TRACE LETERE ARTE
ISOLE SPAMPINE' REPVBLICA VENEXA DA MAR
SETE AVE MARI A DRENTO I LIDI DEL BOSCO SACRO ISOLE VENEXIA PALO AVI (ENDOLAGUNA)
Civilta' acua aleata - Insubria - PATRIARCATO DE AQUILEIA -- Isole Sparse - Spampine' - Risaia santa casa pietà a Sparè - Fond. Museo Biblioteca Scrittrice Rosa Lanza Ferrarini Bertelè ved De Paoli Museo Biblioteca Paolo Bertin Via Bruso S. Gregorio (Cucà ) Veronella Tel fax 0444 323071 http://depaoli.pbwiki.com www.artedepaolironchin.org
www.vicenzafoto.it e.mail depaolirenato@gmail.com casella postale 189 , 36100 Vicenza Centrale Italia C.F. 95035170240 PIVA 013186340240 - CCIIAA VICENZA EDAR 26 09 1996 IRAEA 228975 15 o6 1994 codice PROT 0700040595 12/18 ISTITUTO REGIONALE ISOLE SPARSE PALEOALVEI TION TARTARO MENAGO ARGINE ALPON GUA' EDRON "CIVILTA' ACUA" RICERCA SCIENTIFICA STORICA ARCHEOLOGICA DEMOETNOANTROPOLOGICA - in convenzione con Associazioni, Comuni, Regione, Stati.
c/o Asso. A.R. - Direttore Responsabile Renato De Paoli
© Re nato da sparè to Vicenza poeta scritor zercador Veneto spaerso isole paleoalvei Timavo Isonzo Stella Livenza Piave Brenta Bacchiglion Retron, Dugal, Tregnon, Menago, Sanoa, Piganzo, Lavegno , Tion , Tron, Molinella, Tre ven zo, Core zo, Mincio CESE, OIO, ADA, Secia, Panaro, RENO, Po Tartaro Adige Alpon Guà Frassine Bisato Naviglio 2005-04-23
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SCHIZA SU STO STRAMBORO PAR CATAR ALTRE PAGINE
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PREMI LETTERARI: VENERDI' 31 OTTOBRE 2008 IL "REGIONE VENETO - SETTEMBRINI"
AGI - Agenzia Giornalistica Italia - Roma,Italy
Si svolgera' venerdi' 31 a Mestre, presso il Teatro Toniolo, la cerimonia
di premiazione della 49ma edizione del Premio 'Regione del Veneto -
Leonilde e ...
<http://www.agi.it/venezia/notizie/200810252210-cro-r012667-art.html>
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FESTIVAL LETTERATURA 2008 A MANTOVA
SCHIZA CHI SOTO PAR NDAR VEDAR
http://depaoli.pbwiki.com/MANTOVA-FESTIVAL-LETTERATURA-LUCA-SCARLINI
OTTAVIA NEGRI VELO - il giornale - diario - 1796 - 1814 - a cura de Mirto Sardo
http://digilander.libero.it/ottavianegrivelo/sommariok.htm
BIOGRAFIA DE OTTAVIA NEGRI VELO - STORICA - cronachista - dal 1797 al 1814. Benemerita nata vissuta e morta in Vicenza.
Schiza su sto stramboto par lezar la biografia
http://www.uni-ulm.de/LiLL/3.0/D/frauen/biografien/Jh18/negriit.htm
in collaborazione con il corriere della sera
MAPPA DI ASPARETTO in collaborazione con comuni d'Italia
ISOLE SPARSE MENAGO ASPARETTO SPARE' ASPARE'
VICINO AL CUORE DELL'ORIGINALE MOBILE D'ARTE: ASPARETTO
PLINIO EL VECIO HISTORIA NATURALIS con google
http://www.google.it/books?id=gNcIAAAAQAAJ&pg=PA179&dq=Ligurum+quidem+lingua+amnem+ipsum+Bodincum+vocari&as_brr=1
Sergio Bissoli
I magici anni 60
E' una strana operazione quella di scrivere una autobiografia. E  una rivincita sul tempo che distrugge tutte le cose belle e care. Mi sembra di prendere la Vita e metterla dentro vasi di vetro, affinché non vada perduta.Â
Negli anni 60 lavoravo nella bottega di mio padre ma avevo anche altri compiti. Tutte le mattine andavo a comprare il pane da Federico; tutte le sere andavo a comprare il latte in latteria dove c era Loretta, una ragazza bruna e magra che mi piaceva. E 2 o 3 volte alla settimana andavo a comprare le bottiglie di acqua minerale a s. Zeno, dove c era una signora bionda che chinandosi per mettere le bottiglie nelle sporte di tela, mi mostrava un po il bel seno.
All inizio i miei approcci con le donne erano un po burrascosi perché ero inesperto. Nel 1964 passando in bici per via Tencarol vidi una ragazza che mi piaceva. Restai a guardarla e anche lei mi guardò stando davanti a casa sua. Ripassai altre 3 o 4 volte davanti alla casa della ragazza, finchè una sera mentre ritornavo notai un uomo che mi seguiva in bici. Per prudenza anziché andare subito a casa mia svoltai per un altra strada. Anche l uomo svoltò. Allora provai ad accelerare e anche l uomo accelerò. Riuscii a seminarlo dopo una corsa di alcuni Km. Non tornai più in via Tencarol.
Negli anni 60 sono stati prodotti molti film di genere soprannaturale. Sfuggendo ai divieti di genitori preti e insegnanti sono riuscito a vederne molti. I miei attori preferiti erano Vincent Price, Cristofer Lee, Peter Cushing e la divina Barbara Steele. Ho apprezzato di Antonio Margheriti, di Roger Corman, di Terence Fisher, di Riccardo Freda, eccetera.Â
Nel 1965 molte cose erano cambiate: il vecchio monastero e la torre erano distrutti. Gli essiccatoi in via Canonica stavano per essere trasformati in condomini. Nell ex bosco Cabrini stavano fabbricando la banca e le scuole.
Nel marzo 1965 ricomprai ancora libri, sostituii quelli perduti e ripresi la mia attività . Nel gennaio 1965 Vito andò ad abitare nella casa in via 25 Aprile, comprendente il vecchio forno del fu Federico. Con il permesso di Vito, avevo nascosto i libri nel piano superiore delle baracche in fondo al cortile, dietro il forno. Successivamente trasferii i libri dentro un cassetto vuoto per la pasta nel negozio di alimentari sempre di proprietà di Vito. Quella casa era molto pittoresca. Si entrava da un portico, c era un cortile davanti al forno e a destra (sud) una scala con sopra il pergolato e il muro coperto di edera. L ingresso era in cima alla scala. Le domeniche pomeriggio le trascorrevamo a giocare nel forno e negli stanzoni del magazzino. C era caldo e file di scarafaggi sempre in cammino. In primavera appoggiammo una lunga scala dietro la finestra del cinema Sociale. Il cinema aveva una finestra sul cortile dietro il forno. Stando sulla scala, a turno o tutti due insieme,
 vedevamo un po il film. Oppure entravamo da una uscita di sicurezza che in estate era protetta solo da una tenda. Così ho visto di Moravia. Nei pomeriggi feriali io e Vito entravamo nel cortiletto pieno di canne di bambù e da lì attraverso una uscita di sicurezza entravamo nel cinema Sociale vuoto.
