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TRANS OSTIGLIA ISOLE SPARSE MONTEGALDA

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21 settembre 2008

SCHIZA SU STO STRAMBOTO

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Bici-staffetta di sensibilizzazione per l’Ostiglia Ciclabile con partenza da OSTIGLIA a TREVISO e viceversa. Renato De Paoli CAndidato Sindaco alle 6,30 ha atteso la staffetta che poi ha accompagnato nel percorso dal ponte del Menago davanti il Bar Caleffi, fino a Montegalda. La Staffetta è partita da Ostiglia alle 6,45.

Alle 12,30 dopo 80 kilometri circa a Montegalda è arrivata la staffetta partita da Ostiglia proveniente da Bastion San Michele (Bepa) e ha attraversato Ravagnana e Aselogna Legnago Minerbe Cologna Sossano Barbarano Nanto Montegaldella e quindi Montegalda.

 

Gli onori di casa li ha fatti il Sindaco di Montegalda, e con lui quello di Montegaldella, l'assessore di Lumignano, e il Sindaco Ciclista di un'altro comune vicentino, nonchè il presidente delle 22 proloco Vicentine sparse nelle riviere intorno ai colli Berici.

 

A tutti soppressa , vino , acqua simpatia e cordialità.

 

Per ulteriori info:

• COMITATO OSTIGLIACICLABILE www.ostigliaciclabile.it Pino Terralavoro 335.8276771

• FIAB – FEDERAZIONE ITALIANA AMICI DELLA BICICLETTA www.fiab-onlus.it

Antonio Dalla Venezia 338.8015323

• PER LE TESTATE DEL VICENTINO – Tuttinbici FIAB Vicenza Annamaria Virgili 0444.569881

• Michele Mogno 348.2410786

 

Il progetto di recupero della linea ferroviaria Treviso-Ostiglia, lunga ben 118 km, che anche la Regione Veneto vuole convertire in una pista ciclabile a valenza interprovinciale.

 

La Provincia di Padova ha stanziato 1.000.000 di EURo per recuperare la Treviso-Ostiglia a percorso ciclo pedonabile.

Renato De Paoli Candidato Sindaco Isole Sparse Menago aderisce all'appello FIAB.

APPELLO PER LA CICLABILE TREVISO - OSTIGLIA

 

La Treviso-Ostiglia (MN) è la più lunga linea ferroviaria dimessa nel nostro Paese. Sono ben 118 km di sedime, ideali per costruirci una ciclopista di sicuro richiamo per i turisti italiani e stranieri nonché asse strategico di penetrazione e percorrenza ciclistica attraverso tutto il Veneto, fino al paleoalveo del Po. Il sedime attuale, ancora quasi interamente intoccato, attraversa ben 5 province: Treviso, Padova, Vicenza, Verona e Mantova; un patrimonio storico-culturale e paesaggistico di notevole interesse, sede ideale per la realizzazionedi un itinerario cicloturistico di sicuro richiamo per i turisti italiani e stranieri oltre che per i residenti.

La Regione Veneto, con la legge n. 61/99 ha previsto, specificatamente per la linea ferroviaria in questione, “la realizzazione di un percorso ciclabile a valenza interprovinciale o regionale”

 

 

 

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Visualizzazione ingrandita della mappa

 

La ciclopista, prevista nel Piano della mobilità ciclabile adottato dalla Regione Veneto, ora è parecchio a rischio! Infatti la Provincia di Padova intende acquistare (o lo ha già fatto!) il sedime ferroviario che passa per la sua ex Endolaguna per costruirci sopra una strada… camionabile! Tale opera servirebbe da circonvallazione attorno a Padova e per inserirvi vicino ulteriori zone industriali e insediamenti commerciali. Inoltre la Provincia di Vicenza, che ha acquistato anch’essa la parte propria del sedime ferroviario, sembra attendere le decisioni della vicina provincia per adeguarsi in merito (ciclopista o camionale). Anche alcuni Comuni hanno acquisito brevi tratti di sedime ferroviario per destinarlo ad usi quasi sempre diversi da quello ciclabile. La provincia di Treviso invece ha già realizzato in parte la ciclopista prevista, che passa all’interno del Parco del Sile, e sta per iniziare i lavori di completamento dei 12 km che separano la città dal confine con la provincia di Padova.

