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VIRGILIO DANTE ANFIARAO

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LA FINE DI ANFIARAO = FETONTE

 

VEDI IN COMMEDIA 1^ CANTICA XX CANTO DANTE ALIGIERI O ALIGHIERI

http://depaoli.pbwiki.com/VENETO+DANTE++canto+xx+-xxi+-+xxiii+-+traduzione+Renato+De+Paoli?SearchFor=dante+XX+anfiarao&sp=1

 

 

E’ UN’ALTRO ESEMPIO DELLA MORTE DEL RE SOLARE SUL SUO CARRO.

LA DISCESA DI BATONE (MORA DI ROVO) AL TARTARO IN COMPAGNIA DI ANFIARAO = FETONTE PARE SI RICOLLEGHI AL TABU’ DELLE MORE MOLTO DIFFUSO NELLE ISOLE SPARSE NEI PALEOALVEI ATORNO AL TARTARO TREGNON MENAGO LAVEGNO FRATA GUA ‘ DOVE IL MANGIAR MORE VENIVA ASSOCIATO ALLA MORTE.(More l'anno a fine febrar e scumizia l'anno el 21 de marzo ma dopo messo al 1 marzo nel cao de anno Veneto)

( CI MAGNA MORE MORE,

CI MAGNA MORE CREPA,

LA PANZA DELA BEPA

L’E’ TUTA IMMOSTOLA’) filastrocca che si recita ancora nello Stato delle Isole Sparse. Spampinè.

Si veda anche l’autosacrificio di Evadne ricorda il mito di Alcesti Reliquie di una cremazione regale trovate in una tomba a tholos a Dendra, presso Micene lasciano supporre che, in quel caso particolare, il re e la regina fossero sepelliti assieme ; e A . W. Person crede che la regina morisse volontariamente . Ma può darsi che in nessun altro luogo si parla di simili esequie micenee. Il suttee, che pare fosse una usanza ellenica, fu ben presto abbandonato. L’acqua era un segno della presenza di Zeus e poichè ”santo” e “impuro” hanno press’a poco lo steso significato nella religione primitiva (gli animali tabù del Levitico erano impuri perchè santi), la tomba di un uomo colpito dal fulmine veniva cintata, come quella di un vitello morto di carbonchio in una fattoria moderna, e gli erano concessi gli onori dovuti a un eroe . La fossa funebre presso Eleusi dove Pausania dice fossero sepolti i campioni, è stata ora identificata e aperta dal professor Mylonas. Egli trovò una doppia tomba circondata da un cerchio di pietre e cinque tombe singole; gli scheletri, com’era usanza nel tredicesimo secolo a.C.(epoca alla quale vanno attribuiti i frammenti di vasi rinvenuti), non recano segni di cremazione . Antichi ladri di tombe, è evidente , portarono via le armi di bronzo e altri oggetti di metallo che erano stati sepolti coi cadaveri; puo’ darsi che questi ladri appunto, trovati due corpi in una medesima fossa circondata stranamente da pietre , sparsero in Eleusi la voce che si trattasse della tomba di Capaneo , (Carpaneo e leggenda tramandata a Casaleone sul Menago vicino al Castel Carpanea n.d.r) colpito dal fulmine, e della sua fedele moglie EV A DNE (EVADNE EVA ADE)

Gli Epigoni

I figli dei sette eroi caduti dinnanzi a Tebe giurarono di vendicare i loro padri.Essi sono noti come Epigoni. L’oracolo di Delfi promise loro la vittoria di Anfiarao= Fetonte, avesse assunto il comando. Ma egli non provava desiderio di attaccare Tebe e si accalorò a discutere dell’opportunità di quella guerra col fratello Anfiloco. Erifile decise per la guerra e Alcmeone assunse di malavoglia il comado.In una battaglia combattuta dinnanzi alle mura di Tebe , gli Epigoni perdettero Eigialeto, figlio di ADRASTO e TIRESIA il veggente predisse allora ai TEBANI che la loro città sarebbe stata distrutta. Le mura, annuncio’, avrebbero resistito finchè l’ultimo dei SETTE antichi EROI fosse rimasto in vita. ADRASTO. L’unico supestite, sarebbe morto di dolore alla notizia della fine di Egialeo. Era dunque opportuno che i TEBANI aggiunse che , avessero i TEBANI ascoltato il sacro consiglio oppure no, la sua sorte non mutava. Egli era destinato a morire appena TEBE fosse caduta nelle mani degli ARGIVI . Col favore delle tenebre , i TEBANI fuggirono al Nord portando seco le mogli, i figli, le armi e poche suppellettili e , quando si furono allontanati abbastanza, si fermarono e fondarono la citta di ESTIEA.( assomiglia a ESTE n d a). All’alba TIRESIA , che era andato con loro , si dissetò alla fonte di TILFUSSA e all’improvviso spirò.

