNANCA LA PAROLA SCRITA DATA IN TRIBUNAL YALIAN NO LA VAL PIU’ GNENTE. NO VAL PI GNENYE GNANCA I SCRIYI FAYI INVANTI I NAYARI Y ALIANI. I YALIANI I FA PRESAPOCO PAR LORI MA A NOANTRI VENEYI I NE LEZE ANCA LE PAROLE PICOLE E “LE "CAVSE" VESAYORIE” . SYO SYSYEMA SE LO FEMO ANCA NOANYRI. PAR I VENEYI VAL L'AIVTO DE LA PERSONA CON PIASE’ FAVOR, COME SE FA CON LE MAZION. LA GIVRISDIZION IN OGNI ISOLA, E NO SE VA ALYRO A ROMA, MA I YRI GRADI DE IVDIZIO SI E FEMO DA VENEZIA IN ZO, COME E’SEMPRE STA.
--
SE PARLEMO E SCRIVEMO VENETO I SE INRABIA. NO CREDEA MIA. STI ALTRI VEGNUI A CUA' I VOL PARLAR COME GA INSEGNA' SO MAMA E A NOANTRI I NE VOL PROIBIR. VENETO SE POL PARLARLO E SCRIVARLO . GHE' LA LEGE CHE LO GARANTISE, COME GARNTISE EL FURLAN, EL LADIN, EL TEDESCO. DA ANCO' SE PARLA E SE SCRIVE VENETO.
EL PI FVRBO MA DITO CH'EL VOL LA GRAMATICA, CEI CHE METIRA FORA NA GRAMATICA CHE GHE LA SOMINISTR0.
TIREMO FORA ANCA LE REGOLE DE NAVIGAR DRENTO L'ENDOLAGUNA E RIMETEMO IN ACUA LE BARCHE E IMPAREMO N'DAR COL PALO.
LA MARINA LA VOLEMO DEOLATA. IMPRESIA IN TUTE LE ISOLE DELA REPVBLICA VENEYA.
LEX MINISTRO YALIAN NO SA GNANCA LA SYORIA O NO SA FAR FAR I CONTI.
“Il nuovo Palazzo del Cinema di Venezia inaugurato
Ma se l’Italia arrivò nel Veneto nel 1866 ?
http://www.politicaonline.net/forum/showthread.php?t=366704
I veneti non< span style="color:#900;background-color:#fcc;text-decoration:line-through;"> hanno nulla da festeggiare né nel VENETI I GA DE L'ALTRO PAR< span style="color:#090;background-color:#cfc;font-weight:bold;"> FAR FESTA NEL 2011 né nel E NEL 2016.
Dopo l’annessione infatti il Veneto si trovò in una situazione di miseria fame e disperazione come mai nella nostra storia e la prima conseguenza dopo l’arrivo dei “liberatori” sabaudi fu ….la partenza dei Veneti. SCRIVE BEGGIATO. BEGGIATO E TRADUSE RENATO DE PAOLI.
BERTO BARBARANI, CHE PAR TUTO L'TOZENYO L'OYOZENYO E EL PRIMO NOVEZENYO L'A SCRITO E PARLA' IN VENETO SENZA MAI TRADIR LE SO COSTUMAIE. COSITA L'A' LASA' SCRITO:
“Porca Italia! – I BASTIEMA - ANDEMO VIA ” QUESTA L'ERA E L'E' L'ESPRESION DELA RABIA DEI OMINI, DELE DONE DE ALORA, MA ANCA DE DESO. DESO. INVEZE LA OLTEMO: STEMO A CUA'.
http://images.google.it/images?hl=it&q=BERTO+BARBARANI&gbv=2
MISYERI E MINISYERI YALIANI
“Unomattina”, la trasmission DE Raiuno PORTA' VANTI DA Luca Giurato e Eleonora Daniele, El vice presidente de la Regione Veneto Luca Zaia ..................SOLO NA SVISTA O DE PEZO?
http://www.lapadania.com/PadaniaOnLine/Articolo.aspx?pDesc=86415,1,1
martedìANCO' IN CESA SE FA FESTA CON LA ZENDA. SE FA COSITA: SE VA IN CESA VERSO SERETA, SE PASA DAVANTI L'ALTAR E EL PRETE CIAPA UN SPIZEGO DE ZENDA E EL LA SE METE SULA TETA DE OGNI UNO CHE SE PRESENTA CON LE MAN GIUNTE. VOL DIR CHE SERNE DE ZENDA E CHE DE ZENDA VEGNAREMO DEOLTA. DE STA STAION , VA BEN ANCA EL SEGNARSE LA GOLA , PARCHE' COSITA NO TE CIAPI MIA EL MAL DE GOLA. SE FA COSITA: SE VA IN CESA, SEMPRE DE SERETA , NO GHE MIA TANTO DA SPETAR, EL PRETE CIAPA DO CANDELE LONGHE DO SPANE, SE SE PRESENTA A LU E LU EL LI E METE INCROCE' SU LA GOLA, EL RECITA NA FORMULA. NO CREDARI' MA EL MAL DE GOLA PASA. PROAR PAR CREDAR.
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martì 05 febbraio febraR 2008 11:53
Grande chiusura
SE SARA IN GRANDO in Piazza San Marco per il Carnevale pAr EL Carneval 2008 di dE Venezia. Stasera, a partire dalle 21, sul palco di Piazza San Marco, ci sara’ la band simbolo di Vene zia, i Pitura Freska. Francesco Duse, Marco Forieri, Valerio Silvestri, Sir Oliver Skardy e Cristiano Verardo dopo 5 anni, si sono riuniti per l’occasione per portare nella piazza piu’ bella ani, sA RIMESI INSIEME PAR l’oca sion pAr portar ne la Isola piase' smaraveiosa del mondo i loro la canzon dei "Pin Floy", "Na bruta banda", "Papa nero" e tanti altri successi altre canzon smaraveiose.
PITURA FRESCA: BONA NOTIZIA FEBRAR 2008 I SA RIMESO INSIEME
FLOI 1991 1991 - 2008 -
http://it.youtube.com/watch?v=PkMYicRpN-c&feature=related
COM'ELA CHE NO SE CATA E NO SE SENTE PIU' LA CANZON DEL MAYONZIN?
E NO SE SENTE GNANCA DRACULA E EL BARATOLO 2 E QUELA CHE DISE" NELA BARA NO GHE STAVA FIN CHE LU EL GHE LE U RTAVA..." DE FRED BUSCAGLIONE.
PITURA FRESCA
http://it.youtube.com/watch?v=zlbmAihk2gM
de PAOLI CANDIDATO 2008 CANDIDA' 2008 PAR EL PARLAMENTO E PAR EL COMUNE DE VICENZA NELE LISTE ISOLE SPAMPINE'ENDOLAGUNA DE CDX CDX
MA L’VDC L’AVEA ALZA’ VN MVRO NEL 2007, CON CAPVZO, MA I VENEYI A ALZA' L'ACVA E SA NEGA' ME OCI CHEL VOLE SBROFAR VERONA E EMO MESO SV TOSI.
http://depaoli.pbwiki.com
RENATOEL PRELIMINARE DE PADOA SENZA LA SCIOPA.
RENATO DE PAOLI CANDIDA' 2008 E ELETO< /span> PAR EL 2008 PAR EL PARLAMENTO E DEL SENAYO VENEYO, PAR EL COMUNE DE VICENZA NELE LISTE DE CDX
RISPONDE A ANTONIACCI: ANTONIACCI DA TARANTO CHE' EL GA ALYRI ZVGHI:
SON QUA!