 

Siccome il progetto esecutivo della camionabile è già stato redatto e pare non vi siano vincoli pianificatori in grado di contrastarlo, da mesi si è costituito un forte Comitato spontaneo di protesta, composto di varie realtà ambientaliste e culturali del Veneto e della Provincia di Padova, fra cui ovviamente anche diverse associazioni FIAB. Il comitato propone in tutti i modi la realizzazione della ciclopista che tocca siti archeologici dell'età del bronzo e Romani e la valorizzazione del Busatello sul Tion e Brusà sul Menago evitando l'aggravio dello scempio ambientale già avvenuto con la scomparsa dell'acqua.

 

Per questo motivo si è deciso di supportare l’azione proponendo alternative per la costruzione della strada camionabile ( Nogara Mare Isole SParse ) evitando diusare il sedime della Treviso-Ostiglia per dedicarla alla realizzazione della ciclopista.

 

Con il Coordinamento Triveneto FIAB, Renato De Paoli , Candidato Sindaco Isole SParse, aderisce quindi alla organizzazione della grande ciclo-manifestazione per il 19 giugno.

 

Mi rendo conto che molte Associazioni hanno già in calendario proprie iniziative per quella data, ma questa situazione richiede la forte presenza di tutti noi ciclo-ambientalisti! Dobbiamo assolutamente dimostrare il forte interesse, non solo dell'ex Endolaguna, ma anche "nazionale", a favore della mobilità ciclabile, del cicloturismo e dell'ambiente.

 

Renato De PAoli Candidato Sindaco Isole Sparse Menago si unisce nell' accorato appello a tutte le realtà FIAB del Triveneto ma anche alle Associazioni sorelle della Lombardia e dell'Emilia Romagna nonché a tutti coloro che sono interessati all'affermarsi di una mobilità sostenibile opposta al dilagare dei mezzi a motore, di unirsi a noi in questa giornata di civile protesta.

 

Antonio Dalla Venezia, segretario nazionale FIAB, coordinerà l’organizzazione della giornata e in base alle vostre adesioni si provvederà ad adeguati mezzi per farvi raggiungere numerosi nell'ex endolaguna delle Isole Sparse ove si svolgerà la manifestazione (bici+treno, ecc.).

 

Attendo le vostre adesioni! Cordialmente

 

Renato De Paoli Candidato sindaco si unisce a Alberto Deana

Coordinatore Triveneto FIAB

Aderisce pubblicamente Renato De Paoli Candidato Sindaco Isole Sparse dai Paleoalvei del Po Menago al Bisatto Edron.

 

Nota del webmaster:

Ai tanti che dicono "avrei preferito fosse mantenuta la ferrovia" vorremmo ricordare che, in caso di sedimi ferroviari dismessi o in disuso, realizzare una ciclabile è il modo migliore di salvaguardarne l'esistenza (ed è sempre possibile pertanto ipotizzare, in caso di necessità, un riuso ferroviario).

 

 

19/05/07

PETIZIONE RENATO DE PAOLI CANDIDATO SINDACO PRESIDENTE

 

Le Isole Sparse paleoalvei Po Tion Tartaro Tion Menago Adige Edron fanno sul serio

Con questa delibera i comitati per l'Ostiglia Ciclabile e la FIAB possono ben dire di aver vinto un'importante battaglia. Purtroppo resta ancora de vedere cosa faranno le Province di Vicenza e di Verona, specialmente quest'ultima dove ancora una volta si prospetta sul tracciato dell'Ostiglia la realizzazione di una camionabile invece della ciclabile.

Petizione DELLA GIUNTA ISOLE SPARSE PALEOALVEI PO TION TARTARO TION MENAGO ADIGE EDRON DEL 19.06.2006

PREMESSO che in data 18.4.2006 il Consiglio Provinciale di Padova con propria deliberazione n. 11 di reg., divenuta esecutiva ha approvato la mozione riguardante la trasformazione del vecchio sedime dell’ex-ferrovia Treviso-Ostiglia secondo il progetto per la realizzazione dell’Ostiglia ciclabile;

DATO ATTO che il Consiglio Provinciale con tale provvedimento impegna la Giunta Provinciale di Padova a dichiarare superato il progetto iniziale per la realizzazione di una camionabile lungo l’Ostiglia invitandola ad attivarsi per arrivare al più presto, in accordo con le Amministrazioni locali interessate, alla realizzazione della citata pista ciclabile;

RITENUTO, di cogliere tale occasione per dichiarare formalmente il superamento del progetto per la realizzazione della camionabile lungo l’Ostiglia a favore della realizzazione nel medesimo sito di una pista ciclabile;