Nel gennaio 1965 mi abbonai ai Racconti di Dracula inviando un vaglia all editore ERP di L. 1.500 per 12 numeri. Feci l abbonamento a nome di Vito che acconsentì a ricevere i libri nella macelleria di suo padre in via Paride 34. Io, nei primi giorni di ogni mese andavo vicino alla porta della macelleria e guardavo Vito che stava alla cassa. Lui mi faceva un cenno con la testa (sì o no). In caso affermativo aspettavo un poco e Vito, senza farsi vedere da suo padre, si accostava alla porta e mi consegnava il libro. Nel 1965 uscirono mensilmente a partire da gennaio, i capolavori: di Max Dave di Frank Graegorius di Morton Sidney di Kevin mc. Hynes. Il febbraio 1965 fu freddissimo. Mia mamma era all ospedale a Nogara (con mio padre) e io ero solo in casa e non riuscivo a scaldarmi; di notte gelava la pipì nel vaso. In quel mese rilessi il divino di Frank Grae
gorius. Â
Nel 1965 Vito si era comprato una chitarra elettrica rossa e si esercitava a suonarla nel negozio di alimentari. Suonava le canzoni dei Beatles e venivano amici per ascoltarlo fra i quali Luigino (1949 1980) grande appassionato di musica beat. Â
In febbraio 1965 comprai alle bancarelle di Verona uno strano libro: Emilio Rosignoli < Io credo nei vampiri>. Pagai il libro 2.000 lire e lo lasciai là . Andò a prenderlo Vito che andava a scuola a Verona tutti i giorni. Lessi il libro a letto; ma subito dopo mi venne la passione per il poker e lessi libri di poker. Gli amici Vito, Gianfranco e M* mi insegnarono a giocare. Giocavamo tutti i pomeriggi nell osteria Busa, vicino al fiume Menago. Mi stancai dei libri e li diedi tutti a Gianfranco perché li vendesse alle bancarelle di Verona. Poi dividemmo l incasso (500 lire a testa). Io e Gianfranco  avevamo inventato un codice, un modo di tenere le carte, per comunicarci il punteggio. Giocava chi di noi aveva il punteggio più alto e alla fine andavamo a dividerci l incasso. Nonostante questo trucco perdevamo spesso. Gli avversari erano forti e fortunati: Paolo, Antonio, M* ecc. M* era un perfetto pokerman. Egli < adoperava > la sua faccia bruna per qualsiasi
 genere di bluff, bugia o imbroglio. Più volte, a fine partita, dopo aver sentito il punteggio dell avversario dichiarava freddamente un punteggio più alto e abbassava le carte. L avversario distratto non controllava bene e M* si prendeva il piatto con un punteggio più basso. Una sera di primavera andammo a giocare a poker a casa di Vito in via 25 aprile. Eravamo nella cucina con un unica finestra buia a sud sul muro pieno di edera. Giocavamo bassissimo (solo 5 lire a fiche) ed eravamo tutti amici. C era anche Loretta, la figlia del lattaio, con suo fratello Alcide. Loretta mi piaceva e io volevo perdere al gioco in suo favore invece vincevo vergognosamente. Un colpo con un full servito scartai 4 carte e feci poker!Â
Giocammo alla Busa fino a maggio perdendo grosse somme. Poi ci stancammo. Io e Gianfranco andammo a fare giri in bicicletta. Vito passò al gioco dei piombini da lanciare sul bersaglio. In quel periodo (1965) vinsi a poker da M* e in pagamento mi feci dare una grammatica inglese e libro di lettura. Così perfezionai l inglese che avevo incominciato a imparare col corso . In seguito lessi molte altre grammatiche fatte arrivare da Londra Longmans,ecc.) poiché questa lingua mi piaceva per la sua grammatica sobria e razionale. A quel tempo avevo deciso di imparare l inglese per poter leggere gli originali dei Racconti di Dracula dei testi italiani esauriti. Allora non sapevo che i testi dei Racconti di Dracula erano scritti da italiani con pseudonimi inglesi e titoli originali falsi. Ciò nonostante l imparare questa lingua è stato per me la cosa più utile che abbia fatto. L inglese mi ha permesso di leggere libri eccezionali, di conoscere persone, associazioni.
Per alcuni periodi dell anno mi appassionai dei seguenti argomenti: nel 1965 studiai i giochi d azzardo e calcolo delle probabilità . Imparai a giocare la roulette, chemin de fer, baccarà , 30 e 40, blackjack. Nel 1966 studiai le droghe e i loro effetti sul corpo e sulla mente. Nel 1967 circa, studiai la prestidigitazione: lessi Rossetti  e altri. Così finalmente imparai i giochi che vedevo alle sagre. Il gioco delle 3 carte, della catenina, dei bussolotti. Nel 1968 conobbi un tipo alle sagre, un ex mago. Lui e un vecchietto suo socio avevano un banco con roulette e dadi. A volte eseguiva il gioco dei bussolotti con 3 ditali. Io feci amicizia, puntavo con i suoi soldi per attirare i clienti e alla fine mi dava 1000 lire. A volte collaboravo anche con un altro biscazziere, un certo Severino da Castagnaro.Â
Nel 1965 io e Vito compravamo riviste erotiche francesi o tedesche di donne nude. Compravamo riviste e foto da Vasco il quale le comprava da Giuliano. Noi le guardavamo con grande interesse e poi le rivendevamo ad altri. Una volta io e Vito comprammo per 600 lire da Vasco un libretto francese con foto in bianco e nero di donne nude, tutte molto eccitanti. Poiché Vito non aveva le 300 lire misi io la sua parte in cambio di una moneta araba. Nascondemmo il libretto in un foro nel muro lungo il fiume Menago, nei campi del Negus. Un giorno il libretto mi cadde in fondo al foro e toccò a Vito recuperarlo. Mostrammo il libretto anche a Gianni. In seguito consegnammo il libretto a Paolo affichè lo vendesse. Lui lo portò a scuola e un professore lo vide e lo sequestrò. Paolo disse i nostri nomi, scoppiò un piccolo scandalo e lui non pagò. Dopo pochi anni uscirono le prime riviste erotiche in Italia: Playman, ABC, Le Ore: mostravano solo ragazze in bikini e venivano spesso sequestrate.
Poi, un po alla volta diventarono legali.
In aprile 1965 Roberto mi portò a casa di un suo amico per vedere una moneta d oro messicana. Così conobbi Piergianni e fu una folgorazione. Abitava in una casetta in via Libertà . Suo padre era maresciallo dei carabinieri, e aveva una bella madre 1 fratello e 2 sorelle.Â
Piergianni era un genio, magro e serio. Mi mostrò la moneta, poi da una valigia dove le teneva nascoste, tirò fuori una pistola, sigari, whisky Era appassionato di Occultismo e Letteratura Nera e aveva alcuni Racconti di Dracula. Da quel momento diventammo amicissimi e mi tornò la vecchia passione per l occultismo. Gli vendetti per 500 lire di Emilio de Rosignoli che tenevo nascosto lungo la ferrovia in via Colombare. In aprile, maggio giugno,  dalle 13 alle 14 quando il negozio di mio padre era chiuso, andavo a casa sua a leggere libri di spiritismo, magia, occultismo e a parlare di queste cose. Parlavamo anche di Maria Luisa  una sua compagna di scuola che lui adorava disperatamente. Mandammo a prendere ancora libri e mi fece conoscere anche un suo amico bruno: Renato. Nelle domeniche di giugno io andavo nella saletta a casa di Piergianni a rileggere Racconti di Dracula, leggeva anche lui, poi si cambiava e andava a fare il cameriere in un bar dove trova
va biglietti da 1000 lire nascosti nei bicchieri. Un pomeriggio io, Piergianni e Renato andammo lungo il fiume Nichesola; loro fecero il bagno e io lessi .Â
Un giorno Piergianni mi indicò Maria Luisa e dopo un po mi innamorai di lei. Quella ragazza vestiva sempre di giallo e nero, oppure tutto in nero, che erano i miei colori preferiti. La guardavo passare in bicicletta, la spiavo davanti alla sua fattoria dietro al campo sportivo e trascorsi alcune notti insonni pensando a lei. In luglio mi presentai a lei nel campo di tennis. Scambiammo alcune parole e dopo le prestai un pacco di libri perché le piaceva leggere. Ci rivedemmo anche altre volte, ma lei aveva molti corteggiatori. In autunno andò ad abitare in città e si sposò.Â
Tutte le volte che mi sono innamorato (e sono state molte volte nella mia vita) ho provato ansia, sfinimento, nausea, nervosismo, batticuore, sudorazione e brividi di freddo. Mangiavo poco e non riuscivo più a dormire. L amore è stato sempre per me come una malattia.Â
Nel maggio 1965 decisi di fare una vita come gli altri, così tutte le domeniche andavo al bar Zuccolo, fumavo le sigarette (che mi davano poiché non avevo soldi), guardavo giocare a biliardo, ascoltavo il juke box. Quella vita mi annoiava terribilmente ma mi ero imposto di farla per sentirmi come gli altri miei amici.