DIRETOR DEL DELA CASA GENERALIZIA DEL GIORNAL DE VICENZA EL VOL DARME NA MAN PAR FAR EL SINDACO DE VICENZA O SE EL VOL MANDARME A ROMA O A VENEZIA ME VA BEN ISTESO. FORZA IYALIA HA SEMPRE MANYEGV’ MANYEGNV’ LA CIACOLA. MA DESO I VENEYI E LA LEGA VOL NERO SU BIANCO.
SILVIO ENYRO STASERA.
SILVIO, SE TE GHE SI BATI UN COLPO.
S OYOSCRIVI EL COLPO DELA VIYORIA.
SCRIVI SOTO LA YO FIRMA A LA DOGAL N.5 PRIMA CHE TE POL SE NO LA SE SLONGA. STASERA A PADOA MANDEMO EL NOSTRO RE NATO DEI PALI DA SPARE' , CON YVYI I GRADI E LE INVESYIZION DEL PLENIPOYENZIARIO DELE ISOLE ISOLE SPAMPINE' CHE VOL PARLAMENTAR E COMBINAR PAR LA VITORIA. EN PREPARA' EL CONYRAYO COI VENEYI DELA DECIMA REGIO , FA CAYAR YUTO PARECIA'. PORYA LE YELECAMARE PAR SYO FAYO CHE CAMBIARA' LA SYORIA< /span> DEL MONDO INTIERO.
DOGAL N5 N5 DALE ISOLE SPAMPINE' NE L'EDRON,
FEMO LE REPVBLICHE FEDERE’ E UNA LE LA REPUBLICA VENETA COI CONFINI DEL 1796
CASA SOA
TUI SOA.
TUITI IN BARCA CON LA CDL O CON CHIALTRI. CHIALTRI.
ROBA YOLTA VA DEOLYA.
FRA OTO IORNI NELE ISOLE DE VICENZA VA YVYO DESFA'.
ALA DIFESA DELE ISOLE - «NO LE’ COSYA MIA SCHEI, MA I’E’ N’AIVYO PAR L’ENDOLAGVANA DELE SEYE AVE MARI A»
YAIAR VIA LE AZIENDE PARYECIPE' - «BASYA SOLO EL CAPOFAMEIA COL PREYE DE L'ISOLA CHE DECIDE CON TUTE LE FAMEIE RIUNIE, NO GHE BISOGNO DE SLANDRONI».
, E PIEN RICONOSV EL YERZO POPOLO ISOLAN, LA SCOLA ELEMENTARE DE SAN ZENON TVTE LE SCOLE CHE A SARA' EL ROMAN CON L'IMPERO CHE NO GA GIVRISDIZION SV L'ACUA . EL ROMAN CHE PENA CASCA', ANCA A VICENZA: VEDI FANTONI PAR ESEMPIO.
FEDEREMOSE. E
SBASAR I ARZARI.
ALZAR LE CASE. PIANI YERA A PALAFIYA.
FEDERE'. NOANTRI TIREMO IN PIE' LE NOSTRE ISOLE VENEYE COI CONFINI DEL 1796 O CON QUEI DELA X REGIO. EL PAPA EL SE RIMETE IN PIE' LO STATO DELA CESA, EL SVD EL SE RIMETE COME L'ERA PRIMA DEL 1796. I SAVOIA SAVOIA, I'ASBURGO, I BONAPARYE, E I SO SODALI, PRIMA I PAGA I DEBITI DEI DISASTRI CHE I'A' FATO E DOPO SE VEDARA'. LA VECIA YALIA LA LASEMO N'DAR ALA LONGA E SYEMO INSIEME FEDERE'. FEDERE'.
ACUA NOSYRA CHE TE SI NEI ZIELI DANE ANCO' EL NOSYRO PAN DE YUTI I GIORNI, NO SE RIMEYE I DEBIYI DE QVEI CHE I'A' FAYI YUYI I GIORNI. MA YE' LI YEGNEMO A CUA A LAORAR FIN CHE NO I'A' PAGA' YUTI. NO FARNE N'DAR IN YENYAZION, MA LIBARTEMOSE DEL YUYO EL MAL CHE I NA FAYO,
AMEN.
SANA MARIA MATER DEO , PESCA PAR NOANTRI PORI PESCADORI, E LIBARENE DA LA MORYE AMEN.
SALVE REGINA AVOCAYA NOSYRA, A YI INDRIZEMO I'O CI MISERI RICORDI DEI ODIOSI DELA SCHIAVIYV. ORSU' AVOCAYA NOSYRA VIEN DA NOANYRI CON I YO OCI MESI NEI RICORDI ODIOSI.
MARI’ A MOROSE SCRIVE EL GIORNAL DELE ISOLE VICENZA, E COSIYA NO GHE DAVA PIV’ SCHEI ALA MOIER E I PORI FIOI PICOLI ’N’DAVA ALA LONGA. GNANCA LA PAROLA SCRITA DATA IN TRIBUNAL YALIAN NO LA VAL PIU’ GNENTE. NO VAL PI GNENYE GNANCA I SCRIYI FAYI INVANTI I NAYARI YALIANI. I YALIANI I FA PRESAPOCO PAR LORI MA A NOANTRI VENEYI I NE LEZE ANCA LE PAROLE PICOLE E “LE "CAVSE" VESAYORIE” . SYO SYSYEMA SE LO FEMO ANCA NOANYRI. PAR I VENEYI VAL L'AIVTO DE IOMENI E LE DONE I FIOI CON PIASE’ FAVOR, COME SE FA CON LE MAZION. LA GIVRISDIZION IN OGNI ISOLA, E NO SE VA ALYRO A ROMA, MA I YRI GRADI DE IVDIZIO SE FA DA VENEZIA IN ZO, COME E’SEMPRE STA.
A OGNI VNO LE SO COSYVMAIE.
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SE PARLEMO PARLA E SCRIVE IN VENETO. E SCRIVEMO VENETO I SE INRABIA. NO CREDEA MIA. STI ALTRI VEGNUI A CUA' I VOL PARLAR COME GA INSEGNA' SO MAMA E A NOANTRI I NE VOL PROIBIR. VENETO SE POL PARLARLO E SCRIVARLO . GHE' LA LEGE CHE LO GARANTISE, COME GARNTISE GARANTISE EL FURLAN, EL LADIN, EL TEDESCO. DA ANCO' SE PARLA E SE SCRIVE VENETO.
EL PI FVRBO MA DITO CH'EL VOL LA GRAMATICA VENEYA PAR SYUDIARLA, CEI CHE ME TIRA FORA NA GRAMATICA CHE GHE LA SOMINISTR0.
TIREMO FORA ANCA LE REGOLE DE NAVIGAR DRENTO L'ENDOLAGUNA E RIMETEMO IN ACUA LE BARCHE E IMPAREMO N'DAR COL PALO.
http://depaoli.pbwiki.com
PADOA ( SENZA LA SCIOPA. ) SCIOPA.
SCRIVI SOTO LA YO FIRMA A LA DOGAL N.5
DOGAL N.5
RENATO DE PAOLI CANDIDA' E ELETO PAR EL 2008 PAR EL PARLAMENTO DEL SENAYO VENEYO, PAR EL COMUNE DE VICENZA NELE LISTE DE CDX
RISPONDE A ANTONIACCI DA TARANTO CHE' EL GA ALYRI ZVGHI:
A DISPOSIZION SE EL DIRETOR DELA CASA GENERALIZIA DEL GIORNAL DE VICENZA EL VOL DARME NA MAN PAR FAR EL SINDACO DE VICENZA O SE EL VOL MANDARME A ROMA O A VENEZIA ME VA BEN ISTESO. FORZA IYALIA HA SEMPRE MANYEGNV’ LA CIACOLA. MA DESO I VENEYI E LA LEGA VOL NERO SU BIANCO. ENYRO STASERA.
