> di BRETSCHNEIDER – ROMA DICEMBRE 2000 TIPOGRAFIA S.R.L. VIA COSTANTINO,26/A
PADOVA PREROMANA 1976
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PALETTA VOTIVA RITUALE IN BRONZO
“CAVALLA CON LA CACCA O PARTORIENTE”
TOREUTICA: ISOLE SPARSE MENAGO EDRON
NON ESPOSTA: AL MUSEO Museo archeologico Padova “ Eremitani 8 ma in deposito al laboratorio restauro annesso al Museo stesso.
Disegno scala 1/1 Renato De Paoli disegnato 11 settembre 2007
N. 277.a. (recto)
N. 1.1.277.a. (recto) 11.11.2007 NUMERAZIONE Renato De Paoli
N. 1.1.277.a. (verso) 11.11.2007 NUMERAZIONE Renato De Paoli
TECA:
ARMADIO: soppalco metallico, nello scaffale scorrevole, primo reparto.
Museo: archeologico Padova “ Eremitani 8 - Laboratorio Restauro –
Colore: Verde intenso
SCAVI :?
INVENTARIO: XIX –90; ING. 42506
PROVENIENZA RITROVAMENTO
LATITUNE NORD 45° 24’ > < 25’
LONGITUDINE EST 11° 50’ > < 51’
PROVENIENZA :RITROVAMENTO:a Padova , Contesto del Santo
TOMBA N.
CATEGORIA
ANNO DEL RITROVAMENTO: 1899
DATAZIONE:
Lungh. cm. 27,7
Largh. cm.9,3
INTERA
COMPOSIZIONE: 90, 95% rame + gli altri componenti stagno e bronzo che servono ad indurire la lega.
BIBLIOGRAFIA: Zuffa Storia patria Romagna 1956/57, Edita 1960 / pp. 149.161, n. Tav.VIII, fig. 2
Padova Preromana 1976, cat. 28, tav. 36 A n. pp. 196 – 197. Fotografie F. 6892 , 6893 (R.C)
Anna Maria Ronchin Nel Tempo della Dea ill. pag. 26, p. 141 nota 4, EDAR Vicenza 2006
DESCRIZIONE : “La lama bella paletta è trapezoidale con angoli smussati e arrotondati , il manico è a doppia costolatura con traforo mediano , occhielli laterali e foro centrale (amigdala n.d.r.) nella parte terminale. Sulla facciata anteriore presente una decorazione a cesello raffigurante un cavallino ; su quella posteriore sono incisi un asterisco a otto punte e du V sovrapposte nella parte inferiore del manico; un’iscrizione (venetica n.d.r.) retica è presente , invece lungo i margini laterali:
ETSVALEVTIKVKAIAN./
NAKINATARISAKVIL.
La paletta (proveniente n.d.r.) dal Convento del Santo è particolarmente significativa per tale iscrizione ( unica da me viste del genere n.d.r.). Appartenente al gruppo meridionale delle iscrizioni retiche ( Venetiche n.d.r.), essa risulta tutt’ora di interpretazione controverse ( Pellegrini – Prosdocimi 1967, pp. 310, 312; Prosdocimi 1976 p.56), ma assai importante in quanto unica attestazione in lingua venetica ( SCHUMAKER 1999, P3571)
INQUADRAMENTO TIPOLOGICO: Vedi cat. 276.
Fotografata da : Renato De Paoli sulle due facciate
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PALETTA VOTIVA RITUALE IN BRONZO
“LEONE ALATO O DRAGO”
TOREUTICA ISOLE SPARSE MENAGO EDRON
NON ESPOSTA: AL MUSEO Museo archeologico Padova “ Eremitani 8 ma in deposito al laboratorio restauro annesso al Museo stesso.
Disegno scala 1/1 Renato De Paoli disegnato 11 settembre 2007
TOREUTICA PADOA
N. 278.a. (recto)
N. 2.1.278.a. (recto) 11.11.2007 NUMERAZIONE Renato De Paoli
N. 2.2.278.a. (verso) 11.11.2007 NUMERAZIONE Renato De Paoli
TECA:
ARMADIO: soppalco metallico, nello scaffale scorrevole, primo reparto.