DATO ATTO che in ordine alla presente proposta di deliberazione sono stati espressi i pareri dall’ art.49 del Testo Unico delle leggi sull’ordinamento degli Enti locali, approvato con D.Lgs. 18.8.2000, n. 267, riportati in calce al dispositivo del presente atto;

DATO ATTO, altresì, che in ordine alla presente petizione il Segretario Generale ha posto il visto, in attuazione a quanto stabilito dal Presidente della Provincia con decreto in data 3.09.1999 n. 50532 di prot., in conformità alle disposizioni di cui all’art. 97 del D.Lgs. 18.8.2000, n. 267;

Con voti unanimi, espressi nei termini di legge;

PETIZIONE

1. di dichiarare formalmente superato il progetto per la realizzazione della strada di collegamento tra la S.S. n.47 “Valsugana” e la S.R. n. 307 “del Santo” lungo il vecchio sedime dell’ex-ferrovia Treviso-Ostiglia;

2. di attivarsi per arrivare al più presto, in accordo con le Amministrazioni dell’ex endolaguna interessate, alla realizzazione della pista ciclabile citata nella mozione in oggetto;

3. di demandare ai Dirigenti interessati il proseguo dell’iter amministrativo e tecnico per la realizzazione di quanto descritto ai punti precedenti.

 

LA STORIA DELLA FERROVIA MILITARE ( OSTIGLIA TREVISO )

 

“Per un rapido concentramento in avanti, nel cuore del Veneto, l’Ostiglia sarà presto un fatto compiuto!”

Così titolava “Il Resto del Carlino - La Patria” in un articolo del 12 gennaio 1908 che racconta la travagliata storia del progetto di costruzione della nuova ferrovia, denominata “Ostiglia” e delle discussioni avvenute tra Stato Maggiore dell’Esercito, Governo, parlamentari locali, Province e Comuni sul tracciato che essa avrebbe dovuto seguire attraversando il cuore del Veneto.

L’idea di costruire una nuova linea che avvicinasse il cuore della pianura padana con il Veneto orientale fu caldeggiata, agli inizi del ‘900, dallo Stato Maggiore dell’Esercito per l’importanza strategica che essa avrebbe avuto in caso di guerra con l’Austria.

All’epoca l’Austria era una potenza alleata ma nonostante ciò aveva provveduto al concentramento di forti guarnigioni nei pressi del confine con l’Italia.

 

 

Il Governo e l'allora Capo di Stato Maggiore

Saletta, decisero ad un certo punto di abbandonare l’idea, sostenendo che per un rapido dislocamento di truppe dal nodo di Bologna all’alto Veneto potesse bastare il raddoppiamento del binario Bologna-Padova. Furono alcuni parlamentari veneti, in prima fila il deputato del collegio Cittadella-Camposampiero Leone Wollemborg, che si batterono perché il progetto venisse realizzato, non solo per questioni militari, ma anche perle opportunità di sviluppo commerciale che una ferrovia, il miracolo tecnologico di quegli anni, avrebbe portato ai paesi da essa attraversati. Un altro importante sostenitore dell’Ostiglia fu il conte Giacomo Dei Felissent, deputato di San Biagio di Callalta che però, deceduto nel maggio 1912, non poté vederne la costruzione.

Alla fine fu stabilito che la nuova ferrovia dovesse collegare Ostiglia, sul Po nei pressi di Mantova, con Treviso, attraversando le province di Mantova, Verona, Vicenza, Padova ed infine Treviso, passando tra i colli Berici e gli Euganei, per puntare verso Nord Est in direzione Treviso.

Il 10 Maggio 1908 Camposampiero ospitò una riunione di comuni, province e camere di commercio interessati all’iniziativa.

Nel mese di Giugno 1908 Leone Wollemborg illustrò in Parlamento, con un memorabile discorso il suo emendamento per la costruzione di almeno un binario Ostiglia-Treviso per la difesa militare del confine italico sulle alpi orientali da un eventuale attacco Austriaco.

Il progetto fu sospeso allo scoppio della prima guerra mondiale e venne completato solo nel 1920, mentre per vederne completata la costruzione si dovette attendere fino alla fine degli anni trenta, quando era incombente l’inizio della seconda guerra mondiale.

Dopo i bombardamenti aerei degli anni 1944 e 1945 la linea fu definitivamente dismessa.