Quel medesimo giorno, che fu il giorno in cui ADRASTO ( ADRIA ndr) ebbe notizia delle fine di EGIALEO e morì per il dolore, gli ARGIVI , trovando TEBE deserta, vi irruppero, resero al suolo le mura e raccolsero il bottino. Ne mandarono la parte migliore ad APOLLO a DELFI, compresa LA FIGLIA DI TIRESIA , MANTO O/E DAFNE o DAFNE, che era rimasta in città ; ed essa divenne la PIZIA (1) del Dio .Dopo varie peripezie l’oracolo di DELFI consigliò allora ad Alcmeone di recasi dal dio dell’ACQUA ACHELOO , che lo purificò; ALCMEONE sposò la figlia di ACHELOO, Calliroe, esi stabilì su una ISOLA SPARSA formata di recente (ISOLE NOVE NOVARINE) dal LIMO DELL’ACQUA = ACUE = ACHE = LOO = mostro spaventoso ancora raccontato ai bambini delle ISOLE SPARSE MENAGO “EL LOO”. .....

 

 

Taluni dicono che TIRESIA avesse due figlie, DAFNE E MANTO. DAFNE rimase vergine e divenne sibilla , ma ALCMEONE rese MANTO madre si ANFILOCO (OCNO?) e di TISIFONE prima di di mandarla ad APOLLO DELFICO.

MANTO fu inviata da APOLLO la inviò a COLOFONE nella IONIA, dove essa sposò RACIO , RE della CARIA; loro figlio MOSPO , il celebre indovino.

Si tratta di un racconto popolare , con pochi elementi mitici, che i cantastorie potevano narrare sia a TEBE sia ad ARGO senza offendere nessuno; interessava le genti di PSOFIDE , di NEMEA e della valle dell’ACHELOO; spiegava come fosse stata fondata ESTIEA e colonizzata l’ACARNANIA; e aveva infine uno spiccato senso morale. Sia la guerra dei “SETTE CONTRO TEBE”, che Esiodo chiama la guerra del gregge di Edipo, sia la guerra successiva, che qui è stata narrata, pare anniano preceduto la SPEDIZIONE degli ARGONAUTI e la GUERRA di TROIA e si possono grosso modo situare nel QUATTORDICESIMO SECOLO AVANTI CRISTO.

 

Molti e diversi elenchi di ARGONAUTI, poichè così si chiamarono i compagni di GIASONE , furono compilati in varie occasioni; ma i nomi seguenti sono quelli citati dalle fonti piu’ autorevoli:

 

ACASTO, figlio di re PELIA

ADMETO, principe di FERE

ANCEO il Grande di TEGEA, figlio di POSEIDONE

ANFIARAO = FETONTE , il veggente ARGIVO

ARGO DI TESPI, costruttore dell’ARGO

ASCALAFO di ORCOMENO, figlio di ARES

ASTERIO, figlio di COMETE, un PELOPIDE

ATALANTA di CALIDONE, vergine cacciatrica

ATTORE, figlio di DIONE il FOCESE

AUGIA, figlio di DIONE il FOCESE

BUTE di ATENE, apicoltore

CALAIDE, l’alato figlio di BOREA

CANTO l’EUBEO

CASTORE, il lottatore SPARTANO, uno dei DIOSCURI

CEFEO, figlio dell’ARCADE ALEO

CENEO il LAPITA, che un tempo fu donna.

CORONO il Lapita , di GIRTONE in TESSAGLIA

ECHIONE, figlio di ERMETE, l’araldo

ERACLE di TIRINTO, l’uomo più forte che sia mai esistito, otra un dio

ERGINO di Mileto

EURIALO, figlio di MECISTEO, uno degli EPIGONI

EURIDAMANTE il DOLOPIO, del lago SINIADE

FALERO, l’arcere ateniese

FANO, il figlio CRETESE di DIONISO

GIASONE, Capo della spedizione

IDA, figlio di AFAREO di MESSENE

IDMONE l’ARGIVO, FIGLIO DI APOLLO

IFICLE, figlio di TESTIO l’ETOLO

IFITO, fratello di re EURISTEO di MICENE

ILA il DRIOPE , assistente di ERACLE

LAERTE , figlio di ACRISIO l’ARGIVO

LINCEO,la scolta , fratello di IDA

MELAMPO di PILO, figlio di POSEIDONE

MELEAGRO di CALIDONE

MOSPO il Lapita

NAUPLIO l’ARGIVO, figlio di POSEIDONE , famoso navigatore

OILEIO il LOCRESE, fratello di AIACE

ORFEO, il poeta TRACIO

PALEMONE , figlio di EFESTO, un ETOLO

PEANTE, figlio di EFESTO , un ETOLO

PEANTE , figlio di TAUMACO il Magnesio

PELEO il Mirmidone

PENELO , figlio di IPPALCIMO, il BEOTA

PERICLIMENO di PILO , il mutevole figlio di POSEIDONE

POLIDEUCE , il pugile SPARTANO, uno dei DIOSCURI

POLIFEMO, figlio di ELATO, ARCADE

STAFILO, figlio di ELATO, ARCADE

STAFILO, fratello di FANO

TIFIDE, il timoniere, di SIFE in BEOZIA

ZETE, fratello di CALAIDE

 

e mai prima d’allora , così nobile compagnia si era imbarcata su una nave.

