TRACE LETERE ARTE
ISOLE SPAMPINE' REPVBLICA VENEXA DA MAR
SETE AVE MARI A DRENTO I LIDI DEL BOSCO SACRO ISOLE VENEXIA PALO AVI (ENDOLAGUNA)
Civilta' acua aleata - Insubria - PATRIARCATO DE AQUILEIA -- Isole Sparse - Spampine' - Risaia santa casa pietà a Sparè - Fond. Museo Biblioteca Scrittrice Rosa Lanza Ferrarini Bertelè ved De Paoli Museo Biblioteca Paolo Bertin Via Bruso S. Gregorio (Cucà) Veronella Tel fax 0444 323071 http://depaoli.pbwiki.com www.artedepaolironchin.org
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c/o Asso. A.R. - Direttore Responsabile Renato De Paoli
© Re nato da sparè to Vicenza poeta scritor zercador Veneto spaerso isole paleoalvei Timavo Isonzo Stella Livenza Piave Brenta Bacchiglion Retron, Dugal, Tregnon, Menago, Sanoa, Piganzo, Lavegno , Tion , Tron, Molinella, Tre ven zo, Core zo, Mincio CESE, OIO, ADA, Secia, Panaro, RENO, Po Tartaro Adige Alpon Guà Frassine Bisato Naviglio 2005-04-23
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in collaborazione con il corriere della sera
MAPPA DI ASPARETTO in collaborazione con comuni d'Italia
ISOLE SPARSE MENAGO ASPARETTO SPARE' ASPARE'
VICINO AL CUORE DELL'ORIGINALE MOBILE D'ARTE: ASPARETTO
dal Sito del Liceo Pigafetta Vicenza.
Il Pigafetta e la sua storia
Scuola “storica” della città di Vicenza, il Pigafetta ha alle spalle una tradizione culturale lunga quasi duecento anni. Ad istituirlo fu infatti un decreto imperiale di Eugenio Beauharnais, viceré d’Italia in nome di Napoleone Bonaparte, che nel marzo del 1807 sancì la nascita del Ginnasio Liceo cittadino nell’ex convento di S. Giacomo, attualmente sede della biblioteca Bertoliana. Da qui nel giro di mezzo secolo la scuola passò prima nel palazzo del conte Trento in via Cesare Battisti, (lo stesso che attualmente ospita la Cassa di Risparmio), poi nell’ex convento domenicano di S. Corona, infine, nel 1860, nell’ex oratorio dei SS. Maria e Cristoforo in via S. Marcello, dove ha sede tuttora. Nel 1867 il neonato Regno d’Italia dedicava quello che fino ad allora era stato semplicemente il Regio Liceo-Ginnasio al vicentino Antonio Pigafetta, navigatore al fianco di Ferdinando Magellano nella storica impresa della circumnavigazione del globo.
Una dedica non priva di valore simbolico.
Da allora, come il navigatore vicentino, il “Pigafetta” ha accompagnato la vita della città e dell’Italia, ne ha vissuto entusiasmi, speranze e drammi. Le numerose iscrizioni che segnano i suoi muri portano i nomi di tanti giovani pigafettiani caduti da volontari garibaldini, da semplici fanti sul Carso, da combattenti nelle campagne d’Africa e di Russia e infine da partigiani nella guerra di liberazione antifascista. Ma lungo sarebbe anche l’elenco di quanti, usciti dalle sue aule, hanno lasciato vasta impronta di sé nel mondo e nella cultura contemporanea: allievi famosi come
Goffredo Parise, Renato Ghiotto, Luigi Meneghello, Antonio Giuriolo, Franco Fraccon e professori illustri come Mariano Rumor e Giuseppe Faggin,
per non citare che alcuni tra gli esempi più celebri.
Da quel lontano decreto napoleonico di fondazione, la scuola ne ha percorsa di strada. I 60 alunni di duecento anni fa oggi sono diventati quasi mille, la maggior parte dei quali ragazze. Un particolare tanto più significativo se si considera che le prime due studentesse si sono iscritte al liceo nell’anno scolastico 1903-04. Nei 140 anni di storia dell’Italia unita, prima monarchica poi repubblicana, la “base reclutativa” si è andata sempre più allargando e con essa si è gradualmente modificata anche l’offerta della scuola.
Nel 1975 la proposta formativa del liceo si è arricchita di un nuovo indirizzo, il linguistico-sperimentale, che ha affiancato a quello classico lo studio dell’umanesimo moderno attraverso l’esplorazione delle lingue e delle letterature europee (inglese, francese, tedesca, spagnola) aprendo la scuola ad una dimensione internazionale allora unica a Vicenza.