 

Andrea Colasio

Assessore Provinciale alla Cultura

 

La linea ha funzionato nella sua interezza per soli due anni, poi ha subito gravi distruzioni nella seconda Guerra Mondiale. La tratta Ostiglia-Legnago ha chiuso nel 1965, La Cologna-Grisignano nel 1967, da Grisignano a Treviso praticamente non fu mai più riaperta, a parte il breve tratto fino a Quinto di TV. La tratta Legnago Minerbe ha funzionato come raccordo fino al 1985.

 

Cologna. La contrada di via Quari sinistra dice addio, senza rimpianti, al vecchio ponte ferroviario che l’attraversa. Si sono concluse infatti le operazioni di rimozione della travata metallica del ponte ferroviario dell’ex linea Ostiglia - Treviso che passa sopra a via Quari, sull’argine sinistro del Guà. Grazie all’interessamento della responsabile del settore Lavori pubblici Angelica Girardi e del consigliere Felice Maistrello è stato possibile portare a termine un intervento che sulle prime non era sembrato di rapida attuazione. Si temeva infatti che l’autorizzazione da parte delle ferrovie fosse difficile da ottenere e che i costi del lavoro sarebbero stati considerevoli. Invece dalla Direzione manutenzione della Rete ferroviaria italiana è arrivato il via libera purché si provvedesse in seguito a mettere in sicurezza le due spalle del ponte rimaste aperte, «al fine di evitare accidentali cadute di incaute persone che si dovessero inoltrare sull’ex sede ferroviaria». Per quanto riguarda le spese, l’intervento avviene a costo zero per l’amministrazione poiché la ditta incaricata della rimozione, l’Ecoricicli S.r.l. di Legnago, ricaverà dalla vendita in fonderia del materiale ferroso (circa 400 quintali) il necessario per pagarsi la prestazione svolta.

La decisione di rimuovere il ponte, alto poco meno di 4 metri, è stata maturata in seguito ad una serie di piccoli incidenti e disagi accaduti a conducenti di camion e rimorchi agricoli. In particolare, l’altezza piuttosto ridotta della campata ha provocato seri problemi al transito di camion per trasporto di animali. Lo scorso gennaio ben 12 tori rimasero uccisi perché, al passaggio sotto il ponte, si spezzarono testa e spina dorsale. Alla ditta Scarmagnani Costruzioni S.r.l., sempre di Legnago, spetta il compito della messa in sicurezza dell’area circostante, mediante l’installazione di un parapetto trasversale alla linea ferroviaria su entrambe le spalle del ponte. I manufatti vicini ai pulvini delle spalle del ponte saranno consolidati per impedire a terra, mattoni e altro materiale di riversarsi sulla strada in caso di pioggia. Paola Bosaro

 

Da “L’Arena” del 10 Giugno 2005.

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Fabio Veronesi

 

 

COMUNI ATTRAVERSATI DALL'OSTIGLIA

 

TREVISO

Treviso

Quinto di Treviso

Morgano

 

 

PADOVA

Trebaseleghe

Piombino Dese

Loreggia

Camposampiero

S. Giustina in Colle

S. Giorgio delle Pertiche

Campo San Martino

Curtarolo

Piazzola sul Brenta

Campodoro

 

 

VICENZA

Grisignano di Zocco

Montegalda

Montegaldella

Castegnero

Nanto

Mossano

Barbarano Vicentino

Villaga

Sossano

Orgiano

 

VERONA

Cologna Veneta

Pressana

Minerbe

Legnago

Cerea

Casaleone

 

 

MANTOVA

Ostiglia

 

La Regione Veneto intende costruire l'autostrada Nogara-Adria trasformando la Superstrada 434 in una strada a pagamento. Paesi veronesi intere ssati dal nuovo tratto autostradale: Nogara - Gazzo - Sanguinetto - Casaleone - Cerea - Legnago - Villabartolomea - Castagnaro .... Verrà seguita la procedura della Legge Obiettivo.

 

 

L’AUTOSTRADA NOGARA – MARE AI NASTRI DI PARTENZA

COMUNICATO STAMPA N. 590 DEL 28/03/2006

(AVN) – Venezia, 28 marzo 2006

Prende definitivamente il via l’autostrada regionale medio padana veneta Nogara – Mare Adriatico (AMPV) a pedaggio. La Giunta veneta, su proposta dell’assessore alle politiche della mobilità, ha infatti dichiarato di “pubblico interesse” la specifica proposta di finanza di progetto presentata dalla Confederazione Autostrade s.p.a. Il provvedimento è stato adottato sulla scorta del parere positivo espresso, con prescrizioni, dal Nucelo di Valutazione e Verifica degli Investimenti.