SILVIO, SE TE GHE SI BATI EL COLPO DELA VIYORIA.
SCRIVI SOTO LA YO FIRMA A LA DOGAL N.5 PRIMAL'ACUA NOSYRA.
EL BOSCO NOSYRO.
LA NAVIGAZION NOSTRA.
L'INDOTTO ALA NAVIGAZION NELA GRANDA ENDOLAGUNA :NOSTRA.
PRIMA CHE TE POL SE NO LA SE SLONGA. STASERA A PADOA ( SCIOPA GNENTE ) MANDEMO EL NOSTRO RE NATO DEI PALI DA SPARE' , CON YVYI I GRADI E LE INVESYIZION DEL PLENIPOYENZIARIO DELE ISOLE SPAMPINE' CHE VOL PARLAMENTAR E COMBINAR PAR LA VITORIA. EN PREPARA' EL CONYRAYO COI VENEYI DELA DECIMA REGIO , FA CAYAR YUTO PARECIA'. PORYA LE YELECAMARE PAR SYO FAYO CHE CAMBIARA' LA SYORIA DEL MONDO INTIERO.
DOGAL N5 DALE ISOLE SPAMPINE' NE L'EDRON,
FEMO LE REPVBLICHE FEDERE’ E UNA LE LA REPUBLICA VENETA COI CONFINI DEL 1796
LASEMO INSIEME EL MINISTERO DELA DIFESA E DE L’ESTERO EL RESTO OGNI UNO PARON CASA SOA.
TUITITUTI IN BARCA CON LA CDL O CON CHIALTRI. CDL.
ROBA YOLTA AI VENYI, VA DEOLYA.
FRA OTO IORNI NELE ISOLE DE VICENZA VA YVYO DESFA'. DESFA'.COMISARIO RENAYO D E PAOLI.
ALA DIFESA DELE ISOLE - «NO LE’ COSYA MIA SCHEI, MA I’E’ N’AIVYO PAR L’ENDOLAGVANA DELE SEYE AVE MARI A»
YAIAR VIA LE AZIENDE PARYECIPE' - «BASYA SOLO EL CAPOFAMEIA COL PREYE DE L'ISOLA CHE DECIDE CON TUTE LE FAMEIE RIUNIE, NO GHE BISOGNO DE SLANDRONI».
ALZAR LE CASE. PIANI YERA A PALAFIYA.
FEDERE'. NOANTRI TIREMO IN PIE' LE NOSTRE ISOLE VENEYE COI CONFINI DEL 1796 O CON QUEI DELA X REGIO. EL PAPA EL SE RIMETE IN PIE' LO STATO DELA CESA, EL SVD EL SE RIMETE COME L'ERA PRIMA DEL 1796. I SAVOIA, I'ASBURGO, I BONAPARYE, E I SO SODALI, PRIMA I PAGA I DEBITI DEI DISASTRI CHE I'A' FATO E DOPO SE VEDARA'. LA VECIA YALIA LA LASEMO N'DAR ALA LONGA E SYEMO INSIEME FEDERE'.
AVE O MARIA
ACUA NOSYRA CHE TE SI NEI ZIELI DANE ANCO' EL NOSYRO PAN DE YUTI I GIORNI, NO SE RIMEYE I DEBIYI DE QVEI CHE I'A' FA YI YUYI I GIORNI. MA YE' LI YEGNEMO A CUA A LAORAR FIN CHE NO I'A' PAGA' YUTI. NO FARNE N'DAR IN YENYAZION, MA LIBARTEMOSE DEL YUYO EL MAL CHE I NA FAYO,
AMEN.
MARI’ A MOROSE SCRIVE EL GIORNAL DELE ISOLE VICENZA, E COSIYA NO GHE DAVA PIV’ SCHEI ALA MOIER E I PORI FIOI PICOLI ’N’DAVA ALA LONGA. GNANCA LA PAROLA SCRITA DATA IN TRIBUNAL YALIAN NO LA VAL PIU’ GNENTE. NO VAL PI GNENYE GNANCA I SCRIYI FAYI INVANTI I NAYARI YALIANI. I YALIANI I FA PRESAPOCO PAR LORI MA A NOANTRI VENEYI I NE LEZE ANCA LE PAROLE PICOLE E “LE "CAVSE" VESAYORIE” . SYO SYSYEMA SE LO FEMO ANCA NOANYRI. PAR I VENEYI VAL L'AIVTO DE IOMENI E LE DONE I FIOI CON PIASE’ FAVOR, COME SE FA CON LE MAZION. LA GIVRISDIZION IN OGNI ISOLA, E NO SE VA ALYRO A ROMA, MA I YRI GRADI DE IVDIZIO SE FA DA VENEZIA IN ZO, COME E’SEMPRE STA.
A OGNI VNO LE SO COSYVMAIE.
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SE PARLA E SCRIVE IN VENETO. E I SE INRABIA. NO CREDEA MIA. STI ALTRI VEGNUI A CUA' I VOL PARLAR COME GA INSEGNA' SO MAMA E A NOANTRI I NE VOL PROIBIR. VENETO SE POL PARLARLO E SCRIVARLO . GHE' LA LEGE CHE LO GARANTISE, COME GARANTISE EL FURLAN, EL LADIN, EL TEDESCO. DA ANCO' SE PARLA E SE SCRIVE VENETO.
EL PI FVRBO MA DITO CH'EL VOL LA GRAMATICA VENEYA PAR SYUDIARLA, CEI CHE ME TIRA FORA NA GRAMATICA CHE GHE LA SOMINISTR0.
TIREMO FORA ANCA LE REGOLE DE NAVIGAR DRENTO L'ENDOLAGUNA E RIMETEMO IN ACUA LE BARCHE E IMPAREMO N'DAR COL PALO.
LA MARINA LA VOLEMO DEOLATA. IMPRESIA IN TUTE LE ISOLE DELA REPVBLICA VENEYA.
RENATO DE PAOLI CANDIDA' 2008 PAR EL PARLAMENTO E PAR EL COMUNE DE VICENZA NELE LISTE ISOLE SPAMPINE'ENDOLAGUNA DE CDX
MA L’VDC L’AVEA ALZA’ VN MVRO NEL 2007, CON CAPVZO, MA I VENEYI A ALZA' L'ACVA E SA NEGA' MEOCI CHEL VOLE SBROFAR VERONA E EMO MESO SV TOSI.
INCONTRA
MICHELA VITTORIA BRAMBILLA
A PADOVA CENTR O CONGRESSI PAPA LUCIANI (VIA FORCELLINI 170/A SEGRETERIA ORGANIZZATIVA TEL. 049 68885226 FAX 049 644883 CELL. 3356171372 E MAIL : circoliveneto@alice.it
I CIRCOLI DELLA LIBERTA' DE RENATO DE PAOLI E VITTORIA MICHELA BRAMBILLA A VICENZA
http://it.youtube.com/watch?v=pVQ_qUGaEMw&feature=related
ISCRIVETE
http://www.forzaitalia.it/adesioni/
VENETO CIACOLE
http://www.lapadania.com/PadaniaOnLine/seguenti.aspx?pDesc=62654,1,3
I RISPARMI DE L'ULTIMO GOVERNO: SCANCELAR LE CIRCOSCRIZION . I'YALIANI SCRIVE: "RIDUCIAMO I COSTI DELLA POLITICA" E I NA FATO EL TREPO CHE OGNI OLTA CHE I'E' MANDEMO CASA PRIMA L'ORI I TIRA I SCHEI COME I FUSE DURA' ZINQUE ANI.MA GHE ANCA LA CORTE DEI CONTI:"GHE NEMO AVU' CAPARA" "GENTE CHE SA' TIRA' ZO' ZENTO E'GA DOV' DAR DEOLTA DIESE" "GENYE MIA YANYO DISYANYE, ANCORA YUYI AL SO POSYO CHE I TIRA NA SBRAZA' DE BESI"...