Piergianni mi aveva accennato che un giorno sarebbe partito da Cerea, ma sembrava una possibilità lontana. Invece, la prima domenica di luglio 1965, giorno di sagra, andai da lui e trovai la casa semivuota. Stavano per partire per Conegliano veneto. Ricordo che uscendo da casa sua trovai in strada un gettone della giostra e andai sull autoscontro Piatto in prato della fiera. Piergianni andò via portando con sé il mio pendolino da radioestesista in bronzo e rame che mi aveva dato la bambina Daniela, la mia collezione di teschietti, ed: Hoepli, eccetera.
Dopo la sua partenza ci scrivevamo con assiduità e ci telefonavamo al telefono pubblico bar Centrale. Negli anni successivi venne giù a trovarmi alcune volte. Nel maggio 1976 con la Fiat 500 andai a Conegliano e rimasi ospite 2 giorni nell appartamento in via Garibaldi. Trovai un Piergianni elegante e cittadino. Il papà era morto, sua madre molto invecchiata. Sua sorella Maida era bella e gentile. Quando gli chiesi il mio pendolino disse che lo aveva perduto. Insieme visitammo un cimitero ebraico sulla collina. Piergianni mi disse che veniva spesso in quel posto per meditare. In realtà era un posto affascinante: le lapide grigiastre erano spesse, inclinate, sbreccate. Andammo da una sua amica dove bevemmo grappa aromatica. Poi al castello di Susegana; dal ponte si vedeva un masso sospeso a una catena che serviva da contrappeso alla grata. Piergianni mi aspettò fuori; io saltai il muro e visitai l interno. Nel cortile c erano pozzi profondissimi; all interno sale col tetto puntellat
o, sarcofaghi di pietra con cavalieri scolpiti sul coperchio, sale piene di acqua   Pochi giorni dopo, ricordo, arrivò il terribile terremoto del maggio 1976.
Anche alcuni anni dopo ritornai in quei posti. Negli anni 70 incominciavo a interessarmi dei guaritori. Nel 1977 mamma si lamentava per i reumatismi e così siamo andati con la Fiat 600 di mio padre a Treviso. Là c era un guaritore meridionale che mentre teneva la mano a mamma guardava un cronometro. Poiché mamma non sentiva niente disse che era refrattaria al fluido. In quell occasione visitai il museo della città . Poi siamo andati da padre Tiburzio a Verona e altri. Nel 1983 Piergianni si trasferì in Germania, nell albergo del marito di sua sorella. Al telefono rispose lei; disse che Piergianni era fuori, stava bene e che quello scapolone non si era ancora sposato. Nel 1991 ho cercato di mettermi in contatto con lui, ma all anagrafe di Conegliano mi dicono che è morto nel 1989, all età di 38 anni.
Nel luglio 1965 andai in bici alla Palesella, nella vecchia casa contadina di  Renato, l amico di Piergianni. Renato abitava in una tipica casa contadina con ingresso ad arco, portico, fienile e un campo. In luglio 1965 nel vecchio portico sotto il fienile lessi di Frank Graegorius. C era un caldo infernale e c erano moltissime mosche che ronzavano nel silenzio.
Un altro mio luogo di lettura: dal passaggio a livello di via Oberdan partiva un sentierino fra le rotaie che costeggiava il fiume Fossa a sinistra e la ferrovia per Verona a destra. A un certo punto c era la grande buca provocata da una bomba. Il sentiero finiva all ex passaggio a livello di via Colombare, allora sbarrato. Io percorrevo questo sentiero per andare a leggere là . In estate le traversine che si dilatavano al calore del sole ogni tanto davano colpi secchi come spari che mi facevano sussultare. In agosto lessi molti Pocket Longanesi. In settembre lessi di Harry Small; in ottobre di Red Schneider. In novembre lessi lo stupefacente uno degli ultimi capolavori di Frank Graegorius. Era un pomeriggio grigio e freddo. Tirava un vento gelido di tramontana che annunciava neve e io stavo rannicchiato sulla bici mentre leggevo. E l anno seguente (1966) in primavera ritornai ancora in quel posto per leggere: mo dell aldilà > di Max Dave, di Paul Carter .
Nel gennaio 1966 rinnovai l abbonamento ai Racconti di Dracula da spedire a casa di Vito in via 25 Aprile. Vito era stufo e dovetti regalargli 1000 lire perché accettasse. I libri andavo a prenderli nella sua polleria dal fratello Ezio. Il primo libro che arrivò in gennaio fu di Max Dave, di genere orrore-fantascienza. A partire dal 1966 incominciò la decadenza dei Racconti di Dracula e non uscirono più capolavori. Molto bello di Frank Graegorius che lessi dietro il cimitero di Cerea nel luglio 1966. Con gli anni 70 la situazione peggiorò fino alla chiusura dell editrice nel 1983.Â
Nell aprile 1966 sulla rivista di mio padre lessi un annuncio di Rossi Loris Fano Pesaro che diceva: scrissi a Loris, feci amicizia e comprai tutti i Racconti di Dracula. In maggio, dietro al monticello del Tiro a Segno, lessi lo stupendo e malinconico di Red Schneider. Come unico compagno avevo un vecchietto che zappava la polenta in lontananza. Poi rilessi molti altri Racconti di Dracula e libri di sessuologia, erotismo, droghe. Rilessi il sublime  di Frank Graegorius. Mentre leggevo questo libro provavo emozioni bellissime e pensai: Dedicherò la vita a far provare agli altri le emozioni e i piaceri che questo scrittore mi fa provare adesso . A distanza di anni, anche per merito delle circostanze, quel desiderio si è realizzato.Â
Al Tiro a Segno, camminando lungo un fosso udii un unico forte battito d ali provenire dal fogliame. Mi fermai ma tutto era silenzio. Mi incamminai e il rumore si ripetè. Allora spostai le fronde a galleria sopra il fosso. Dall alto pendeva un uccello, morto, imprigionato nei viticci. Un poco alla volta liberai l uccello inanimato, per poterlo osservare meglio, ma quando fu libero prese il volo e andò via. Era una civetta molto intelligente; per 2 volte aveva richiamato la mia attenzione, poi si era finta morta e infine aveva ripreso la sua libertà .