Museo: archeologico Padova “ Eremitani 8 - Laboratorio Restauro –
Colore: Verde intenso
SCAVI
INVENTARIO: 457; xix –16; ingresso 20660.
LAVORAZIONE:Bronzo Fusione cesello (Toreutica ISOLE SPARSE FACIES MENAGO EDRON n.d.r.)
LATITUNE NORD 45° 14’ > < 15’
LONGITUDINE EST 11° 38’ > < 39’
PROVENIENZA :RITROVAMENTO:a ESTE Borgo Canevedo.
SEPOLCRETO : De Antoni,
TOMBA N.
CATEGORIA
ANNO DEL RITROVAMENTO: 1899
DATAZIONE: VI - V secolo a.C.? (Univesità di Tubinga Doicesland svolge esami sulla composizione della lega e la conseguente datazione)
Lungh. cm.20,6
Largh. cm. 6,- 7,5
INTERA
COMPOSIZIONE: 90, 95% rame + gli altri componenti stagno e bronzo che servono ad indurire la lega.
BIBLIOGRAFIA: Zuffa Storia patria Romagna 1956/57, edizione : 1960 / p. 143 n.35 tav. VII, fig.18.
Anna Maria Ronchin Nel Tempo della Dea ill. pag. 26, p. 141 nota 4, EDAR Vicenza 2006
Fotografia 6x 9 26998
DESCRIZIONE :”La lama è trapezioidale , il manico è a doppia costolatura con foro (amigdala n.d.r.) mediano, occhielli laterali e foro centrale nella parte terminale. Sulla facciata anteriore presenta una decorazione a cesello raffigurante un leone alato ( drago n.d.r) accovacciato.
Figura eseguita con cesello profilatore, la peluria è indicata con singoli colpi di cesello. (Grande maestria nel dominare la punta del cesello , arte del disegno , conoscenza della flora e della fauna , capacità di astrazione artistica mista floro-faunistica-immaginifica n.d.r).
La Paletta votiva sul “verso” (dietro n.d.r.) porta tracce di martellatura.
INQUADRAMENTO TIPOLOGICO: vedi cat. 276.
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PALETTA VOTIVA RITUALE IN BRONZO
“Villabartolomea”
TOREUTICA ISOLE SPARSE MENAGO EDRON
NON ESPOSTA: AL MUSEO Museo archeologico Padova “ Eremitani 8 ma in deposito al laboratorio restauro annesso al Museo stesso.
Disegno scala 1/1 Renato De Paoli disegnato 11 settembre 2007
Fotografata: si da Renato De Paoli 11 settembre 2007
N. 276.a. (recto)
N. 3.1.276.a. (recto) 11.11.2007 NUMERAZIONE Renato De Paoli
N. 3.2.276.a. (verso) 11.11.2007 NUMERAZIONE Renato De Paoli
TECA:
ARMADIO: soppalco metallico, nello scaffale scorrevole, primo reparto.
Museo: archeologico Padova “ Eremitani 8 - Laboratorio Restauro –
Colore: bronzo d’orato
SCAVI
INVENTARIO: 43 ; XXI –I ; ingresso 116386
LAVORAZIONE:Bronzo Fusione cesello (Toreutica ISOLE SPARSE FACIES MENAGO EDRON n.d.r.)
LATITUNE NORD 45° 8’ circa
LONGITUDINE EST 11° 22’ circa
PROVENIENZA : da Villabartolomea (Verona)
RITROVAMENTO
RINVENIMENTO : Occasionale
TOMBA N.
CATEGORIA ( 276 - 278)
SEZIONE V
INSTRUMENTA
ANNO DEL RITROVAMENTO: 1899
DATAZIONE: VI V SECOLO A.C.
Lungh. cm. 23,50
Largh. cm. 8
INTERA
CONSERVAZIONE: OTTIMA anche se presnta piccole corrosioni qua e là e qualche ossidazione.
COMPOSIZIONE: 90, 95% rame + gli altri componenti zinco ,stagno e bronzo che servono ad indurire la lega. Anche l’acidità del terreno influisce sul colore.