EL SINDACO DE VICENZA E LIA SARTORI ZERCA DE METARGHE NA PEZA
MEIO QUATR O CHE TRI. TVTA VICENZA A ZERCAR NA ROBA CHE SE GHE FAGA. MI GHE NE FARIA VINTIOTO, O ANCA SETANYRI. ONI ISOLA EL SUO.
ANCA QUEI CHE CONTA MANCO SE DA DA FAR PAR PODER AVER NA CIRCOSCRIZION PIASE'. EL PROVEDIYOR ALE ISOLE STA FASENDO MEIO CH'EL POL. EL SETE DE FEBRAR, LA MATINA ALE NOVE IN TEL PALAZO PIASE' BON, SE CATA CON I SAVI DE L'ISOLA PIASE' VECIA PAR TRARSE FORA DA STA STORIA PORTANDO A RIVA NA SOLUZION CHE VAGA BEN PAR TUTI.
http://www.anordest.it/index.php?option=com_content&task=view&id=5086&Itemid=82
IN STA FOTOGRAFIA GHE SON ANCA MI: RENATO DE PAOLI CON LA PIPA IN BOCA , IN FONDO, IN DO GHE' NA PIANTA , VIZIN A L'ARCHITETA BIONDA.
http://www.anordest.it/images/stories/DOCUMENTI/Foto/Eventi/CircoscrizVI01Feb2008/pubblico3.jpg
LEX MINISTRO YALIAN NO SA GNANCA LA SYORIA O NO SA FAR FAR I CONTI.
“Il nuovo Palazzo del Cinema di Venezia inaugurato
http://www.lapadania.com/PadaniaOnLine/Articolo.aspx?pDesc=86415,1,1
ANCO' IN CESA SE FA FESTA CON LA ZENDA. SE FA COSITA: SE VA IN CESA VERSO SERETA, SE PASA DAVANTI L'ALTAR E EL PRETE CIAPA UN SPIZEGO DE ZENDA E EL LA SE METE SULA TETA DE OGNI UNO CHE SE PRESENTA CON LE MAN GIUNTE. VOL DIR CHE SERNE DE ZENDA E CHE DE ZENDA VEGNAREMO DEOLTA. DE STA STAION , VA BEN ANCA EL SEGNARSE LA GOLA , PARCHE' COSITA NO TE CIAPI MIA EL MAL DE GOLA. SE FA COSITA: SE VA IN CESA, SEMPRE DE SERETA , NO GHE MIA TANTO DA SPETAR, EL PRETE CIAPA DO CANDELE LONGHE DO SPANE, SE SE PRESENTA A LU E LU EL LI E METE INCROCE' SU LA GOLA, EL RECITA NA FORMULA. NO CREDARI' MA EL MAL DE GOLA PASA. PROAR PAR CREDAR.
--IMPAREMO L’INGLESE PARLANDO E SCRIVENDO VENEYO
INGLESE – VENEYO
SYAR = SYELA
VENEYO – - INGLESE
SYAR = EL ROERSO DE GO IN INGLESE
INGLESE – VENEYO
GO =
VENEYO – INGLESE
SYELA = 1) ZOCO DE LEGNO SCIAPA’ CHE SE BRVSA SVL CAMIN
ASARLO = LASARLO
EL COMIYAYO PAR LA FONDAZION DEL PARYIYO NAZI ONAL VENEYO LE’ VN SOGEYO POLIYICO CHE VOL CIAPAR VOYI DA CI E’ FAVOREVOLI AL GOVERNO VENEYO VERSO NA VN’VNICA COALIZION NAZIONAL VENEYA.
EL SIMBOLO ADOYA DAL COMIYAYO PAR LA FONDAZIONE DEL PARYIYO NAZIONAL VENEYO VEDE L’VNION DEI DV GRANDI SIMBOLI VENEYI: LA FOIA DEL YILIO, ALBARO SACRO AI VENEYI DA ALMAN CO 3.000 ANI, E DESORA EL LEON CON LE ALE DE SAN MARCO IN MOECA, A COSYRVIR LA SCRIYA PNV.
GH’EMO DA CREAR VN VNICO BLOCO VENEYO CHE SE PRESENYA ALE ELEZION REGIONAL PREVISYE NEL 2010.
I YENYAYIVI IN CORSO PAR MANYEGNER IN VIYA EL SISYEMA POLIYICO TALIAN ORMAI MARZO I’E’INFAMI E ORMAI VN INVYELE ACANIMENYO.
EL PROGRAMA DEL COMIYAYO SE RIFÀ ALA PVBLICAZION “VENEY IA: LE RAION DE L’INDEPENDENZA” PVBLICA’ DAL MOVIMENYO “VENEYI” E PRESENYA’ A YREVISO IN OCASIONE DEL VENEYO-DAY DEL 18 NOVEMBRE 2007 E CHE RIDESEGNA IN CIAVE VENEYA LE ROYE POLIYICHE INDEPENDENYISYI EROPEE E MONDEAL CHE I GA VISYO NA ENORME CELERAZION NEL 2007. EL PRESENYE SCRIYO COSYIYVISE PAR YANYO NA RIVISIYAZION E NA CONDEVISION DE SYA PVBLICAZION QVAL MOMENYO FONDANYE DE CI VOL FAR VOLAR LA RIVNION POLIYICA VENEYA.
ANCHE PAR EL VENEYO, EL COMIYAYO PAR EL PNV VEDE IN TEL TORSE L’INDEPENDENZA POLIYICA IN VN LASO DE YEMPO RAIONEVOLE DE 3-5 ANI. SYA SOLVZION POLIYICA LE’ L’VNICA CHE POL N’DAR VANTI PAR NOANYRI VENEYI, PRIMA DE ESER CIVCE’ DALA SINDROME ARGENYINA E DELA BANCAROYA FINANZIARIA TALIANA.
EL COMIYAYO RIYIEN CHE SIA NECESARIE ANCORA DEI SCALINI DA FAR PAR COMODAR QUIE CHE STA DRENYO LA POLIYICA VENEYA PRIMA DE RENDAR EFFEYIVA LA REALIZAZION DE NA COALIZION DE ISOLANI (POLIS) NAZIONAL VENEYA. INFAYI I PA RYIYI VENEYI A PERSO LA CAPACIYÀ DE FAR POLIYICA DA LORI SOLI E I’E’SEMPRE PIASE’ OSYAGI DE LE FORZE NAZIONALISYE IYALIANE.
PAR SYA RAION, YEGNEMO EL TIMON NELA ROTA PRONYO A IVYAR LA FORMAZION DE LISYE CIVICHE INDEPENDENYI E COORDENAR LE AYIVIYÀ PAR VN’AZIONE POLIYICA COMVN SVI YEMI ISOLANI (POLIS) NAZIONAL VENEYI.
EL COMIYAYO PAR LA FONDAZION DEL PARYIYO ISOLANI (POLIS) NAZIONAL VENEYO (PNV) PALO AVI ADA, OIO, CESE, PO, BENACO, MINCIO, YION, YARTARO,OSON, YREGNON, MENAGO, LAVEGNO, PIGANZO, BVSE’, NAVIGLIO, FOSA MAESTRA , BOLDIERA , BOLDIRONA, ARZERE, YORAZO, FRAYA,GVA’, EDRON, BRENYA, SILE, PIAVE, YAIAMENYO,NAYISA, SYELA, ISONZO, TIMAVO.