Anche grazie all’innesto di questo indirizzo è cresciuta nel liceo la cultura dell’innovazione e dalla progettualità. In questa logica sono state introdotte nel corso degli anni Ottanta e Novanta numerose e significative innovazioni sia nell’indirizzo tradizionale che nel più recente linguistico: dalla divisione della monolitica cattedra di lettere al ginnasio (1986), all’introduzione della terza lingua straniera nel linguistico (secondo il modello indicato nella circolare 27/1990 del Ministero) e dell’Inglese nel triennio del classico, dall’estensione a tutto il quinquennio classico-generale e sperimentale della Storia dell’Arte e dell’Informatica unita alla Matematica (1992), fino alla recente istituzione degli indirizzi giuridico (1997), all’interno del curriculum classico, e musicale (2004) in quello linguistico.
Segnali tangibili di come una scuola “antica” come il Pigafetta sia pronta a rinnovare percorsi e metodi per recuperare nel presente il fascino di una tradizione classica che anche nel XXI secolo conserva intatta la forza dei suoi valori e del suo pensiero.
ANTONIO PIGAFETTA
Si conosce molto poco della vita di Antonio Pigafetta. Nacque tra il 1480 e il 1491 a Vicenza, forse da nobile famiglia. Trovandosi in Barcellona fu raccomandato perché seguisse la spedizione di Magellano, che stava apprestandosi a circumnavigare il mondo.
Non bene accettato da quest'ultimo, il Pigafetta seppe conquistarne gradualmente la stima, fino a diventare il suo criado (uomo di fiducia). Sorte volle tuttavia che la loro amicizia non durasse: il 27 aprile 1521 Magellano venne ucciso sulla piccola isola di Mactan dagli indigeni dell'isola di Cebu, nell'arcipelago delle Filippine. Anche Pigafetta rimase ferito, ma non mortalmente, negli scontri.
Morto Magellano, Pigafetta assunse ruoli di maggiore responsabilità nell'equipaggio, in particolare gestendo le relazioni con le popolazioni nelle quali si imbatterono. Tornato in patria con gli altri diciassette superstiti della spedizione, scrisse la "Relazione del primo viaggio intorno al mondo". L'opera oggi è considerata uno dei più preziosi documenti sulle grandi scoperte geografiche del XVI secolo.
Pigafetta morì probabilmente intorno al 1534.
Note biografiche a cura di Silvia Bigetti
!PRIMO VIAGGIO
INTORNO AL GLOBO TERRAQUEO
OSSIA
RAGGUAGLIO DELLA NAVIGAZIONE
ALLE INDIE ORIENTALI PER LA VIA D'OCCIDENTE FATTA DAL CAVALIERE
ANTONIO PIGAFETTA
PATRIZIO VICENTINO
Sulla Squadra del Capit. Magaglianes negli anni 1519 - 1522.
Ora pubblicato per la prima volta,
tratto da un Codice MS, della Biblioteca Ambrosiana di Milano
e corredato di note
DA CARLO AMORETTI
DOTTORE DEL COLLEGIO AMBROSIANO.
Con un
TRANSUNTO DEL TRATTATO DI NAVIGAZIONE
dello stesso Autore.
IN MILANO MDCCC.
NELLA STAMPERIA DI GIUSEPPE GALEAZZI.
Con licenza dè Superiori.
Vicenza di ieri nei suoi libri, collana a cura di Franco Moretto e Giuseppe Zamperetti
Serie: Storica
Ristampa anastataica in forma originale in 500 esemplari numerati da 1 a 500
Vicenza 1990
Società edizioni artistiche
INTRODUZIONE
....Antonio Pigafetta viaggiatore fu figlio di Domizio qm. Antonio e di Bartolomeea Marostica; ma poichè soggiunsi, che fu eletto giureconsulto di Collegio nel 1470, ne risulta chiaramente che non si parla del nostro il quale, anche supponendolo Giureconsulto a 20 anni, avrebbe intrapreso il viaggio di 70; ond'è probabile che vi si parli di Marc'Antonio, quando di fortuna, l'un l'altra destinò di cercare in lontano paese, e specialmente nelle contrade nuovamente scoperte dagli italiani Colombo e Amerigo Vespucci, che diè il suo nome all'America, ove molti altri chiari italiani erano allo stesso oggetto trasmigrati. E dovendo allora la romana Corte spedire come Oratore a Carlo V Monsignor Francesco Chiericato Vicentino pur esso, il Pigafetta ottenne d'andar seco per cominciar di colà i suoi viaggi. Come egli ottenne l'assenso di Sua Maestà Cesarea, ond'aver luogo sulla squadra che apprestarsi per Magaglianes, e si portasse in Siviglia, lo narra egli medesimo nella Lettera dedicatoria, e narra nella descrizione del Viaggio tutto ciò che gli avvenne, che vide, che udì.