In seguito Loris mi vendette per 500 lire anche il n° 1 della collana: di Max Dave. Nell estate 1966 io e Vito nascondemmo i libri in un tombino che sfociava in Menago in via Peagni dietro alle 2 cabine elettriche. Entrai per alcuni metri nel tombino rotondo. Sistemai una tavola di lego a metà e sopra ci misi i libri. Così l acqua passava sotto alla tavola, senza bagnarli. Un giorno sentii un sibilo e mi trovai davanti a una biscia. Il tombino fu l ultimo nascondiglio dei libri. In seguito andai a prenderli e li tenni in casa adottando qualche precauzione: toglievo le copertine, li incartavo, li nascondevo fra altri libri di scuola. Nel 1966 Vito si dedicò con successo a suonare la chitarra in un complesso chiamato . Ora ci vedevamo sempre meno. Le nostre avventure erano finite.
Da giovane (15- 20 anni e più) ero molto timido, ingenuo, impacciato, mi mancava il senso pratico, ero sensibile, fantasioso, sognatore. A 20 anni ero molto timido. Ricordo che di fronte a casa mia lavorava come lustrina una ragazza bionda col labbro leporino e i capelli lunghi. Era bellissima e d estate indossava un vestito rosa che aveva una collana come cintura. Qualche volta veniva nel negozio di mio padre per comprare le pile. Io gliele davo e tremavo, non osavo parlare. Ero talmente timido che quando dovevo dire qualcosa o andare in qualche posto nuovo arrossivo, balbettavo, mi mancava il respiro e sentivo freddo.Â
Nel giugno 1966 conobbi Piero, un coetaneo di Cerea. Piero indossava sempre pantaloni neri e camicia gialla, come una divisa. Era un ragazzo sfrontato, dissacratore, ribelle e anticonformista. Diventammo subito grandi amici poiché io volevo essere come lui. Cominciammo a frequentare le sagre dove io giocavo alla roulette, ai dadi, fino a perdere tutto. Correvamo dietro alle ragazze. Lui era sfacciato e esperto io timido e inesperto. Di notte per provare il nostro coraggio, andavamo al cimitero. Facevamo il bagno nudi nei fiumi. Siamo stati alle sagre di Cerea, Nogara, Isola della Scala, Castagnaro e Minerbe. Qui in provincia dove tutto avviene in ritardo, questo era il periodo d oro dei mitici, favolosi, irripetibili anni 60. Le chitarre, le musiche di pace o d amore, le camicie a fiori, i capelloni Gli anni 60 sono stati la culla delle illusioni, della bellezza e dell amore romantico.Â
Alla 5° domenica di luglio, alla sagra di Castagnaro: con la prima ragazza che abbiamo corteggiato non avemmo fortuna. Era una tipa villana e ci disse di andare a morire ammazzati. Ho ricordi bellissimi di avventure con Piero. Noi 2 insieme, di pomeriggio e sera andavamo in bici a caccia di ragazze. Conoscemmo 2 sorelle di Legnago in tandem. Una bionda di Milano di nome Antonella. Tutti gli anni questa ragazza passava le vacanze dai parenti a Porto, in una casa bianca col pilastro. In un pomeriggio nuvoloso portai Antonella sull autoscontro alla sagra di agosto (s. Rocco) a Legnago. E molti anni dopo alla sagra di Porto, una bionda con i capelli ricci  mi chiamò. Era Antonella e io non la avevo riconosciuta. Forse se qualche persona sarà ancora viva riconoscerà sé stessa in queste memorie. Ma andiamo avanti.
 Nelle notti di agosto io e Piero girovagavamo in bici per Legnago e Porto mentre lui cantava canzoni oscene. Siamo andati in bici alla sagra di Isola della Scala dove io ho perso 1000 lire alla roulette e 1000 lire ai dadi. Alla sagra di Sanguinetto conoscemmo 2 belle ragazze di Macaccari. Una domenica con pomeriggio nuvoloso trovammo 2 corridori sulla statale per Legnago ( la strada era deserta perché in quei tempi non c era traffico!) ci mettemmo a chiacchierare mentre pedalavamo verso Legnago. A un certo punto i due corridori si fecero un gesto di intesa e poi partirono in fuga per distanziarci. Con le nostre bici li seguimmo in corsa fino a Legnago; i corridori non erano riusciti a seminarci! Alla sagra di Castagnaro una ragazza mi diede uno schiaffo.
Siamo andati alla sagra di Minerbe nell agosto 1966 e là ho conosciuto la 18enne Franca. E qui si apre un capitolo importantissimo della mia vita. Pochi giorni dopo Piero partì con i genitori in cerca di lavoro in Germania. Ci scambiavamo lettere, cartoline. Lui veniva in ferie ogni anno d estate a Cerea, così andavamo in giro insieme in quei giorni. Poi con il passare degli anni Piero era sempre più impegnato e non aveva più tempo. Un estate arrivò giù con la figlia di un poliziotto tedesco. Dieci anni dopo una sera io e Piero siamo andati a Verona con la sua macchina per cercare donne. Due zingarelle ci dissero Da noi prima si paga e poi si scopa . Piero le diede 10.000 lire e lei ci disse di aspettarci più avanti, ma non venne. Piero tornò, ma lei disse che era spagnola e 10.000 lire non bastavano, così li ha restituiti. Poi lui ha caricato una donna bionda che però era un travestito. Piero si è fatto restituire le 10.000 lire che però erano false. Piero voleva ammazzarlo con la
 macchina, ma io l ho supplicato di ritornare a casa. Negli anni successivi Piero cambiò molto, si trovò un buon lavoro e si sposò.
 Descriverò adesso il mio sogno ricorrente che mi ha accompagnato dal 1965 circa fino al 1988: arrivo in un paese che mi piace e che vedo per la prima volta. Girando per il paese incontro una ragazza meravigliosa ogni volta diversa. Nel sogno la riconosco subito e sento di averla finalmente ritrovata dopo averla cercata per tanto tempo. Abbraccio la ragazza, restiamo insieme a parlare d amore e dopo un po mi sveglio. Questo sogno ( io sogno sempre a colori) arriva sempre all alba 1, 2, o 3 volte all anno. Al risveglio sono agitatissimo e ricordo perfettamente i particolari del paese e il volto della ragazza. Provo una profonda gioia, un grande benessere che dura per tutto il giorno. Anche il poeta Verlaine faceva lo stessa esperienza e la descrive nella lirica . Un altro mio sogno ricorrente: L esplorazione di edifici strani, misteriosi, affascinanti: vecchie torri, granai, cantine
Ma torniamo a Minerbe. Prima domenica di Agosto del 1966 insieme a Piero. C era la sagra di s. Lorenzo. Quell anno suonavano dei Beatles dei Beatles dei Rolling stones. Nel viale della stazione vidi per la prima volta una ragazza bellissima, con i capelli lunghi e lisci; vestiva una gonna nera e una blusa rosa. Di colpo mi innamorai di lei. La salutai, lei mi salutò e quella ragazza entrò per sempre nella mia vita. Lei è stato il mio più grande amore! Dimenticai subito Marialuisa che diventò una donna qualunque, completamente indifferente. Un profondo conoscitore dell universo erotico, Barbey D aurevilly scrive: Â
La domenica dopo Piero era già partito per la Germania e tornai da solo a Minerbe. Le domeniche successive tornai ancora a Minerbe e approfondii l amicizia con Franca. Anche il paese mi piaceva, mi sentivo a casa lì, come se avessi vissuto una vita precedente in quei posti. Franca era una ragazza dolce, timida, riservata. Io andavo a trovarla in bici tutte le domeniche e restavamo insieme. Ah! I ricordi di quelle domeniche!Â
La prima domenica di settembre 1966 andai in bici alla sagra di Roverchiara con  Roberto e Attilio che suonava l armonica a bocca. Lasciai gli amici a Roverchiara e proseguii per Minerbe. Per la strada c era un ciclista e facemmo amicizia; si chiamava Roberto di s. Pietro di Morubio. A Minerbe incontrai Franca che usciva di chiesa con alcune amiche: Annamaria di s. Vito, una ragazza bellissima con i capelli lunghi e altre. Sul ponte di Bonavigo al ritorno conobbi 3 amiche: Nadia, Lorella e Rita che andavano alla sagra di Roverchiara. La seconda domenica di novembre trascorsi un altro incantevole pomeriggio a Minerbe insieme a Franca. Al ritorno rividi anche Annamaria. In inverno mi facevo portare a Minerbe da conoscenti con la moto o facevo l autostop. Alla seconda domenica di ottobre andai a Minerbe sulla lambretta di Ezio (fratello di Vito). Stetti alcuni minuti insieme a Franca; poi andammo alla sagra di Vigo dove ricevetti uno schiaffo da una ragazza che tentai di corteggiare,
 e al ritorno dovetti pagare la miscela a Ezio. Ma molto spesso andavo a Minerbe in bici, col tempo freddo che minacciava pioggia. Lungo la strada guardavo le case in costruzione e progettavo di correre al riparo nella più vicina in caso di pioggia. Una volta mi riparai al mobilificio Damin e Gatti di Porto, a quel tempo in costruzione; un altra volta alla mostra di roulotte fra s. Pietro e Cerea. In inverno pagai 500 lire d argento a un tizio perché mi portasse a Minerbe con la moto vespa. Faceva freddo e per terra c era la neve. In paese feci un giro per le strade ma non vidi Franca, così infreddolito tornai indietro. In dicembre i miei genitori mi accompagnarono in via Mazzini a Verona e mi comprarono quello che desideravo: una pipa.