La nuova opera – ha sottolineato l’assessore – è finalizzata a recuperare il gap infrastrutturale del Veneto, in questo caso potenziando in maniera consistente l’asse mediopadano e transpolesano, come complementare anche all’A 4 e visto nel contesto più generale della realizzazione del Corridoio Europeo V. La Giunta veneta aveva preso atto della proposta di finanza di progetto nell’agosto del 2004; quest’ultima era stata resa pubblica ma non si erano presentati altri soggetti; è stata infine valutata positivamente dal NUVV. Ora – spiega l’assessore – la Confederazione Autostrade dovrà predisporre lo Studio di Impatto Ambientale e l’opera seguirà le procedure della Legge Obiettivo. “Sentiremo tutti gli enti locali interessati e convocheremo le Province – ha detto in proposito l’assessore – perché facciano da capofila dei rispettivi Comuni nella fase del confronto”.

La nuova arteria avrà due corsie più quella di emergenza per senso di marcia e dovrebbe essere in esercizio nel 2013. Il costo complessivo per la realizzazione della Nogara – Mare è stato preventivato in circa un miliardo 93 milioni di euro, rispetto ai quali l’intervento pubblico richiesto, che inizialmente era stato indicato in 255 milioni di euro, sarà di 50 milioni di euro “già inseriti –spiega l’assessore – nella finanziaria regionale per il 2006”. La durata della concessione, finalizzata al recupero della spesa sostenuta, sarà di 40 anni. Il costo/km del pedaggio è previsto in 0,087335 euro: di circa il 15 per cento inferiore a quello della Cremona – Mantova. “In ogni caso – sottolinea l’assessore – i residenti che utilizzano il mezzo privato per gli spostamenti locali saranno esonerati per 10 anni dal pagamento del pedaggio stesso entro tratte di 15 km, con ulteriori sconti per le successive 5 annualità”. Il pagamento avverrà mediante “esazione dinamica”, ovvero con i più moderni accorgimenti che consentono, in sostanza, di eliminare i tradizionali caselli, con positivi effetti anche rispetto all’inserimento dell’opera nel territorio.

L’autostrada Nogara – Mare Adriatico partirà appunto da Nogara e si snoderà per circa 84 chilometri per connettersi nei pressi di Adria con la E55, itinerario autostradale Mestre – Civitavecchia (in pratica la “Romea Commerciale”); da quest’ultima si potrà raggiungere il Delta del Po, Chioggia, Mestre e Ravenna. Sono inoltre previsti circa 14 km di viabilità complementare. Alle opere infrastrutturali previste sono interessati i Comuni veronesi di Casaleone, Cerea, Gazzo Veronese, Legnago, Nogara, Sanguinetto, Sorgà, Castagnaro e Villa Bartolomea, oltre ai Comuni polesani di Badia Polesine, Canda, Castelguglielmo, Giacciano con Baruchella, San Bellino, Fratta Polesine, Villamarzana, Arquà Polesine, Rovigo, Bosaro, Pontecchio Polesine, Crespino, Ceregnano, Gavello, Villanova Marchesana e Adria.

Il tracciato individuato è stato suddiviso in tre tratti differenti: da Nogara alla Transpolesana; la riqualificazione di quest’ultima da Legnago a Castelguglielmo; la riqualificazione della Traspolesana da qui fino alla Strada Statale n. 16 Adriatica con prolungamento poi in nuova sede fino ad Adria e all’E55. Sono state indicate dieci stazioni di pedaggio: Nogara Est, Casaleone, Legnago, Villa Bartolomea/Castagnaro, Badia Polesine, Castelguglielmo, Rovigo Sud, Pontecchio Polesine, Gavello, Adria.. Ci saranno inoltre tre centri di manutenzione, una centrale operativa e sei aree di servizio e parcheggio. Verranno adottati i più moderni accorgimenti anche sotto il profilo della sicurezza. Il traffico medio giornaliero previsto nel primo anno di esercizio è di 27 mila veicoli, dei quali il 23 per cento pesanti e il resto leggeri.