 

DETTO ANCHE OCNO (VEDI VIRGILIO X ENEIDE) O OCNUS - FONDATORE DELLA CITTA’ ISOLA SPARSA MANTO O/E DAFNEA ; FIGLIO DEL DIO TIBERINO (O TIBARENI: “ POPOLAZIONE ASIATICA STANZIATA SUL PONTO EUSSINO (MAR NERO) Lucullo 14,9.)) E DI MANTO O/E DAFNE ; MANTO O/E DAFNE NATA DALL’INDOVINO TIRESIA Οχνος = OCNOS = OGNVS FORSE DA OGYGES FONDATOR E RE DE TEBE- VARDA ANCHE ANFIONE FRATELLO DE ZETO CON L’AIUTO DEL QUALE FABBRICO’ TEBE NE’ LA BEOZIA. LE PIERE , TAIE’ DAL FRADEL LE SE MOEA SONANDO LA SO LIRA E LE SE METEA DAELE SOLE AL SO POSTO NEL FABRICAR I MURI E LETORIVARDA ANCA ANFIARAO TEBANO2 : (I CANTICA XX° CANTO DANTE ALIGHIERI) INDOVINO, PARTECIPO’ ALLA SPEDIZIONE DEGLI ARGONAUTI ( CHE FONDARONO LEGNAGO PORTO - )’E ALLA GVERA TEBANA (3) LA PREVISYO , PREVEDENDO LA SO MORTE IN STA GUERA L’’A SZERCà DE NO FINR INPRESONA’ , SCONDENDOSE ; MA LA MOIER ERIFLE , SORELA DE ADRASTO , CAPO DELA SPEDIZSION , AVENDO RICEVù IN REGALO NA COLANA D’ORO , GA FATO CAPIR IN ‘ DOE EL SAVEA SCONTO EL MARI', CHE PARTIO PAR TEBE LE MORTO LA .

Nazione Popolo,SYIRPE RASZA.(della sYirpe e del sangue degli DEI) (ENEA , sangue dei DEI) (ANYICHE ASE’ FAMEIE PALO VENEYE CHE I’ ANYENAYI S’ ERA CONFRONYAYI E RICEVUTI E SI ERANO inYrodoYi con Yarquino Prisco ) (vedi alYare a san Zen Menago Sparè dedicaYo a IOVI IVNONI MINERVA LVA VSLM - CIL V 3242 -VYILE SENYENZA LEGAYO MANYENVYO VEDI YARQUINO PRISCO IN BRESCIANI YERRE E CASYELLA 1933

 

CHI E’ DELLA SYESSA SYIRPE , PARENYE (ECCLESIASYE): I GENYILI, I PAGANI, IL PAGANESIMO, LA RELIGIONE PAGANA (GENYILIYAS LIGNAGGIO = SCHEI - SYIRPE)

 

DALA LENGVA VENETA AL MICENEO AL DELFICO ATTICA ATTICO ATTICVA ADRI ATTICI DELFI PIRATI ILLIRI LIBURNI GRECO

SU DAL LAYIN (VIRGILIO)

 

 

AI STRAMBOTI CURTENSI

LA

LENGUA VENEYA

STIL NOVO

DE VOLGARI ELOQUENZSIA(DANTE)

AL SPAGNOLO

AL FRANCESE

A L’INGLESE

DRENYO DA’NOVO NE LA

LENGVA VENEYA(MENEGHELLO CAMON)

 

 

dal mar fondo

305 198

 

ANACA LV

DOPO L’E’ VEGNV’ AI LIDI INYORNO CON (agmen= GRAN CONFVSION DE DONE - FLOYA SCHIERA’ DE NAVI - ESERCIYO IN MARCIA -ASE’ YANYA) L’ACVA VENE Y VLAYA OGNUS (4)

 

310 - 199

 

REGOLADOR EYERNA DEA DEL DESYIN, PO -Y-ENZA - MISYERIOSA E MAI

 

LICEO GINNASIO STATALE "A.PIGAFETTA, Contrà Cordenons - 1 36100 Vicenza

e amil vipc010004@istruzione.it

TEL. 0444 543884

FAX 0444 32 60 27

29 ottobre 2007 ORE '10,00

CONTRà SAN MARCELLO

SECONDO PIANO

 

 

EMMA DE PAOLI 4 AG LICEO PIGAFETTA

 

 

VVVVVVVVVVVV

 

dante esule

ogni isola un forno... quanto di sale sa l’altrui pane..

come è duro salire scendere l’altrui scale...

aver perso casa e palazzo servitu’ ... io avevo tre balie.... la rita... la mafalda.... e la maria parulota...

il pane salato o non salata

il pane gli ricorda gli amici

la rosetta

pane si scatena il gusto nel benaco

rapporto con el magnar

cristo moltiplica el pan e el pese

la vita sorge da l’acqua

indoe catemo el pan

filippo 200 denari di pane

andrea fratello 5 pani d’orzo e due pesci

zinquemila pani e pesi

12 zeste

pese nase da l’acua

pan ingegno del fornar

 

appetito con el pan

apetito

forma di vita e conoscenza e desiderio

w

roberto mussati

il capo e la coda

regia

terzo anello

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