187 MILIARDI DE METRICUBI DE ACUA DOLZE BELA LIMPIDA CIARA NE' DA OGNI ANO LA NAYURA E EL BON DIO. L'ORO BIANCO VEN BVTA'NE L'OCEANO ADRI-ATTICO PARCHE' I VENEYI NO I POSA GODERLA. I FURBI INGEGNERI IDRAULICI "CHE SA MESO SORA PARFIN A MINISTRI" SCRIVEA NEL 1764 ANDREA TRON PLENIPOTENZIARIO DE LA REPVBLICA VENEYA, I NA SECA' YUYA LA GRANDA ENDOLAGUNA E I NA CIAVA' VIA YVYA LA NAVIGAZION E LA VENEYIA MARIYIMA CHE L'ANDACA DA ARILIACA AL TARTARO PO, FIN A RAVENA,SUK RUBICON, FIN ALE ISOLE ADRIA, ALE ISOLE CIOSZE, ALE ISOLE SPINA, ALE ISOLE ALTIN, ALE ISOLE RIALYO, CA (ISOLE ) ORLE, ALE ISOLE GUADO. N'DASENE DE ISOLA IN ISOLA, DE SQUERO IN SQUERO, DEL BOLGIA IN BOLGIA SCRIVE DANTE ALAGHERIVM NEL 1320 IN QUAESTIO DE AQUA ET TERRA. DISIME VUALTRI SE NO BISOGNA PORYAR DEOLYA QUEL CHE E SYA YIRA' IA. "SOLO CIARE OLYE D'ISYA' LA SE SUGA... NEL XX CANTO DELLA PRIMA CANTICA SCRIVE DANTE.
L'ORO BIANCO GHE LO LASEMO PAR MEYA' A L'ENEL E PAR MEYA' I LO BVYA NE L'OCEANO PARCHE' NO GHE SIA PIU' I SETE MARI . E YUYI GHEMO OIA DE N'DAR IN BARCA E AL MAR SU UN'ISOLA E SERENE VN ARCIPELAGO , E BASTA VOLER IN IN MILE GIORNI SE POL DEVENYARGHE DA NOVO.
martì 05 febraR 2008 11:53
SE SARA IN GRANDO in Piazza San Marco pAr EL Carneval 2008 dE Venezia. Stasera, a partire dalle 21, sul palco di Piazza San Marco, ci sara’ la band simbolo di Venezia, i Pitura Freska. Francesco Duse, Marco Forieri, Valerio Silvestri, Sir Oliver Skardy e Cristiano Verardo dopo 5 ani, sA RIMESI INSIEME PAR l’oca sion pAr portar ne la Isola piase' smaraveiosa del mondo la canzon dei "Pin Floy", "Na bruta banda", "Papa nero" e tanti altre canzon smaraveiose.
Perché una Messa in latino?
a cura di Maurizio-G. Ruggiero
RISPOSTE ALLE PIÙ COMUNI DOMANDE E OBIEZIONI
CIRCA LA SANTA MESSA TRADIZIONALE
1. Perché una Messa in latino?
Tutte le più importanti religioni hanno una lingua sacra (l’arabo classico per i musulmani, l’ebraico per i giudei, il sanscrito per gl’induisti ecc.); la lingua sacra del cattolicesimo è il latino. Il latino, come ha confermato recentemente Padre Gabriele Amorth, esorcista, ha una particolare efficacia contro il demonio: il rituale romano per gli esorcismi, di recente tradotto in lingua volgare e manipolato in senso progressista, è risultato inefficace all’atto pratico, tanto che la Santa Sede ha consentito ai sacerdoti esorcisti di utilizzare il testo tradizionale, in lingua latina. Quando parliamo della Santa Messa in lingua latina occorre precisare che ci si riferisce a quella celebrata secondo l’antico rito romano fino a quarant’anni fa in tutte le nostre chiese: infatti anche la messa nuova introdotta da Paolo VI nel 1969 può essere celebrata in latino (oltre che in italiano). La principale differenza fra le due celebrazioni è nel rito, nelle preghiere che sono totalmente diverse.
2. Ma il latino chi lo capisce?
E l’inglese, moderna lingua dei computer, la capiscono tutti? Nessuno però se ne lamenta, anzi ci si sforza d’impararla. Il latino invece, la lingua madre dell’italiano e di tutto il ceppo neo-latino fra cui lo spagnolo, ch’è la lingua più parlata nel mondo dopo l’inglese, il latino ch’è parte integrante della nostra tradizione e della nostra storia, ch’è la lingua della Chiesa e della nostra religione .… Si dimentica che la Santa Messa è un grande mistero: si può capire un rito che, alle parole della consacrazione da parte del sacerdote, fa scendere Dio sull’altare, rinnovando in forma incruenta il sacrificio della croce sul Calvario di duemila anni fa? Va detto poi che in tutte le chiese cattoliche in cui si celebra la Santa Messa tridentina (detta anche di San Pio V o in rito romano antico) comodi messalini bilingui sui banchi permettono di seguire in dettaglio tutte le preghiere, sia del celebrante che dei fedeli.
3. Ma il latino non allontana la gente?
Al contrario. In Italia nel 1961 l’81% era cattolico praticante; oggi, con la messa in lingua volgare e dopo una riforma liturgica voluta per andare incontro al mondo e al mondo protestante in specie, la frequenza alla messa è crollata al 20%, ma all’estero, in Olanda per esempio, è scesa al 5%. La lingua universale della Chiesa un tempo affratellava tutti i fedeli del mondo. Salvi i riti particolari (ambrosiano, greco-cattolico, maronita, mozarabico ecc.) una persona che andava alla Santa Messa a New York, a Berlino o in estremo oriente, assisteva al medesimo rito. Oggi invece, chi capisce la messa in inglese, in tedesco o, peggio, in giapponese o in coreano? Si parla tanto di fratellanza universale, eppure questa unità che la Chiesa Cattolica aveva gelosamente conservato per quasi due millenni è stata disastrosamente smantellata dagli anni ’60 in poi.
4. Ci sono altri vantaggi che permette l’uso liturgico del latino?
Trattandosi di una lingua non più parlata, i termini non mutano di significato nel tempo, problema che si pone invece per tutte le lingue in uso, italiano compreso. Ciò permette di preservare per sempre e con assoluta sicurezza il significato delle parole della Santa Messa, dei Sacramenti e delle preghiere in genere, senza che sia possibile nessuna alterazione dottrinale. Non è un caso che tutti gli eretici si siano sforzati, nel corso dei secoli (valga per tutti il caso di Lutero e degli pseudo-riformatori protestanti) di abolire il latino e d’introdurre nelle celebrazioni la lingua volgare.
5. Quali le principali differenze fra la Messa tradizionale e quella odierna?
Il rito è la principale differenza. La nuova messa è stata inventata a tavolino, con sei teologi protestanti (fatto mai accaduto prima) i quali hanno affermato di non essere stati semplici spettatori, ma di aver avuto parte attiva nella redazione dei testi, i quali sono perciò diversi da quelli della Santa Messa tradizionale e spesso di sapore protestante. Max Thurian, calvinista, ha dichiarato di poter celebrare la santa cena protestante con i testi della nuova messa; cosa che gli era teologicamente impossibile con la Santa Messa detta tridentina.
6. Ma la Santa Messa cattolica che cos’è?
Qualcuno dice che la messa è un banchetto, una cena, un festino, il radunarsi della comunità ecc. Ma la Santa Messa cattolica è invece un sacrificio propiziatorio dei nostri peccati, la ripresentazione in forma incruenta dello stesso sacrificio della croce avvenuto duemila anni or sono. Donde la presenza reale di Gesù, cioè di Dio, in Corpo Sangue Anima e Divinità nel Santissimo Sacramento, nell'Eucarestia, negata dai protestanti. Senza sacrificio espiatorio e propiziatorio non si dà messa cattolica.