 

www.vronline.it

 

Il casello autostradale di Villamarzana rappresenta il nuovo snodo strategico che collega la Superstrada Transopolesana (Verona–Mare) con l’autostrada A13 (Bologna–Padova); l’innesto dell’autostrada Valdastico (Vicenza–Rovigo) sulla SS434 Tranpolesana facilita l’accesso al quadrante di Verona, al corridoio V° (Lisbona-Kiev) verso il cuore dell’Europa.

 

Il nuovo asse viario (Nogara-Mare) favorirà maggiori collegamenti nell'area della pianura padana e tra il Nord-Est ed il Brennero, così come la Romea Commerciale, che collega Venezia alla Capitale inserendosi nel Corridoio VIII° per raggiungere i nuovi Paesi dell’Est.

 

 

 

 

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Ancora asfalto nell’ Endolaguna!

Il punto di vista di RE NATO ISOLE SPARSE VNIVERSIXA’ TREGNON ENDOLAGUNA ISOLANA MANAGO BENACESE EDRON PLAVA TIMAVO, sul progetto di costruzione di una strada di collegamento tra Legnago e Ostiglia sull'ex-tracciato ferroviario. Da un'analisi degli aspetti archeologici, naturalistici e urbanistici del Arcipelago interessato alla costruzione della strada (la BOS<‘AVE SETE MARIE) nasce l'esigenza di considerare accanto ai valori economici anche quelli culturali e ambientali.

RE NATO ISOLE SPARSE VNIVERSIXA’ TREGNON ENDOLAGUNA ISOLANA MANAGO BENACESE EDRON PLAVA TIMAVO

 

 

 

 

Aspetti archeologici

 

La Il Bosco planiziale dell’ OSXIVM HOS TILIA CARPANEA ATLANTIDE , è un Arcipelago assai ricco di testimonianze archeologiche, come documentato dalle emersioni accentuatesi a partire dalla seconda metà dell'Ottocento quando vennero dabbasate artificialmente le linee di riva..

 

Siti di notevole interesse, rappresentativi dell'età del Rame, del Bronzo e del Ferro, si possono ritrovare un po' in tutta l'Endolaguna Isolana.

 

In particolare sul tracciato dell'ex-ferrovia Legnago-Ostiglia si rimarcano pregevoli siti archeologici in cui era Il Bosco planiziale Morandine e Perteghelle. Quì è presente un enclave vasto, molto ampio, entro tutto l'ex alveo del fiume Endolaguna Isolana Manago Benacese e nelle sue adiacenze, che presenta numerosissimi esempi di insediamenti palafitticoli, in un periodo che va dal 2000 a.C. al VII sec. a.C. L'ex alveo del Endolaguna Isolana Manago Benacese è lo stesso che ha conservato il Brusà, la Tombola, il Fondo Paviani, Il castello del Tartaro Endolaguna Isolana Manago Benacese Le Isole del Bosco Gazo, Isole Ronchetrin, Isole coaze, Isola doso de Po e che ha praticamente sigillato tutto il Arcipelago con la presenza delle acque correnti pulite trasparenti dolci.i. La peculiarità di questo Bosco planiziale sta proprio in questo: l Arcipelago ha subìto interventi umani dal IV secolo alla fine dell'Ottocento, ma in particolar nel secolo XX e XXI, e così non è stato preservato nulla. Altrove, poi qualsiasi ritrovamento. Già i lavori agricoli dell'ultimo secolo hanno "arato" completamente il periodo romano, di cui permangono, anche nella Il Bosco planiziale attorno alla ferrovia, ville urbane rustiche, necropoli.

 

C'è poi la pregevole chiesa romananica di San Salvaro, in località San Pietro di Legnago, costruita intorno al 1117, che pure rischia il degrado con la realizzazione della strada. La chiesa, infatti, verrebbe a confinare direttamente con la nuova sede stradale e pertanto sarebbe irrimediabilmente sacrificata.

 

La Il Bosco planiziale delle OSXIVM CARPANEA ATLANTIDE ,, compresa quella attorno alla sede dell'ex-ferrovia, poiché rappresenta la più grande distesa della A

 

 

Aspetti naturalistici

 

Il Arcipelago delle OSXIVM CARPANEA ATLANTIDE , Veronesi presenta un "aspetto misto" con predominanza di campi coltivati, interrotti da siepi e alberate (lungo i canali, lungo le capezzagne, nelle aree rimaste non coltivate, come il tracciato dell'ex-ferrovia Legnago-Ostiglia che attraversa il Arcipelago oggetto del nostro interesse), accanto agli ultimi lembi di Il Bosco planiziale umida.