TIPO: Certamente fra le più antiche elaborazioni Venetico B
BIBLIOGRAFIA: Zuffa Storia patria Romagna 1956/57, edizione : 1960 / p. 102,
Moschetti, 348, fig. 257.Battaglia 14, fig. b. Gasparotto fig. 15 a. R. Battaglia , Storia di Venezia , 1957, 141.
Fotografia
DESCRIZIONE :” Forma Canonica con paletta rettangolare arrotondata agli angoli e costolature nettamente divise nel manico che scendono, come due spioventi di tetto, formando il margine superiore della lama. Decorata in alto per circa un terzo dell’intera superficie da una sorta di rosone (le isole disposte a sole - raggera, attorno all'Isola centrale) composto di due fasce concentriche di denti di lupo precedute da altrettante file di pentolini. Solo il primo cerchio , con accenni di raggi all’interno , è completamente espresso, mentre i seguenti si interrompono. Fasce a VVVVVV doppie ripetute. La lama è rettangolare con angoli alla base smussati e arrotondati , il manico è a doppia costolatura con foro ( amigdala n.d.r.) mediana, occhielli laterali e foro centrale nella parte terminale. Sulla faccia anteriore presenta una decorazione a motivo geometrico circolare. Avvicinate al rito del legame al Focolare domestico o e alla raccolta delle ceneri del defunto. In ambito veneto le palette di questo tipo sono attestatte in ambito del santuario di Restia come a Este e Nel Paleoalveo Menago San Vito A-sparè,Cerea. ( Gambacurta 1994, p. 157 nota 10. La paletta di Villabartolomea rappresenta l’attestazione più occidentale del tipo presente evoluto con amigdala nel manico. Presenze anche a ESTE e Padova.
Questa paletta ( att. 276 – 278 ) è riferibile al Tipo Venetico B
E’ una evoluzione di quella del paleoalveo Menago San Vito Ferramosche San Zen Cerea Menago.
(Grande maestria e padronanza nel dominare la punta del cesello , arte del disegno, capacità di astrazione artistica n.d.r).
Per disegnarla l’artista ha usato un cesello profilatore a compaso come quelli descritti nel catalogo come strumenti medicali e di chirurgia (n.d.r)
INQUADRAMENTO TIPOLOGICO:
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PALETTA VOTIVA RITUALE IN BRONZO
SIMILE facies A-SPARE’ San Vito , Barbugine, Ferramanosche, Madonna, paleoalveo Menago, ma questa di padova meno conservata, meno integra, e più coorosa.
ESPOSTA: AL MUSEO archeologico Padova “ Eremitani 8
N. 26
TECA: CENTRALE
Museo: archeologico Padova “ Eremitani 8 - Laboratorio Restauro –
TEMPORANEAMENTE ESPOSTA ALLA MOSTRA AMBRE.(2007)
“TRASPARENZE DALL’ANTICO”NAPOLI
(23 MARZO - 10 SETTEMBRE 2007)
SCAVI DELLA SOPRINTENDENZA
INEDITA
LATITUNE NORD 45° 24’> < 25’
LONGITUDINE EST 11° 50’> < 51’
RITROVAMENTO:VIA TIEPOLO PADOVA
TOMBA N. 5
CATEGORIA (52)
ANNO DEL RITROVAMENTO: 1965
DATAZIONE: VI SECOLO A.C.
INTERA
COMPOSIZIONE: 90, 95% rame + gli altri componenti stagno e bronzo che servono ad indurire la lega.