7. Torniamo alle differenze tra i due riti.
Molte cose della nuova messa sono state introdotte per piacere ai protestanti. Così le parole al momento della comunione: “O Signore non son degno di partecipare alla tua mensa”, definiscono la messa una cena, come pensava Lutero; l'altare è chiamato mensa e sono dunque sparite le reliquie dei Santi Martiri, un tempo prescritte; l'abolizione dei Santi e della Madonna dalla prima parte del nuovo Confiteor (“Confesso a Dio onnipotente e a voi fratelli”, vi si recita democraticamente) è fatta alla maniera dei protestanti, che non riconoscono il culto dei Santi e della Santa Vergine; i nuovi canoni ribadiscono la nozione sacrificale assai meno dell’antico canone romano, che enumera il sacrificio dei Santi Martiri dei primi secoli in unione con quello di Cristo. A spirito assembleare è dovuta l’innovazione del prete che, pronunziate le parole della consacrazione, non s’inginocchia subito a riconoscere che Dio è già sceso sull’altare (come avveniva nel vecchio rito) m a eleva prima l’ostia al popolo, perché dia democraticamente il suo consenso e solo dopo si genuflette. Nell’antico rito le preghiere eucaristiche sono di diretta origine apostolica, senza invenzioni moderne; invece nell'offertorio della messa nuova si offre “il frutto della terra e del lavoro dell'uomo”, in luogo della vittima (hostiam) divina in espiazione dei nostri peccati; ancora nella consacrazione nuova ("offerto per voi e per tutti") si abolisce indirettamente l'inferno e sono state cambiate le parole stesse del Signore nel Vangelo, quando istituì l'Eucarestia (“pro multis” cioè "per molti", vedi i Vangeli di San Marco 14, 24 e di San Matteo 26, 28 diventato “per tutti”). Ciò, al fine di mandare tutti salvi in Paradiso. Anche l’invocazione “Tuo è il regno, tua la potenza, tua la gloria nei secoli” è copiata dai valdesi. Nella Messa di San Pio V invece tutti i segni di croce sono conservati; la liturgia della parola, cioè le letture di passi biblic i oggi elefantiache (altro omaggio ai protestanti), sono brevi e finalizzate a quella eucaristica, ch’è ben più importante. Le preghiere eucaristiche e le parole della consacrazione in particolare sono pronunciate sottovoce dal celebrante, a ribadire (contro ogni assemblearismo ecumenico) che lui solo e non il popolo fa scendere Cristo sull’altare. E si potrebbe continuare ...
8. Ma le sembra bello che il celebrante volga le spalle ai fedeli? E la partecipazione?
Nella Messa di San Pio V il celebrante e con lui tutto il popolo si volgono verso oriente, a Dio che si offre in croce per noi. Nessuna scortesia verso i fedeli, quindi. Anche qui furono i protestanti (i quali non hanno però alcuna presenza reale di Dio sull'altare, essendo per loro la comunione solo pane e vino, onde si capisce perché la prendano in mano e stando in piedi) i quali, per spirito assembleare e democratico, hanno inventato la celebrazione verso il popolo, fatta propria dalla nuova messa. Tutte le chiese hanno l’altare rivolto a oriente, sia questo addossato all’abside, com’è più di frequente, sia rivolto verso la porta come in alcune basiliche romane: dunque la celebrazione verso il popolo, nella Messa cattolica, non c’è mai stata, se non nella liturgia inventata in questi ultimi quarant’anni. Quanto alla partecipazione dei fedeli questa dev’essere intesa come unione e raccoglimento interiore, spirituale al sacrificio redentivo di Nostro Signore Gesù C risto, non come una rappresentazione teatrale o uno spettacolo, nel quale il pubblico si associa agl’interpreti o al cantante di turno.
9. Ma si potrà cambiare qualcosa della messa o no?
Diceva Santa Teresa d'Avila di essere disposta a morire per il più piccolo elemento cerimoniale della messa cattolica, tanta ne era l'importanza; San Giovanni Vianney, il Santo Curato d'Ars, affermava che se gli uomini sapessero che cos'è la messa, ne morirebbero. Spesso si elogiano i riti cristiani orientali e la loro vetustà. Ebbene quanti sanno che il rito romano antico, sia detto con legittimo orgoglio, è il più antico di tutta la liturgia cristiana, tanto da affondare le sue radici nell’età apostolica stessa? Nella Messa vi sono parti che possono essere modificate e altre no. Ma con la riforma liturgica, l’intero impianto della Messa è stato cambiato. E questo è un fatto senza precedenti nella storia della Chiesa. Ha scritto Lutero: “Triumphata missa, puto nos et de Papa triumphare”, cioè “Una volta che avremo trionfato sulla messa, noi avremo trionfato anche del Papa stesso”.
10. Ma che male c’è a cambiare la messa?
Si scorda che la Santa Messa non è un’azione e tanto meno un’invenzione umana, bensì di Dio stesso. Si può mutare qualcosa il cui istitutore e agente principale è Dio? Il sacerdote non è che un esecutore: cosa si direbbe se un direttore d’orchestra cambiasse a suo piacimento o addirittura rifacesse integralmente lo spartito di una sinfonia di Beethoven o di un concerto brandemburghese di Bach? Si griderebbe giustamente allo scandalo; di direbbe che non è più Beethoven, che non è più Bach. E perché ciò che non è permesso fare con l’opera di un’artista, si può fare con l’opera di Dio, vale a dire con la Santa Messa?
11. La Messa tradizionale è un rimedio a molte messe nuove desacralizzate?
Sì. Senza richiamare le messe beat con capelloni e chitarre elettriche o quelle ballate stile anni ’70 o ’80, il ritorno alla Santa Messa tradizionale è il più efficace rimedio contro gli abusi liturgici, le manomissioni degli altari, il crollo del culto eucaristico, le chierichette, le concelebrazioni abusive, le lettrici all’ambone, gli scambi della pace con relativi baci e abbracci, l’emarginazione pratica del tabernacolo, sempre più spesso confinato in qualche angolo remoto della chiesa. Basti pensare ancora che la Santa Comunione nella Messa secondo l’antico rito si riceve sulla lingua, stando in ginocchio alla balaustra dell’altare (le donne a capo velato). Non in mano, con tutti i rischi di dispersione dei frammenti che tale uso comporta. Si pensi ancora al silenzio della Messa tradizionale, che favorisce nei fedeli il raccoglimento e la pietà; i canti poi sono capolavori non solo di Fede, ma anche letterari e musicali. L’ultima versione di questa millenaria liturgia celestiale è nel messale del 1962.
12. Ma allora la messa nuova è invalida?
Se il celebrante non ha l’intenzione della Chiesa, vale a dire se non crede nel sacrosanto sacrificio della messa, sì, è invalida, anche perché la nozione di sacrificio propiziatorio nella nuova messa risulta visibilmente appannata, a preferenza di quella di cena, banchetto ecc… Anche per evitare un rischio del genere è importante tornare a far celebrare un rito che non si presta a nessun equivoco di segno protestante.