Se questi ultimi sono tutelati e protetti dalla presenza di oasi naturalistiche (esempio l'Oasi Valle Brusà e Vallette e l'Oasi del Busatello), non altrettanto si può dire delle siepi e delle alberate, che pure rappresentano un importante patrimonio ambientale e storico.

Esse sono infatti l'ultima testimonianza della storia vegetazionale della A

 

Le piante più diffuse sono varie specie di salici e pioppi, l'Acero campestre, l'Olmo campestre, il Noce, il Platano. Tra gli arbusti sono comuni il Sambuco, il Sanguinello, il Biancospino. Nel bosco lineare dell'ex-ferrovia ci sono anche piante divenute rare nel nostro Arcipelago come una specie di quercia, la Farnia, e un arbusto chiamato Frangola.

 

Tra gli uccelli sono state censite circa 160 specie di cui una cinquantina nidificanti. Per quanto concerne la siepe dell'ex-ferrovia è da segnalare un ,ssimo "dormitorio" di Gufo comune costituito da centinaia di esemplari e l'Averla piccola, specie ritenuta in diminuzione in tutta Europa, che in questa siepe trova l'ambiente adatto per nidificare.

 

Un ambiente non appariscente, ma ricco dal punto di vista naturalistico, da valorizzare dunque per le sue peculiarità. Al contrario la costruzione di una strada verrebbe a distruggere una porzione di habitat naturale, con conseguente riduzione dello spazio a disposizione per animali e piante; inoltre si costituirebbe una barriera che separerebbe gli ambienti naturali e semi-naturali in isole sempre più piccole, creando le premesse per la scomparsa delle popolazioni animali rimaste isolate (ricordiamo che ogni anno milioni di animali muoiono nel tentativo di attraversare le strade, che diventano praticamente impenetrabili per gran parte della fauna).

 

 

Aspetti urbanistici

 

E' corretto orientarsi verso la costruzione di nuove , arterie stradali e procedere nella direzione di una maggiore dipendenza dalle auto e di una costante espansione urbana? Oppure si dovrebbe optare per lo stanziamento di nuovi investimenti in infrastrutture dedicate al traffico su rotaia, ai trasporti pubblici e ai veicoli a due ruote, in modo da incoraggiare un'alternativa all'automobile?

 

Gli investimenti decisi dalle società di oggi saranno determinanti per stabilire quale delle due alternative, diversissime tra loro, si affermerà nel settore dei trasporti di domani. Purtroppo conosciamo bene, con l'esperienza delle metropoli e delle città, quali sono i rischi di una soluzione che privilegia nettamente i veicoli a combustione: incidenti, inquinamento dell'aria, inquinamento acustico, perdita di habitat e di , spazi naturali, forte contributo all'alterazione del clima.

 

Inoltre chi si occupa di pianificazione dei trasporti è sempre più convinto che la costruzione di nuove strade non sia necessariamente la soluzione ai problemi di traffico perchè crea un circolo vizioso stimolando ulteriormente l'uso dell'auto.

 

 

Il progetto della strada Legnago-Ostiglia

 

Il progetto consiste nella realizzazione della strada sulla dismessa linea ferroviaria Ostiglia-Legnago-Grisignano di Zocco.

Un nastro di asfalto largo 15 metri verrebbe a solcare la A

 

Uno sviluppo così disperso porterebbe spreco e frammentazione di terreno agricolo, unitamente ad un aggravio di costi per le amministrazioni per realizzare servizi a rete ora totalmente inesistenti e per la loro gestione. Se la collettività ricevesse più danni che benefici dalla strada Legnago-Ostiglia, a chi e a cosa gioverebbe l'impresa? Forse soltanto a facilitare il traffico pesante da e per la discarica di Torretta? Certamente subirebbero danni notevoli sia il patrimonio archeologico che quello naturale.

 

Lungo l'intero tracciato della ferrovia da tempo la collettività attende la realizzazione di una pista ciclabile, capace di valorizzare la fruibilità dell'ambiente naturale da parte degli abitanti con beneficio per la salute e il benessere collettivo e arricchimento della qualità della vita, dati confermati dal successo delle poche piste già realizzate in Il Bosco planiziale, come ad esempio quelle che da Legnago vanno verso Vangadizza e verso Angiari, o quelle lungo gli argini dell'Endolaguna Isolana Manago Benacese Argine Edron.