L anno dopo 1967. La terza domenica di marzo, giorno di sagra a Minerbe, conobbi l amico Claudio di Begosso. Fu un altra domenica indimenticabile. C era una folla multicolore: nella piazza e nel viale dei tigli c erano molte ragazze in minigonna, tantissimi hippy con capelli lunghi, camicie a fiori e jeans. Le giostre suonavano musiche dei Beatles e altri complessi italiani. Alla sagra c era anche Annamaria. Restai insieme a Franca fino a sera. Poi con il buio l amico Claudio mi portò in moto fino sul ponte del Bussè a Legnago e lì feci l autostop per venire a Cerea. Faceva freddo e presi la bronchite. In maggio, all improvviso, Franca mi disse che non voleva più vedermi, e da allora non riuscii più a parlarle perché lei sfuggiva tutte le volte che la incontravo. Soffrii moltissimo. Però andai a Minerbe anche negli anni successivi. Nel marzo 1968 alla sagra la rividi. Stava sulla ruota panoramica mentre suonavano di Nada. Franca era bellissima. Nei pomeriggi succes
sivi per tanti anni mi sedevo sulla panchina vicino alla chiesa o passeggiavo ricordando i giorni felici. Franca diventò donna, si sposò, cambiò casa, poi cambiò ancora.  Nel 1980 circa a Minerbe mentre ero seduto nel bar della stazione notai lo sguardo insistente di una donna. La guardai anche io e lei non abbassò lo sguardo; finchè il marito la chiamò: Franca, vieni . Era lei e non mi aveva dimenticato. Cara Franca, che strana e bella ragazza! La storia del nostro amore l ho scritta nel 1973 in un romanzo intitolato: perciò non la ripeterò qui. Ma ero inesperto e così in seguito riscrissi quel romanzo in forma migliore e definitiva. Franca assomigliava a Olivia Hussey nel film di Zeffirelli.Â
Una domenica pomeriggio del 1967 io, Giorgio R* e altri suoi amici eravamo in piazza a Minerbe. La piazza come al solito era vuota. Passò una zingarella e uno della compagnia commentò Che belle tette . Lei si girò e con un sorriso malizioso disse:  Sì, e anche sotto è bello . Nel maggio 1967 io e un amico occasionale mentre facevamo l autostop a Porto conoscemmo una bionda di Bevilacqua che era scappata da casa. Facemmo amicizia poiché anche lei amava i Beatles ed era andata a Londra per vederli. Nell estate 1967 applicai un motorino mosquito 38cc. alla mia bici. Ora alternavo le visite a Minerbe con le sagre in altri paesi. A partire da quegli anni visitai le sagre dei paesi vicini e questa passione mi è rimasta. Non so se mi è possibile rendere l atmosfera irreale, sognante degli anni 60. Tutto era meraviglioso. I complessi musicali erano innumerevoli. La musica beat si suonava ovunque. Quasi in ogni casa c era un ragazzo che suonava la chitarra. Tutti i ragazzi avevano i capell
i lunghi. Gli hippy erano tantissimi e vestivano blue jeans, camicia a fiori e portavano i capelli lunghi e lisci fin sulle spalle. Al collo avevano una collana con la scritta: . La filosofia Hippy imperava, il mondo sembrava all alba di una nuova era! C era luce e sorriso negli occhi di tutti i giovani e tante speranze per un futuro migliore. Denaro, politica, affari, non contavano! I nuovi valori erano: la Musica, la Poesia, la Bellezza, l Amore Oggi a distanza di anni, non so spiegarmi perché tutti questi ideali sono miseramente falliti! Ma forse questi ideali sono solo assopiti nel cuore degli uomini in attesa di risvegliarsi in una futura e migliore società .