BIBLIOGRAFIA: TAVOLA 63 Comune di Padova Soprintendenza Archeologica del Veneto e del Friuli Venezia Giulia – Padova Preromana - Stampata con i tipi Dell’Antoniana S.P.A. Industria Grafica in Padova nel marzo 1981
DESCRIZIONE : “La bella paletta di bronzo a lungo manico , una delle poche rinvenute a Padova in un contesto tombale, ripropone il problema della destinazione votiva o rituale di tali oggetti. E’ molto simile per forma che per decorazione alla paletta (guida tipicizzante facies Isole Sparse paleoalveo Menago S.Vito, Barbugine, Ferramosche, San Zen, Asparetto Cerea Venere. Zuffa non ha comparato nel suo tomo questa paletta ritrovata a Padova nel 1965 perché la paletta padovana è stata scoperta dopo il suo lavoro del 1956/57 pubblicato nel 1960. Si può più correttamente dire che visto il lavoro dello Zuffa questa paletta è riconducibile all’inquadramento dello Zuffa nel tipo Venetico A, rimandando alla comparazione con quella scoperta a fine del 1800 da Cipolla – Gerola nella facies Isole Sparse paleoalveo Menago S.Vito, Barbugine, Ferramosche, San Zen,Venera, Asparetto Cerea e descritta la prima e tipicizzante nel Tomo dello Zuffa 1960, p. 138 n. 32. n.d.r.).
AMBIENTE: Antico Veneto
TIPO: Arcaico e meno frequente
Contesto del Ritrovamento: Tomba a fossa quadrangolare (cm 80x90) con abbondante terra di rogo ( “fogo” n.d.r.) all’interno.Il piano di deposizione del corredo era m. 1,60 dal livello stradale. Il Corredo è molto ricco, sia per quantità che per qualità dei materiali e va assegnato al terzo periodo antico (III periodo antico IV secolo avanti cristo invece la paletta viene datat VI sec. A.C. n.d.r.) . Notevole la presenza di manufatti d’ambra , di cui , una recente analisi si è accertata la provenienza baltica: sei pendagli , tra cui uno a forma di pesciolino ; due passanti rettangolari decorati a occhi di dado; tre gruppi di vaghi di collana di misure scalari, per un totale di quasi 300 pezzi. Tra i vasi fittili , solo il vaso situliforme, usato come ossario , presenta la decorazione classica del III periodo a zone rosse e nere separate da cordoni rilevanati ed è poco espanso per la forma slanciata e il piede poco espanso al situliforme pometo della tomba 28 di via Tiepolo (Padova) ( cat. 51/13): alcuni bicchieri e le tazzine presentano una decorazione molto semplice a borchiette di bronzo, ben diverse da quella più ricca e varia che si ritrova sui vasi del II periodo. Le ciotole e la coppa ad alto piede con stelo cordonato, tipica di questa fase , sono decorate a traslucido. I vasi di bronzo , purtroppo in frammenti , sono due ; una situla troncoconica (n.1), con spalle lievemente arrotondata, e senza manico simile per tipo alla situla della tomba Benvenuti 124 in Este (cfr. Confronta Frey 1969, tav. 21, 13) e un’altra più piccola (n. 9). A corpo ovoidale ad ansa mobile con attacchi a croce : la forma è frequente nelle tombe in Este databili dalla fine del II periodo all’inizio del III, ma gli attacchi a croce sono presenti sulla situla di Magdalenenberg ( cfr. LUCKE-FREY 1962, TAV.37)
Il fermaglio di cintura a losanga (n. 5) è tipico di Padova in questa fase ( cfr. Peroni e coll. 1975, p. 42 , fig. 47, 9): altri esemplari nelle tombe XL e XLVL di via Ognissanti Padova – ( categoria. Numeri 55 e 56). Non trova preciso confronto né a Este né a Padova la cintura di lamina di bronzo purtroppo frammentaria, con decorazione a sbalzo (toreutica veneta n.d.r.) e trafori trapezoidali per un aggancio regolabile del fermaglio: sia il fermaglio che questa fascia dovevano essere fissati su una striscia di cuoio di cui costituivano il rivestimento. Le fibule , una ventina, tutte di piccole dimensioni , sono ad arco di violino ribassato e allungato a arco piccolo e rigonfio decorato sul dorso da fitte incisioni o costolatura, con stoffa lunghe terminanti a globetti. Non comuni a Este le armille tubolari in lamina a più giri di spira come le nostre (Padova n.d.r.) nn. 7 e 8 , che trovano invece confronti nell’area illirica (paleoalvei Drava - Danubio n.d.r.) ( vedi armille di questo tipo dalla necropoli di PROZORIN , Lo schiavo 1970 tav. X , 4.)