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Corte costituzionale non molto incline a riconoscere poteri alle regioni, anche se previsti dalla costituzione, i governi regionali composti da partiti centralisti fanno altrettanto.
La podestà legislativa relativa all’istruzione, è in capo alle regioni.
Lo dice la costituzione
Care Signore ed egregi Signori, come probabilmente già sapete, è in discussione in parlamento la riforma dell’istruzione presentata dal governo, quello che probabilmente non sapete è l’assoluta incostituzionalità di questa riforma, come, d’altro canto le precedenti riforme degli ultimi anni sul medesimo argomento.
Dal 2001 lo stato non ha più la podestà legislativa a riguardo dell’istruzione ; infatti a norma dell’art. 117 commi 2 e 3 della costituzione italiana, lo stato centrale può solo dettare i principi fondamentali e le norme generali dell’istruzione, nient’altro!!! La podestà legislativa relativa all’istruzione, invece, è in capo alle regioni, con tutto quello che ne consegue!
Questo dice la costituzione, ma tutte le più alte cariche e organi dello stato si comportano ignorando il dettato costituzionale…. corte costituzionale compresa….
Tutti questi signori hanno giurato fedeltà alla costituzione, ma del loro giuramento se ne fanno un baffo…. Spergiuri in pubblico e nell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali… come possiamo definire questo? Golpe? Insurrezione anticostituzionale? Restaurazione fascista? Decidete voi….
Non solo, continuano a farci prediche per il rispetto della costituzione, quando loro sono i primi a violarla palesemente e sotto gli occhi di tutti!!!
Pensate solo che il primo articolo di questo decreto si intitola “Cittadinanza e Costituzione”, ma vi rendete conto? Con una legge anti-costituzionale si vorrebbe far conoscere la costituzione a scolari e studenti… mi sorge spontanea una domanda; “Ma il ministro la conosce la costituzione?”
Vi domanderete, ma come può succedere questo? Semplice, non c’è nessuno che sollevi la questione, tutto va avanti in tipico stile central-fascista all’italiana, con tutti sotto, sotto, d’accordo…
L’opposizione, quando era al governo si era comportata allo stesso modo e non parla, capo dello stato e corte costituzionale non sono molto inclini a riconoscere poteri alle regioni, anche se previsti dalla costituzione, i governi regionali composti da partiti centralisti fanno altrettanto, stampa e tv sono servi del regime…. la lega, dimostrando di essere la più grande truffa politica della storia italiana, non fiata…. i cittadini non sono informati… e il gioco è fatto!!
L’espediente che usano è semplice scrivono sul titolo della legge “norme generali” e poi giù scrivono di tutto e di più, tanto nessuno parla…., è chiaro che cose del genere si possono fare solo nelle repubbliche delle banane…. ma a quanto pare, le stanno facendo….
Ma come dovrebbe essere la riforma?
È chiaro che se ci sono principi e norme generali, ci saranno anche quelle particolari che dovrebbero essere delle regioni, così come l’organizzazione e tutto il resto…..o almeno questo dice la costituzione…
La riforma dovrebbe limitarsi a formulare principi fondamentali e norme generali, cercando di non invadere il campo delle regioni, il ministero dell’istruzione dovrebbe essere chiuso perché i problemi e l’organizzazione (programmi, libri, personale, ecc. ecc.) passerebbero in blocco alle regioni.
Contemporaneamente ai sensi dell’art. 119, commi 1 e 2 della costituzione, lo stato dovrebbe disporre la compartecipazione riferibile al territorio regionale dell’irpef e/o iva pari al 3,6% del P.I.L. (circa costo attuale dell’istruzione) alle regioni, per permettere la gestione dell’istruzione..
Solo a questo punto finalmente lo stato avrebbe fatto quello che c’è scritto sulla costituzione!!!!
Ma ci credete che lo faranno mai? Unica via indipendenza della Venetia al più presto!!!
Fermiamo il genocidio culturale del popolo Veneto! Perpetrato soprattutto con il mantenimento dell’attuale istruzione centralista di ispirazione fascista!!!
Francesco Falezza
Fai girare perché queste notizie non vengono pubblicate su TV e giornali … infatti non sono molto gradite al grande fratello…..
Dì la tua su...
www.falezza.com
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