13. Ma la Messa tradizionale non è stata abolita? Non si va contro il Concilio?
No. Già il Papa San Pio V, il Papa di Lepanto, affermava la liceità in perpetuo della messa tradizionale; il concilio vaticano II, nella costituzione Sacrosanctum concilium dedicata alla liturgia, confermava l’uso del latino nelle celebrazioni, seppure affiancandogli le lingue volgari e affidava il compito della riforma ad una commissione; nessuna esplicita abrogazione della Messa tridentina si rintraccia nella costituzione Missale Romanum di Paolo VI, con cui fu introdotta nel 1969 la nuova messa e che faceva seguito ai lavori della predetta commissione. Giovanni Paolo II, con due distinti documenti, Quattuor abhinc annos del 1984 e Ecclesia Dei del 1988, ha esplicitamente previsto per i fedeli che si sentono legati all’antico rito, di poterne fare richiesta ai rispettivi vescovi, ai quali ha raccomandato un’ampia e generosa applicazione delle disposizioni date dalla Sede Apostolica. In pratica i fedeli che lo desiderano hanno un vero e proprio diritto positivo di domandare e di ottenere dai loro vescovi la Santa Messa e gli altri sacramenti secondo il messale e i libri liturgici in vigore nel 1962.
14. Ma è giusto disertare le funzioni in parrocchia?
Chi fruisce dell’indulto, vale a dire del permesso rilasciato in base ai citati documenti di Giovanni Paolo II, va a una messa ufficialmente consentita dal proprio Vescovo. La regola nella Chiesa è che, con le dovute disposizioni d’animo, si può fruire come, dove e quando si vuole dei Sacramenti. Non esiste un legame canonico che obblighi ad andare in parrocchia piuttosto che in un’altra chiesa, ad esempio retta da religiosi o nella quale si celebri un diverso rito. Il fatto stesso che la Chiesa abbia consentito il sorgere di numerosi riti accanto a quello romano antico, ne è una prova. Ulteriore riprova è che sono molte le diocesi nelle quali la Messa tridentina viene celebrata tutte le domeniche e feste di precetto, fra le altre, Roma e per stare a quelle a noi più vicine, Verona, Padova, Milano, Torino, Venezia, Trieste ecc.
aggiornamento martedì 2 ottobre 2007 ore 7,30
in collaborazione con il corriere della sera
211° anniversario delle Pasque Veronesi (17-25 aprile 1797)
Quando Verona insorse contro Napoleone
Manifestazioni previste - VIIa edizione
PROGETTO DETTAGLIATO
Dal 16 aprile al 18 giugno 2008
A. Dal 16 al 25 aprile 2008 - Imbandieramento di ciascuna delle sei porte della città: Porta Nuova, Porta di Santa Maria della Vittoria, Porta Vescovo, Porta Palio, Porta San Zeno e Porta San Giorgio.
B. Giovedì 17 aprile 2008 - h 17 Scampanio a martello per cinque minuti della campana detta del Rengo della Torre dei Lamberti in Piazza delle Erbe, per ricordare l’inizio dell’Insorgenza scaligera. Dalla torre verrà svolto un lungo drappo coi colori civici azzurro e oro.
C. Sabato 19 aprile 2008 - Nel pomeriggio i vari gruppi che interverranno alla sfilata della sera presenzieranno per le vie del centro ci ttadino. Uno sparo di cannone in Bra rammenterà ogni ora ai passanti la manifestazione della serata.
Ore 20.30 Fiaccolata e corteo storico in costume per le vie cittadine da Piazzetta Pasque Veronesi.
Partenza da Piazzetta Pasque Veronesi con distribuzione di coccarde azzurro-oro a tutti gl’intervenuti. Una corona d’alloro sarà deposta in Piazzetta Pasque Veronesi a ricordo dei caduti. Parteciperanno al corteo militi nelle divise storiche della Guardia Nobile Veronese, di Ufficiali e Fanti della Fanteria Veneta della Serenissima, di Granatieri e Artiglieri Imperiali con armi ad avancarica, di truppa d’oltremare (Milizie Schiavone) armate allo stesso modo, di Fanti del Reggimento Treviso che difendeva allora la città, cavalli e cannoni del tempo, altri figuranti in abiti da nobili e popolani, tamburini e trombettieri. Aprirà il corteo la Guardia Nobile Veronese recante il vessillo cittadino, seguito da rullanti coi rispettivi tamburi e trombettieri e quindi dal clero. A seguire tutti gli altri. Sono previste esibizioni di duellanti in costume, brevi soste con spari a salve di fucileria e d’artiglieria e fuochi pirotecnici in Bra (sul Liston, in direzione dei giardini) e ulteriori spari al termine della manifestazione, in Piazza dei Signori. Naturalmente a tal fine, nel rispetto delle norme di sicurezza dettate dalla Questura, sarà predisposto, come già nelle precedenti edizioni, un adeguato spazio, detto campo di fuoco, sgombro da persone. Il corteo si concluderà in Piazza dei Signori con interventi dal palco e spari di fucileria e con la partecipazione di soldati veneti e imperiali, accolti dallo scampanio della Torre Civica detta dei Lamberti, con lancio finale di coriandoli giallo-azzurri da parte di un’apposita macchina.
Al termine: rinfresco finale offerto a figuranti, trombettieri, tamburini ecc.
Percorso previsto (accorciato rispetto alle precedenti edizioni): P.tta Pasque Veronesi, Via Roma, P.za Bra (Liston), Via Mazzini, Pia zza Erbe, Via Cairoli, Piazza Indipendenza, Via Arche Scaligere, Via Santa Maria in Chiavica, Piazza dei Signori.
Viene anche qui indicato un ipotetico percorso alternativo in caso di maltempo: P.tta Pasque Veronesi, Via Roma, P.za Bra (presso i voltoni aperti al pubblico della Gran Guardia, dove ci si limiterà a una breve commemorazione e ad una scarica di fucileria a salve in direzione dei giardini della piazza).
D. Venerdì 25 aprile 2008, ore 11. Piazza delle Erbe, sotto la colonna marciana recante il leone, glorioso simbolo dell’Evangelista San Marco e della Serenissima: Santa Messa cantata in lingua latina e in rito romano antico in onore di San Marco, principale Protettore dei Veneti Domini, nel giorno della capitolazione di Verona alle truppe francesi e della conclusione dell’insurrezione cittadina, consegnata alla storia col nome di Pasque Veronesi. Con l’intervento di militi nelle divise storiche, armi d’epoca e cannone.
E. Venerdì 25 aprile 2008, pomer iggio-sera. Rievocazione storica di taluni episodi delle Pasque Veronesi, in accordo e in collaborazione con l’Associazione Napoleonica d’Italia.
Ore 17.30: rievocazione dell’ingresso delle truppe rivoluzionarie francesi in città e dell’occupazione della medesima, seguendo il tragitto: Ponte di Castelvecchio, Via Roma, Via Oberdan, C.so Portoni Borsari, Piazza delle Erbe, Piazza dei Signori, Cortile Mercato Vecchio dove vi sarà l’acquartieramento, previsto per le ore 18.30. Pattuglie miste franco-venete saranno di ronda e monteranno la guardia a Porta Borsari e in Piazza dei Signori, alternandosi fino alle 20. Solo ronde francesi invece fino alle ore 22.
F. Sabato 26 aprile 2008, ore 10: cerimonia in Piazza dei Signori di consegna della bandiera al reggimento napoleonico e addestramento in pubblico in Cortile Mercato Vecchio fino alle ore 12.00
Ore 18, ricostruzione degli scontri fra truppe francesi e veneziane, con l’aiuto di artiglieri austriaci, nella zona d i Via Mazzanti, Piazza dei Signori e Cortile Mercato Vecchio e del Tribunale, con scene di duelli all’arma bianca. Ronde francesi in Piazza dei Signori fino alle ore 22.00.
G. Venerdì 16 maggio 2008, h. 18. Palazzo Ridolfi Da Lisca. Deposizione di corone d’alloro a Palazzo Ridolfi Da Lisca (odierno Liceo Scientifico Messedaglia) e a Porta Nuova, sui luoghi dove i capi dell’insurrezione veronese furono rispettivamente processati e poi fucilati.