Dunque, con nella testa ancora le musiche dei Beatles, Equipe 84, i Rocks, Les Surf, Adamo, Nada, i Dik Dik, proverò a raccontare quegli anni. Passando sempre per Minerbe all andata e al ritorno, andai alle sagre di Boschi, Cologna, Terrazzo, Marega, Canove, Porto, s. Tommaso, Bonavigo, Orti, Bevilacqua, Vigo, Terranegra, s. Zenone, Legnago, Vangadizza, Morubio, Bonavicina, Roverchiara, Sanguinetto ..   Alla sagra di s. Pietro di Legnago vicino a una slot machine conobbi un ragazzo sorridente con i capelli lunghi e rossicci: Uber da Cerea. Qualche volta sono andato alle sagre con lui. Era simpatico e ci sapeva fare con le ragazze. Una volta siamo andati a Verona in autostop e un signore vestito di bianco ci fece proposte omosessuali, così noi scappammo via. Al luna park di Verona Uber corteggiò una ragazza balbuziente e tentò più volte di toccarle i seni con scarso successo. Alla sagra di Legnago scommise con un suo amico che questi non sarebbe riuscito a mangiare tutte le paste di
 un contenitore girevole. Le paste erano 30. Il ragazzo divorò 12 paste in pochi secondi. Poi bevve. Mangiò altre 10 paste. Poi bevve molto e riprese a mangiare. La 27esima pasta la sputò fuori, pagò la scommessa e andò a vomitare nel parco dietro al bar. Una volta sono andato a casa di Uber. I genitori erano vecchi e grassi e avevano un deposito di vetro e ferro vecchio in cortile. Fra l altro c era anche una locomotiva a vapore. Una volta Uber mi raggiunse col suo motorino Corsaro Morini alla sagra di Sanguinetto, nonostante avesse uno svantaggio di alcuni Km. Una sera di giugno in piazza Nascimbeni, Uber corteggiò una ragazza ricca, accompagnata dalla madre. In quell occasione Uber riuscì a far ridere la madre. La musica che suonavano in quel momento era dei Beatles. Ma una sera ebbe un brutto incidente col motorino e si ruppe i denti incisivi. In seguito Uber incominciò a frequentare brutte compagnie e lo perdetti di vista. Una notte d estate alla fine del mio lavoro
 al cinema lo trovai con altri mentre faceva l autostop per Verona. Mi invitò a unirmi a loro ma io andai a letto. Alla bella sagra di Orti (poi abolita) ho conosciuto una ragazza del tiro a segno. Fidanzata a Luciano fabbro di Cerea. Un pomeriggio un signore mi chiese se conoscevo ragazze e se ero disposto a dividerle con lui. Lo avrei presentato come un fratello maggiore; lui avrebbe messo la macchina, pagato la cena e poi  una sera a Legnago mi diede un passaggio per Cerea il coetaneo Giuliano R*. Ma correva come un folle così al passaggio a livello chiuso sono sceso poiché avevo paura. In seguito ho rinunciato all autostop. Alla sagra di Porto io e un amico abbordammo 2 signorine che per un po ci ascoltarono, poi fingendo di sistemarsi le calze si appartarono dietro un portone per tentare di fuggire. Dopo ci dissero che avevano 27 e 28 anni e noi eravamo troppo giovani. Il mio amico disse: Mi metta alla prova signorina  lei rispose: No, non in quel senso; noi cerchiamo un 30en
ne, un fidanzato vero; ci dispiace ma non possiamo perdere tempo con voi. In quel periodo utilizzavo molto l autostop da solo o con un amico, per spostarmi a Minerbe, Legnago, Verona e alle sagre. Spesse volte andava bene. Trovavo un signore che mi portava spesso a Minerbe. Ma a volte andava male. Alla domenica precedente la sagra di Bevilacqua mi diedero un passaggio 3 automobilisti ubriachi. Altre volte incontravo automobilisti che correvano troppo.Â
Nel 1968 circa sono andato al cinema Italia a Legnago per vedere il famoso film ; film molto discusso dove si assisteva per la prima volta a un parto. Sono andato col Mosquito passando per Angiari dove a una salita si è rotta la biella. Ho pedalato fino al cinema e poi al ritorno a Cerea. Ma al film a Legnago 2 signorine mi hanno bloccato all ingresso e non mi hanno lasciato entrare.Â
Negli estati 1967 68 69 andavo spesso in bici e poi in moto alla Stradina Rossa per leggere e meditare. La stradina rossa era un sentiero attorniato da cespugli di rovo e elianto fra via Cabianca e via Tencarol. Si chiamava così poiché il terreno di cui era fatta era color rosso. Mi piaceva percorrere quel sentiero che in quegli anni sembrava immerso nella giungla. Là lessi: di Max Dave , di Lewinsohn, . Ho portato Vito, Gianni e Remo. Un pomeriggio d estate io e Remo vedemmo 2 innamorati in auto. Io chiesi a Remo: Che cosa si diranno? E Remo rispose: La ragazza dirà all uomo  . Ci avvicinammo piano stando dietro ai cespugli finchè dai finestrini aperti potemmo udire le loro parole. I 2 fidanzati stavano litigando furiosamente e lei gli diceva un sacco di parolacce. Io risi e per molto tempo canzonai Remo. Una notte di agosto andai alla stradina col motorino e vidi una l
una calante rosso sangue che faceva paura. In maggio vidi sorgere la luna piena bella come una sposa. In dicembre la luna era piccola e fredda fra i rami scheletrici dei pioppi che fischiavano nel vento. Un altro bel sentierino che mi piaceva percorrere in bici partiva da via Roè, passava a sinistra del cimitero e usciva in via Cabianca. In giugno era tutto pieno di papaveri e camomilla.Â
Nel marzo 1967 e 68Â sono andato alla visita militare in via Cantarane a Verona. Sono stato scartato per insufficienza toracica. La seconda volta, dopo la visita io e il compagno F* siamo andati al cinema Bra per vedere il primo film dove si vedeva il nudo integrale. Poi io sono tornato a Cerea in autostop.
Nel dicembre 1967 andai a fare l operatore al cinema Principe. Lavoravo un paio di sere la settimana e guadagnavo Lire 1.500 a sera. Mi ha insegnato Maggiorino e io a mia volta ho insegnato a Nazareno, Fausto. Lì ho conosciuto un altro operatore: Fernando fratello di Luigi. Alle domeniche il teatro era zeppo di persone venute per vedere i film wester all italiana e i film musicali con Morandi e la Pavone. Si pagava lire 360 come resto c erano le caramelle. Nella sala c era un fumo tremendo e moltissime persone in piedi. Invece nelle sere infrasettimanali c era poca gente e bei film: , con Barbara Steele, , , e altri. In estate 1968 lavorai saltuariamente, poi ripresi nell inverno successivo e smisi definitivamente nel 1969.
Ritorniamo al 1968. In inverno al bar dei preti facevo il gioco delle 3 carte o della cordicella per guadagnare qualcosa. Nelle fredde domeniche pomeriggio di febbraio 1968 andavo a Minerbe in autostop accompagnato da Giuliano R* o da un altro amico. Nel bar della stazione facevo il gioco delle 3 carte. Il juke box suonava  di Caterina Caselli, di Johnny Dorelli.Â
La seconda domenica di maggio 1967 andai in bici alla sagra di Bevilacqua dove conobbi una ragazza di nome Mariarosa abitante a s. Vito di Legnago, e rimasi con lei tutto il pomeriggio. Tornai a casa passando per Minerbe e S. Vito. La mattina dopo, lunedì, dopo aver fatto colazione con pane e budino, mio padre mi portò a Bovolone in furgone. Avevo zaino, sandali, Lire 100.000 dentro un sacchetto ed ero deciso a raggiungere Londra. Era un giorno caldo di sole. In autostop raggiunsi Verona. A Verona feci l autostop e mi raccolse un signore che andava a Torino in autostrada dopo essere stato dalla fidanzata a Reggio, mi pare. Mentre avanzavamo vedevo un coperchio sopra il cielo in fondo alla strada. A Milano mi scaricò sulla autostrada e io dovetti percorrere lo svincolo a piedi. Ciò era pericoloso e inoltre due poliziotti volevano multarmi. A Milano attraversai un ponte in ferro e feci l autostop per Como. Arrivato a Como pioveva e faceva freddo. Sotto la pioggia raggiunsi a piedi l
ostello, dove soggiornai un paio di giorni. Poi sempre in autostop raggiunsi Lugano. In città comprai tabacco da pipa, cioccolata e vidi Playboy esposto in edicola. A Lugano feci l autostop per il Brennero, ma poiché nessuno mi faceva salire ritornai a Como, all ostello. Passando a piedi dalla dogana non denunciai quello che avevo e lo misi sopra allo zaino. I doganieri perquisirono lo zaino in profondità e non trovarono tabacco e cioccolata. Con il clima cattivo mi ero raffreddato e comprai gocce per il naso e sciroppo per la tosse. Avevo anche rotto i sandali. Il padrone dell ostello era un vecchietto poco socievole. Nelle cucine c era sporcizia, nelle camerate il mio letto doppio dondolava. Inoltre continuava a piovere. Per guadagnare qualcosa, un ragazzo napoletano raccoglieva le bottiglie vuote di latte lasciate all ostello e le riportava alle latterie (incassava i soldi delle cauzioni pagati da altri). Io lo accompagnavo portando le bottiglie vuote; ma erano di tante marche e
ogni latteria trattava una sola marca, quindi bisognava camminare per la città e visitare tante latterie per vendere tutte le bottiglie. In un negozietto compravo i libri della serie KKK usati. Mi trovavo male e così alle 5 di un pomeriggio presi il treno per Londra. In treno mi misero con un inglese sordo. Era un pomeriggio piovoso. Il tempo era sempre peggio ed io stavo male. Soffrivo il mal d auto, con vomito e nausea. Per tutta la notte non riuscii a dormire. Al mattino alle 11 appena mi restituirono il passaporto scesi alla prima fermata. Non sapevo neanche dove ero. Faceva freddo come se dovesse nevicare. La stazione era grande di pietra scura e non riuscivo a trovare l uscita. Finalmente la trovai; sul cartello c era scritto Sortie. La città si chiamava Valencenness nel nord della Francia. Dopo essermi scaldato in stazione, dopo aver mangiato, visitato un po  la città e spedito una cartolina, presi la decisione di ritornare, anche perché i soldi scarseggiavano. Così quella ser
a presi il primo treno e al mattino seguente ero a Chiasso. Con l autostop arrivai a Cerea. Lì faceva caldo, bel tempo e mangiai le ciliegie del mio albero in cortile.