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PALETTA VOTIVA IN BRONZO
ESPOSTA AL MUSEO Museo archeologico Padova “ Eremitani 8
N. 118
TECA LATERALE
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MODELLINO DI PALETTA IN LAMINA BRONZEA
ESPOSTA AL MUSEO Museo archeologico Padova “ Eremitani 8
N. 21
TECA CENTRALE
RINVENIMENTO 1966
Provenienza: VIA TIEPOLO PADOVA, Istituto Madri Canossiane, “Tomba delle Madri Canossiane”
Catalogazione, numero 62
Datazione: V SECOLO A.C.
BIBLIOGRAFIA: PADOVA PREROMANA 1976 pp. 293 296 n.62 tavola 75 b , 77 a
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MODELLINO DI PALETTA IN LAMINA BRONZEA
NON ESPOSTA AL MUSEO Museo archeologico Padova “ Eremitani 8
N. 44
RINVENIMENTO
Provenienza: VIA TIEPOLO PADOVA, Condominio S.Ubaldo Tomba n.8
Catalogazione, numero 57
Datazione:
BIBLIOGRAFIA: PADOVA PREROMANA 1976 pp.____ n. __ tavola ___
AL MUSEO ARCHEOLOGICO “EREMITANI PADOVA”
DIRETTORE BANZATO FAX 0498204566
Anno 1885
L’Ispettore della pubblica Istruzione Conte Carlo CIPOLLA
Dà notizia e rende nota la scoperta archeologica al Regio Ministro della Pubblica Istruzione Roma
Repertorio.
La notizia viene pubblicata su Nuovi Scavi . Accademia dei Lincei Roma 1885 a pagina 489.
Scrive di essere stato messo sulle tracce dal Prete di Castel D’Ario purtroppo deceduto.
Il sito è oggi rinovellato come sito Barbugine,
sul lato destro del paleoalveo Menago A SUD ASPARETTO
E NORD della ferrovia che taglia l’Isola SAN VITO, L’Isola FERRAMOSCHE, L’Isola BARBUGINE.
A 45 metri dalla strada comunale ,
sui terreni di proprietà dell’ Avvocato Pietro Roveda , Isola la Madona sul Menago , vizsin al Sanuario.
Lo studio dei registri e delle mappe del Catasto Austriaco (1848) e aggiornati anche in epoca post-unitaria attestano che la Proprietà di Pietro Roveda è censita la casa colonica con circostante arativo sulla strada comunale di Via Ferramosche (quindi su uno dei due percorsi che uniscono S. Vito con – Asparetto), a Nord della Ferrovia.
fu rinvenuta una paletta rituale in bronzo
Emersione causa modifiche linee di riva, e arature.
Inquadrabile nei secoli VII –V a.C.
Questi pezzi Consegnati al Museo civico di Verona
repertoriati hanno consentito di affermare a Zuffa, che la
PALETTA rituale IN BRONZO del Menago a Sparè - Madona, è il pezzo più rappresentativo e carattesitico dell’ Endolaguna isole venete atestine enee.
FACIES DELLA CIVILTA’ FLUVIALE VENETA
GUIDA ALLO STUDIO DELL’EVOLUZIONE DELLE CREDENZE RELIGIOSE DEL VENETO PROTOSTORICO E TIPICIZZANTE DELL’ETA’ DEL BRONZO
Renato De Paoli il 13 ottobre 2006 ha visionato la Paletta e fotografata e filamata dalla agenzia Bronzato, con intervista a Alessandra Aspes Direttrice del Museo Archeologico in Verona , e Luciano Salzani Soprintendente Archeologo in Verona.
Percorsi
Percorsi antichi: lame d’ acqua isole sparse “meszoacua” : Manto , Ostilia, Ponte Molin, Toretta,Lago Grande, Mena’ go, Este, Ciosza, Mestre (Troia), Altin , Aquilea Ravenna, Spina,
Già Plinio il vecchio1 ci avverte della pratica navigazione endolitoranea che univa il Lago (attuali Valli Grandi) , alvei naturali ed opere umane ancora prima del 77 a.C., dalle acque Adriane verso Concordia e Altino.