H. Domenica 8 giugno 2008, h. 17. Cimitero monumentale. Cerimonia privata di suffragio sulla tomba del Cappuccino Servo di Dio, Padre Luigi Maria da Verona, fucilato 211 anni or sono dai rivoluzionari francesi.
I. Mercoledì 18 giugno 2008, ore 21 - Porta Nuova. Santa Messa cantata in lingua latina e in rito romano antico a suffragio dei caduti delle Pasque Veronesi (la celebrazione avrà luogo sulla spianata di copertura della porta). Interverranno militi in armi d’epoca, cannone e divise storiche.
La manifestazione commem orativa delle Pasque Veronesi sarà pubblicizzata a mezzo di volantini, locandine e manifesti, oltre che attraverso comunicati e conferenze stampa, articoli di giornale, spot e servizi radio-televisivi, nonché tramite banchetti per le pubbliche vie. Particolare cura si metterà nel relazionarsi con il mondo dell’informazione. Alla manifestazione, ed in particolare alla sfilata storica del 19 aprile, si attendono partecipanti da tutte le province venete e anche da fuori regione.
Verona, 6 dicembre 2007
Per il Comitato per la celebrazione delle Pasque Veronesi Il Presidente dr. Nicola Cavedini
ADDI' 11 DICEMBRE 2007
LE ISOLE SPARSE PALEOALVEI PO MINCIO TION TARTARO TREGNON MENAGO BUSE NAVIGLIO ADIGE ALPON TORAZO GUA' PROCLAMANO IL RIPRISTINO DELLA NOSTRA GIURISDIZIONE (DOPO CHE CI FU RUBATA dopo il 1796)
MMMM
MASSIMO PALLOTTINO ETRUSCOLOGIA , pag. 210
Pagina xxxvi
Se vi fu ad Adria una partecipazione e forse anche un controllo degli Etruschi in simbiosi con i Veneti e con i Greci (sarebbe stata addirittura colonia etrusca secondo Livio , V, 33 , 7), con la creazione di Spina si attuò un contatto più immediato del mondo etrusco padano con l’Adriatico e nacque lo scalo marittimo di gran lunga più importante dell’adriatico settentrionale del V secolo. Il suo sviluppo intenso e rapidissimo si deve anche al consorso attivo di navigatori ed imprenditori greci, tanto che la città potè essere ricordata oltre che come estrusca anche come greca (per esempio Strabone , V, 1, 7) fu creduta tra l’altro fondazione dei Pelasgi (DIONISO D’ALICARNASSO, I, 18) come sul mare opposto Agylla o Caere; ed è significativo che al pari di Agylla ebbe un proprio “tesoro” nel santuario di Delfi (anche Strabone, IX, 3, 8). Adria riprese nel IV secolo la sua funzione di primato, anche a vantaggio delle esigenze commerciali delle residue comunità etrusche dell’area padana, come provano anche alcune iscrizioni di questo periodo.
MASSIMO PALLOTTINO ETRUSCOLOGIA pag. 209
Pagina xxxvii
La presenza commerciale greca nell’alto adriatico è attestata almeno dalla prima metà del VI secolo ad Adria, porto dei Veneti e primo sbocco di tutta l'area padano-alpina sul mare che ne prese il nome.
MASSIMO PALLOTTINO ETRUSCOLOGIA pag. 192
Pagina v
... per gli stretti legami fra Etruria padano- adriatica e mondo dei Veneti, si trasmetterà a questi ultimi sia pure con qualche adattamento ed aggiunta, ma sostanzialmente configurato dai caratteri delle sue fonti originarie; con processo più lento e diluito e forse anche per altre vie verrà infine accogliendosi da parte di altre popolazioni abitanti nell’Italia settentrionale e nell’area alpina , per le quali si suole parlare di alfabeto “nord-etrusco” ...
MASSIMO PALLOTTINO ETRUSCOLOGIA pag. 7
Pagina 7
... essenzialmente connotata dall'unità della lingua, diversa da quella di altri popoli vicini come i Latini, gli Umbri, i Veneti o appartenenti alla stessa sfera di vicende storiche come Greci e i fenici; mentre alla definizione del suo carattere concorrono anche particolaritradizioni di religione e di costumi e , seppure in modo meno esclusivo , di strutture socio politica, di tecnologia, di espressione artistica. ...
MASSIMO PALLOTTINO ETRUSCOLOGIA pag. 40
Pagina 40
... quale elemento determinante non soltanto dell'origine dei popoli italici del versante adriatico (Veneti, Apuli), ma addirittura del costituirsi dell’ethnos italico in generale.
MASSIMO PALLOTTINO ETRUSCOLOGIA pag. 224
Pagina xxii
Non si può invero scindere del tutto il problema di Mantova da quello della presenza in varie località di là dal Po di tracce epigrafiche , parzialmente ricollegabili all’etrusco, generalmente assai tarde, ma tali da non rendere del tutto inaccettabile il ricordo antico di una espansione etrusca verso le alpi (Livio , V, 33 ) , forse sciacciata e frantumata dalla pressione dei Cenomani e sopavvivente con qualche relitto così in territorio celtico, come in territorio veneto (Iscrizione di Feltre T.L.E. 718?)...
MASSIMO PALLOTTINO ETRUSCOLOGIA pag. 220
Pagina xxvi
Dobbiamo convenire viceversa che la grande spinta aggressiva iniziata con il passaggio del Po da parte dei Boii e dei Ligoni ...
MASSIMO PALLOTTINO ETRUSCOLOGIA pag. 218
Pagina xxviii
Successivamente i Boii e i Ligoni, essendo ormai invaso tutto il paese a nord del Po, passarono il fiume e scacciarono Etruschi e Umbri, non oltrepassando tuttavia l'Appennino. Lo storico POLIBIO (II,17) che collocava a nord del PO da occidente ad oriente i Lai e Libici, poi gli Insubri, ...
… del dilagare dei Galli dalle Alpi Occidentali fino alle terre occupate dai cenomani al confine del Veneto.
Etruscologia Di Massimo Pallottino
Pubblicato da HOEPLI EDITORE, 1984
ISBN 8820314282, 9788820314286 564 pagine
PIEN DE GENTE EL CENTRO CONGRESI PAPA LUCIANI A PADOA.
RENATO DE PAOLI A INCONTRA'
VITTORIA BRAMBILLA BRAMBILLA EL GA DONA' LA "CVRYA SORIA DELA VIYA SUL LACUA DEI VENEYI" " POESIS - PAR EL YERZO MILE ANI." I SA MESO DACORDO PAR FAR EL PRIMO CIRCOLO DEI ARTISTI VISENTINI E VENEYI.
A PADOVA CENTRO CONGRESSI PAPA LUCIANI (VIA FORCELLINI 170/A SEGRETERIA OR GANIZZATIVA TEL. 049 68885226 FAX 049 644883 CELL. 3356171372 E MAIL : circoliveneto@alice.it
I CIRCOLI DELLA LIBERTA' DE RENATO DE PAOLI E VITTORIA MICHELA BRAMBILLA A VICENZA
http://it.youtube.com/watch?v=pVQ_qUGaEMw&feature=related
DE VENYI VENEYI CHE L'A SALUDA' CON SIMPAYIA E ELA LA LA RICAMBIA' YUYA. CON SIMAPAYIA. SCOLYA LE SO DICHIARAZION E QUELE DEL SINDACO DE VICENZA.
http://www.anordest.it/index.php?option=com_content&task=view&id=5169&Itemid=74
RENATO DE PAOLI CANDIDA' 2008 PAR EL PARLAMENTO E PAR EL COMUNE DE VICENZA NELE LISTE ISOLE SPAMPINE'ENDOLAGUNA DE CDX
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