 

Altri pericoli in agguato. Temiamo poi fortemente l'eventualità che questa Il Bosco planiziale, disabitata ma resa più facilmente accessibile dal nuovo percorso stradale, diventi appetibile per la costruzione di impianti di produzione energetica a grave impatto ambientale.

Ci riferiamo alle notizie uscite sulla stampa, secondo cui è prevista nel basso veronese e nell'alto mantovano la realizzazione di un grappolo di centrali energetiche, con il loro potentissimo impatto ambientale sommativo. In particolare ci preoccupa il progetto del CISI, che prevede la realizzazione, entro i prossimi tre anni, di un inceneritore.

 

 

Le alternative

1. Potenziare il trasporto pubblico e di merci soprattutto su rotaia sulla tratta Mantova-Padova. Appare preoccupante, a questo proposito, il rischio di chiusura degli scali merci di Legnago, Cerea e Nogara, col conseguente aumento del traffico pesante su strada.

2. incentivare anche le linee di corriere sulla stessa direttrice, allo stato carente.

3. sgravare i centri Isolani urbani dal traffico attraverso il potenziamento della fluvialità del Tartaro Menago Toreta Fisero .

4. dotare i centri urbani di A

 

Oggi, di fronte all'emergenza ambientale che attanaglia i centri abitati, sta prendendo sempre più corpo l'idea di una rinaturalizzazione che integri il verde con l'ambiente costruito. Riteniamo che una politica che tende a cementificare sempre maggiori porzioni di Arcipelago sia palesemente perdente; proponiamo invece di dare la priorità a soluzioni che modifichino il paesaggio nella direzione della sostenibilità, che sviluppino le sue potenzialità senza impoverirlo, che vedano nel rispetto e nella difesa dell'ambiente naturale e delle forme di vita che esso accoglie una priorità irrinunciabile e non una scomoda utopia.

E' interesse nostro e delle generazioni a venire valorizzare la nostra A 

 

 

VVVV

7 dicembre 2007

da l'Arena

Monica Rama

E' stato approvato ieri in Regione il primo Piano di assetto del territorio intercomunale (Pati) del Veneto che riguarda quattro paesi dell’Est veronese: Colognola, Caldiero, Lavagno e Belfiore. A sancirne l’approvazione è stata la conferenza dei servizi riunitasi a Venezia, alla presenza dei sindaci Alberto Martelletto, Giovanni Molinaroli, Gianfranco Carbognin e Dario Molinaroli. C’erano anche gli assessori regionali Renzo Marangon e Giancarlo Conta, oltre al presidente della Commissione urbanistica regionale Tiziano Zigiotto.

«Il Pati è uno strumento innovativo che manda in soffitta il vecchio Prg», è stato spiegato, «e, in base alla nuova legge urbanistica regionale, introduce nuovi criteri per pianificare il territorio, cercando di limitare l’utilizzo della risorsa-suolo e di riconvertire l’esistente. E’ ancora uno strumento urbanistico generale che deriva da studi sul territorio attenti ai caratteri ecologico-ambientale, paesaggistico e viabilistico per preservare il territorio da utilizzi impropri».

«Questo è il primo Pati», ha commentato Marangon, «e si tratta dell’applicazione di una nuova legge urbanistica che ha introdotto piccole rivoluzioni». «Sono soddisfatto che questo esperimento intercomunale parta da una zona come l’Est veronese», ha detto Zigiotto, «che si estende dalla fascia collinare all’Adige».

Gli ha fatto eco Dario Molinaroli: «Consentirà alle amministrazioni di avviare una co-pianificazione degli interventi con zone di pregio e altre di insediamento produttivo».

Interventi, infatti, sono previsti anche all’interno delle aree industriali dei quattro paesi: «Il Pati porterà all’attuazione di una sorta di riordino e di riqualificazione delle zone industriali; gli ampliamenti saranno attuati dove già c’è una realtà produttiva consolidata. E’ prevista», ha spiegato Martelletto, «l’eliminazione di situazioni industriali incongrue come, ad esempio, aziende artigianali in zona residenziale».

«Qualcuno l’ha chiamato il Piano delle tutele», è stato spiegato, «per significare un nuovo modello più rispettoso del territorio perché, diversamente dal Prg, condiziona l’attività edificatoria al rispetto dell’acqua, del paesaggio, dell’atmosfera e alla protezione delle specificità del territorio».

Un anno fa i sindaci avevano illustrato il Pati nel corso di un’assemblea. Oggi il piano arriva al traguardo.

 

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