Ne riferiscono: in
Novi scavi, 1885 Cipolla ,
Villa e castella, BRESCIANI, Bruno
Bosio Carta archeologica del Veneto Panini Modena 1990.
· BRESCIANI, Bruno
Terre e Castella delle Basse Veronesi; Bergamo 1933;
Dai paleoalvei del Menago intorno a Sparè emersero frammenti ceramici sparsi, tronchi di palafitte, macine. E’ attestato che la civiltà del Menago era protetta dai Castelli del Lago posti a sud all’imboccatura degli estuari. La navigazione con barche a fondo piatto (volgarmente dette piroghe), consentiva il trasporto d’ingente materiale caricato su zattere. Ritrovati vasi a bocca quadrata del 4000 3500 a.c. nei paleoalvei Menago attorno alle isole Tarmassia Menago, . Barche (piroghe ritrovate segnalate intorno al castello del Menago, simili a quella ritrovata nel Lago a Fimon datata al carbonio 14 circa 2300 anni a.c. Quindi, materiali lavorati come il vasellame veniva scambiato con Adria e risulta attestato lo scambio con la civiltà Micenea. (Fimon, Ledro, Tarmasia, Sparè)
Revisione critica
De’Paoli Renato c.p. 274 36100 Vicenza
1Plinio Secondo, Gaio detto il Vecchio (Como 23 W Stabile 79 d.C.) Scrittore Latino. Di Rango equestre compì la sua formazione a Roma ed entrò a 23 anni nella carriera amministrativo - militare . Amicus di Vespasiano il 24 agosto 79 accorso con la sua flotta per trarre i salvo la popolazione in fuga dall’eruzione del Vesuvio si spinse troppo vicino per osservare meglio e morì soffocato dai fumi. Scrive Naturalis historia 37 libri dedicata a Tito, tratta da circa cento autori greci e latini un complesso di 20.000 fatti o fenomeni. Geografia e etnografia (III IV libro) grande enciclopedia pervenuta. Miniera insostituibile di dati. In base ad essa ancora oggi s’identificano località, resti archeologici.
http://www.diocesiverona.it/cnt/cmm/cmm_page.asp?IDENTE=2016&SPLASH=0 http://www.diocesi.rovigo.it/home_parrocchie.asp
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Direttore Responsabile Renato De Paoli
ritratto da GABIN
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CONVERSIONI UNITA'MISURA
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foto
VICENZA VILLA CRICOLI II LAVORO DI ANDREA PALLADIO
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in collaborazione con il Comune Vicenza corriere della sera
MAPPA DI VICENZA in collaborazione con comuni d'Italia
appuntamenti , e PRIMA PAGINA
PRESS
IN COLLABORAZIONE CON IL GORNALE DI VICENZA
http://www.ilgiornaledivicenza.it/ultima/oggi/cronaca/Cab.htm
CALENDARIO
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SOMMARIO
Articles I'm Working On
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VV
ENDOLAGUNA secolo XIII - XIV VISCONTI DAL VERME - ISOLE SPARSE MENAGO
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ENDOLAGUNA SECOLO XIV - XV - ISOLE SPARSE MENAGO BIONDE VERDE ISOLANA DESIGNA' SPOSAR ALBERTO I SCALA
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SANTUARIO VENETULATO PALEOALVEO MENAGO PALETTE VOTIVE
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A ESTE SE IMPARA FAR LE ASTE - DE PAOLI -
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L'ESILIO VIRGILIO DANTE RENE' DA SPARE'
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BARCHE PONTI SQUERI ISOLE SPARSE MENAGO
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archeologia isole sparse menago
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lama endolaguna
http://www.artedepaolironchin.org/original/Archeologia2.html
Articles I've Completed
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SABATO 15 DICEMBRE ALLE ORE 18,00
PRESSO SCALETTA 62 CONTRA' PORTA SANTA LUCIA 62
36100 VICENZA
TEL. 0444 50 53 90
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IL POETA RENATO DE PAOLI
I CANTICA , XX CANTO DANTE ALIGHIERI
recita in LENGUA VENETA e prosa.
PROGRAMMA
VENETO DANTE in lengua veneta: canto xx -xxi - xxii - xxiii
traduzione Renato De Paoli
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