Nell agosto 1967 o 68 sono andato con i genitori a sentire la musica in piazza s. Rocco, sagra di Legnago. Poi abbiamo visto i fuochi sull Adige. Nell estate 1968, mi pare, mi piaceva una brunetta magra di nome Elisabetta. Lei veniva alla sera, col fratello Marcellino, nel campo parrocchiale e io la spingevo sull altalena. Alle domeniche d estate andavo a spiare le ragazze che facevano pipì ai gabinetti della casa della gioventù.
In luglio 1968 conobbi un nuovo amico Gianni S* che faceva il benzinaio e possedeva un motorino Legnano. Facemmo amicizia e insieme ci dedicammo alla caccia sistematica delle ragazze. Io avevo i capelli lunghi,mi ero comprato jeans neri super Rifle, camicia a fiori, collana in alluminio e tenevo questi vestiti in un sacchetto nell osteria di Roberto. Prima di partire andavo a prendere i vestiti e lungo la strada mi cambiavo e mi scioglievo i capelli. Al ritorno riportavo i vestiti da Roberto, poiché in famiglia non mi permettevano di vestirmi così. Già dovevo lottare in casa per tenermi i capelli un po  lunghi. Quella camicia fece una strana fine: alla sagra di Cerea nel 1969 ero insieme a Gianni S*, quando passammo vicino a un banco che vendeva camicie a fiori a 2500 lire. Io dissi a Gianni per 1000 lire gli darei la mia . Il venditore mi sentì e mi porse un biglietto da 1000. Gli diedi la camicia con attaccati i distintivi; sotto avevo una maglietta rossa. In seguito vendetti anc
he i pantaloni e in futuro comprai tanti jeans neri che tengo in casa.
Dunque nel 1968 andavamo, io e Gianni S*, con il suo motorino a tutte le sagre, nelle domeniche pomeriggio e anche di sera. Una volta andammo perfino al Piper, un ballo sulle Torricelle di Verona. Arrivammo su ma non mi bastavano i soldi per entrare, così aspettai fuori. Dopo scendemmo e trovammo una ragazza con cui parlare. Al ritorno di sera l amico che era con noi forò il suo motorino. Noi lo abbandonammo e fece la strada a piedi fino a Cerea. Nell inverno 1968- 69 Gianni S* trovò la fidanzata così persi anche questo amico. Comprai il suo ciclomotore per 15.000 lire. Era un telaio Legnano, rosso, con 3 marce e motore Sachs 48. Io e mio padre comprammo i pezzi da M. a Legnago, poi lo smontammo e rimontammo tutto. Mettemmo in moto il motore mentre si trovava ancora sul banco del negozio. Il motore si avviò. E in marzo 1969 il ciclomotore era pronto!
Quel ciclomotore mi ha dato grandi soddisfazioni. Sono andato a sagre a caccia di ragazze. Ho visitato paesi nuovi, campagne Ricordo una sera di novembre eccezionalmente calda; sono andato in via Cabianca, in una fattoria dove seccavano la polenta col vapore. In una notte di aprile andai in motorino dietro il bosco della Marchesa e vidi una forma bianca come una donna, sentii un profumo amaro: era un cespuglio di frassino in fiore. Un tardo pomeriggio di fine agosto percorsi via Piatton. Oltre la ferrovia mi aspettava uno scenario suggestivo causato dai molti temporali: la villa era seminascosta dagli alberi fradici; faceva freddo, l erba del sentiero era bagnata, dal fiume Fossa saliva la nebbia e c erano giganteschi cespugli di datura stramonio. Una sera di maggio vidi sorgere la luna oltre i campi di grano, bella come una sposa. Una sera d agosto sopra il pilastro di una fattoria di Angiari vidi un cocomero con occhi naso bocca e una candela all interno. Era una immagine molto s
uggestiva nel silenzio e semioscurità di quella sera in campagna.Â
Una sera di novembre 1968 a Verona i genitori mi comprarono alle bancarelle un giubbino da motociclista nero in pelle. Questo giubbino mi piaceva molto e l ho indossato per molti anni. (E quello che si vede nella mia foto dove scrivo con la penna d oca). In un altra occasione in maggio siamo andati dal mitico Basevi a Verona; era una casa alta, stretta, vecchia e cadente, color giallo, con finestre piene di inferriate. Per entrare si attraversava un ponte di assi. Il negozio era scuro e tetro e lì si trovava tutto il mondo Beat: jeans, stivaletti, camicie a fiori, zaini, cinturoni, giubbini divise e anche indumenti usati. Questo posto era la mecca degli hippies.Â
Per tutto l estate 1969 mi dedicai alle sagre nei piccoli paesi. Fu un esperienza bellissima e indimenticabile. Conobbi ragazze, scoprii bellezze paesaggistiche, storiche, folklore, personaggi strani Alle sagre ho avuto l opportunità di incontrare personaggi eccezionali: girovaghi, beatnik, biscazzieri, artisti. Esempio: ho visto un grassone soprannominato Macchina che soffiando fra le dita messe in un certo modo suonava come se avesse un flauto! Le sagre non erano convenzionali come quelle attuali; allora si incontravano personaggi stranissimi e giochi ancor più strani; ho visto il gigante che teneva 2 bottiglie con una mano; c era l uomo che faceva il gioco della cordicella oppure della catenina: bisognava infilare il chiodo al centro di un nastro arrotolato; tirando l estremità , se il chiodo restava dentro alla corda vinceva, se restava fuori perdeva. Il gioco delle 3 carte, eseguito anche con 3 specchietti. Il gioco dei bussolotti o ditali o campanelli. Il gioco del pendolino:
 bisognava colpire un birillo col colpo di ritorno di un pendolo. Il gioco delle stecche: usando 2 stecche da biliardo bisogna spostare un dado di legno sopra un tavolo. Il gioco dei dischi: con 5 dischi di ferro bisognava coprire interamente un disco bianco disegnato sul tappeto. C erano le slot machine, le pescasigarette, le peepshow (macchinette dove si introduceva una moneta e si vedevano per mezzo minuto da un oculare, donnine in bikini). Una sera a Cerea ho assistito a uno strano incidente: a un ragazzo è caduto in testa un tubo al neon staccatosi dall autoscontro. Negli anni 60 a Cerea è arrivato anche il fachiro che si faceva incatenare, piantare gli aghi sulle braccia e si sdraiava sui pezzi di vetro.
