CONSORZI DIPENDENTI PRESUMIBILMENTE DAL MINISTERO DELL’AMBIENTE EX MINISTERO DELL’AGRICOLTURA
01 Adige Garda
02 Agro Veronese T.T.
03 Valli Grandi e M.V.
04 Zerpano Adige Guà
05 Padana Polesana
06 Polesine Adige Cb.
07 Delta Po Adige
08 Euganeo
09 Adige Bacchiglione
10 Bacchiglione Brenta
11 Riviera Berica
12 Medio Astico Bacch.
13 Ped. Brenta
14 Sx Medio Brenta
15 Dese Sile
16 Ped. Brentella
17 Destra Piave
18 Ped. Sx Piave
19 Basso Piave
20 Pianura Veneta
21 L.E.B.
Consorzi di Modifica Verona
L'attuale configurazione del Consorzio è stata costituita in base alla deliberazione della Giunta Regionale del Veneto n. 1228 del 7/3/78 che ufficializzava la fusione del Consorzio CONAGRO a nord (quasi esclusivamente irriguo) e il Consorzio Alto Tartaro ed influenti a sud (quasi esclusivamente di bonifica). Tali Consorzi hanno origini molto più antiche essendo il Conagro costituito ufficialmente con R.D. n. 5402 del 4/4/1880, anche se la prima concessione di derivazione d'acqua venne riconosciuta dall' Imperatore Napoleone I il 25/7/1806;
mentre del Tartaro ed influenti se ne parlava già nei Trattati del Tartaro tra la Repubblica di Venezia e il Ducato di Mantova del 1752
Se vi fu ad Adria una partecipazione e forse anche un controllo degli Etruschi in simbiosi con i Veneti e con i Greci (sarebbe stata addirittura colonia etrusca secondo Livio , V, 33 , 7), con la creazione di Spina si attuò un contatto più immediato del mondo etrusco padano con l’Adriatico e nacque lo scalo marittimo di gran lunga più importante dell’adriatico settentrionale del V secolo. Il suo sviluppo intenso e rapidissimo si deve anche al consorso attivo di navigatori ed imprenditori greci, tanto che la città potè essere ricordata oltre che come estrusca anche come greca (per esempio Strabone , V, 1, 7) fu creduta tra l’altro fondazione dei Pelasgi (DIONISO D’ALICARNASSO, I, 18) come sul mare opposto Agylla o Caere; ed è significativo che al pari di Agylla ebbe un proprio “tesoro” nel santuario di Delfi (anche Strabone, IX, 3, 8). Adria riprese nel IV secolo la sua funzione di primato, anche a vantaggio delle esigenze commerciali delle residue comunità etrusche dell’area padana, come provano anche alcune iscrizioni di questo periodo.
MASSIMO PALLOTTINO ETRUSCOLOGIA pag. 209
Pagina xxxvii
La presenza commerciale greca nell’alto adriatico è attestata almeno dalla prima metà del VI secolo ad Adria, porto dei Veneti e primo sbocco di tutta l'area padano-alpina sul mare che ne prese il nome.
MASSIMO PALLOTTINO ETRUSCOLOGIA pag. 192
Pagina v
... per gli stretti legami fra Etruria padano- adriatica e mondo dei Veneti, si trasmetterà a questi ultimi sia pure con qualche adattamento ed aggiunta, ma sostanzialmente configurato dai caratteri delle sue fonti originarie; con processo più lento e diluito e forse anche per altre vie verrà infine accogliendosi da parte di altre popolazioni abitanti nell’Italia settentrionale e nell’area alpina , per le quali si suole parlare di alfabeto “nord-etrusco” ...
MASSIMO PALLOTTINO ETRUSCOLOGIA pag. 7
Pagina 7
... essenzialmente connotata dall'unità della lingua, diversa da quella di altri popoli vicini come i Latini, gli Umbri, i Veneti o appartenenti alla stessa sfera di vicende storiche come Greci e i fenici; mentre alla definizione del suo carattere concorrono anche particolaritradizioni di religione e di costumi e , seppure in modo meno esclusivo , di strutture socio politica, di tecnologia, di espressione artistica. ...
MASSIMO PALLOTTINO ETRUSCOLOGIA pag. 40
Pagina 40
... quale elemento determinante non soltanto dell'origine dei popoli italici del versante adriatico (Veneti, Apuli), ma addirittura del costituirsi dell’ethnos italico in generale.
MASSIMO PALLOTTINO ETRUSCOLOGIA pag. 224
Pagina xxii
Non si può invero scindere del tutto il problema di Mantova da quello della presenza in varie località di là dal Po di tracce epigrafiche , parzialmente ricollegabili all’etrusco, generalmente assai tarde, ma tali da non rendere del tutto inaccettabile il ricordo antico di una espansione etrusca verso le alpi (Livio , V, 33 ) , forse sciacciata e frantumata dalla pressione dei Cenomani e sopavvivente con qualche relitto così in territorio celtico, come in territorio veneto (Iscrizione di Feltre T.L.E. 718?)...
MASSIMO PALLOTTINO ETRUSCOLOGIA pag. 220
Pagina xxvi
Dobbiamo convenire viceversa che la grande spinta aggressiva iniziata con il passaggio del Po da parte dei Boii e dei Ligoni ...
MASSIMO PALLOTTINO ETRUSCOLOGIA pag. 218
Pagina xxviii
Successivamente i Boii e i Ligoni, essendo ormai invaso tutto il paese a nord del Po, passarono il fiume e scacciarono Etruschi e Umbri, non oltrepassando tuttavia l'Appennino. Lo storico POLIBIO (II,17) che collocava a nord del PO da occidente ad oriente i Lai e Libici, poi gli Insubri, ...
… del dilagare dei Galli dalle Alpi Occidentali fino alle terre occupate dai cenomani al confine del Veneto.
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