Nel 1968 69 aiutavo mio padre a riparare i juke box. Ne arrivavano di bellissimi marca Ami, Rok Ola, Jupiter, Seeburg; così guadagnavo qualche moneta extra recuperata dentro il macchinario. I dischi erano straordinari e veniva ad ascoltarli anche l amico Gianfranco. Fu lui a suggerirmi di comprare i dischi a 400 lire da C* a Verona e rivenderli qui a 600 lire (In negozio i 45 giri costavano 850 lire). Il primo disco che comprai fu il meraviglioso Bang Bang dell Equipe 84. In seguito comprai molti altri dischi e vendetti anche vecchi dischi da juke box.Â
A fine 1968 mio padre vendette il palazzo. Mio padre cessò per qualche mese l attività per trasferirci a Garda dove si accaparrò un terreno. Ma a fine anno si pentì; ruppe le trattative con Carlo, restituì caparra doppia perdendo la caparra di Garda. Poi riprese il vecchio lavoro di riparatore radio e Tv. Fu un brutto errore che ci costò soldi e sofferenze.  Â
Nel 1969 tutti pomeriggi mentre studiavo nel negozio di mio padre vedevo passare la fila delle bambine che andavano dalle suore. Una bambina bella, bionda, magra, con occhi chiari mi guardava sempre. Una volta mi salutò e in seguito facemmo amicizia. La bambina aveva 9 anni, si chiamava Lucia  ed era orfana di padre. Mi confessò che si era innamorata di me, che non aveva più voglia di mangiare. Mi presentò a sua madre, mi invitò a casa sua. Alla fine mi innamorai anche io di lei e andavo a guardarla in fondo al mio cortile fra gli alberi di elianto, mentre lei stava alla finestra del collegio. Una volta le ho fatto fare un giretto sul mio motorino; un altra volta siamo stati insieme alla sagra di Cerea. Lucia diventò una donna bionda, si sposò, ebbe figli. Ancora adesso la vedo ma non mi saluta più. A quel tempo le dedicai una poesia.Â
Nel 1967 circa in una antologia di storia di fantasmi (Einaudi) il curatore ringraziava il Conte Roberto di Marmorito. Gli ho scritto e da allora siamo diventati amici. Lui diventò il mio maestro in Letteratura e negli anni successivi mi consigliò titoli, libri, novità , eccetera. Provai a frequentare gli ambienti culturali a Verona, ma erano molto arretrati. La società letteraria apriva solo di sera e c erano solo vecchi barbogi. Frequentai la biblioteca pubblica ma il servizio era pessimo causa eccessiva burocrazia. Per avere un libro bisognava compilare la domanda con penna a inchiostro (la biro non era accettata) pagare 10 lire per la marca da bollo, attendere 1 o 2 ore per la consegna. A volte c era lo sciopero, i lavori in corso sullo scaffale, oppure il libro non era consentito. Una volta gli impiegati non vollero ritirare il libro finchè non fosse terminato lo sciopero. Un altra volta sono entrato senza bussare nell ufficio del direttore e aveva una donna sdraiata sulla scriva
nia. Così preferivo comprare i libri a Verona da Ghelfi Barbato in via Mazzini e alla libreria Campane (ora estinta). In quei tempi frequentare una libreria era difficile poiché non esisteva il self service e mancava il tempo di scegliere. I libri erano tutti dietro il banco e appena entravo una signora che metteva soggezione chiedeva subito che cosa volevo, senza lasciarmi il tempo di guardare. Negli anni 67 68 69 frequentai la libreria di Marisa in via Roma. Ai primi anni 70 mamma mi segnalò una nuova libreria. Ci andai. Era la Cortina in via Cattaneo a Verona. Sono stato uno dei primi clienti di quella bella libreria che praticava il 10% di sconto. Lì ho conosciuto il simpatico gestore Alfredo e ho fatto amicizia col bibliofilo Gesuado. Poi frequentavo le 2 bancarelle in via Mazzini e 2 in piazza Erbe.
Io leggevo molti libri in quegli anni e poi li rivendevo a prezzi irrisori alle bancarelle a Verona o li davo a Renato. Con la guida del Conte lessi: De Sade, Masoch, Lovecraft, Poe, M. R. James, Le Fanu, Petrus Borel, Huysman, Baudelaire, Barbey D Aurevilly, Nodier, Algernon Blackwood, Bram Stoker, Clark Asthon Smith, Ramsey Campbell, Hoffman, Gustav Meyrink, Saky, Sarane Alexandrian, Lautremont, Jean Ray, Machen, Hans Heinz Ewers, Onions, Cinthia Asquit, De Quincey, Mary Shelley, Walpole, Radcliffe, M. G. Lewis, C. R. Maturin, Kubin, eccetera. Leggevo anche libri di Metapsichica, Occultismo, Magia, Spiritismo: Ernesto Bozzano, Gastoni De Boni. Lo specchio della magia di Kurt Seligman, Il tesoro delle scienze occulte di Grillot de Givry, Il dizionario dell occultismo di Tondreau, Libro dei dannati di Charles Fort, Mattino dei maghi di Pauwel Berger, Universo Proibito di Talomonti, Kolosimo, Stephen Rynne L Irlanda, ecc. Studiavo botanica, zoologia, etologia, cosmologia, astronomi
a, psicologia, sessuologia, etnologia, linguistica, filosofia occidentale e orientale, enigmistica, calcolo delle probabilità , ecc. La psicopatia sessuale di Kraft Ebing, Freud, Jung, Adler, Theodor Reik Amore e lussuria, Il ramo d oro di Frazer, L origine della spece di Darwin, Dizionario Filosofico di Voltaire, Bertrand Russel, Essential of english grammar by Otto Jaspersen, Language in thought and action by Hayacawa, Story of language by Mario Pey, Linguistic by David Crystal, Al di là del bene e del male di Nietzesche, Perché non sono cristiano, Matrimonio e morale, La conquista della felicità di Russel, ecc. ecc.
Nel 1968 scrissi 3 brutti romanzi e nel 69 ne spedii uno alla Wamp (la vecchia ERP Roma) e naturalmente non fu accettato. Scrivevo anche molte poesie. Nel 1968 spedii un manoscritto con oltre 30 poesie all editore Gabrieli di Roma. 4 poesie furono stampate nell antologia Giochi di Immagini. L antologia venne ristampata ma io non l ho mai comprata e tutte le poesie andarono perdute.Â
Nell inverno 1969-70 mi iscrissi a una scuola media privata. La scuola consisteva di 3 stanzette in via Borghetto riscaldate da una stufetta a gas ed era gestita dalla professoressa comunista Alba  e da sua figlia Simona. L atmosfera era stimolante e gioiosa. Là mi innamorai di una ragazza bionda di nome Bianca. Quella scuola serale è stata una piacevole esperienza; eravamo in 10 e diventammo tutti amici. Per i primi mesi vennero anche Fiammetto, suo padre Giovanni, mio padre, Gino (un amico di mio padre) allo scopo di imparare l inglese. Alla scuola quello che mi indisponeva maggiormente erano i problemi: in una vasca di 50 litri c è un rubinetto che perde un centilitro al minuto; in quanto tempo ? Al diavolo! Chiudete il rubinetto o chiamate l idraulico! Nell estate 1970 andammo agli esami a Salizzole. Io andai in motorino portando anche una ragazza da Terrazzo. C era stato lo sciopero dei professori e fummo tutti promossi. Io avevo scritto un tema discreto, ma credettero che lo
avessi copiato e mi diedero la sufficienza. Dopo di allora tutti quegli amici scomparvero. In seguito andai a trovarne qualcuno: Renzo, Loredana, Maurizio, Franca, Marco. Nell estate 1970 ancora sagre, letture e nell inverno 70-71 frequentai la scuola guida e presi la patente. Ma non avevo i soldi per comprare l automobile.
 John Smith
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